Daily Mail, Mertens apre al possibile trasferimento al Chelsea

Daily Mail, Mertens apre al possibile trasferimento al Chelsea

Sta mattina sulle pagine del Daily Mail appare una notizia che spinge Dries Mertens verso Londra, sponda Chelsea. Secondo il quotidiano inglese l’attaccante belga avrebbe aperto ad un possibile trasferimento alla corte di Lampard, affascinato dall’idea di giocare in Premier League. Ricordiamo che Mertens è in scadenza di contratto con il Napoli, e già a gennaio i blues avevano provato l’affondo, ma De Laurentiis aveva sparato una cifra troppo alta per un giocatore in scadenza, così il Chelsea decise di tenere Giroud, che invece aveva trovato l’accordo con la Lazio. Stavolta potrebbe essere la volta buona per Lampard, anche se non va sottovalutato il rapporto che Mertens ha con la città di Napoli, il belga è oramai un napoletano acquisito e la possibilità del rinnovo sarà sempre viva fino a quando Dries non firmerà per un altro club. L’ attaccante belga conta anche numerose pretendenti in Italia, su tutte Inter e Roma, la situazione è ancora in continuo divenire e di chiaro c’è ben poco. Mertens è molto legato a Napoli, ma allo stesso tempo si trova molto bene in Serie A, questa situazione potrebbe spingerlo a : rinnovare con gli azzurri, oppure scegliere un’altra squadra italiana per rimanere in Serie A, oppure ad accettare la corte del Chelsea, decidendo così di non tradire il tifo napoletano.


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Rakitic: “Voglio tornare a giocare, altri lavoratori convivono con il virus”

Rakitic: “Voglio tornare a giocare, altri lavoratori convivono con il virus”

Il centrocampista croato del Barcellona ha rilasciato un’intervista al quotidiano Marca, nella quale esprime la sua decisa volontà di ritornare a giocare. Il numero 4 blaugrana aggiunge che è disposto a correre il rischio di essere contagiato come avviene per qualsiasi altra professione lavorativa. Il croato spinge verso un’azione di solidarietà verso tutti quei lavoratori che non hanno mai smesso di svolgere la loro professione durante questa crisi, come commessi dei supermercati e medici. Ecco le parole di Rakitic:

“Sono pronto a correre il rischio di essere contagiato, ma voglio tornare a giocare. Lo dico con la consapevolezza che il rischio sarà molto piccolo, ma anche per la solidarietà con coloro che hanno lavorato per noi dal primo minuto e che continueranno così per molti giorni. Dobbiamo giocare con le massime misure di sicurezza, sapendo che non sarà mai sicuro al cento per cento, per noi come per qualsiasi lavoratore. Anche i dipendenti dei supermercati si cambiano negli spogliatoi e hanno le stesse possibilità di contrarre il virus rispetto a noi, o forse anche di più. Loro corrono quel rischio e anche io voglio farlo.

Penso  che abbiamo un debito, dobbiamo restituire alla società quel che abbiamo ottenuto in questi anni, e non dico solo il termini economici: dobbiamo tornare a far divertire la gente, perché non parli solo di virus. Leggo in questi giorni di danni economici, di calendari, di retrocessioni, ma non leggo nulla di passione della gente.”

Riguardo lo stop del Campionato francese:

Penso che non esista una ricetta univoca – dice Rakitic in una lunga intervista a Marca – Ciascun Paese si regola secondo la propria situazione”.

 

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Svizzera, il Consiglio federale allenta le misure anche per lo sport

Svizzera, il Consiglio federale allenta le misure anche per lo sport

Il Consiglio federale svizzero nei giorni scorsi ha allentato le misure di contenimento del Coronavirus per dare un po di respiro ai numerosi lavoratori ed imprenditori in difficoltà economica. L’allentamento ha inevitabilmente riguardato anche il calcio, così dall’11 maggio sarà possibile tornare ad allenarsi anche in gruppo, a patto che la Lega presenti un protocollo adeguato. Il Consiglio ha specificato come lo Sport sia un settore importante per la Svizzera, che da lavoro a circa 100mila persone; per adesso si vocifera di un protocollo che possa consentire l’allenamento a gruppi di 5 persone in ambienti controllati e sanificati; mentre  gli sport di punta, come il calcio, potrebbero contare su una minore fiscalità della distanza di sicurezza, a patto che si monitorino attentamente calciatori ed addetti ai lavori. Il campionato svizzero si tutela pianificando un’ipotetica ripartenza per la prima settimana di giugno, mentre il 27 maggio dovrebbe essere il giorno scelto per ufficializzare la sospensione della stagione o il suo proseguimento.  Nonostante questa mossa del Consiglio federale vi sono ancora tante persone molto dubbiose riguardo alla ripresa, tra queste il presidente del Lugano Angelo Renzetti, che sta mattina ha parlato a RSI Sport.

 

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Nicchi: “Siamo pronti a ripartire, è un momento delicato”

Nicchi: “Siamo pronti a ripartire, è un momento delicato”

Questa mattina a Tuttomercato web Radio, durante la trasmissione Maracanà, è intervenuto Marcello Nicchi, presidente dell’associazione arbitri italiana (AIA). Ecco le sue parole:

Riguardo al pessimismo del ministro Spadafora:

“Credo che ogni giorno che passa c’è sempre più incertezza e questo mi dispiace moltissimo. Non posso permettermi di criticare decisioni del Governo. Per quanto riguarda lo sport, posso dire che è un momento particolarmente delicato, siamo tutti molto in ansia per le sorti del nostro Paese ma ci sono tante cose che avrebbero bisogno di risposte e che avrebbero bisogno che arrivino da un solo interprete. Andare avanti senza un punto di riferimento è come andare a fari spenti. Si sta correndo un rischio, che è quello dei contagi. Abbiamo rispettato in modo ferreo le direttive sanitarie e governative, ma ora c’è bisogno di accelerare i protocolli, di dare delle risposte: se non parte questo campionato, se non riparte il prossimo. Se a giugno-luglio non si può ripartire, mi chiedo come si può ripartire ad agosto-settembre. Non si deve passare dalla responsabilizzazione alla terrorizzazione. Bisogna cominciare a parlare di casa nostra, per una volta dobbiamo essere noi quelli da seguire. Non manderà gli arbitri a rischiare se non c’è sicurezza, quantomeno minima. Abbiamo visto provvedimenti nebulosi. Per esempio il no ad allenamenti di gruppo ma sì a singoli. L’arbitro come singolo si può allenare si o no? Bisogna cominciare a capire se si può ripartire o meno. L’ultima disposizione Uefa, che chiede una definizione dei campionati entro il 3 agosto, non è casuale. In quel periodo sarebbe iniziata la preparazione degli arbitri. E allora cosa fare? Ricominciare solo allora, oppure fermarci? Sarà molto difficile poter continuare il campionato di A, ma non si parla anche di Serie B e C, dove molti club rischiano di non riprendere per nulla”.

Nicchi chiude con un pensiero su quei paesi che hanno deciso di interrompere le competizioni:

“Bisognerà prendere delle decisioni. Stiamo snobbando il mondo dilettantistico e vogliamo sapere cosa succederà. Ci sono migliaia di atleti e arbitri lì. A tutti servirà del tempo per ritrovare la forma fisica. Ci sono le condizioni sanitarie per riprendere ma magari non quelle atletiche per riprendere. C’è il rischio infortuni per giocatori ed arbitri. Tutti siamo fermi in casa ma nessuno ci dice cosa fare per il futuro. Oggi probabilmente non ci sono le condizioni per ricominciare, per una serie di motivi, dai morti ai contagi, fino ai protocolli che vanno rivisti. Mi domando: a settembre-ottobre cosa cambierà per farci riprendere in sicurezza? Niente. Bisogna provare a ripartire, con un protocollo che ci garantisce la massima sicurezza possibile al momento. Come ci sarà un semaforo rosso, ci si rifermerà. Ma bisogna riprendere. La sicurezza piena non può darcela nessuno. Serve avere degli obiettivi. Prima di dire che tutto è finito bisognerà, prima o poi, riprovare a partire. Se le condizioni sono particolarmente pericolose, ci si rifermerà. Ma se le condizioni ci permettono di ripartire e i rischi sono programmati e calcolati, si deve riprendere e andare avanti”.

 

 

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L’Inter si prepara ad accogliere Nainggolan e Perisic

L’Inter si prepara ad accogliere Nainggolan e Perisic

Oramai è evidente come le società di calcio stiano con un occhio puntato alla pianificazione della prossima stagione, dato che quest’annata probabilmente verrà interrotta. L’estate sarà caratterizzata non solo dal calciomercato, ma anche da ricorsi su ricorsi che seguiranno le varie assegnazioni di promozioni, retrocessioni, qualificazioni, ecc ecc. Concentrandosi su quella che dovrebbe esser la normalità quindi il calciomercato, diamo un’occhiata alla situazione in casa Inter. I nerazzurri infatti dovranno decidere il futuro di tre giocatori che probabilmente rientreranno dai rispettivi prestiti: Nainggolan, Perisic ed Icardi La Gazzetta dello Sport riporta come il belga sia quello con più possibilità di rimanere all’Inter, l’ex centrocampista della Roma a Cagliari si è ritrovato e i nerazzurri potrebbero aver trovato un rinforzo a centrocampo senza investire denaro, ed in più Conte, in passato, ha più volte dichiarato la sua ammirazione per il Ninja; c’è però ancora la possibilità che la dirigenza nerazzurra decida di proporre Nainggolan alla Fiorentina per arrivare ad uno tra Chiesa o Castrovilli. Il destino di Perisic è sospeso a metà tra Bayern Monaco e Inter, i bavaresi vorrebbero riscattare l’esterno croato, ma non hanno intenzione di versare i 25 milioni pattuiti l’estate scorsa, d’altro canto Zhang non sembra intenzionato a scontare il suo giocatore ed accetterebbe serenamente di reinserirlo in rosa.  Per quanto riguarda Mauro Icardi invece c’è la certezza che non torni a vestire la maglia dell’Inter, anche se da Parigi tardano ad arrivare delle news che confermino la volontà di riscattare il cartellino dell’attaccante argentino, in ogni caso, anche se Icardi non dovesse rimanere a Parigi, l’Inter lavorerà per trovargli un’altra sistemazione.

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Immobile: “Bisogna tutelare chi con il calcio guadagna 1000 euro al mese”

Immobile: “Bisogna tutelare chi con il calcio guadagna 1000 euro al mese”

Dopo Lotito, Tommasi, Acerbi e Parolo anche Immobile, altro tesserato della Lazio, si interroga sulla decisioni prese dal governo riguardo alla ripresa degli allenamenti. In diretta sulla radio ufficiale del club, l’attaccante azzurro ha rilasciato delle dichiarazioni che spingono verso un tentativo di ripresa, per lo meno degli allenamenti; ed ha provato a mandare un messaggio spesso non chiaro a tutti che nel mondo del calcio non esistono solo plurimilionari, ma anche lavoratori che tirano avanti guadagnando 1000 euro al mese. Ecco le parole dell’attaccante della Lazio:

Sul Dpcm che vieta l’allenamento all’interno dei centri sportivi per gli sport di squadra:

“Sono d’accordo con il presidente Lotito, è pazzesco che io posso andare con Dzeko a Villa Borghese ma non a Formello, dove ci sono sei campi e posso correre da solo. Ci sono anche quattro ingressi e quattro uscite di servizio, possiamo anche non incontrarci con gli altri compagni. Come ha detto l’AIC, è un atto discriminatorio. Molti nostri compagni stanno vivendo questa situazione da soli, mi dispiace che non abbiano la famiglia vicino. Spero che si possa ricominciare, anche per far distrarre la gente in un momento del genere. Noi vogliamo riprendere nella massima sicurezza e col permesso dello Stato. Sono convinto che non stiamo facendo polemica, stiamo soltanto cercando di capire il motivo per cui non possiamo correre a Formello. C’è bisogno che qualcuno ce lo spieghi, ce lo dicessero che si potrebbe non riprendere. Tutti i calciatori che io sento sono d’accordo, aspettano notizie per tornare in campo. Nessuno era contrario alla riapertura: se ci sono le condizioni io ripartirei subito. Siamo pronti a giocare anche col caldo ogni tre giorni”.

Riguardo alle ripercussioni economiche di una mancata ripresa:

“C’è solo una piccolissima parte della Serie A che ha problemi, io penso alla Serie B, alla C e a tutte le altre persone che girano intorno al calcio. Dobbiamo pensare al bene della gente che lavora intorno ai calciatori ma non guadagna come noi. Alcuni prendono 1000 euro al mese ma senza calcio non hanno neanche quelli, penso per esempio anche ai giornalisti. Mi diranno che voglio ripartire perché sono primo tra i marcatori, ma a me non frega niente di questo. Come tutti io spero di tornare a lavoro, ma non perché con la Lazio sono secondo in classifica”.

Vedremo cosa accadrà, ma le notizie degli ultimi giorni non lasciano sperare in una ripresa della stagione, con la Ligue 1 che ha ufficializzato lo stop della stagione, seguendo l’esempio dell’Olanda e Paulo Dybala che è risultato positivo anche al quarto tampone. Spadafora continua a non essere convinto di una ripresa e lo stop del campionato francese avrà delle ripercussioni anche sulle decisioni della UEFA.

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La Ligue 1 si ferma, cosa succede a Juve-Lione?

La Ligue 1 si ferma, cosa succede a Juve-Lione?

Notizia di giornata che la Ligue 1 ha deciso di fermare ufficialmente la stagione. Mentre Inghilterra e Germania galoppano verso la ripresa, Francia ed Olanda sono le due nazioni che hanno ufficializzato lo stop dell’annata 2019-2020. Le squadre francesi si ritroveranno nella prossima stagione, pianificheranno i ritiri estivi per arrivare pronte agli impegni di settembre. A questo punto sorge spontanea una domanda cosa accadrà a Lione-Juventus? La Uefa aveva manifestato l’intenzione di far giocare le competizioni europee in agosto, scenario quantomeno da rivalutare, considerando la decisione del governo francese di interrompere la Ligue 1. In quel periodo infatti il Lione potrebbe essere in pieno ritiro estivo per preparasi alla prima di campionato, solitamente fissata per metà agosto; il problema potrebbe anche protrarsi fino ai primi di settembre se la squadra di Garcia dovesse eliminare la Juventus. Tra le varie opzioni vi potrebbe essere anche un’automatica eliminazione dei francesi con i bianconeri che si qualificherebbero per i quarti di finale, ma prima di fare voli pindarici è opportuno aspettare delle comunicazioni dalla Federazione francese e dalla Uefa.

 

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Milan, nessun contributo al risarcimento di Leao allo Sporting

 

Rimane problematica per Rafael Leao la sentenza del Tas di Losanna, che condanna il portoghese al pagamento di 16,5 milioni di euro in favore dello Sporting Lisbona, da cui si era liberato in seguito agli episodi di violenza con una parte della tifoseria nel 2018 per poi firmare con il Lille. In Portogallo si è scritto che Jorge Mendes (procuratore, tra gli altri, di Cristiano Ronaldo) vorrebbe coinvolgere il Milan nel pagamento di una parte di questa cifra per sostenere Leao; niente di tutto questo, il club rossonero ritiene di aver già abbondantemente investito  su Leao tra cartellino e stipendi, lo ha comprato dal Lille e non certo a parametro zero. Dunque, la speranza di tutti è che l’annullamento della sentenza possa essere il finale della storia dopo la contromossa di Mendes e degli avvocati che stanno difendendo Leao.

Il Milan crede molto nel giovane a prescindere dalle scelte tecniche del futuro e vorrebbe blindarlo, anche a fronte delle chiamate che potrebbero arrivare dalla Premier (e che sono già arrivate nella scorsa sessione di mercato). L’impressione è che per ora il suo potenziale si sia espresso solo in parte, e c’è l’intenzione di vedere Leao sbocciare in rossonero. 

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Acerbi tuona contro il Governo “il 18 potrebbe essere tardi”

Acerbi tuona contro il Governo “il 18 potrebbe essere tardi”

Il centrale difensivo della Lazio Acerbi stamattina ha parlato ai microfoni di LazioStyle Radio commentando le nuove direttive governative riguardanti la ripresa degli allenamenti. L’ex calciatore del Sassuolo ha praticamente rimarcato gli stessi concetti espressi da Parolo ieri: non si capisce cosa cambi tra correre al parco o nel proprio centro sportivo con tutti i controlli medici del caso. Ecco le sue parole riportate da Tuttomercatoweb:

“Cosa avete pensato in questi due giorni dopo la conferenza del Premier Conte e le dichiarazioni del Ministro dello Sport Spadafora?
Io sono un calciatore e cerco di fare bene il mio mestiere. Non voglio fare polemica, ma c’è qualcosa che non quadra e penso di parlare a nome di tutti i giocatori. La corsa nei centri sportivi, con tanti campi, è più sicura a quella fatta in un parco pubblico, dove la distanza può non essere rispettata. Da quello che sento, è una cosa non chiara un po’ a tutti visto che si parla del tema sicurezza. Per quanto è grande Formello noi rischiamo anche di non vederci con gli altri compagni: per noi è importante allenarsi in campo con gli scarpini. Abbiamo sempre rispettato le norme, ma ora sono perplesso: non ha senso aprire i parchi e non permetterci di andare al campo.

Le risposte del governo?
Siamo abituati a muoverci, è la nostra passione e il nostro lavoro. Lavoriamo sempre in un certo modo, abbiamo bisogno di adrenalina per raggiungere gli obiettivi. Adesso che ci sarebbe la possibilità di andare nei centri sportivi, rispettando il decreto, non si può. Non è per creare polemica, è perché vorremmo capire perché correre nei parchi va bene e nei campi no. Se ci danno una motivazione adeguata, la accettiamo, ma il governo non ci ha neanche risposto. Non stiamo dicendo di fare le partitelle, ma solo di correre sul verde dei campi.

Le modalità di allenamento:
Abbiamo la fortuna di avere una struttura come quella di Formello. Ci sono 9-10 ore di luce da sfruttare durante il giorno, se ci dividono sui tanti campi non si incontrano neanche i compagni. Si fa un’oretta di corsa, senza palla e in piena sicurezza, prima di tornare a casa: perché non si può? Vorremmo delle risposte per fare al meglio il nostro lavoro, mi sembra è una richiesta legittima.

Il sistema calcio ha un valore sociale ed è una delle più grandi industrie del paese, su cui si reggono altri sport individuali…
Il calcio è lo sport più amato ed è un’industria. È normale che ci sia più voglia di riprendere, è fondamentale per l’economia nazionale. Vogliamo ricominciare nel modo giusto, rispettando anche le persone scomparse e chi ha perso il lavoro e non arriva a fine mese. Diventa dura riprendere la Serie A se non ci possiamo allenare individualmente il 4 maggio, perché si passerebbe al 18 e ci sarebbe poco tempo per finire il campionato. Adesso non stiamo staccando, dobbiamo farci trovare pronti: non siamo in vacanza, quindi servirà del tempo anche prima di cominciare la prossima stagione.

Un messaggio per le persone che si ammalano:
Bisogna tenere duro, nella vita ci sono sempre due strade: una è quella giusta e l’altra è quella sbagliata. La prima fa più paura all’inizio, perché ci sono degli ostacoli, ma se li superi diventa tutto più bello. Serve forza d’animo per oltrepassare le paure e prendere la direzione giusta non arrendendosi”.

 

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La Premier League pianifica la ripresa della stagione per il 9 giugno

La Premier League pianifica la ripresa della stagione per il 9 giugno

Il virus sta ancora circolando in Europa, ma in un modo o nell’altro quasi tutti le nazioni del vecchio continente sono chiamate a riaprire le attività per non far gravare ancor di più sui cittadini questa drammatica crisi. Il calcio rientra tra i settori imprenditoriali che più stanno spingendo per tornare a lavorare, sappiamo che in Germania gli allenamenti proseguono ormai da una decina di giorni, mentre in Italia  il Governo ha individuato il 18 maggio come data per la riapertura dei centri sportivi, anche se i club di Serie A sperano che alla fine si anticipi la data quantomeno di una settimana. Oggi invece l’Ansa mette chiarezza sulla situazione in Inghilterra, dove il Governo ha acconsentito alla ripresa del campionato nel rispetto di alcune stringenti raccomandazioni igenico-sanitarie. La data fissata per riprendere la Premier League dovrebbe essere il 9 giugno, mentre piano piano le squadre inglesi stanno già tornando ad allenarsi: West Ham, Arsenal e Brighton già sono a lavoro, mentre oggi è fissata la ripresa delle sedute del Tottenham. Il 25 maggio la Uefa attende dalle Federazioni un piano per terminare i rispettivi campionati, e la Premier vuole farsi trovare pronta.

 

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