Milan, Maldini sfiorò la rissa con Capello

186345143.0

Durante una lunga intervista per Sky, la bandiera del Milan, Paolo Maldini, ha rilasciato importanti dichiarazioni riguardanti il passato e il futuro del Milan. Nella trasmissione I Signori del Calcio, l’ex capitano ha voluto anche parlare della sua situazione attuale: ” Credo che riuscire a fare quello che si vuole fare debba essere il punto d’arrivo per tutti . Il calcio mi ha fatto crescere come uomo e mi ha dato grandi soddisfazioni, poi ho deciso di intraprendere un percorso di vita oltre il calcio. Se non è sui giornali, sembra che una persona non stia facendo niente, ma non è così. La mia indole va verso una vita più privata e familiare. La gente mi chiama ancora Paolino, perché ho iniziato a giocare a 16 anni e ora ne ho 47, il tempo comunque non si è fermato. Invecchio anche io, credo sia importante vivere il tempo come uno ha intenzione di farlo. La possibilità di scegliere il mio futuro è fondamentale, ho scelto questo tipo di vita. In passato ero impegnato con la squadra, era ovvio “.

Poi ha voluto parlare di quando ha perso le staffe e del rapporto con Don Fabio Capello, durante i suoi anni alla guida del Milan: “Quando ho perso le staffe? Direi nel 2002 forse, dopo il Mondiale. Mi sono sentito maltrattato dalla stampa, il rispetto dei compagni c’è sempre stato. Il modo in cui è finito quel Mondiale non è stato bello. In modo particolare ricordo l’ultima conferenza, dove un giornalista mi chiese se mi sentissi un raccomandato. Andai via, potevano dirmi di aver giocato male. Ma non altro. Quello è stato un percorso, una crescita continua. Se serbo rancore? No, forse all’inizio. Quando ero giovane, quando si reagisce in maniera immediata senza contare fino a dieci. Un esempio: una persona che ha condiviso parte della mia carriera è stata Capello. L’ultimo anno al Milan abbiamo litigato, quasi a metterci le mani addosso. Mi ha mancato di rispetto, credeva che l’avessi tradito. Ma non era così, l’ho odiato per qualche mese. Dopo la cosa è passata col tempo “.

Mentre su Galliani ha voluto mandare qualche segnale per la rinascita della sua squadra: “grandissimo dirigente, ma carente nella parte calcistica, nel valutare i giocatori”.

Leave a Reply