Da Berlino a Cardiff: undici a confronto

Da Berlino a Cardiff la Juventus, due anni dopo, è nuovamente in finale di Champions League. Rispetto alla sfida con il Barcellona sono cambiate molte cose, vediamo le differenze nella formazione titolare e nel cammino fino alla finale.

Undici a confronto

La differenza è tanta, sotto gli occhi di tutti. Dalla Germania al Galles la Juventus ha cambiato ben 9 giocatori. Partiamo dalla fase difensiva, Buffon e Bonucci sono i reduci dalla finale contro i Blaugrana, e condividono il reparto con Chiellini (assente nel 2015 per infortunio) e i due brasiliani Dani Alves e Alex Sandro. Rispetto alla gara di Berlino Allegri utilizza un modulo differente e, a partire dal centrocampo, troviamo tutti nomi nuovi. Non c’è più il trio formato da Marchisio, Pirlo e Pogba ma la coppia Pjanić – Khedira, chiamata a dare quantità e qualità per supportare i 4 attaccanti.Juve

Sulla trequarti è partito Arturo Vidal, il cileno è stato sostituito dai tre trequartisti anomali Cuadrado, Dybala e soprattutto Mario Mandžukić. Infine, in avanti, la coppia che fece sognare i tifosi bianconeri formata da Tevez e Morata è andata via, al loro posto è arrivato Gonzalo Higuain. L’argentino, l’acquisto più costoso nella storia del club bianconero, è stato preso proprio per la realizzare il sogno Champions League ed ora dovrà vedersela, molto probabilmente, con la difesa Merengues nell’ultimo atto.

Juve.1

Il cammino

La Juventus del 2015 era arrivata alle semifinali stupendo tutti, quasi in punta di piedi: fuori Borussia Dortmund e Monaco e poi la vittoria con il Real Madrid che ha spalancato le porte per Berlino. Quest’anno invece i bianconeri arrivano in maniera diversa, una consapevolezza maggiore rispetto al passato, confermata dalla schiacciante vittoria sul Barcellona per 3 a 0. Grandi meriti di questo passo in avanti sono sicuramente di Massimiliano Allegri, il tecnico arrivato per sostituire Antonio Conte in un clima tutt’altro che facile ha saputo conquistare tutti con i risultati sul campo. In questa stagione, oltre la vittoria contro Messi e compagni, la Juventus ha eliminato in scioltezza prima il Porto (ottavi di finale) e ieri sera, in semifinale, il Monaco. Ora si apre un periodo ancora più difficile, i bianconeri domenica saranno impegnati contro la Roma per ipotecare lo Scudetto mentre mercoledì 17, sempre a Roma, contro la Lazio si disputerà l’ultimo atto della Coppa Italia.

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ChampionsLeague, Juventus – Monaco: le probabili formazioni

Ultime ore per Massimiliano Allegri prima della gara contro il Monaco. Il tecnico della Juventus, per la semifinale di Champions League, deve sciogliere il dubbio tra Dani Alves e Cuadrado sulla fascia destra. Se la scelta cadrà sull’ex Barcellona allora il modulo sarà 3-4-2-1 con l’inserimento, in difesa, della BBC. Se invece toccherà all’esterno colombiano si continuerà con il 4-2-3-1. Rispetto alla gara di andata torna a disposizione Khedira, che ha scontato la giornata di squalifica. In casa Monaco sono attesi grandi cambiamenti. Ieri, in conferenza stampa, il tecnico Jardim è stato chiaro:  “Bisognerà cambiare qualcosina, perchè magari utilizzando gli stessi elementi il risultato sarà lo stesso”. Il tecnico portoghese proverà fino all’ultimo a recuperare Mendy per la fascia mentre in avanti molto dipenderà dalla super coppia Falcao – Mbappè.

Le probabili formazioni:

Juventus (3-4-2-1): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Alex Sandro, Pjanic, Khedira, Dani Alves/Cuadrado; Dybala, Madzukic; Higuain  Allenatore: Allegri.

MONACO (4-4-2): Subasic; Dirar/Mendy, Glik, Jemerson, Sidibe; Silva, Fabinho, Bakayoko/Moutinho, Lemar; Falcao, Mbappe. Allenatore: Jardim.

 

 




ChampionsLeague – Monaco, la conferenza stampa di Jardim e Sidibé

Alle 19.45 Leonardo Jardim e Sidibé interverranno in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro la Juventus.

Inizia il difensore:

Come potete fare per crederci?

“Se siamo qui è chiaro che fin dall’inizio noi crediamo in questa competizione, abbiamo perso il primo round, ma in questo ritorno cercheremo di fare il possibile per fare una grande partita, mantenere l’entusiasmo, il giusto ritmo e batterci fino in fondo”.

Avete parlato tra di voi per creare una voglia di rivalsa?

“No, una rivalsa no, è chiaro che dopo aver perso all’andata eravamo delusi. Non eravamo assolutamente finiti. In generale siamo sempre riusciti a segnare tanti gol, abbiamo giocato contro una squadra molto molto forte e cercheremo di mettere in campo i nostri valori, il nostro entusiasmo, in modo da creare grattacapi alla Juve”.

Si parla molto della difesa della Juve. Bisogna segnare a Buffon.

“E’ un ottimo portiere, lo ha mostrato anche all’andata. Abbiamo avuto due occasioni e ha fatto due parate veramente straordinarie. Chiaro, eravamo un po’ in difficoltà, si tratta di un ottimo portiere, lo ha sempre dimostrato e lo dimostra ancora oggi. Mostra la sua concentrazione, la sua applicazione. E’ chiaro che dovremo trovare la chiave giusta per fare gol a Buffon”.

Le statistiche in casa della Juve sono impressionanti: una sola sconfitta per un gol di scarto in tutta la storia delle competizioni europee in questo stadio. Sarà un’impresa qualificarsi.

“Potrà essere la seconda sconfitta, ma dobbiamo crederci. Abbiamo datto un’ottima stagione, sia in campionato che in Champions, cercheremo di dare il massimo per vincere. Queste sono le nostre intenzioni e motivazioni, si tratta di un match difficile, però non è impossibile, faremo il massimo”.

Qual è l’approccio?

 “La nostra intenzione è quella di fare la partita perfetta, anche noi abbiamo le nostre qualità, nonostante i giovani che abbiamo. Ma abbiamo talento, quindi dobbiamo finire la partita senza rimorsi, come abbiamo fatto con il Dortmund e il City. Si tratta di match straordinari, bisogna mettere sul campo gli elementi giusti; si può parlare di intenzioni ma dobbiamo dimostrare il nostro valore sul campo”.

Il fatto di avere quasi il titolo in tasca, vi dà maggiore serenità?

“Sì, sapevamo che la partita col Nancy era molto molto importante, ci ha dato molta fiducia per la partita di domani, ci mette nelle condizioni giuste per affrontare la Juventus. E’ chiaro che a livello di testa siamo pronti a giocare una grande partita contro una grandissima squadra”

Temete l’atmosfera dello Stadium?

“Siamo stati a Manchester, a Dortmund, tutti in quanto calciatori aspiriamo a giocare in stadi stracolmi, di fronte a calciatori fortissimi, tutti non vediamo l’ora di scendere in campo per disputare questo match in un ambiente fantastico. Siamo molto contenti di essere qui”.

Siete ottimisti? Avete preparato qualcosa di speciale?

“Speciale non necessariamente, siamo molto concentrati, non partiamo in vantaggio, però comunque sia nel nostro campionato che in Champions abbiamo dimostrato di essere capaci di segnare tanti gol, ci crediamo e siamo qui per questo”

La parola passa al tecnico:

Sta pensando a una soluzione che possa sorprendere Allegri?

“Certo, la Juventus ci ha messo in seria difficoltà e ha messo in qualche modo a tacere i nostri punti di forza. E’ chiaro che se vogliamo qualificarci dobbiamo fare qualcosa di più. E’ una cosa chiaramente molto difficile, chiaramente sì, bisognerà cambiare qualcosina, perchè magari utilizzando gli stessi elementi il risultato sarà lo stesso. Bisognerà apportare qualche modifica”.

E’ nato in Venezuela, qual è il suo attaccamento a questo Paese? Che influenza ha dato Falcao alla squadra?​

“Sì, ho un grosso affetto per questo Paese, ma sono al 100% portoghese, 100% dell’isola di Madeira. Siamo contenti del recupero di Falcao e siamo convinti che continuerà così fino alla fine della sua carriera. Ci aspettiamo grandi cose da lui domani”.

Ci sarà una strategia particolare per domani?

“La strategia è quella di giocare una partita importante di semifinale, l’importante è scendere in campo al 100% delle nostre forze. Mendy potrà giocare se è al 100%, non possiamo prenderci il rischio di metterlo in campo”.

Oggi è al 100%?

“No, no”.

Perchè Dani Alves vi ha creato così tanti grattacapi a Monaco? 

 “Le fasce della Juve sono molto molto forti, Dani Alves e anche dall’altra parte. Dani Alves è un giocatore con enormi qualità, è chiaro che bisognerà fare molta attenzione, però bisogna dire che la Juve è una squadra di altissimo livello, abituata a questo genere di palcoscenici. Ho guardato un po’ la storia di tutti i giocatori, probabilmente il giocatore che ha meno partite tra i giocatori della Juventus, corrisponde a quello che ha più partite tra di noi, vi immaginate bene quindi i rapporti”. 

Siete stati saggi nelle vostre risposte, magari dovrete avere un atteggiamento più aperto e folle domani.

“Io ritengo che domani sia una partita che richiede ovviamente di attaccare, ma bisogna avere la menta libera, molto fredda, perchè se ci scopriamo potremmo subire uno o due gol, quindi dobbiamo assolutamente giocare il nostro calcio. E’ chiaro che l’idea sarebbe segnare un gol nel primo tempo, in modo da giocarci tutte le nostre carte nel secondo tempo”.

Ha avuto l’impressione che la sconfitta dell’andata fosse anche una sconfitta di carattere tattico?

“Credo che la sconfitta della partita di andata sia dovuta alla nostra mancanza di efficacia. Ho visto e rivisto la partita e il numero di tiri in porta che abbiamo fatto sono gli stessi della Juventus, però loro sono stati cinici, sono stati efficaci al 100%, mentre noi non abbiamo fatto gol. E’ chiaro che vi è anche un discorso di maturità. E’ proprio il tasto su cui ho battuto in questi giorni. Il dato che vi ho fornito prima è abbastanza chiaro a riguardo”.

Domani bisogna cambiare a livello di organizzazione o di sistema di gioco?

“Bisogna fare qualcosa di più rispetto alla gara d’andata, se facciamo le stesse cose rispetto alla gara d’andata, dove abbiamo perso, non sarà sicuramente sufficiente. Bisognerà cambiare tante cose, mettere cose nuove sul campo per ribaltare il risultato. Ribaltare il risultato è fondamentale”.

Domani i giocatori sono pronti a dare tutto?

“Sì, sono molto contento, molto fiero di questi giocatori, credo che sicuramente abbiamo fatto molto, siamo arrivati già in semifinale di Champions. Chiaro che tutti vorremmo arrivare in finale, ma voglio dire che a prescindere dal risultato, sono molto fiero di questa squadra, del gioco che abbiamo espresso, nessuno all’inizio dell’anno credeva in noi, che avremmo superato anche solo la fase a gironi e oggi siamo in semifinale. Pertanto domani dobbiamo assolutamente continuare col nostro sogno per poter arrivare in finale, questo deve essere il nostro obiettivo”.

La partita di Nancy ha lasciato dei segni nei giocatori titolari, come Mendy. Sono tutti disponibili per domani?

 “Il Monaco è una delle squadre che ha giocato di più in Europa, è chiaro che abbiamo avuto anche in passato dei piccoli infortuni, dei problemi fisici, con partite ravvicinate dobbiamo assolutamente batterci e la condizione in qualche modo influirà. La Juve praticamente è già campione, mentre noi non ancora. Bisogna in qualche modo puntare sulla nostra freschezza, noi daremo il massimo e cercheremo nonostante tutto di fare il massimo per vincere”.

La Juve è la squadra che vi ha creato maggiori difficoltà? Domani loro giocheranno con la stesso sistema e la stessa organizzazione di gioco?

“Domani, non so. Per me è la squadra, il collettivo che conta, non è tanto una questione di fisico, di tattica, di psicologia, per me il calcio è qualcosa di globale, qualcosa di squadra, pertanto è chiaro che a livello di impostazione difensiva, la Juve ha vinto numerosi duelli a livello difensivo contro i nostri attaccanti, perchè la difesa, la conoscete bene, ha un’ottima qualità con giocatori molto forti a livello fisico, un ottimo portiere che ha fatto due ottime parate. Questo ovviamente l’ha messa in posizione di vantaggio”.

Vi trovate in una situazione difficile, che consigli darà ai giocatori?

 “Ci troviamo in una situazione difficile, questa è una sua osservazione, ma io devo dire che mi trovo in una situazione ottima, nel senso che sono rimaste solo 4 squadre in semifinale, quindi penso sia un’ottima situazione, una situazione positiva. E’ chiaro chi bisogna assolutamente sfruttare la chance della partita di domani, fare in modo che non sia l’ultima partita”.(trascrizione Tuttojuve.com)




ChampionsLeague – Juventus, la conferenza stampa di Allegri e Chiellini (LIVE)

Alla vigilia del ritorno di Champions League contro il Monaco, alle 19.00 interverranno in conferenza stampa Massimiliano Allegri e Giorgio Chiellini. Seguite LIVE le parole del tecnico e del difensore della Juventus. Per aggiornare la diretta basta premere F5!

Il punto più forte della Juventus è la difesa?

CHIELLINI: “La fase difensiva sta tutta nell’equilibrio di squadra, quindi se prendiamo pochi gol è perchè siamo una squadra equilibrata, che ha valori in tutti i reparti, che si sacrifica tutta anche in fase di non possesso. E’ molto semplice, sarebbe riduttivo dare merito ai difensori per aver preso pochi gol o quando segni tanto dare meriti solo agli attaccanti. Il gioco del calcio è bello perchè si gioca in 11 e ci deve essere un’alchimia speciale tra tutti i giocatori. Speriamo di riuscire a mantenerlo in questo modo per un altro modo“.

All’andata non vi hanno mai messo in difficoltà, vi aspettavate di più dall’attacco del Monaco?

CHIELLINI: “Ci hanno messo in difficoltà, eccome! Abbiamo incontrato una squadra molto forte offensivamente, due attaccanti di valore mondiali, sono stati davvero tanto impegnativi. Hanno caratteristiche diverse ma complementari. Falcao e Mbappè sono anche un mix di esperienza e gioventù, di livello altissimo, e abbiamo comunque finito personalmente, ma anche i miei compagni, provati da una partita come quella. Poi hanno anche a centrocampo giocatori di altissima qualità, quindi siamo stati bravi sicuramente come squadra a interpretare la fase difensiva, e non dimentichiamo che abbiamo concesso quelle due-tre occasioni dove Buffon per nostra fortuna non è abituato a dover fare così tanti interventi in una partita. Quindi c’è grande rispetto per una squadra che può metterci in difficoltà”.

Hai parlato di alchimia speciale. E’ solo una questione tecnica o tattica? O anche motivazionale perchè è un trofeo che quasi tutti non avete vinto?

CHIELLINI: “Io penso che i numeri contino ma relativamente, quest’anno, dall’inizio dell’anno, abbiamo giocato con  tantissimi moduli, come piace dare i numeri. Quello che conta e che si è creato di diverso, sicuramente anche con il cambio di modulo, è un’empatia, perchè poi abbiamo messo in condizione di giocare i giocatori più tecnici, più forti che abbiamo, ognuno si è messo al servizio della squadra. Non è un caso che negli ultimi due mesi si cambi 7-8 giocatori a partita ed il rendimento sia così alto, da arrivare in fondo in tutte le competizioni. Quindi i numeri contano, ma la verità è che poi secondo me l’empatia e il feeling che si crea in una squadra è un’acceleratore molto importante, un ingrediente senza il quale poi non si può arrivare in fondo alle competizioni”. 

Avete giocato col Monaco e col Torino. Fisicamente come state?

CHIELLINI: “Come ho detto prima, abbiamo la fortuna di avere una rosa di altissimo livello e di grande numero, quindi abbiamo avuto la fortuna di poter fare 7-8 cambi sabato e di aver fatto lo stesso una grande partita. Non so poi che formazione farà il mister domani, ma stiamo bene, siamo in tanti, stiamo giocando più o meno tutti e arriviamo alla partita di domani e a questo mese finale in ottime condizioni, sia fisiche che mentali”.

Meglio o peggio non aver vinto lo Scudetto domenica?

CHIELLINI: “Sinceramente noi facciamo la corsa su noi stessi, l’importante è vincere lo Scudetto, poi se era sabato scorso, domenica prossima, cambia relativamente poco, l’importante – e sono sicuro che ci arriveremo – è averlo vinto alla fine”.

Meglio o peggio non aver vinto lo Scudetto domenica?

CHIELLINI: “Sinceramente noi facciamo la corsa su noi stessi, l’importante è vincere lo Scudetto, poi se era sabato scorso, domenica prossima, cambia relativamente poco, l’importante – e sono sicuro che ci arriveremo – è averlo vinto alla fine”.

Che cosa pensi dell’affiatamento con Buffon, Bonucci e Barzagli?

CHIELLINI:

“Noi è tanti anni che giochiamo insieme, condividiamo la vita insieme, perchè nei ritiri, tra Juventus e Nazionale, ci vediamo più noi che con le rispettive famiglie. Abbiamo raggiunti grandi risultati insieme, quindi è chiaro che c’è grande empatia, dentro, fuori dal campo. E’ un rapporto bello che si è creato in questi anni e che sicuramente durerà anche fra qualche anno, quando avremo smesso; stiamo tutti invecchiando, anche Leo ha fatto 30 da poco, Andrea oggi fa 36. Però credo che una nostra cosa sia cercare di essere d’aiuto e d’esempio a tutti i nuovi che arrivano, che sono arrivati in questi anni, perchè poi saranno loro il futuro di questa società. I tre ragazzi sudamericani sono diversi per carattere da noi, Dani è un matto, prchè poi l’avete visto tutti, è un ragazzo solare, che vive la sua vita, a 300 all’ora,  sempre  con il sorriso. Paulo è il più taciturno dei tre, perchè alla fine è un ragazzo abbastanza riservato, lavoratore, ma già dall’anno scorso quando è arrivato aveva negli occhi il suo obiettivo e non è un caso che abbia bruciato così le tappe in poco tempo, dall’anno scorso per noi è diventato un punto di riferimento e insieme a Paul il giocatore che l’anno scorso ci faceva la differenza in tutte le partite. Quest’anno credo abbia fatto un altro step importante consacrandosi come una delle promesse importanti a livello mondiali dopo i mostri sacri che si consocevano. E Gonzalo per finire penso sia la più grande sorpresa, perchè mi aspettavo una persona diversa, invece persona da 10, generoso, che si è messo al servizio della squadra, che non gliene frega niente – che poi gliene frega – ma il gol suo viene sempre dopo a tutti i risultati della squadra e per un attaccante con i suoi numeri non è una cosa così scontata“.

Una differenza tra Dybala e Mbappé?

CHIELLINI: “La prima differenza che balza agli occhi credo siano le caratteristiche fisiche e quindi il modo di giocare che prediligono. Paulo è un giocatore che si è specializzato negli ultimi due anni, un giocatore di raccordo, che crea superiorità, che viene a prendere la palla e ti salta l’uomo, permette alla squadra di essere più armoniosa. Oltre che un buon finalizzatore, è diventato un giocatore a 360°. Mbappè si esalta nella profondità, è più attaccante di Paulo, quindi più giocatore d’area, e i suoi numeri lo dimostrano. Ha fatto quasi più gol che presenze negli ultimi mesi. Sono numeri incredibili in generale, figuriamoci per un ragazzo del dicembre del’98”.

In Italia accadono fatti negativi: Muntari, i manichini a Roma e Benatia. Come commenti questi casi?

CHIELLINI: “C’è dispiacere, purtroppo ogni tanto si ritorna a dover commentare episodi del genere che non stanno nè in cielo, nè in terra. Non credo sia un problema solo italiano, ma Mondiale, però pensiamo al nostro. Spero che nel più breve tempo possibile si smetta di parlare di razzismo, razze, ma si parli solo di Chiellini, Benatia, Muntari, per quello che fanno in campo, che sono bravi o non bravi, eccetera. In parte si è avuto un attimo di lucidità nel non applicare il regolamento con Muntari, perchè dopo un primo passaggio in cui era stato squalificato, c’è stato il buon senso da parte di tutti e ha potuto giocare; l’episodio di Mehdi è successo ieri, credo sia giusti che paghi chi ha sbagliato, perchè non si può accettare un comportamento del genere; a livello lavorativo bisogna essere dei professionisti e credo sia giusto far pagare chi ha commesso l’errore. Non deve morire nessuno, ma è giusto che non accadano più episodi del genere”.

Cardiff?

CHIELLINI: “Arriviamoci. Adesso non significa niente, è un’altra semifinale da giocare. Sicuramente siamo contenti di esserci arrivati, ma credo sia prematuro parlare di Cardiff. Abbiamo 95 minuti da affrontare domani, che nascondono tante insidie, ma abbiamo anche tanta esperienza per sapere cosa ci aspetta. Passiamo il turno domani e poi cominceremo ad avere un pensierino anche per Cardiff”.

Qual è la differenza tra questa Juve e quella di Berlino?

CHIELLINI: “Penso un po’ nella consapevolezza e convinzione nell’affrontare certe partite. Alla fine nel 2015 forse non ci aspettavamo neanche noi di arrivare lì, dopo il percorso che avevamo avuto, dopo un girone passato quasi per il rotto della cuffia. Abbiamo avuto un escalation importante dove abbiamo fatto molto bene con il passare del tempo, ma sicuramente forse pochi, se non nessuno di noi, a inizio anno o anche a Natale si aspettava  di essere a Berlino. E’ un po’ troppo rispetto in quella partita si è visto. In questi due anni siamo cresciuti molto. Ma il passaggio di Monaco dell’anno scorso credo sia stato importante. Io purtroppo l’ho vissuto da fuori, ma è stata una dimostrazione di forza importante che ci ha lasciato qualcosa dentro e quel qualcosa l’abbiamo dimostrato in queste undici partite di Champions giocate finora”.

Quanto ha inciso Allegri per arrivare ad avere una Juve letale in tutte le competizioni?

CHIELLINI: “I risultati dipendono dalla testa di una società e vanno a scendere. Quindi i risultati di questi anni dipendono prima di tutto da chi è al vertice della società, perchè in un breve-medio termine, 5-10 anni, non vincono con tutto il rispetto i giocatori, ma le società, perchè i giocatori sono poi una conseguenza: dirigenza, allenatore, poi vengono i giocatori. Sicuramente se le parti più alte sono di un certo livello, poi  non vengono sbagliate le scelte, vengono inculcate le giuste direttive, i giusti principi, il giusto ambiente e poi si arriva al risultato. Noi giocatori siamo importanti, il mister lo è un po’ di più, la società lo è ancora di più”.

ALLEGRI: “Domani giochiamo col Monaco e bisogna ancora conquistarci la finale. Dobbiamo vincere per andare a Cardiff. Il Monaco non ha niente da perdere, hanno giocatori che possono creare grandi difficoltà“.

Lavoro di Dani Alves?

ALLEGRI: “È in un buon momento così come la squadra. Dopo l’infortunio abbiamo ritrovato un giocatore importante che ci porta esperienza“.

Scelte di domani?

ALLEGRI: “Devo ancora decidere se fare giocare Barzagli o Cuadrado. Non ho cambi in avanti quindi devo decidere”.

Cosa la Juve non deve fare domani?

ALLEGRI: “Deve giocare una gara aggressiva, giocare bene tecnicamente anche meglio di come abbiamo fatto a Monaco, dove spesso abbiamo sbagliato. Con più pazienza. Siamo in un momento bellissimo, siamo nel pieno di tutto. Dobbiamo ancora raggiungere lo scudetto, pensiamo di arrivare in finale a Cardiff intanto e poi alla Roma”.

Cambi a disposizione?

ALLEGRI:  “Marchisio può essere un ottimo cambio a gara in corso com’è stato Pjanic sabato”.

Il punto col Toro?

ALLEGRI: “È stato fondamentale non perdere sabato. Abbiamo vinto 33 volte in casa di fila e prima o poi ci si doveva fermare. Ci sono gare da vincere, ma quando non puoi farlo l’importante è non perderle”.

Cosa non si deve far domani?

ALLEGRI: “Non dobbiamo avere l’assillo di vincere per forza, ma nello stesso tempo dobbiamo giocare la gara come se fosse una gara secca. Dobbiamo affrontarla con quella testa”.

FINE DELLA CONFERENZA.

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fonte: www.tuttojuve.com




Juventus alla resa dei conti: per raggiungere la perfezione si passa dai dettagli

Juventus FC v FC Torino - Serie A

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus dal 2014.

Allegri lo sa benissimo: la sua squadra è alla fine di un ciclo. Ora, per renderlo perfetto, la Juve dovrà vincere lo scudetto, la Coppa Italia e la Champions League: sarebbe un triplete storico, la ciliegina su una torta che ha portato i bianconeri a vincere già cinque campionati fra Conte e Allegri e, grazie al secondo dei due, a diventare prepotentemente una delle grandi d’Europa. Forse la più grande. Ma per raggiungere la perfezione, e in questo senso l’allenatore ha sempre lavorato in maniera perfetta, si passa anche dalla gestione dei dettagli. Una corsa in più, un fiatone di troppo potrebbero fare la differenza in senso negativo. Martedì sera la Juve giocherà la semifinale di ritorno, in casa, contro il Monaco; diciamolo chiaramente, si tratta di una finale già ipotecata. Forti dello 0-2 dell’andata, i bianconeri dovranno solo gestire la partita e, con il giusto turnover, la squadra potrebbe andare a Roma, domenica sera, con le giuste energie fisiche e mentali. Battendo i giallorossi all’Olimpico, la squadra più titolata d’Italia potrebbe vincere questo sesto scudetto consecutivo proprio in casa dei rivali. Nessuno, nella Capitale, potrebbe sopportarlo, e visto il buon momento di forma della squadra di Spalletti (ieri vincente a Milano), per la Juve non sarà facile. Gestire le energie e le risorse, dunque. Di alternative ne hanno a migliaia: Dani Alves può, oltre che il terzino, fare l’esterno alto, facendo così riposare Cuadrado (così come è stato fatto a Monaco, scelta rivelatasi poi azzeccatissima). Inoltre, all’occorrenza, come terzino destro Barzagli rappresenta una garanzia e, grazie al ritorno di Marchisio a buoni livelli, Allegri può contare su tre centrocampisti forti da far ruotare per due posti da titolare. Vincendo a Roma, eventualmente, la Juventus potrebbe gestire le ultime due di campionato con estrema serenità per arrivare, infine, a giocarsi le due partite più importanti: la finale di Coppa Italia contro la Lazio e quella di Champions contro, quasi sicuramente, il Real Madrid. E lì potrebbero e dovrebbero giocare solo e soltanto i titolarissimi. Ma tutto questo passa dalla gestione dei dettagli.

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Il gruppo, che qui esulta dopo un goal, è nel momento più importante della stagione.

Sì, quei dettagli che hanno reso Allegri uno dei più grandi allenatori del mondo: un allenatore che con la giusta scelta dei cambi ha cambiato partite e stagioni intere. Ecco perché non ci riesce difficile pensare che queste cose, lui, le sappia meglio di chiunque altro. Uno degli allenatori più sottovalutati che ci siano si appresta a far fare alla Vecchia Signora uno di quei salti di qualità che le mancavano da troppo tempo; l’ultima volta sul tetto d’Europa fu nel ’96. Il turnover, dunque, ce lo aspettiamo sostanzioso contro il Monaco a Torino, pur senza snaturare la struttura della squadra. Se qualsiasi appassionato di calcio ha imparato qualcosa quest’anno dal Monaco, è proprio che i francesi non vanno mai sottovalutati. È quasi una formalità il passaggio del turno, ma bisogna fare in modo che resti tale. Le sorprese non mancano mai. E poi la Roma, prima di quelle due finali che potrebbero cambiare tutto. Dunque, capire se si dovrà trattare solo di un turnover soft o di uno più sostanzioso è difficile. Questioni di dettagli, appunto; dettagli che faranno la differenza tra una grande stagione, tra un grande ciclo di sei anni o di un ciclo semplicemente perfetto. Perché non c’è niente di meglio di questa parola per definire qualcosa che ti porti in cima, più in alto di tutti; quella perfezione che ti porta in Paradiso. Stavolta, veramente, fino in fondo. Juve, è il tuo momento. E Allegri lo sa benissimo.




ChampionsLeague – Monaco, la conferenza stampa di Jardim e Jemerson (LIVE)

Alle 19.45 Leonardo Jardim e Jemerson interverranno in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro la Juventus. Per seguire LIVE le parole del tecnico e del difensore del club monegasco basta premere F5 cosi da aggiornare la diretta!

Inizia il difensore:

La difesa della Juventus ha fermato Messi, Neymar e Suarez:

“Non penso che dobbiamo pensare a Messi, Neymar e Suarez, dobbiamo pensare al nostro gioco e a cercare di vincere domani la partita”.

Glik vi ha detto qualcosa?

“Non ci ha detto niente, abbiamo solo da giocare la partita domani come sappiamo fare”.

La gara giocata nel 2015?

“Io non c’ero. Erano due squadre diverse, ora è tutta un’altra partita. Speriamo di qualificarci giocando bene sia domani che al ritorno”.

Sarà pùu facile avendo quasi vinto il campionato?

“Non dobbiamo pensare al campionato domani. Sarà difficile, per il campionato ci penseremo col Nancy”.

Cosa pensi dell’attacco della Juventus.

“È un piacere giocare contro la Juve, sono partite motivanti per noi e speriamo di far una gara migliore possibile”.

Prima volta che giocherete l’andata in casa.

“Sara una gara diversa giocando così, cercheremo di non prendere gol e staremo attenti ai contropiede della Juve e cercheremo di fare gol noi”.

La parola passa al tecnico:

“Domani sarà un match importante, così come quella a Torino che sarà decisiva. Se ne faranno uno qui ne faremo noi poi allo Stadium. Domani dobbiamo vincere”.

Juve diversa dalle altre di Champions?

“La Juve è diversa dalle squadre che abbiamo incontrato fino ad oggi. La Juve è forte anche in difesa e non solo in attacco, ecco perché dobbiamo fare attenzione. Dovremo cercare di agire in contropiede”.

La Juve ha preso solo 2 gol.

“Sono state gare diverse, loro non pensano ai 6 gol fatti col Dortmund e noi non pensiamo a quelli fatti al Barcellona. Dobbiamo solo pensare di vincere le ultime gare”.

Le piacerebbe fare un’esperienza in Italia.

“La Serie A è un top campionato. Ha un grande livello, non è importante il mio futuro ma queste due gare e le ultime di campionato, siamo tutti molto concentrati”.

Come stanno i suoi giocatori.

“Domani saremo al 100%, cosa conta sarà la fatica mentale ma i giocatori sono preparati a giocare fino ai limiti”.

Juve costruita per vincere la Champions, cos’è per voi?

“È un’avventura ma anche il lavoro dei giocatori da 10 mesi. Abbiamo già giocato 16 gare in Champions”.

Cosa consiglierete domani ai giocatori?

“Sono ottimista, sono il mister. Chiedo sempre di approfittare dei momenti, fare attenzione all’organizzazione di gioco e fare il meglio per tutti i 90, fino alla fine”.

Termina qui la conferenza.




ChampionsLeague – Juventus, la conferenza stampa di Allegri e Buffon (LIVE)

Alla vigilia del match col Monaco, Massimiliano Allegri e Gianluigi Buffon interverranno alle 18.45 in conferenza stampa. Per seguire LIVE le parole del tecnico e del portiere della Juventus basta premere F5 cosi da aggiornare la diretta!

Comincia il portiere bianconero:

“Se la Juventus e il Monaco sono qui, al di là degli obiettivi iniziali penso che lo siano meritato. Quindi credo sarà una partita equilibrata fra due squadre molto importanti, con merito e una certa sicurezza e personalità sono arrivate in semifinale”.

Vantaggio dell’esperienza della Juve sul Monaco?

“Domani nelle due gare l’esperienza di sapere che è una qualificazione sui 180′ può venire incontro a noi. Essendo una squadra giovane, hanno entusiasmo e incoscienza. So benissimo cosa vuol dire giocare certe partite e sentirsi al di là della carta sentirsi imbattibili. Hanno buttato fuori squadre importanti, hanno grandi valori”.

Barcellona sereno e voi in tensione in finale, adesso tutto cambiato?

“Due anni fa eravamo tesi perché avere loro in finale non ti fa rilassare. È una cosa personale l’approccio a determinate gare. Quest’anno forse se arrivassimo a questo scalini sarebbe un risultato logico cominciato tempo fa. È importante avere questa attitudine in determinate gare”.

Per chi tiferai stasera?

“Guarderò il derby sicuro. Sono disinteressato, chiunque vinca sarà una gatta da pelare. Mi piace lo spirito dell’Atletico, il Real è nato sotto una stella luminosa, riesce a vincere partite impensabili”.

Che pubblico ti aspetti domani?

“Mi aspetto tanto entusiasmo da parte dei tifosi locali, il Monaco vola anche in campionato”.

Ti aspetti un contributo importante da Higuain?

“È chiaro che per noi chiunque segni va benissimo. Anche nelle gare col Barcellona anche se non ha segnato ha aiutato a non prendere gol. Se non si prende è merito di tutto. Spero non perda l’atteggiamento che lo ha caratterizzato da subito a Torino”.

Voto per non prendere gol domani?

“Non era prima del Camp Nou, prima dell’andata proprio. È un modo per mantenerci giovani e autostimolarsi. I portieri sono quelli che devono smuovere le acque”.

Cos’è davvero per te la Champions. Basta dopo aver vinto?

“Per me giocare una semifinale o cominciare ogni anno questa competizione è davvero entusiasmante. Mi rende felice e giovane. So che potrò esprimere me stesso cosi, le emozioni sono enormi. Ho un approccio molto sereno e propositivo. Dovessimo vincerla non cambierebbe niente. Ho un contratto fino al 2018”.

La parola passa poi al tecnico bianconero:

Dovesse giocare Marchisio cosa cambia?

“Il sistema di gioco non cambia. Uno è più fisico, Claudio si muove di più. Lui è in una buona condizione, è cresciuto molto nell’ultimo mese”.

Il Monaco qui non ha mai perso?

“Speriamo sia la prima volta. È una squadra diversa da quella di due anni fa. Il Monaco ne ha vinte 13 su 15 delle ultime, fa molti gol a fine partita. Dobbiamo avere grande rispetto per questa squadra”.

Aver in tasca lo Scudetto vi da entusiasmo per domani?

“Avere 9 punti di vantaggio è positivo. A livello di testa non ci ha cambiato niente. Poi avremo 3 giorni per prepara il derby e sarà un’altra partita”.

Cosa pensa di Jardim?

“Ha fatto un ottimo lavoro, sono in semifinale di Champions. È primo in campionato, ma non solo da quest’anno da quando è qui”.

Higuain decisivo solo in campionato fino ad oggi:

“È stato acquistato per migliorare il potenziale offensivo. Ha già fatto tanti gol e sta giocando partite importanti. È sereno perché stanno facendo tutti un’annata straordinaria”.

Che pensa di Falcao?

“Prima dell’infortunio era uno dei più forti al mondo. Ora sto tornando ad essere molto pericoloso. Parlano i numeri sull’attacco del Monaco. Una squadra fa i risultati perché ha dei buoni giocatori”.

Le tre parole che userai con la squadra:

“Ci penserò domani. La squadra sa cosa deve fare, non dobbiamo fare un primo tempo come a Bergamo”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA.

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Monaco-Juventus, crack a confronto: Dybala da urlo, Mbappé “ammazza grandi”

Domani sera, allo Stade Louis II, va in scena l’andata delle semifinali di Champions League tra Monaco e Juventus. Il club francese allenato da Leonardo Jardim ha superato il Manchester City agli ottavi e il Borussia Dortmund ai quarti, mentre i bianconeri di Massimiliano Allegri hanno avuto la meglio prima sul Porto e poi sul Barcellona. I precedenti “sorridono” alla squadra italiana ma attenzione all’11 biancorosso che mischia giocatori di esperienza a giovanissimi talenti. In vista di questo interessante match mettiamo a confronto i maggiori due talenti: Kylian Mbappé e Paulo Dybala.

Manchester City FC v AS Monaco - UEFA Champions League Round of 16: First LegIn questa edizione di Champions Mbappé si sta mettendo in gran luce con prestazioni di rilievo e soprattutto per la facilità con cui sta trovando la via della rete. L’attaccante francese classe ’98, infatti, ha segnato 5 reti nelle 7 presenze sinora collezionate, ma il dato che salta maggiormente all’occhio è che il n°29 del Monaco segni un goal ogni 71 (!!!) minuti. Dybala, invece, ha all’attivo 8 presenze e 4 goal ma la sua media è decisamente più bassa (1 rete ogni 209 minuti). Curioso il fatto che il primo abbia segnato tutti i suoi goal nella fase ad eliminazione diretta (2 al City e 3 al Dortmund); il secondo, invece, arriva dalla straordinaria, e decisiva, doppietta contro il Barcellona siglata nell’andata allo Stadium, che ha permesso alla Juventus di ipotecare il turno.

dybalaMaskGli altri dati sono quasi tutti a favore della Joya che è in vantaggio nel numero di passaggi (247 a 71), nella precisione di questi (85% a 82%), in quello dei contrasti (58 a 51), e nella riuscita di quest’ultimi (60% a 39%). Dybala subisce più falli di Mbappé (17 a 5) ma ne commette di più (5 a 2). Nessuno dei due ha ricevuto cartellini gialli o rossi. Pari il numero di dribbling riusciti (13). Il bianconero, a differenza del calciatore francese, è più nel vivo della manovra come confermano i 77 palloni toccati a partita contro i 37 del giovane attaccante biancorosso che però ha una miglior precisione nei tiri in porta (70% a 38%). Entrambi sono a 0 assist forniti.

In conclusione Dybala al momento è superiore come qualità di gioco ma la stagione europea di Mbappé è davvero un qualcosa di straordinario e, se pensiamo che il francese ha solo 18 anni, possiamo capire di trovarci davanti ad un prossimo crack del calcio mondiale. La Juventus non dovrà assolutamente sottovalutare il Monaco perché il n°29 biancorosso potrebbe tirare qualche brutto scherzo (chiedere a Guardiola e Tuchel).

 




ChampionsLeague – Real Madrid, ancora l’Atletico sul cammino: il Cholo cerca vendetta

Sarà l’Atletico Madrid l’avversaria del Real Madrid nelle semifinali di Champions League. Così ha deciso l’urna di Nyon. La squadra di Zinedine Zidane, dopo aver superato l’ostacolo Bayern Monaco, parte con i favori del pronostico contro il “fastidioso” 11 del Cholo Simeone. I precedenti sono dalla parte dei Blancos che hanno vinto le 2 finali (2014 e 2016), e il quarto del 2015. Esito già scritto? Può darsi, ma il tecnico argentino vorrà provare a lasciare il segno nel suo ultimo anno sulla panchina dei Colchoneros.

GriezmannI campioni in carica troveranno davanti a se la 2° miglior difesa della competizione che ha subito appena 4 goal. Simeone non avrà a disposizione Juanfran, infortunatosi nella scorsa settimana e non ci sarà neanche il suo naturale sostituto: Sime Vrsaljko. I Colchoneros si schiereranno con il consueto 4-4-2 incentrato sulla grande fase difensiva e l’aiuto reciproco, senza disdegnare i contropiedi micidiali che spesso hanno regalato il successo agli uomini del Cholo. Le Merengues dovranno fare molta attenzione sulle palle inattive, vera e propria “specialità della casa”, con Godin che ha spesso deciso partite importanti.

atletico_madrid_real_madrid_in_campo_il_4_ottobreGrande merito dell’arrivo in semifinale va dato, senza dubbio, a Jan Oblak, portiere classe ’93 che sta dimostrando di essere tra i primi 5 portieri al mondo. In difesa, come già detto, agirà Godin che farà coppia con Savic; a sinistra ci sarà Filipe Luis (laterale mancino dalle grandi doti offensive) e a destra Gimenez (centrale uruguaiano di grande fisicità che dovrà sacrificarsi). In mezzo al campo giocheranno capitan Gabi e Koke che rappresentano la colonna centrale della squadra mentre sulle corsie spazio alla qualità di Ferreira-Carrasco e Saul Niguez. In avanti, accanto a Le Petit Diable Griezmann, ci sarà El Nino Fernando Torres, a cui Simeone non rinuncia mai in questo tipo di partite.

Atletico

Non mancano le alternative a questo Atletico Madrid dal centrocampo in su visto che il Cholo potrà contare sulla fisicità di Thomas, sulle geometrie dell’ex Tiago, senza dimenticare la qualità di Nico Gaitan e di Angel Correa. In attacco l’alternativa a Torres è Gameiro. Problematica, invece, la situazione in difesa con il solo Lucas Hernandez che potrà dare un eventuale cambio ai titolari.

Il Real dovrà fare attenzione all’11 di Simeone che non per caso negli ultimi anni hanno centrato 2 finali di Champions (perse entrambe contro i Blancos) e che cerca vendetta. L’Atleti è disposta a seguire “fino alla morte” il proprio allenatore e il loro gioco, a differenza di molti altri club spagnoli, è meno estetico ma decisamente più pratico.

Ecco l’ultimo match disputato in casa dell’Atletico, nella 12° giornata della Liga e conclusosi 3-0 in favore del Real Madrid grazie alla tripletta di Cristiano Ronaldo.




ChampionsLeague – Atletico Madrid, derby col Real in semifinale: Zidane punta Cardiff

Déjà vu. Come da 3 anni a questa parte sarà ancora Real Madrid contro Atletico Madrid; stavolta però lo scenario sarà quello delle semifinali di Champions League. Andiamo a scoprire i maggiori pericoli dei Blancos a meno di due settimane dalla gara di andata.

Italy Soccer Champions League FinalIl Real, un po’ come l’Atletico, per larghi tratti della partita si lascia attaccare per poi ripartire con micidiali contropiedi. In fase difensiva i Colchoneros dovranno fare molta attenzione alla capacità di sovrapposizione dei due esterni e limitare il tiro da fuori dei centrocampisti. Zidane, soprattutto in Champions, utilizza il 4-4-3 con l’inserimento di Casemiro in mezzo al campo, a completare il reparto insieme a Modric e Kroos. Le condizioni di Bale preoccupano e in caso di forfait del gallese, potrebbero giocare o Isco (che ha risolto molte partite in questa stagione), o James Rodriguez (andato in goal col Barcellona nell’ultima della Liga), o il giovanissimo Asensio che ad inizio stagione aveva impressionato.

ramosIl punto debole delle Merengues è sicuramente la difesa, infatti sono già 15 i goal subiti in questa edizione della massima competizione europea. Il tecnico francese può contare su due grandi giocatori come Marcelo e Sergio Ramos, sulla spinta di Carvajal sulla fascia destra (che però ha più di qualche difetto nella fase difensiva). Il reparto è poi completato dal secondo centrale, che dovrebbe essere Nacho visti i problemi di Pepe, che ha finito la stagione, e di Varane. Altra debolezza del Real è la transazione negativa (ossia il rientrare in difesa dopo un’azione d’attacco); troppo spesso infatti i terzini restano alti e le mezz’ali non tornano, lasciando il solo Casemiro, o chi ne fa le veci, da solo (la massima espressione di questo difetto la possiamo notare nel Clasico perso 3-2 contro il Barcellona, che ha portato il brasiliano a prendersi un cartellino giallo dopo pochi minuti).

REAL

Diverso il discorso per l’attacco, il trio formato da Ronaldo, Benzema e Bale, con il grande ex Morata come primo cambio, ha già messo a segno 28 goal ed è sicuramente molto temibile. Una dura sfida per la difesa dell’Atleti che, dopo aver fermato il non irresistibile attacco del Leicester, si troverà nuovamente davanti attaccati di calibro mondiale.

In panchina Zidane potrà contare su alcune carte importanti come Danilo, per la difesa, Kovacic, in mezzo al campo, e almeno tre tra Isco, James Rodriguez, Asensio e Morata, visto che probabilmente, come detto in precedenza, uno di loro potrebbe giocare al posto di Bale.

Ecco l’ultimo confronto al Santiago Bernabeu, valido per la 31° giornata di Liga e terminato col punteggio di 1-1 grazie alle reti di Pepe e Griezmann.