ChampionsLeague – Juventus, la conferenza stampa di Allegri e Chiellini (LIVE)

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Alla vigilia del ritorno di Champions League contro il Monaco, alle 19.00 interverranno in conferenza stampa Massimiliano Allegri e Giorgio Chiellini. Seguite LIVE le parole del tecnico e del difensore della Juventus. Per aggiornare la diretta basta premere F5!

Il punto più forte della Juventus è la difesa?

CHIELLINI: La fase difensiva sta tutta nell’equilibrio di squadra, quindi se prendiamo pochi gol è perchè siamo una squadra equilibrata, che ha valori in tutti i reparti, che si sacrifica tutta anche in fase di non possesso. E’ molto semplice, sarebbe riduttivo dare merito ai difensori per aver preso pochi gol o quando segni tanto dare meriti solo agli attaccanti. Il gioco del calcio è bello perchè si gioca in 11 e ci deve essere un’alchimia speciale tra tutti i giocatori. Speriamo di riuscire a mantenerlo in questo modo per un altro modo“.

All’andata non vi hanno mai messo in difficoltà, vi aspettavate di più dall’attacco del Monaco?

CHIELLINI:Ci hanno messo in difficoltà, eccome! Abbiamo incontrato una squadra molto forte offensivamente, due attaccanti di valore mondiali, sono stati davvero tanto impegnativi. Hanno caratteristiche diverse ma complementari. Falcao e Mbappè sono anche un mix di esperienza e gioventù, di livello altissimo, e abbiamo comunque finito personalmente, ma anche i miei compagni, provati da una partita come quella. Poi hanno anche a centrocampo giocatori di altissima qualità, quindi siamo stati bravi sicuramente come squadra a interpretare la fase difensiva, e non dimentichiamo che abbiamo concesso quelle due-tre occasioni dove Buffon per nostra fortuna non è abituato a dover fare così tanti interventi in una partita. Quindi c’è grande rispetto per una squadra che può metterci in difficoltà”.

Hai parlato di alchimia speciale. E’ solo una questione tecnica o tattica? O anche motivazionale perchè è un trofeo che quasi tutti non avete vinto?

CHIELLINI:Io penso che i numeri contino ma relativamente, quest’anno, dall’inizio dell’anno, abbiamo giocato con  tantissimi moduli, come piace dare i numeri. Quello che conta e che si è creato di diverso, sicuramente anche con il cambio di modulo, è un’empatia, perchè poi abbiamo messo in condizione di giocare i giocatori più tecnici, più forti che abbiamo, ognuno si è messo al servizio della squadra. Non è un caso che negli ultimi due mesi si cambi 7-8 giocatori a partita ed il rendimento sia così alto, da arrivare in fondo in tutte le competizioni. Quindi i numeri contano, ma la verità è che poi secondo me l’empatia e il feeling che si crea in una squadra è un’acceleratore molto importante, un ingrediente senza il quale poi non si può arrivare in fondo alle competizioni”. 

Avete giocato col Monaco e col Torino. Fisicamente come state?

CHIELLINI:Come ho detto prima, abbiamo la fortuna di avere una rosa di altissimo livello e di grande numero, quindi abbiamo avuto la fortuna di poter fare 7-8 cambi sabato e di aver fatto lo stesso una grande partita. Non so poi che formazione farà il mister domani, ma stiamo bene, siamo in tanti, stiamo giocando più o meno tutti e arriviamo alla partita di domani e a questo mese finale in ottime condizioni, sia fisiche che mentali”.

Meglio o peggio non aver vinto lo Scudetto domenica?

CHIELLINI: “Sinceramente noi facciamo la corsa su noi stessi, l’importante è vincere lo Scudetto, poi se era sabato scorso, domenica prossima, cambia relativamente poco, l’importante – e sono sicuro che ci arriveremo – è averlo vinto alla fine”.

Meglio o peggio non aver vinto lo Scudetto domenica?

CHIELLINI: “Sinceramente noi facciamo la corsa su noi stessi, l’importante è vincere lo Scudetto, poi se era sabato scorso, domenica prossima, cambia relativamente poco, l’importante – e sono sicuro che ci arriveremo – è averlo vinto alla fine”.

Che cosa pensi dell’affiatamento con Buffon, Bonucci e Barzagli?

CHIELLINI:

Noi è tanti anni che giochiamo insieme, condividiamo la vita insieme, perchè nei ritiri, tra Juventus e Nazionale, ci vediamo più noi che con le rispettive famiglie. Abbiamo raggiunti grandi risultati insieme, quindi è chiaro che c’è grande empatia, dentro, fuori dal campo. E’ un rapporto bello che si è creato in questi anni e che sicuramente durerà anche fra qualche anno, quando avremo smesso; stiamo tutti invecchiando, anche Leo ha fatto 30 da poco, Andrea oggi fa 36. Però credo che una nostra cosa sia cercare di essere d’aiuto e d’esempio a tutti i nuovi che arrivano, che sono arrivati in questi anni, perchè poi saranno loro il futuro di questa società. I tre ragazzi sudamericani sono diversi per carattere da noi, Dani è un matto, prchè poi l’avete visto tutti, è un ragazzo solare, che vive la sua vita, a 300 all’ora,  sempre  con il sorriso. Paulo è il più taciturno dei tre, perchè alla fine è un ragazzo abbastanza riservato, lavoratore, ma già dall’anno scorso quando è arrivato aveva negli occhi il suo obiettivo e non è un caso che abbia bruciato così le tappe in poco tempo, dall’anno scorso per noi è diventato un punto di riferimento e insieme a Paul il giocatore che l’anno scorso ci faceva la differenza in tutte le partite. Quest’anno credo abbia fatto un altro step importante consacrandosi come una delle promesse importanti a livello mondiali dopo i mostri sacri che si consocevano. E Gonzalo per finire penso sia la più grande sorpresa, perchè mi aspettavo una persona diversa, invece persona da 10, generoso, che si è messo al servizio della squadra, che non gliene frega niente – che poi gliene frega – ma il gol suo viene sempre dopo a tutti i risultati della squadra e per un attaccante con i suoi numeri non è una cosa così scontata“.

Una differenza tra Dybala e Mbappé?

CHIELLINI:La prima differenza che balza agli occhi credo siano le caratteristiche fisiche e quindi il modo di giocare che prediligono. Paulo è un giocatore che si è specializzato negli ultimi due anni, un giocatore di raccordo, che crea superiorità, che viene a prendere la palla e ti salta l’uomo, permette alla squadra di essere più armoniosa. Oltre che un buon finalizzatore, è diventato un giocatore a 360°. Mbappè si esalta nella profondità, è più attaccante di Paulo, quindi più giocatore d’area, e i suoi numeri lo dimostrano. Ha fatto quasi più gol che presenze negli ultimi mesi. Sono numeri incredibili in generale, figuriamoci per un ragazzo del dicembre del’98”.

In Italia accadono fatti negativi: Muntari, i manichini a Roma e Benatia. Come commenti questi casi?

CHIELLINI: C’è dispiacere, purtroppo ogni tanto si ritorna a dover commentare episodi del genere che non stanno nè in cielo, nè in terra. Non credo sia un problema solo italiano, ma Mondiale, però pensiamo al nostro. Spero che nel più breve tempo possibile si smetta di parlare di razzismo, razze, ma si parli solo di Chiellini, Benatia, Muntari, per quello che fanno in campo, che sono bravi o non bravi, eccetera. In parte si è avuto un attimo di lucidità nel non applicare il regolamento con Muntari, perchè dopo un primo passaggio in cui era stato squalificato, c’è stato il buon senso da parte di tutti e ha potuto giocare; l’episodio di Mehdi è successo ieri, credo sia giusti che paghi chi ha sbagliato, perchè non si può accettare un comportamento del genere; a livello lavorativo bisogna essere dei professionisti e credo sia giusto far pagare chi ha commesso l’errore. Non deve morire nessuno, ma è giusto che non accadano più episodi del genere”.

Cardiff?

CHIELLINI: Arriviamoci. Adesso non significa niente, è un’altra semifinale da giocare. Sicuramente siamo contenti di esserci arrivati, ma credo sia prematuro parlare di Cardiff. Abbiamo 95 minuti da affrontare domani, che nascondono tante insidie, ma abbiamo anche tanta esperienza per sapere cosa ci aspetta. Passiamo il turno domani e poi cominceremo ad avere un pensierino anche per Cardiff”.

Qual è la differenza tra questa Juve e quella di Berlino?

CHIELLINI: “Penso un po’ nella consapevolezza e convinzione nell’affrontare certe partite. Alla fine nel 2015 forse non ci aspettavamo neanche noi di arrivare lì, dopo il percorso che avevamo avuto, dopo un girone passato quasi per il rotto della cuffia. Abbiamo avuto un escalation importante dove abbiamo fatto molto bene con il passare del tempo, ma sicuramente forse pochi, se non nessuno di noi, a inizio anno o anche a Natale si aspettava  di essere a Berlino. E’ un po’ troppo rispetto in quella partita si è visto. In questi due anni siamo cresciuti molto. Ma il passaggio di Monaco dell’anno scorso credo sia stato importante. Io purtroppo l’ho vissuto da fuori, ma è stata una dimostrazione di forza importante che ci ha lasciato qualcosa dentro e quel qualcosa l’abbiamo dimostrato in queste undici partite di Champions giocate finora”.

Quanto ha inciso Allegri per arrivare ad avere una Juve letale in tutte le competizioni?

CHIELLINI: “I risultati dipendono dalla testa di una società e vanno a scendere. Quindi i risultati di questi anni dipendono prima di tutto da chi è al vertice della società, perchè in un breve-medio termine, 5-10 anni, non vincono con tutto il rispetto i giocatori, ma le società, perchè i giocatori sono poi una conseguenza: dirigenza, allenatore, poi vengono i giocatori. Sicuramente se le parti più alte sono di un certo livello, poi  non vengono sbagliate le scelte, vengono inculcate le giuste direttive, i giusti principi, il giusto ambiente e poi si arriva al risultato. Noi giocatori siamo importanti, il mister lo è un po’ di più, la società lo è ancora di più”.

ALLEGRI: Domani giochiamo col Monaco e bisogna ancora conquistarci la finale. Dobbiamo vincere per andare a Cardiff. Il Monaco non ha niente da perdere, hanno giocatori che possono creare grandi difficoltà“.

Lavoro di Dani Alves?

ALLEGRI: È in un buon momento così come la squadra. Dopo l’infortunio abbiamo ritrovato un giocatore importante che ci porta esperienza“.

Scelte di domani?

ALLEGRI: Devo ancora decidere se fare giocare Barzagli o Cuadrado. Non ho cambi in avanti quindi devo decidere”.

Cosa la Juve non deve fare domani?

ALLEGRI: Deve giocare una gara aggressiva, giocare bene tecnicamente anche meglio di come abbiamo fatto a Monaco, dove spesso abbiamo sbagliato. Con più pazienza. Siamo in un momento bellissimo, siamo nel pieno di tutto. Dobbiamo ancora raggiungere lo scudetto, pensiamo di arrivare in finale a Cardiff intanto e poi alla Roma”.

Cambi a disposizione?

ALLEGRI: Marchisio può essere un ottimo cambio a gara in corso com’è stato Pjanic sabato”.

Il punto col Toro?

ALLEGRI: È stato fondamentale non perdere sabato. Abbiamo vinto 33 volte in casa di fila e prima o poi ci si doveva fermare. Ci sono gare da vincere, ma quando non puoi farlo l’importante è non perderle”.

Cosa non si deve far domani?

ALLEGRI: Non dobbiamo avere l’assillo di vincere per forza, ma nello stesso tempo dobbiamo giocare la gara come se fosse una gara secca. Dobbiamo affrontarla con quella testa”.

FINE DELLA CONFERENZA.

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fonte: www.tuttojuve.com

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