Calciomercato: Neymar verso il ritorno al Barcellona

Neymar torna al Barcellona?

Secondo quanto riportato da OneFootball, il fantasista brasiliano avrebbe deciso di tornare in Liga, dopo diverse estati di ammiccamenti al club blaugrana. Neymar avrebbe infatti già avvisato il PSG, con cui quest’anno ha collezionato 22 presenze e 18 goal tra tutte le competizioni, che farà di tutto per liberarsi nella prossima sessione di mercato. Potrebbe essere la fine di un rapporto mai veramente sbocciato, con O’Ney pronto a ricongiungersi a Messi e compagni.

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Sarà doppio scontro Italia-Spagna, dunque, in Europa League: Inter-Getafe e Siviglia-Roma, andiamo a scoprire meglio le nostre avversarie nel podcast tematico riguardante l’universo Liga!
Siviglia e Getafe segnano poco e subiscono poco meno, pertanto non sembrano avversarie irresistibili numeri alla mano, ma la classifica dice ben altro: rispettivamente terza e quarta, le due compagini sono le vere sorprese di questa bella stagione di Liga. Tra vecchie conoscenze della Serie A, giovani interessanti ed esperti calciatori che da anni militano nel campionato spagnolo, queste due squadre allenate dai preparatissimi Lopetegui (Siviglia) e Bordalás (Getafe) risultano complicate da affrontare: reparti stretti, ripartenze fulminanti, palleggiatori di qualità ma anche attaccanti poco prolifici. Pregi e difetti, dunque, delle nostre prossime avversarie in Europa League, sognando notti magiche e sorteggi più morbidi.

 




Lazio, occhio! Il Barcellona sonda Luiz Felipe

Lazio, occhio! Il Barcellona sonda Luiz Felipe

Il Barcellona sonda Luiz Felipe ed il suo agente, Stefano Castagna, non ha perso tempo per mandare un segnale a Lotito, dato che ieri ha dichiarato al Mundo Deportivo: «Se ti segue il Barcellona è un onore. Comunque il giocatore ha la testa sulla Lazio e sullo scudetto. Per ora nessuno ha parlato con me, ma molti club si stanno muovendo. Non mi stupisce l’interesse dei catalani». Le buone prestazioni della squadra di Inzaghi non sono passate inosservate, ed alcuni dei suoi giocatori sono molto ambiti dalle grandi squadre europee. Lotito e Tare si sono tutelati con Luis Alberto, Milinkovic ed Immobile velocizzando le pratiche per il rinnovo, mentre con Luiz Felipe la situazione è ancora in standby; il ragazzo ha un contratto da 600 mila euro all’anno con i biancocelesti fino all’estate 2022, per trattenerlo la dirigenza dovrà adeguare le cifre avvicinandosi ai 2 milioni annui. Le dichiarazioni del procuratore potrebbero anche essere una strategia per mettere un pò di pressione alla Lazio, società alla quale in ogni caso Luiz Felipe è molto grato, dato che lo ha cresciuto ed aspettato nel corso degli anni, continuando a puntare su di lui anche quando le prestazioni  lasciavano a desiderare.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Coronavirus: il Barcellona non ha ricevuto materiale per i test

Il Barcellona non ha tamponi!

Secondo quanto riportato da  OneFootball, il Barcellona non ha tamponi per effettuare i test del Coronavirus suoi suoi tesserati. Javier Teblas, presidente della Liga, aveva comunicato che tutti i club avrebbero ricevuto il materiale medico necessario allo svolgimento degli esami. Tuttavia El Mundo Deportivo ha riportato questa incredibile notizia, che ci fa pensare che la squadra blaugrana non sia l’unica nel campionato spagnolo ad essere ancora sprovvista dei tamponi, nonostante la promessa di Teblas.

Di recente il presidente dei catalani, Joseph Bartomeu, ha scritto una lettera aperta ricordando l’obbligo per tutti di restare a casa e rispettare le norme di sicurezza per la salute collettiva, e facendo notare come il Barcellona abbia fatto di tutto sin dall’inizio per garantire la loro applicazione.

 

 

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Federcalcio Spagnola: «Se non riparte la Liga no titolo al Barcellona»

Federcalcio Spagnola: «Se non riparte la Liga no titolo al Barcellona»

La competizione deve essere vinta sul campo. Abbiamo tutti votato a favore. Presidenti e funzionari territoriali concordano nel sostenere questa tesi”. Queste le parole del presidente della RFEF. Ha poi aggiunto “Non è giusto che la competizione si concluda con la classifica che c’è adesso. Né la stagione può essere dichiarata nulla. E non ci sembra nemmeno corretto assegnare il titolo in base alla classifica al momento della conclusione del girone d’andata. Pertanto, la Federazione punta sull’allungamento del calendario. Ciò significa, chiaramente, che il Barcellona non sarà campione se non si riprenderà il campionato”.

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Inter: Coutinho, possibile ritorno in nerazzuro

Inter: Coutinho, possibile ritorno in nerazzuro.

Philippe Coutinho attualmente è in prestito al Bayern Monaco dal Barcellona, in settimana però, come riporta Tuttomercatoweb, il club bavarese ha informato la società catalana che non riscatterà il cartellino del giocatore brasiliano. Coutinho si era trasferito in Germania l’estate scorsa con la formula del prestito con diritto di riscatto, fissato a 110 milioni, e nonostante il Barcellona abbia comunicato al Bayern la volontà di applicare uno sconto di 20 milioni, i bavaresi sono convinti di non aver bisogno dell’ex attaccante di Liverpool ed Inter. A questo punto i blaugrana e Philippe Coutinho cercheranno di trovare un’altra soluzione sul mercato, probabilmente in prestito con diritto di riscatto, dato che al momento nessuno sembra intenzionato ad investire una cifra vicina ai 100 milioni per acquistare a titolo definitivo il cartellino del ragazzo. L’ attaccante brasiliano è molto apprezzato in Premier League, dove ha fatto benissimo con la maglia del Liverpool, e potrebbe essere ambito da molte società inglesi; tra gli estimatori spunta anche l’Inter, la società che lo cedette al Liverpool per appena 10 milioni; Conte è un estimatore del ragazzo ed è sempre più convinto che la rosa nerazzura necessiti di più qualità, e l’attaccante brasiliano, se dovesse ritrovare continuità, potrebbe essere l’innesto giusto.  Inter: Coutinho, possibile ritorno in nerazzurro.

 

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Barcellona, sguardo al futuro: bloccato Lautaro Martinez

Barcellona, sguardo al futuro: bloccato Lautaro Martinez

Il Barcellona, in attesa di poter riprendere la stagione attuale (il club si sta lottando la Liga con il Real Madrid ed è pienamente in corsa per la Champions), si organizza per il futuro. I continui infortuni di Dembélé e il bisogno di trovare un’alternativa a Suarez hanno portato i blaugrana a guardare in Italia. Il Barca, secondo il quotidiano spagnolo Sport, ha bloccato Lautaro Martinez; l’attaccante nerazzurro guadagna 1.5 milioni fino al 2023 e ha una clausola rescissoria di 111 milioni di euro. Giocatore completo: forte fisicamente, abile nel colpo di testa, nel tiro da fuori e letale all’interno dell’area di rigore. Ama svariare su tutto il fronte offensivo, caratteristica fondamentale per giocare nel Barcellona. Deve migliorare alcuni aspetti del proprio carattere ma, in prospettiva, parliamo di uno dei giocatori più forti nel suo ruolo. Il progetto interista è sicuramente interessante ma di fronte alla chiamata dei blaugrana (Messi sembra sponsorizzare l’acquisto del Toro) è difficile dare una risposta negativa.

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Milan-Barcellona: info biglietti, probabili formazioni e dove vederla in TV o streaming

Milan-Barcellona probabili formazioni – Il Milan si avvicina a giocare il terzo appuntamento dell’International Cup. Dopo le prime due sconfitte, contro il Manchester United ai rigori e contro il Tottenham per 1-0, i rossoneri sono pronti a sfidare il Barcellona. Il test contro i blaugrana sarà l’ultimo per i ragazzi di Gattuso prima di rientrare in Italia a finire la preparazione in vista dell’inizio del campionato. Il match contro il Barcellona si giocherà nella notte del 5 agosto, più precisamente alle h. 2.05 allo stadio di Santa Clara. Vediamo nel dettaglio le probabili formazioni di Milan-Barcellona.

Milan-Barcellona probabile formazione

Gattuso dovrebbe schierare più o meno la formazione che si è arresa al Tottenham. In porta c’è il ballottaggio tra Reina e Donnarumma, mentre la coppia difensiva sarà formata da Musacchio e Romagnoli. Halilovic dovrebbe partire un’altra volta dalla panchina, mentre in attacco Borini è favorito sul partente Kalinic.

Proabile formazioni Milan (4-3-3): Reina /Donnarumma; Abate, Musacchio, Romagnoli, Calabria; Kessie, Locatelli, Calhanoglu; Suso /Halilovic, Cutrone, Borini/Kalinic. Allenatore: Gattuso.

Probabile formazione Barcellona (4-3-3): Cillessen; Semedo, Marlon, Lenglet, Cucurella; Sergi Roberto, Arthur, Rafinha; Aleix Vidal, Munir, MalcomAllenatore: Valverde

Dove vedere in TV e streaming Milan-Barcellona

Il match tra Milan e Barcellona sarà visibile in diretta tv su Sky Sport. Per eventuali informazioni sul ritiro estivo del Milan, vi consigliamo di consultare la nostra radio nella nostra sezione dedicata o tramite pagina Spreaker.

Info biglietti

I biglietti per questa gara amichevole sono disponibili sul sito www.ticketmaster.com, con  prezzi che variano dai 39 dollari fino ai 325.




Incubo Liverpool: ecco le altre 5 batoste subite in Champions dalla Roma

Si ridimensionano le aspettative della Roma dopo l’andata delle semifinali di Champions Leauge: i giallorossi perdono 5-2 all’Anfield contro il Liverpool di Klopp, trascinato da uno stratosferico Salah, autore di una doppietta e di due assist. I Reds hanno ingabbiato e strapazzato la squadra di Di Francesco per circa un’ora, quando poi è arrivata l’ormai tarda reazione della Roma. I quarti di finale insegnagno che le partite di Champions si giocano in 180′: infatti, dopo la clamorosa rimonta ai danni del Barcellona, il tecnico giallorosso non demorde e crede che nella partita all’Olimpico ci siano delle possibilità per ribaltare il risultato dell’andata. I più appasionati ricorderanno che non è la prima volta che la Roma imbarca una goleada nelle coppe europee: andiamo a scoprire quali sono le altre ‘macchie nere’ della storia giallorossa.

17/18 – Barcellona-Roma 4-1

Per trovare la prima goleada non bisogna andare troppo indietro nel tempo. A posteriori, il sapore di questa sconfitta è più dolce che amaro, considerando la rimonta di cui De Rossi e compagni si sono resi protagonisti nel match di ritorno. Fatto sta che all’andata i blaugrana si imposero grazie ai goal di Pique e Suarez e gli autogoal di Manolas e De Rossi.

15/16 – Barcellona-Roma 6-1

Sconfitta più pesante quella di due stagione fa, quando sempre il Barcellona rifilò ben sei goal alla Roma. Durante la fase a gironi, le doppiette di Suarez e Messi e le reti di Pique e Adriano affondarono la squadra allenata da Garcia, che si arrese con il goal della bandiera firmato da Dzeko.

14/15 – Roma-Bayern Monaco 1-7

 

Un altro incubo venne vissuto la stagione precedente, forse il peggiore considerando che la partita si giocò all’Olimpico. Sempre con Garcia al comando, e ancora una volta nella fase a gironi, il Bayern Monaco di Guardiola si impose con 7 goal segnati da Robben (doppietta), Goetze, Lewandowski, Muller, Ribery e Shaqiri. Servì a poco il temporaneo 5-1 firmato da Gervinho.

06/07 – Manchester United-Roma 7-1

Un altro 7-1 nella storia giallorossa, questa volta rimediato contro il Manchester United di Ferguson. Nel match di andata dei quarti di finale, la squadra di Spalletti riuscì a imporsi 2-1 sui Red Devils, ma il sogno svanì presto: le reti di Carrick, Smith, Rooney, Ronaldo (doppietta), Carrick ed Evra, fecero pronunciare a Totti le seguenti parole: “La sera più triste della mia carriera.

80/81 –  Carl Zeiss Jena-Roma 4-0

Nei sedicesimi di finale della Supercoppa, la Roma arrivò a giocare il ritorno dopo un secco 3-0 rifilato ai tedeschi nel match d’andata. In Germania accadde l’irreparabile: la squadra allenata da Liedholm capitolò a causa delle reti segnate da Krause, Lindemann e la doppietta di Bielau. Alla disfatta contro il Carl Zeiss Jena partecipò anche Carlo Ancelotti, in campo con la maglia giallorossa.




Roma, i 3 segnali positivi nonostante la sconfitta di Barcellona

Ogni tifoso romanista, anche il più sfiduciato, può ritenersi assolutamente orgoglioso di questa Roma. Qualunque appassionato di calcio, infatti, si sarebbe aspettato un risultato tennistico al termine della partita del Camp Nou, ma così non è stato. Precisiamo: i giallorossi hanno comunque rimediato una brutta sconfitta nella gara disputatasi ieri contro il Barcellona, ma a differenza di qualche uscita europea precedente, questa volta alla squadra capitolina va dato il merito di aver combattuto fino alla fine, giocando bene a calcio e dimostrando un buon accenno di mentalità che serve per diventare un grande club. Oltretutto la squadra di Di Francesco è stata anche sfortunata negli episodi, e lo evidenziano il fallo da rigore non fischiato su Dzeko nel corso del primo tempo, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0, ma soprattutto i due autogoal di De Rossi e Manolas, entrambi arrivati nel momento migliore della Roma.
Sottolineando tutti questi aspetti e in vista della partita di ritorno del 10 aprile all’Olimpico, cerchiamo di capire i tre segnali positivi che ha lasciato la sconfitta contro i Blaugrana.

La voglia di fare calcio

Niente di più semplice: la voglia di giocare a pallone. Per tutti i 90 minuti la Roma non è mai stata remissiva o rinunciataria, anzi, ha sempre cercato di impostare il proprio gioco, fraseggiando palla a terra e cercando raramente le verticalizzazioni in attacco. Questo è senza dubbio merito di Di Francesco, che in uno stadio imponente e intimidatorio come quello del Camp Nou, ha voluto praticare un tipo di calcio sempre propositivo, abbandonando completamente l’idea di un rintanamento all’interno della propria area, finalizzato a difendere con tutti e dieci gli uomini. Un modo di fare calcio che può essere definito anche coraggioso, perché se giochi in quel modo contro il Barcellona gli esiti sono due: o vinci la partita, oppure prendi l’imbarcata. Beh, la Roma la partita non l’ha vinta, ma non ha nemmeno preso l’imbarcata. Il 4-1 è un risultato netto, certo, ma solo per chi guarda l’esito finale: chi ha visto la partita, infatti, sa benissimo che i giallorossi hanno giocato una partita grintosa, con pressing alto, velleità di palleggio e ottimo contenimento con le linee molto strette.

La consapevolezza dei propri limiti

Come molti di voi ben sapranno, la Roma si è qualificata ai quarti di finale di Champions League dopo dieci anni. E’ chiaro che arrivare in una fase così avanzata della competizione e dover affrontare una squadra come il Barça, volesse dire anche testarsi, mettersi alla prova, in modo da capire il livello generale della squadra. Un livello tutto sommato buono, ma a cui manca ancora quel quid in più per potersi definire ottimale: parliamo ovviamente di qualità della rosa e della prestazione dei singoli. Se in difesa, infatti, Alisson, Manolas e Kolarov si sono dimostrati una garanzia, non si può dire lo stesso del centrocampo, e ci riferiamo in particolare a Gonalons, la cui prestazione ha lasciato parecchie perplessità, molto lento e poco furbo in alcune circostanze. Buona invece la prestazione di Strootman, che il suo lo ha fatto, manifestandosi sempre presente, e altrettanto si può dire del giovane Pellegrini. Venendo all’attacco, Dzeko ha corso molto, cercando di fare il cosiddetto lavoro sporco e trovando nel finale anche il goal, Florenzi si è dimostrato più a suo agio se schierato nell’esterno di attacco, mentre Perotti si è confermato il solito insider di sinistra. E’ chiaro che nel complesso si poteva fare qualcosa in più, specialmente capitan De Rossi, apparso opaco e poco brillante nel velocizzare la manovra. La strada è ancora lunga, bisogna alzare l’asticella, ma il match di ieri ha dimostrato che le premesse per diventare una grande squadra ci sono tutte. E’ questo quindi l’obiettivo della Roma, ciò a cui deve puntare, e Di Francesco lo aveva già sottolineato nel post-gara contro il Chelsea: “Quella è stata la partita che ha fatto cambiare mentalità alla squadra, ci ha dato forza. Io voglio che la squadra giochi sempre con personalità, il pensiero è quello di far morire il gioco degli avversari, importante è l’aspetto mentale, devi dimostrare che vuoi dominare”. 

La supremazia del Barça non c’è stata: il 4-1 è un risultato bugiardo

La Roma ha fatto la partita, il Barcellona meno del compitino. Guardare solo al risultato finale non basta, ci vuole anche una certa lucidità: i giallorossi si sono dannati l’anima dall’inizio alla fine, giocando contro una squadra extraterrestre, che è riuscita a portare a casa la vittoria giochicchiando la partita e senza effettuare troppe accelerazioni. Il primo goal blaugrana è arrivato si a causa di un errore di Pellegrini (troppo lezioso in uscita palla al piede), ma quanta sfortuna per Daniele De Rossi, che nel tentativo di anticipare Messi ha mandato la palla dietro le spalle di Alisson. Per non parlare poi del secondo, ancora più clamoroso se vogliamo, dove su un cross rasoterra di Rakitic, Umtiti ha provato il tapin vincente spedendo il pallone sul palo, che nel rimpallo però ha colpito le gambe di Manolas, terminando in rete. Nonostante questo, la Roma ha proseguito nel macinare gioco, consapevole dei propri mezzi e delle proprie qualità, e continuando ad esprimere la nuova filosofia di calcio voluta dal suo allenatore. Anche dopo il 3-0 di Piqué la squadra giallorossa non si è persa d’animo, ci ha creduto fino al novantesimo, schiacciando gli ultimi quindici minuti il Barcellona nella propria metà campo. All’80’ è arrivato anche il goal di Dzeko, molto bravo ad infilare la palla in rete su un’imbeccata di Perotti. Otto minuti più tardi, invece, ennesimo rimpallo favorevole agli uomini di Valverde, sul quale si è avventato Suarez per il definitivo 4-1. Tirando le somme, il Barcellona ieri sera non ha giocato il gran calcio spettacolare di sempre, tant’è che non è riuscito a finalizzare un’azione di attacco con tutti i propri passaggi (cosa che invece fa di solito), dimostrandosi anche molto fortunato in molteplici occasioni. La squadra di De Rossi e compagni è stata quindi punita più dalle disattenzioni che dalla supremazia della squadra barcellonese, ed è un vero peccato, perché con un pizzico di sfrontatezza e cattiveria in più il passivo sarebbe potuto essere meno pesante.




Roma, ecco perché devi crederci contro il Barcellona

Vi ricordate la storia di Davide e Golia? Quel fanciullo che, grazie all’aiuto di una semplice fionda, sconfisse il terribile gigante? La sfida tra Barcellona e Roma è, più o meno, la stessa cosa. I giallorossi rappresentano la piccola squadra che deve affrontare uno dei club più forti del Mondo; l’esito della sfida sembra scontato con Messi e compagni pronti a festeggiare l’accesso alla semifinale al termine dei 180 minuti. Il calcio, però, non è una scienza esatta e alle volte sorprende: il Leicester ha vinto una Premier e il Crotone è riuscito a salvarsi dopo una clamorosa rimonta. Se la prossima squadra ad entrare nella storia fosse la Roma? Cerchiamo di capire i motivi per cui i ragazzi di Di Francesco possono credere nell’impresa.

La Legge dei grandi numeri

Le statistiche del Barcellona sono impressionanti; gli uomini di Valverde hanno ottenuto 32 vittorie e 10 pareggi tra Liga, Champions e Copa del Rey. Un rullino di marcia praticamente perfetto che fa capire come i bluagrana vogliano scrivere la storia al termine della stagione. Il paradosso è che sono proprio questi numeri a dare una piccola speranza alla Roma. Prima o poi il Barcellona dovrà perdere una partita: è la legge dei grandi numeri. Una speranza flebile, è vero, ma quando si affronta un club di questo calibro ogni dettaglio può essere utile per credere nel miracolo.

Il ritorno all’Olimpico

La Roma giocherà la gara di ritorno in casa ma, a differenza del match con lo Shakhtar, si troverà di fronte una squadra con un valore tecnico di gran lunga superiore. Per superare il Barcellona servirà la spinta dell’Olimpico, il cuore pulsante dei giallorossi. Le sole sette ore con cui lo stadio della capitale è stato riempito fanno capire come ci sia fiducia in una squadra chiamata a scalare l’Everest. Quanto è importante il tifo del proprio pubblico? Tanto, perché in determinati momenti sentire il calore e l’appoggio della gente è fondamentale per superare le difficoltà; i tifosi sono il dodicesimo uomo in campo e la Roma, senza la spinta di uno stadio intero, non sarebbe riuscita a pareggiare con l’Atletico Madrid (senza nulla togliere alla prestazione di Alisson) e non avrebbe mantenuto il vantaggio con lo Shakhtar. Contro il Barcellona servirà il sostegno di ogni singolo spettatore per compiere una vera e propria impresa.

Una nuova mentalità europea

Quanto fatto dalla Roma in Champions League è un qualcosa di nuovo: chi si sarebbe immaginato i giallorossi primi in un girone con Chelsea e Atletico Madrid? Nessuno. E chi avrebbe pensato ad uno rimonta, da due a zero allo Stamford Bridge, dopo un inizio da incubo? Nessuno. Il lavoro fatto da Di Francesco è stato straordinario e i risultati si sono visti; la squadra, consapevole dei propri mezzi e senza mai esprimere un calcio spettacolare, ha saputo ritagliarsi un ruolo importante a livello internazionale. Una crescita che, indipendentemente dall’esito del doppio confronto con il Barcellona, dovrà proseguire nella prossima stagione. Intanto ci sono 180 minuti da disputare con la consapevolezza di essere inferiori ma con la voglia di continuare a stupire l’Europa perché la mentalità è cambiata e, proprio per questo, un altro risultato tennistico non è ammesso.

Sfruttare le occasioni

Chi ha visto la doppia sfida con il Chelsea ha potuto notare come il Barcellona, essendo una squadra abituata ad attaccare per il 90% della partita, abbia lasciato molti spazi ai giocatori dei Blues, specialmente nel match del Camp Nou. Questo può essere un punto a favore della Roma; i giallorossi, non appena riconquistata palla (impresa non propriamente semplice), dovranno servire Nainggolan (qualora il belga dovesse scendere in campo) o Perotti per attaccare in velocità la difesa scoperta del Barca. Le armi in più della Roma dovranno essere cinismo e cattiveria nel capitalizzare ogni minima occasione: solo così puoi sperare di eliminare il Barcellona.