Russia
I problemi del calcio russo sono simili a quelli italiani: manca il ricambio generazionale. Ci sono alcuni giocatori, come Akinfeev, Berezuckij, Ignaševič, a cui si è affezionati perché hanno portato il CSKA a vincere la coppa Uefa nel 2005 e sono arrivati in semifinale dell’Europeo nel 2008 (la corsa della Russia venne interrotta dalla Spagna). Quello che non si riesce a capire è che hanno una carta d’identità piuttosto avanzata e non si può continuare a puntare su di loro. I giovani talenti? Sono veramente pochi. Prendiamo la rosa della Russia U19 che nell’Europeo del 2015 riuscì ad arrivare in finale; di quella squadra solo due giocatori oggi militano in club importanti e si tratta di Golovin (CSKA Mosca) e Barinov (Lokomotiv Mosca). Gli altri o sono in squadre di bassa categoria o giocano in seconda divisione. I problemi fondamentali sono la mentalità ( considera un giocatore di 25 anni ancora giovane ed è troppo legata alla nascita di talenti in determinati periodi) e la mancanza di elementi validi che, guardando al futuro, non lascia immaginare una crescita della Russia nei prossimi anni. La speranza è che il Mondiale in casa posso portare un risultato dignitoso.



