#PolvereDiStelle – Claudio Ranieri, l’uomo che ha trasformato una favola in realtà

Newcastle United v Leicester City - Premier League

Le favole si sa, sono quei racconti che si fanno ai bambini prima di andare a dormire, racconti spesso fantastici ma spesso così realistici che lasciano quella speranza di poter  realizzare quelle favole e trasformarle in realtà prima o poi. Difficilmente esse possono avverarsi, ma quando quelle poche volte tutto ciò accade, si arriva a pensare ad un qualcosa di straordinario, che tutto nella vita può essere realizzato, basta credere in se stessi e nei propri mezzi  e non arrendersi mai, nonostante le infinite difficoltà che la vita pone dinanzi a noi.

E in questi giorni non si può non parlare della favola del Leicester, la piccola realtà del calcio inglese capace di sbalordire tutti, di lottare ad armi pari contro i colossi del calcio d’oltremanica e mettersi tutti alle spalle, raggiungendo la vittoria della Premier League. E colui che ha reso questa favola realizzabile è soprattutto il tecnico delle “foxes”, il romano Claudio Ranieri, un uomo che più di tutti può insegnare alla persone, soprattutto ai giovani, che nella vita non bisogna mai arrendersi, perchè se si da tutto se stessi nelle cose, i risultati, anche quelli inimmaginabili, possono essere raggiunti. E la favola del Leicester ne è una delle prove più belle e recenti.

Oggi quindi approfondiamo la figura di Ranieri, entrato di diritto nel libro delle stelle del calcio. Ma partiamo per ordine e capiamo perchè, quella del Leicester è una favola vera e propria, anche per il navigato tecnico di Testaccio.

Ranieri nasce nel popolare quartiere romano nel 1951. Subito si avvicina al calcio, diventando un difensore importante, che in carriera ha vestito la maglia di Roma, Catanzaro, Catania e Palermo. Da calciatore gioca a buoni livelli ma di certo non eccelle. Appende la scarpette al chiodo nel capoluogo siciliano nel 1986 e inizia la carriera da allenatore.

Inizia dalle serie minori, per poi arrivare al Napoli. Stagione 1991-1992, è la prima stagione dei campani post Maradona. Ranieri dimostra subito di essere un uomo che ama le sfide e quella di rifondare il Napoli dopo l’addio del “Pibe” è una sfida dura, che però riesce a reggere bene, portando i partenopei al quarto posto. Nel ’93 però viene esonerato e va alla Fiorentina, in Serie B. Con i viola vince la Serie B, riporta i toscani in massima serie e fa esplodere la stella di Roberto Baggio. Vince una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana ma quando gli viene chiesto il salto di qualità fallisce, venendo così esonerato.

Ma il suo talento viene apprezzato all’estero e comincia la sua carriera fuori dall’Italia. Viene chiamato dal Valencia che riesce a salvare il primo anno ma poi non da quel salto di qualità richiesto, e viene sostituito da Cuper, che porterà quella squadra a due finali di Champions e a vincere la Liga Spagnola. Ranieri passa all’Atletico Madrid, ma con i colchoneros si separerà dopo pochi mesi per intemperanze col presidente. Va quindi al Chelsea, dove ritrova Zola e Di Matteo che aveva lanciato a Napoli (proprio loro avevano chiesto Ranieri sulla panchina dei blues). Anche con i londinesi arriva vicino al titolo in Premier, in semifinale di Champions, ma non riesce a dare quello scossone necessario per vincere qualcosa di importante. Nel 2003 viene esonerato e a suo posto viene chiamato Mourinho, che vincerà due titoli inglesi sulla panchina dei blues. Torna al Valencia ma anche qui delude le aspettative. Probabilmente non è un tecnico da grandi squadre, da vertice, e quindi riparte dalla medio bassa classifica e dall’Italia dopo 16 anni.

Parma è la sua nuova avventura. Una sfida durissima, ma come detto, Claudio è un uomo che ama le sfide. Febbraio 2007, il Parma è ultimo in Serie A e sembra scivolare lentamente verso la cadetteria. Ranieri compie un’impresa straordinaria. Salva i crociati dopo una serie di risultati positivi che sanno di impresa. Lo nota la Juventus che vede nel tecnico romano l’uomo giusto per le grandi sfide, tornare grandi. I bianconeri sono appena tornati dalla Serie B, dopo calciopoli, e chiedono a Ranieri un campionato a ridosso delle prime. Claudio fa un campionato straordinario con Madama, piazzandosi a fine stagione al terzo posto, riportando i bianconeri in Champions. Nel secondo anno si chiede il salto di qualità, provare a vincere lo scudetto. Ranieri ci prova, fa una bella figura in Champions, dove supera i gironi (si ricordi la standing ovation del 2008 del Bernabeu a Del Piero) ma agli ottavi è proprio il suo Chelsea a interrompere la corsa bianconera in Europa.

Qualcosa si rompe. Ranieri a poche giornate dal termine è saldamente al secondo posto in Serie A, ma lo spogliatoio sembra remargli contro e la Juve lo solleva dall’incarico.

Nel settembre 2009 passa così alla Roma. Con i giallorossi è autore di un campionato strepitoso, riesce a giocarsi lo scudetto e la coppa Italia contro l’Inter del suo rivale Mourinho. Ma purtroppo sul finire di stagione, gli sfugge tutto, con l’Inter che celebrerà nel 2010 la conquista del “triplete”. Ancora una volta a Ranieri sfugge un titolo a portata di mano. La gente ormai lo ritiene sulla via del tramonto e anche i risultati successivi confermano come il tecnico sia in netta difficoltà. Nel 2011 è proprio nell’Inter post triplete, a sostituire Gasperini, ma delude tanto e in corso di stagione viene esonerato. Passa poi al Monaco che porta in Ligue One francese e dopo un ottimo secondo posto viene esonerato per un tecnico più giovane. L’ultimo fallimento è con la Nazionale greca, che non riesce a qualificare agli Europei 2016, venendo esonerato.

Ma il 16 luglio 2015 sarà la data che gli cambierà la carriera. Viene ingaggiato dal Leicester City con l’obiettivo di portare le Foxes alla permanenza in Premier League, riconquistata la stagione precedente. La squadra è formata da molti giocatori sconosciuti, giovani promesse e un gruppo da compattare. Quello che è accaduto poi è storia recente sotto gli occhi di tutti. Giocatori sconosciuti ai più. che giocavano solo qualche anno prima in serie minori o facevano operai in fabbriche, riescono a sbalordire non solo l’Inghilterra ma il mondo intero.

Ranieri, dato per brocco, bollito, finito, del vecchio, dell’eterno perdente, anche a quasi 70 anni è stato capace di far zittire tutti. La sua favola e quelle delle foxes resteranno immortali nella storia del calcio. Una piccola squadra, dal valore di pochi milioni, è stata capace di battere colossi milionari e costruiti per dominare e vincere tutto. Una favola trasformata in realtà, un sogno realizzato, già perchè quest’impresa di Ranieri è da insegnamento per tutti. Che anche quando tutto gira storto, quando le soddisfazioni stentano ad arrivare, quando i risultati sono scadenti, tutto può succedere nella vita. Basta non mollare mai, crederci sempre, andare avanti a testa alta e saper rialzarsi dopo le cadute.

Ranieri ci insegna come solo chi non si arrende mai può avere soddisfazioni nella vita. Spesso bisogna aspettare anche tanto, ma se si è pazienti e non si molla mai nulla, i sogni possono essere trasformati in realtà. La favola di Ranieri e del Leicester infondo ha colpito ed appassionato tutti anche per questo. Per l’insegnamento di vita regalatoci.

Congratulazioni Claudio, la tua storia, che da favola è diventata realtà, ha fatto il giro del mondo, ha commosso, darà la forza alle persone a non abbandonare i propri obiettivi anche quando sembrano fallire, ha dato un grande insegnamento di vita oltre che sportivo. Onore a Ranieri, l’uomo che non vinceva mai è diventato l’uomo capace di trasformare le favole in realtà. E probabilmente il destino in serbo per lui era proprio questo.

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