#GiroDItalia – 20° tappa: show di Nibali che conquista la Maglia Rosa. Lo squalo è nella storia!

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Il Giro d’Italia è nuovamente di Nibali! Splendida, straordinaria, miracolosa rimonta del messinese dell’Astana, che conquista la maglia rosa nella penultima tappa della 99esima edizione e, di fatto, vince la corsa. Domani passerella festante con arrivo a Torino.

La ventesima frazione, dalla francese Guillestre a Sant’Anna di Vinadio (CN), è vinta da Taaramae, che si impone per distacco su Atapuma (rientrato fra i primi dieci della generale). A brillare, però, soprattutto il cambio di maglia rosa, con Nibali che brucia in extremis Chaves. Cambia anche il podio, con Valverde che sottrae la terza piazza allo sfortunato Kruijswijk.

Riavvolgiamo le emozioni. La partenza da Guillestre, i primi scatti di Cunego e Nieve prontamente annullati dal gruppo, il tentativo di Foliforov con medesimo esito. E poi la fuga vera, con Kangert (compagno di Nibali), Atapuma, Dombrowski, Foliforov, Denifl, Nieve, Giovanni Visconti, Gianluca Brambilla, Rybalkin e Taaramae. Il gruppo della maglia rosa lascia correre poiché trattasi di uomini non di classifica.

Dieci chilometri dopo lo start, ecco la prima salita: il Col de Vars, con un allungo nel gruppone di Valverde prontamente rintuzzato dalla maglia rosa Chaves e dagli altri big. Null’altro accade, con i migliori a rispettivamente controllarsi. Interessante il duello fra i fuggitivi, con vari avvicendamenti e ribaltoni.

Nulla di importante neanche sul temuto Col de la Bonette: l’unica novità riguarda la maglia azzurra riservata ai leader dei gran premi delle montagne. Mikel Nieve, in virtù del passaggio per primo sulla seconda asperità di giornata, sottrae la “casacca” al nostro Damiano Cunego.

E poi, dopo 30 chilometri di discesa, il Colle della Lombarda, ove tutto accade. Il forcing fra i migliori da parte di Scarponi (gregario di Nibali)provoca il disgregamento del gruppo della maglia rosa. All’allungo di Scarponi replicano, oltre naturalmente a Nibali, la maglia rosa Chaves, Valverde, Kruijswijk, Majka, Uran e la maglia bianca Jungels. I migliori ci sono tutti, tranne Pozzovivo in piena crisi, anche se Chaves e Kruijswijk non appaiono in grande spolvero.

Strategia perfetta da parte dell’Astana, la squadra kazaka di Nibali. Si sposta Scarponi e contestualmente attacca il capitano peloritano, che si avvantaggia su tutti i big. Nessuno lo segue, anzi subito crolla Kruijswijk, che accusa i postumi della caduta rimediata venerdì con annessa frattura di una costola. Valverde e Chaves non rispondono allo scatto di Nibali, ma limitano le perdite in una ventina di secondi.

Nel frattempo Nibali trova per strada Kangert, volutamente staccato dalla fuga testa della corsa per aiutare il proprio leader. L’estone tira per pochi chilometri, consentendo a Nibali di rifiatare e poi ripartire con ancora più convinzione. Dietro intanto Uran, capitano della Cannondale, prova ad improvvisarsi compagno-gregario d’eccezione della maglia rosa Chaves, in omaggio ad uno spirito patriottico (entrambi colombiani) che però non premia. Chaves fatica lo stesso; Uran lo stacca e raggiunge Valverde, che a sua volta beneficia dell’apporto dell’ex fuggitivo-compagno di squadra Giovanni Visconti (anch’egli rialzatosi per ordini di scuderia).

Nibali prosegue imperterrito e transita al GPM del Colle della Lombarda con una quarantina di secondi su Chaves: è già praticamente maglia rosa virtuale (stamani partiva con 44 secondi di ritardo). Nella successiva discesa il siciliano aumenta il proprio vantaggio e nello strappo conclusivo di 2,5 chilometri confeziona la propria eccezionale rimonta. Un capolavoro.

Nel frattempo la tappa era già finita con la vittoria, la prima al Giro, di Taaramae, che aveva coronato la fuga scattata nei primi chilometri. Tutto però ed ovviamente oscurato dal trionfo di Vincenzo Nibali.

Che alla fine vince il Giro 2016, il secondo personale dopo quello del 2013 (ultimo successo italiano). Proprio lui, distante dalla maglia rosa (allora Kruijswijk) 4’43’’ a tre tappe dalla fine. È riuscito in due giorni, con due prodezze, a ribaltare un Giro che stava assumendo i contorni di un incubo.

Un grande, un campione Vincenzo Nibali. Sul podio anche Chaves e Valverde, che sul gong estromette lo stoico Kruijswijk. Quinto Majka, sesto Jungels, settimo Uran, ottavo Amador, nono Atapuma (con la fuga ha guadagnato tre posizioni), decimo Siutsou. E domani la passerella con arrivo a Torino.

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