#GiroDItalia – 17° tappa: trionfa a sorpresa Kluge che beffa i velocisti, Kruijswijk si conferma in Rosa

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Altro che volata annunciata! Roger Kluge vince per distacco la diciassettesima e quintultima tappa del Giro d’Italia; una vera beffa per i velocisti, Nizzolo e Modolo su tutti, clamorosamente colti impreparati. Steven Kruijswijk mantiene agevolmente la maglia rosa.

La frazione, da Molveno (TN) a Cassano d’Adda (MI) per un totale di 196 chilometri, è di facile sintesi. Già dopo due chilometri dallo start parte la fuga di giornata, che si infrangerà solamente ai mille metri dall’arrivo. A promuovere lo scatto i soliti Zhupa della Southeast e Daniel Osso della BMC, cui aggiungere Brutt della Thinkoff. I tre raggiungono un massimo vantaggio pari quasi a sei minuti, ma non riescono ad acquisire grosso margine. Il gruppo della maglia rosa, infatti, controlla a distanza gli attaccanti perché il traguardo pianeggiante è troppo invitante per gli sprinters rimasti in corsa. Di fatto, la penultima possibilità per i velocisti, prima del finale domenicale di Torino.

Dai meno 40 chilometri il plotone assottiglia ulteriormente il divario dal terzetto testa della corsa, il cui margine residuo è di poco superiori al minuto. Il vero punto di svolta però si verifica al traguardo volante di Calcio, momento in cui Zhupa, Oss e Brutt precedono di poche centinaia di metri il gruppo inseguitore. Da quest’ultimo improvvisamente evadono l’FDJ Konovalovas, il Lotto Soudal Bak ed il Katusha Belkov, i quali con poche pedalate si riportano sui fuggitivi della prima ora.

I sei al comando, con cambi regolari, guadagnano sino a 45 secondi sul gruppo dei migliori; rimarrà memorabile il roteare delle dita della mano destra di Bak che, con gesti ed atteggiamenti da sergente navigato, invita i compagni di attacco a frequenti avvicendamenti in cima al trenino.  La strategia del danese effettivamente è fruttuosa perché, pur progressivamente perdendo qualche secondo al chilometro, la fuga raggiunge quasi incontrastata l’ultimo chilometro. In ciò agevolata dall’andatura da crociera nel gruppo della maglia rosa, all’interno del quale peraltro le squadre dei fuggitivi tentano con blocchi ostruzionistici di rallentarne l’incedere.

Transitati sotto il triangolo rosso dei meno mille metri dal traguardo svanisce il sogno dei sei, con il gruppo che diviene compatto ma solo per pochi millesimi di secondi. Appena dopo il ricongiungimento c’è l’ attacco fulmineo di Filippo Pozzato, che mantiene la testa della corsa per cinquecento metri salvo arrendersi sul più bello. L’inseguitore Kluge infatti, con una pedalata da cronometro, a testa bassa e rimanendo seduto si riporta prestamente su Pozzato e raggiunge incontrastato la linea di arrivo dopo una personale volata di 400 metri. Kluge precede i disattenti e deconcentrati velocisti: solo piazzamenti per la maglia rossa (classifica a punti) Giacomo Nizzolo e Niklas Arndt della Giant Alpecin. Completano le prime posizioni Sasha Modolo e Matteo Trentin, rispettivamente quarto e quinto.

Trionfa il 30enne tedesco Kluge, prima vittoria al Giro d’Italia e seconda partecipazione consecutiva dopo il penultimo posto in classifica generale del 2015. Trionfa anche la squadra IAM Cycling, che ottiene il primo successo in questa edizione e che purtroppo ha annunciato la chiusura dell’attività per mancanza fondi a fine stagione.

Perdono, e malamente, i velocisti. Soprattutto gli italiani Nizzolo e Modolo, rimasti nuovamente a secco nonostante i ritiri dei più quotati Greipel e Kittel. A peccare oltre agli sprinters anche le squadre di riferimento, che hanno gigioneggiato permissivamente e solo tardivamente sono rinvenute sulla fuga di giornata.

Mantiene indisturbato la maglia rosa l’olandese Steven Kruijswijk, che però sarà atteso da tre giorni di fuoco nei quali si deciderà il vincitore della 99esima edizione. Invariati i distacchi in classifica generale. Ed ora si fa sul serio, a partire da domani con l’arrivo di Pinerolo.

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