Roma, Spalletti e la rinuncia a Dzeko: “Era un rischio schierarlo nelle sue condizioni”

AS Roma v UC Sampdoria - Serie A

A Roma molti tifosi si chiedono ancora dove sarebbe arrivata la squadra nel caso in cui Luciano Spalletti fosse subentrato a Rudi Garcia a inizio stagione o qualche mese prima, vista la rinascita Giallorossa per mano del tecnico toscano. Spalletti però non ha dato solo impronta diversa a tutta la rosa, ma anche rigenerato calciatori come Rudiger e Dzeko, autori di ottime prestazioni da quando è arrivato l’ex allenatore dello Zenit. Contro il Bologna tutti si aspettavano di veder Dzeko partire titolare ma al posto suo ha giocato prima Perotti e poi il capitano Francesco Totti, facendo scoppiare così un caso attorno al bosniaco. Il tecnico però, con molta serenità ha poi spiegato le motivazioni dell’esclusione del centravanti ex Manchester City:Edin nell’allenamento di domenica ho preferito lasciarlo fuori, perché aveva un risentimento. A questo punto del campionato ci sono dei giocatori che hanno bisogno di un minimo di gestione. Ho fatto fare un allenamento specifico a Dzeko, anche se aveva voglia di farlo con il gruppo. Questo piccolo risentimento se l’è portato dietro anche il giorno dopo, abbiamo fatto un po’ di riscaldamento e pensavamo che fosse scomparso. Provando però gli scatti si è indurito ancora il muscolo, e dopo pranzo, in accordo con lo staff tecnico, ha fatto una risonanza magnetica che ha evidenziato questo problemino“. La motivazione dunque è da attribuire ad un problema fisico del calciatore e non ad uno screzio con l’allenatore: “Era rischioso farlo giocare da l’inizio, altrimenti lo avrei fatto giocare titolare. Era inutile rischiarlo a l’inizio, se la squadra poi avesse avuto bisogno lo avrei schierato a partita in corso – e contro l’Atalanta sarà una partita decisiva – Loro proveranno a fare qualcosa di più, è una squadra che ha carattere e che sul loro campo hanno reso la partita difficile a tutti. E’ chiaro che noi dobbiamo fare lo stesso, dobbiamo essere bravi a gestire la partita da un punto di vista di chi comanda il gioco, perché noi abbiamo queste qualità e dobbiamo sforzarle”.

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