Un’altra stagione da “Zeru tituli” per la Roma. La bacheca piange, drammaticamente ferma alla stagione 2007/2008 (Coppa Italia), mentre dal punto di vista economico la gestione Sabatini ha lasciato qualche rimpianto. Grandi plusvalenze e grandi flop hanno infatti caratterizzato l’esperienza del direttore sportivo nella Capitale. Ma mentre le plusvalenze incidono solo nel bilancio in cui vengono iscritte, gli esuberi rimangono a carico della società anche se in prestito altrove (è il caso di Iturbe e Doumbia), appesantendo il conto economico del club giallorosso. Che adesso è costretto a vendere i propri pezzi pregiati: al nuovo DS Monchi servirà un miracolo per mantenere lo stesso livello di risultati. Il suo passato con il Siviglia, però, induce a riporre fiducia nel dirigente spagnolo.
Sono Monchi, risolvo problemi
200 milioni di plusvalenze. Più delle tre Europa League consecutive conquistate, la prima parola quando si pensa al nuovo direttore sportivo della Roma è proprio “plusvalenza”, soprattutto vista la sua capacità nel mantenere al top un club dalle risorse limitate come il Siviglia. Monchi, oltre ad avere la fama di gran venditore, è prima di tutto un vincente. La realtà della città andalusa, in fondo, non era molto dissimile rispetto al clima della Capitale (ovviamente a livello sportivo). Questa sua dichiarazione ai tempi del Siviglia lo dimostra: “Quando ero piccolo l’obiettivo della stagione era vincere il derby e questo ci rendeva mediocri. La nostra aspirazione non poteva essere questa: mi piace vincere il derby ma abbiamo altri obiettivi molto più grandi, come vincere trofei”. Parole che sembrano cucite addosso alla realtà giallorossa, soprattutto in questi giorni di depressione post-derby. Per questo ha subito sottolineato la fame di vittoria al suo arrivo a Roma: “Non abbiamo un cartello con scritto ‘si vende’, bensì con uno scritto ‘si vince'”.
Eppure anche lui è consapevole del fatto che sarà necessario fare qualche sacrificio. La differenza la farà la sua capacità di reinvestire quanto ottenuto dalle cessioni. Kostas Manolas sarà probabilmente il primo a lasciare la Capitale. Troppi i milioni offerti dall’Inter per poter rifiutare. Si ripresenta il solito, annoso problema della ricostruzione della linea difensiva giallorossa, troppo spesso rivoluzionata in queste stagioni. La prima questione sul tavolo sarà però quella del portiere. Szczesny è infatti a Roma in prestito dall’Arsenal, mentre in panchina scalpita Alisson, pagato oltre 7 milioni di euro per ricoprire lo scomodo ruolo di secondo. Probabile una staffetta definitiva, visto che il numero uno brasiliano ha dimostrato in Europa League di essere sufficientemente affidabile, mentre Skorupski (sempre di proprietà della Roma) ha parecchio mercato grazie alle ottime stagioni ad Empoli. Altro punto chiave riguarda il rinnovo di Daniele De Rossi, da tutti definito ad un passo. Il centrocampista giallorosso è pronto a prendersi la fascia da capitano nel primo anno d.T. (dopo Totti); l’abbandono del fuoriclasse è infatti una delle certezze e rinunciare ad un altro leader come il numero 16 potrebbe essere fin troppo rischioso.
La speranza dei tifosi è che le esigenze di bilancio non portino a cedere anche Radja Nainggolan (destinazione Chelsea), vero top player del centrocampo giallorosso, mentre il futuro di Kevin Strootman appare maggiormente legato alla Roma. In attacco Salah, Dzeko e Perotti sembrano destinati a rimanere, anche se l’idea di monetizzare la stagione monstre dell’attaccante bosniaco potrebbe stuzzicare. Allungare la panchina potrebbe essere la chiave per lottare su tutti i fronti: in questa stagione l’assenza di alternative ha costretto Spalletti a puntare sempre sullo stesso 11 titolare. Tutto passa, però, dalla scelta del (eventuale) nuovo allenatore.
Ad oggi (5 maggio) infatti il futuro di Luciano Spalletti non è ancora stato deciso. La seconda esperienza del tecnico toscano sulla panchina giallorossa può essere sintetizzata in una parola: chiaroscuro. Da un lato la grande rimonta della scorsa stagione, dall’altro la sconfitta nei preliminari contro il Porto (con successivo buco in colmabile nel bilancio, derivante dai mancati introiti della Champions League). Da un lato l’ottimo secondo posto in campionato (ancora da conquistare), dall’altro la sconfitta in semifinale di Coppa Italia contro la Lazio. La bilancia appare sostanzialmente in equilibrio, ma la sensazione è che le parti potrebbero rimanere insieme qualora Spalletti non trovi un’altra soluzione (Inter?). Una permanenza che potrebbe far bene ad entrambe le parti, visto che sul mercato degli allenatori appare difficile trovare un’alternativa di pari valore. Per quanto riguarda il mercato in entrata, impossibile fare nomi concreti. Ai tifosi non resta che affidarsi all’intuito e alla bravura di Monchi, abile nello scovare talenti in giro per l’Europa grazie alla sua rete di collaboratori e scout sparsi in tutti il mondo. Vincere subito, però, rimane una vera e propria utopia. Servirà, ancora una volta, tanta pazienza.
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