#Esclusiva – Lazio, Corradi: “Manca un grande ex all’interno della società”

Corradi

Ai microfoni di RadioGoal24 è intervenuto l’ex calciatore Bernardo Corradi, attualmente commentatore sportivo di Premium Calcio. L’ex attaccante senese, che ha militato nel Chievo VeronaInterLazioParmaValenciaManchester CityRegginaUdinese Montreal Impact, ha rilasciato alcuni commenti sulla partita della Lazio a Genova  contro la Sampdoria: Penso sia stata una piccola fotografia della stagione, la Lazio ha fatto vedere quello che di buono avrebbe dovuto fare:sono stati commessi grossi errori in fase di costruzione scoprendo troppo il fianco alle giocate avversarie”.

I biancocelesti hanno avuto grandi occasioni per ripassare in vantaggio, come il rigore sbagliato da Candreva, senza concretizzarle. Una Lazio poco cinica?

Sì, il rigore è un’occasione più chiara delle altre ma è un gesto tecnico che può essere anche sbagliato. L’errore, a mio avviso, può essere la ripetizione dell’errore stesso. In certe partite il calcio ci ha fatto vedere che se vinci ma non chiudi le partite poi ti va tutto storto, perdendo anche magari, e purtroppo la Lazio ha perso.

Domenica sera la squadra di Simone Inzaghi sfiderà l’ Inter all’Olimpico, la partita che l’altro anno costò, forse, il secondo posto. Quest’anno i nerazzurri sono al quarto posto, secondo te è ormai certo questo piazzamento per loro o avranno qualcosa da chiedere da questa partita?

Se vogliamo far crescere questo campionato ed il nostro modo di intendere il calcio, le squadre che hanno poco da chiedere dovrebbero cambiare modo di intendere il calcio. La Lazio, dopo una stagione del genere, non può permettere di buttare al vento una partita così importante, anche l’Inter viene da una stagione non facile in cui ha alternato buone cose ad altre sconcertanti e quindi hanno il dovere di vincerla. Non è una partita semplice perché l’Inter è una squadra in crescita che ultimamente ha fatto buone partite anche se non è molto cinica e non fa della percentuale di realizzazione la sua dote migliore perché anche loro hanno avuto le loro partite storte, come quella contro l’Udinese che parla chiaro. Credo che se la giocheranno a viso aperto perché ne hanno bisogno.

Di questa partita sei un doppio ex, hai avuto modo allo stesso tempo, nella tua esperienza biancoceleste, di giocare a fianco dell’attuale allenatore della squadra capitolina. Simone Inzaghi lo confermeresti anche per la prossima stagione?

Simone ha dimostrato di saper leggere e di saper interpretare le partite perché, tralasciando la partita contro la Juventus che è una squadra in salute che fa dannare l’anima ad ogni tipo di avversario, tra l’altro la partita è finita con l’espulsione di Patric, tralasciando la partita contro il Palermo  che è da considerare un avversario di poco conto, la partita di Genova contro la Samp era stata preparata da lui molto bene. Credo che l’esperienza nelle giovanili gli sia servita e non so, dal punto di vista dell’impatto, quanto possa fare al caso della Lazio. Questa squadra il prossimo anno dovrà affrontare un anno di ricostruzione, e non so quanto sarà facile fare un mercato in uscita, però un obbiettivo di mercato, che magari nella scorsa sessione era sfumata, lo deve centrare. Una delle cose che mancano alla Lazio è, a mio avviso, un movimento di accordo tra società, tifoseria e squadra; c’è poca interazione. L’unica cosa che potrebbe connettere le parti è la presenza di un nome storico, un beniamino,  all’interno della società, in modo che si riallacciasse un filo conduttore storico tra le parti. Tutte le grandi società hanno almeno un grande ex all’interno della società. La Juve ad esempio ha Pavel Nedved che accompagna sempre Marotta ed il presidente Agnelli, tre giorni fa Zanetti ha rinnovato a vita il contratto con l’Inter, anche il Bayern Monaco ha Sammer che siede in panchina . Le grandi squadre fanno così, quindi secondo me potrebbe essere un primo passo per cercare di arrivare a quei livelli.

Se non dovrebbe essere Inzaghi l’allenatore del prossimo anno, potrebbe essere Sinisa Mihajlovic l’allenatore giusto per ripartire la prossima stagione?

Sì, credo che il prossimo anno servirà, oltre ad un allenatore bravo tecnicamente, anche un allenatore bravo a compattare il gruppo. Le testimonianze ci arrivano dall’esonero di Mihajlovic che la  squadra oltre a non aspettarsi della scelta della società,  non era nemmeno d’accordo con essa.

 

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