Borussia Dortmund, abbonati rimborsati…e in Italia?

Il Borussia Dortumnd rimborsa i suoi abbonati!

Il Borussia Dortmund ha reso noto che gli abbonati e coloro che hanno acquistato biglietti singole per le partite al Signal Iduna Park verranno rimborsati al 100%. Nel caso degli abbonati il rimborso vale per le partite a cui non potranno assistere. Il club fa sapere che molti sostenitori hanno ad ogni modo deciso di rinunciare ad essere rimborsati: “Siamo felici. E ad essere sinceri aiuta!” si legge sul sito ufficiale. La Bundesliga è ferma da metà marzo a causa della pandemia da coronavirus. I club puntano a tornare a giocare a maggio, a porte chiuse. Quando mancano nove giornate alla fine del torneo, il Dortmund si trova in seconda posizione a quattro punti di distanza dal Bayern Monaco.

Il Dortmund (e il calcio tedesco in generale) non è nuovo a iniziative di questo tipo a favore dei tifosi, che mostrano la presenza di una cultura sportiva finalizzata a farli sentire ripagati per il sostegno dato in casa e in trasferta. E in Italia? Al momento nessuna società ha neanche preso in considerazione l’idea di un rimborso per gli abbonati, al più per le singole partite. Il fatto che da noi ci sia più incertezza riguardo le date di ripartenza del campionato (se ripartirà) non è un’attenuante, dato che è ormai appurato che questa stagione, qualora dovesse concludersi, dovrà disputarsi a porte chiuse.

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Roma, Patrik Schick verso il ritorno nella capitale

Roma, Patrik Schick verso il ritorno nella capitale

La Roma, nella prossima stagione, rischia di avere un problema in attacco: oltre a Dzeko e Kalinic (qualora dovesse continuare sulla scia di Cagliari non è da escludere il riscatto) i giallorossi potrebbero ritrovarsi anche Patrik Schick. L’attaccante sta facendo bene in Germania, con la maglia del Lipsia, dove ha finalmente ritrovato il sorriso tornando il giocatore visto alla Sampdoria. I Roten, però, non sono del tutto convinti di riscattare il classe 1996 visto i problemi causati dall’emergenza coronavirus. Le conseguenze economiche del Covid 19, infatti, potrebbero spingere il club tedesco a non sborsare i ventotto milioni di euro necessaria per riscattare l’attaccante. In aiuto del club giallorosso potrebbe arrivare la situazione legata a Werner; la punta, infatti, piace al Bayern Monaco e probabilmente saluterà la Red Bull Arena per andare dai bavaresi. In estate, dunque, si deciderà il destino di Schick e di conseguenza della Roma che spera di fare cassa per rinforzare la rosa in vista della prossima stagione.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




La Bundesliga riparte

La Bundesliga riparte: cosa succede nel resto d’Europa?

La Federazione tedesca, venerdì 17 aprile, si riunirà in assemblea per decidere se e quando far ripartire la Bundesliga. Al momento la voce più nota che gira è quella che i vertici della Bundesliga siano d’accordo su una data: il campionato tedesco potrebbe riprendere nel weekend del 9 maggio, più che del 2 come prospettato, per poi concludersi il 21 giugno. Naturalmente sempre con partite a porte chiuse e minimo di presenze negli stadi: 239 persone, tutto compreso. L’interruzione anticipata della stagione costerebbe, ai club di prima e seconda divisione tedesca, circa 770 milioni di euro (secondo quanto riportato da il Kicker): 13 società delle 36 sarebbero a rischio fallimento.

Caos in Spagna: il presidente de LaLiga, Javier Tebas, ha proposto più date per tornare a giocare ma al momento non c’è accordo tra i vertici della Federazione spagnola ed i club (come riportato da La Gazzetta dello Sport). Le date proposte dal presidente Tebas (30 maggio, 6 giugno o 28 giugno) non hanno avuto riscontri positivi, almeno per il momento. C’è inoltre stato un momento di tensione con la Real Sociedad che inizialmente aveva deciso di tornare ad allenarsi in barba ad ogni suggerimento dei medici e dei virologi, allarme poi rientrato col dietrofront annunciato dal club.

Per quanto riguarda la Premier League, l’ANSA riporta che i club della massima divisione inglese sono d’accordo sul tornare ad allenarsi a metà maggio e riprendere il campionato (a porte chiuse) intorno alle metà di giugno. La Premier League punta a concludere la stagione per la metà di luglio, ma per il momento non si tratta di un programma ufficiale.

Nell’intervista esclusiva rilasciata a RadioGoal24, Alessandro Canovi ha parlato tra le altre cose anche delle situazioni della Ligue1 e della Serie A: “In Francia hanno dato una data che è il 17 giugno, giorno in cui dovrebbe riprendere il campionato, chiaramente sempre che ci siano i presupposti per svolgere in piena sicurezza l’attività e giocare. Siccome non siamo un popolo di imbecilli anche noi italiani, non ci vedo niente di male a dare delle date, poi siamo abbastanza maturi da capire che non si può riprendere se non ci sono le condizioni sanitarie. Questo fatto di non dare date non lo capisco, non significa che si debba riprendere per forza poi, ma così sembra che brancoliamo nel buio”.

 

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Chi vincerebbe i campionati d’Europa se finissero in anticipo?

La Jupiler Pro League, massima divisione belga, è diventata la prima competizione nazionale ad aver chiuso anzitempo causa emergenza Coronavirus. Un comunicato ufficiale ha chiarito infatti che il Consiglio d’Amministrazione della Lega ha effettuato ieri (2 Aprile) una videoconferenza, durante la quale ha preso atto delle raccomandazioni degli esperti sull’impossibilità di riprendere il regolare svolgimento del campionato prima del 30 Giugno (comunque non senza rischi per gli addetti ai lavori). La classifica è stata dunque congelata con la  vittoria da parte del Club Brugges, che vantava 15 punti di distacco dal Gent a una partita più play-off dalla fine della competizione, mentre rimangono in ballo la Croky Cup (coppa nazionale) e la Proximus League (seconda divisione), entrambe a una partita  dalla conclusione. Un comitato si occuperà di gestire le conseguenze di vario tipo derivanti da questa decisione. Ma cosa succederebbe se ciò accadesse negli altri principali campionati europei? Le ipotesi che seguono non prendono in considerazione l’interruzione delle coppe nazionali, decisive ai fini di ottenere posti in Europa League

Serie A

Difficile vedere applicata una soluzione del genere in Italia, dato che il presidente della Lega Serie A Gravina ha dichiarato che lo Scudetto verrà assegnato in ogni caso. Eppure, congelando la classifica, avremmo dopo 26 giornate la Juventus campione d’Italia per la nona stagione consecutiva, Lazio, Inter e Atalanta in Champions League, Roma e Napoli in Europa League (con gli azzurri che dovrebbero passare per i preliminari), Lecce (per differenza reti), Spal e Brescia in Serie B. Ininfluenti i 4 recuperi da disputare della 25a giornata (Verona-Cagliari, Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo, Torino-Parma).

Premier League

In Inghilterra un’eventuale assegnazione del campionato in base alla classifica attuale non sarebbe così scabrosa, con il Liverpool, primo dopo 29 giornate a +26 (virtualmente +23) sul Manchester City, che porterebbe a casa il titolo per la prima volta dopo 30 anni (per la “gioia” di Steven Gerrard). La squadra di Guardiola invece andrebbe in Champions insieme a Leicester e Chelsea. Attenzione però,perché anche in questo caso abbiamo due partite da recuperare: City-Arsenal e Aston Villa-Sheffield United, entrambe della 28a giornata. Il secondo è di importanza cruciale, perché una vittoria dei Villans li tirerebbe fuori dalla zona retrocessione ai danni del Watford, mentre lo Sheffield in caso di successo si proietterebbe addirittura in Europa League, scalzando lo United al quinto posto! E pensare che l’anno scorso militavano in Championship…

Bundesliga

Un solo match da recuperare nel campionato tedesco (l’ininfluente Werder Brema-Eintracht Francoforte), e Bayern Monaco che, in caso di congelamento della classifica, vincerebbe il Meisterschale per l’ottava volta consecutiva dopo 25 giornate. Alle sue spalle Borussia Dortmund (a -4 dai bavaresi), Lipsia e Borussia Moenchengladbach in Champions, Bayer Leverkusen e Schalke 04 (via preliminari) in Europa League, Fortuna Duesseldorf, Werder Brema e Paderborn in Zweite Bundesliga (anche se il Fortuna dovrebbe disputare il play-out con la terza classificata di questo campionato, ovvero l’Amburgo, particolare che intreccia i destini delle due massime divisioni tedesche).

Liga

Nessun incontro da recuperare nel campionato spagnolo. Barcellona virtualmente campione di Spagna dopo 27 giornate a 2 punti dal Real Madrid, che scivolerebbe in Champions insieme a Siviglia e Real Sociedad. In Europa League Getafe e Atletico Madrid (passando per i preliminari), Mallorca, Leganés ed Espanyol in Segunda Divisiòn.

Ligue 1

Anche in questo caso, come in Premier League, il congelamento favorirebbe meritatamente la prima in classifica. Psg teoricamente campione di Francia dopo 28 partite, a +12 (virtualmente +15) sull’Olympique Marsiglia. Unico incontro da recuperare, proprio quello tra lo Strasburgo e i parigini in programma per l’ultima giornata. Marsiglia e Lille in Champions (i secondi passando per i preliminari), Rennes in Europa League. Nimes ai play-out (similmente alla Bundes, la terzultima deve disputare uno scontro con la vincitrice dei play-off del campionato cadetto), Amiens e Tolosa in Ligue 2.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Perisic, il Bayern Monaco è pronto a riscattare l’esterno offensivo

Perisic, il Bayern Monaco è pronto a riscattare l’esterno offensivo

Nella scorsa sessione di mercato il Bayern Monaco, per rinforzare il reparto offensivo, ha acquistato Ivan Perisic; l’esterno croato, mai stato preso in considerazione da Conte per il suo progetto tattico, è andato in Germania per dimostrare il suo valore. La stagione in Bundesliga ha avuto alti e bassi ma il club bavarese sembra essere intenzionato ad operare il riscatto chiedendo, però, uno sconto rispetto ai venti milioni decisi la scorsa estate. Una variante importante nella decisione del Bayern Monaco riguarda l’evoluzione del coronavirus; le conseguenze di questa pandemia potrebbe portare cambiamenti nelle strategia del club pluricampione di Germania. Il futuro di Perisic sembra poter essere, ancora, con i bavaresi e l’Inter spera di poter concludere l’operazione per mettere a bilancio una plusvalenza.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Lipsia, squadra in campo per l’allenamento nonostante il Coronavirus

Nonostante l’emergenza Coronavirus, che ha messo sotto scacco tutti i campionati europei ormai da tempo, a sorpresa c’è chi riprende ad allenarsi: è il caso del Red Bull Lipsia, squadra di vertice della Bundesliga tedesca. Gli uomini del tecnico Julian Nagelsmann sono scesi quest’oggi regolarmente in campo. E’ stato, tuttavia, lo stesso allenatore a catechizzare i giocatori prima della seduta con un lungo discorso, durante il quale ha ribadito le disposizioni governative e i comportamenti obbligatori da esse derivanti. Tra le disposizioni spunta il divieto tassativo per i giocatori di avere contatti e la doccia da farsi rigorosamente a casa, al fine di evitare qualunque tipo di rischio inerente a un possibile contagio. Attenzione al Coronavirus, dunque, per il Lipsia, senza però perdere di vista il programma stagionale: una scelta che farà certamente discutere, viste le polemiche scatenatesi in ambito Serie A dopo il comunicato della Lazio di qualche giorno fa.

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“Il genio ha di bello che somiglia a tutto il mondo e che nessuno gli somiglia.”
Ralf Rangnick è un po’ Wenger, un po’ Völler, un po’ Zorc e un po’ Berlusconi… è un po’ tutti, ma nessuno di questi, perché forse è la perfetta fusione tra questi uomini qui citati. Rangnick è genio calcistico a tutto tondo: giocatore, allenatore, direttore sportivo, scout e dirigente, ed è grazie a questa sua eccezionale polivalenza che si è meritato prima un posto come Head of Sport and Development Soccer del gruppo Red Bull (proprietario di numerose squadre di calcio come Salisburgo e Lipsia). I risultati ottenuti nei vari campi hanno fatto drizzare le antenne a Gazidis che ora lo vuole come manager tuttofare al Milan, dove prenderebbe il posto dei non troppo concordi Pioli, Boban, Massara e Maldini. Ne abbiamo parlato nel podcast tematico riguardante la Bundesliga.

 




Coronavirus, in Bundesliga rinunciano a parte del salario

Coronavirus, in Bundesliga rinunciano a parte del salario

Il coronavirus continua ad espandersi a macchia d’olio (al 90% le misure restrittive saranno prolungate anche dopo il tre aprile). Emergenza sanitaria grave che sta bloccando, tra le altre cose, il calcio. Sono giorni frenetici per lo sport nel tentativo di ripristinare i calendari; alcuni passi sono stati compiuti come lo spostamento dell’Europeo al 2021 e lo slittamento delle finali di Champions ed Europa League ai prossimi 24 e 27 giugno. Altro argomento, però, da trattare sono gli stipendi dei giocatori; questione di secondo livello ma su cui si deve trovare un punto d’incontro. Da questo punto di vista ci viene incontro la Bundesliga e, nello specifico, il Borussia Monchengladbach. I fohlen hanno deciso di rinunciare a parte del loro salario. Un gesto importante, significato, e che dovrebbero seguire anche le altre squadre non solo del massimo campionato tedesco. Il coronavirus si deve combattere anche con questi gesti.

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Coronavirus, Thiago contro la Bundesliga: “Tutto questo è una follia”

Coronavirus Thiago contro la Bundesliga

Il 13 Marzo tramite il proprio account su Twitter, il centrocampista spagnolo del Bayern Monaco, Thiago Alcantara scriveva così “E’ davvero folle. Per favore, smettetela di scherzare e atterrate sulla terra. Siamo onesti: ci sono priorità molto più importanti di qualsiasi sport”. Nella stessa giornata, poche ore dopo l’appello di Thiago, è arrivato lo stop della Bundesliga per via del diffondersi del Coronavirus. Nonostante le buone intenzioni dello spagnolo, le sue parole sono state interpretate in modo non positivo dalla stampa tedesca. In buona sostanza viene invitato il centrocampista a donare parte del suo lauto stipendio in favore della ricerca al vaccino per contrastare il virus.

Ricordiamo che attualmente tutte le competizioni calcistiche europee sono state sospese.

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Coronavirus: si ferma anche la Bundesliga

L’emergenza coronavirus non risparmia nessuno. Dopo Premier League e Ligue One, sospese in mattinata, è arrivato lo stop della Bundesliga; il massimo campionato tedesco è l’ultimo tra i maggiori campionati europei ad aver preso una decisione inevitabile per fermare il virus. Ricordiamo che, fino a questa mattina, la ventiseiesima giornata di Bundesliga si sarebbe dovuta giocare a porte chiuse nonostante alcune giocatori (Thiago Alcantara in primis) non gradissero questo tipo di ipotesi. Il calcio si ferma in blocco con la speranza di poter ripartire il prima possibile; ora, però, la salute delle persone viene prima di tutto.

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Ralf Rangnick è un po’ Wenger, un po’ Völler, un po’ Zorc e un po’ Berlusconi… è un po’ tutti, ma nessuno di questi, perché forse è la perfetta fusione tra questi uomini qui citati. Rangnick è genio calcistico a tutto tondo: giocatore, allenatore, direttore sportivo, scout e dirigente, ed è grazie a questa sua eccezionale polivalenza che si è meritato prima un posto come Head of Sport and Development Soccer del gruppo Red Bull (proprietario di numerose squadre di calcio come Salisburgo e Lipsia). I risultati ottenuti nei vari campi hanno fatto drizzare le antenne a Gazidis che ora lo vuole come manager tuttofare al Milan, dove prenderebbe il posto dei non troppo concordi Pioli, Boban, Massara e Maldini. Ne abbiamo parlato nel podcast tematico riguardante la Bundesliga.




Coronavirus: cosa succede nei maggiori campionati europei?

Coronavirus, la reazione nei maggiori campionati europei

L’emergenza Coronavirus diventa sempre più allarmante anche negli altri stati. Dopo le tante polemiche legate al  prosieguo del campionato di Serie A, anche negli altri campionati inizia a fermentare l’idea si rinvii, partite a porte chiuse e sospensioni. Nel momento in cui avremmo potuto dare il buon esempio come nazione in grado di gestire una situazione critica a livello sportivo, ovviamente ciò che siamo stati in grado di dimostrare è stato caos e litigi tramite i media.
Ma allo stesso tempo cosa sta accadendo negli altri campionati? Come stanno reagendo le istituzioni sportive negli altri paesi? Ecco, di seguito, la situazione:

PREMIER LEAGUE: Per il momento nessuna ufficiale è stata presa, anche se da poco si sono riuniti i vertici di FA e Premier League comunicando, in via ufficiosa, che tutte le partite verranno giocate a porte chiuse se il numero di contagiati dovesse aumentare (per ora meno di 40 ndr).

LIGA: In Spagna c’è grande preoccupazione tra la popolazione e, ovviamente, tra i vertici della Lega Calcio spagnola. L’ottimismo legato al fatto che per il momento non siano state prese decisioni ufficiali, sta lasciando spazio al timore che il campionato possa essere sospeso, ma ancor di più alla situazione dei cittadini spagnoli che vedono salire i casi di contagio e le morti. Pronte dunque “forti restrizioni” per contenere la minaccia, proprio nel momento in cui la sorte ha voluto che le squadre spagnole impegnate in Europa se la dovranno vedere con squadre italiane.

BUNDESLIGA: 
In Germania per il momento tutto fila liscio, nonostante il numero di contagi abbastanza rilevante, e la Bundesliga procede regolarmente, come le categorie inferiori. Da evidenziare però come Christian Seifert, l’amministratore delegato della Deutsche Fußball Liga, abbia confermato nelle ultime ore l’intento di equilibrare il sentimento di panico generale a quello di eccessiva rilassatezza. Questo indica come le cose, da qui a breve, potrebbero cambiare nell’interesse della salute pubblica.

LIGUE 1: In Francia la situazione inizia ad essere caotica, con il match tra Strasburgo e PSG è stato rinviato a data da destinarsi, mentre altre gare verranno disputate a porte chiuse. Nelle ultime ore il Ministro della Sanità francese Olivier Veran, ha annunciato che tutti gli eventi che raduneranno più di 1000 persone saranno banditi a livello nazionale.  Attenzione quindi agli sviluppi che potrebbero essere i medesimi adottati qui in Italia.

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