Domenica sera, ore 20.45, va in scena Lazio-Inter, uno dei due big match della 37° giornata di Serie A al pari di Napoli-Fiorentina. Per i biancocelesti ormai le motivazioni non ci sono più mentre i nerazzurri di mister Vecchi cercano una difficile qualificazione in Europa League. Aspettando dunque questa gara abbiamo voluto mettere a confronto i numeri e le prestazioni di Senad Lulic e Ivan Perisic.
30 presenze, 3 goal e ben 9 assist: questo il ruolino di marcia fino ad ora del laterale mancino della Lazio. Il bosniaco sta vivendo certamente una delle miglior stagioni da quanto è in Italia, come confermato anche dal suo 6.20 di media voto. Dall’altra parte i numeri ci dicono di come anche l’esterno croato stia vivendo una ottima annata (10 reti e 5 passaggi vincenti), anche se per lo più questi dati sono da rimandare alla parte centrale di stagione quando l’Inter volava sulle ali dell’entusiasmo, e tutto girava per il meglio. Per lui la media, al momento, è di 6.07. Quest’ultimo ha commesso meno falli del rivale (17 a 44, che sono costati a Lulic ben 7 ammonizioni), me ne subisce anche di meno (14 a 27).
Lulic effettua più passaggi (1176 a 1021), ha una maggior precisione di riuscita (78% a 71%), e tocca in media più palloni a partita (69 a 65). Altro dato interessante è quello legato ai cross: Perisic ne ha effettuati 160 (19% di riuscita) mentre il biancoceleste “solo” 87 (37%). A favore di quest’ultimo, però, c’è il numero di dribbling riusciti (47 a 35), il numero di contrasti effettuati (387 a 298) ed il numero di palloni intercettati (47 a 30). Il calciatore dell’Inter, invece, batte l’avversario sia nella riuscita dei contrasti aerei (53% a 44%), che nella precisione dei tiri (49% a 41%), che nelle scivolate riuscite (31 su 40, contro le 53 su 73 del bosniaco). La riuscita dei contrasti è del 46% per entrambi.
In conclusione entrambi sono degli esterni eccellenti: Perisic è più offensivo di Lulic, ma il calciatore della Lazio è decisamente più produttivo e più importante per gli schemi di Simone Inzaghi. Il croato dell’Inter, da questo punto di vista, è più un “cavallo pazzo” che però fin troppo spesso non riesce ad incidere nelle gare, soprattutto quando cominciano male. Secondo noi, dunque, non può essere designato un migliore fra i due a meno che non si faccia distinzione di modulo. Ad esempio in un 4-3-3 meglio l’interista, in un 3-5-2 il laziale.



