Zappacosta: “Vorrei restare a Roma e dimostrare cosa so fare”

Zappacosta: “Vorrei restare a Roma e dimostrare cosa so fare”

Davide Zappacosta, il terzino destro arrivato in estate in prestito dal Chelsea e con un futuro tutto da scrivere, ha parlato in esclusiva a Sky Sport. Durante l’intervista il ragazzo ha parlato del suo infortunio, del passato al Chelsea, di Nicolò Zaniolo e della voglia di rimanere in giallorosso per dimostrare che il brutto infortunio è alle spalle. L’infortunio al crociato lo ha di fatto costretto a giocare solamente 12 minuti in questa stagione (alla prima giornata di campionato contro il Genoa), ma ora Zappacosta chiede di rimanere alla Roma per ripagare club e tifosi della fiducia e del supporto datogli. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Cosa ti ha insegnato l’esperienza in Premier?

L’Inghilterra e il Chelsea mi hanno dato tantissimo. Ho avuto la possibilità di giocare con grandi campioni e di vincere due trofei. La Premier è un campionato dove la gente non molla mai“.

E il tuo futuro dove sarà? 

A livello personale mi piacerebbe tanto restare a Roma, per diversi motivi. Il principale è che voglio dimostrare alla piazza, ai compagni e alla dirigenza che giocatore sono e che cosa so fare. Ho lavorato tanto in questi mesi, mi sono allenato e ho fatto sacrifici per essere a disposizione alla ripartenza del campionato. Sto facendo alcune sedute dedicate completamete al ginocchio, perché per recuperare al meglio da questo infortunio ci vuole tempo. Ma ora mi sento al 90% della forma“.

Chi è più forte fra Zaniolo o Hazard?

Parliamo di due grandissimi campioni. Zaniolo mi ha sorpreso in positivo, ho visto un ragazzo davvero intelligente e con tanta voglia di migliorare, oltre che un calciatore dalle qualità straordinarie. Ha avuto il mio stesso infortunio, quindi l’ho osservato da vicino nel momento di maggiore difficoltà. Non ha mai mollato, tornerà più forte di prima“.

Se Davide Zappacosta rimarrà a Roma lo sapremo solo più avanti, nel mentre si registra un interesse dei giallorossi per il terzino destro (che può giocare anche a sinistra) Santiago Arias, classe ‘92 in forza all’Atletico Madrid. Come riportato da AS, Arias ha il contratto a scadenza nel 2023 ma quest’anno ha giocato poco, appena 11 le sue presenze ed è scivolato dietro Vrsaljko e Trippier nelle gerarchie del tecnico Simeone. Il suo cartellino ha una valutazione intorno ai 15 milioni di euro, tutto sommato una cifra abbordabile per il club giallorosso.

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La Juventus non molla la pista Milik, ma c’è da battere l’Atletico Madrid

La Juventus non molla la pista Milik, ma c’è da battere l’Atletico Madrid

La Juventus, oltre ad un centrocampista, continua stabilmente a cercare un attaccante. In queste settimane si è parlato di molti nomi come Icardi, Cavani, Jimenez e Milik. Proprio su quest’ultimo Paratici resta molto vigile, il polacco gradirebbe la destinazione bianconera poiché preferirebbe rimanere in Serie A. L’ arrivo di un attaccante a Torino resta legato alla partenza di Higuain, di cui ancora non si conosce il futuro. Sull’affare Milik la Juve non ha troppo tempo di tergiversare, perché sull’attaccante c’è anche l‘Atletico Madrid. Come detto, l’attaccante del Napoli preferirebbe rimanere in Italia, ma gli spagnoli potrebbero convincere Aurelio De Laurentiis mettendo sul piatto Diego Costa, che andrebbe a sostituire Milik nell’attacco partenopeo. Simeone sta spingendo molto la dirigenza ad affondare il colpo per l’attaccante polacco, dato che lo ritiene il centravanti perfetto per ringiovanire il reparto offensivo dell’Atletico Madrid, ed è convinto che i numerosi problemi fisici che ha affrontato a Napoli siano soltanto una casualità. TuttoSport ha riportato la notizia nell’edizione odierna del giornale.

 

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Il calendario dei compleanni: tanti auguri Griezmann!

Il calendario dei compleanni: tanti auguri Griezmann!

Tanti auguri ad Antoine Griezmann! L’attaccante del Barcellona compie oggi 29 anni. Un talento puro, cristallino, letale in zona gol e impossibile da non identificare, grazie a quella folta chioma bionda che rievoca straordinari campioni di un’epoca sempre più lontana.

Eppure non sembrava essere questo il destino del “Petite Diable”, cresciuto con un sogno nella testa e il Lione nel cuore. Quel Lione che, tuttavia, decise di non puntare sul suo indiscutibile talento a causa di un fisico troppo minuto, inadeguato per il grande calcio.

Il gracile Griezmann tredicenne, tuttavia, non si lascia scoraggiare e, anno dopo anno, continua a lasciare il segno a suon di gol e giocate da capogiro che gli regalano, finalmente, un’occasione: ad un torneo a Parigi è presente anche un osservatore della Real Sociedad, un certo olhats, che finisce per innamorarsene perdutamente. Presto, fatto: a diciott’anni, Griezmann sbarca a San Sebastian e; 202 presenze (quarto di sempre nella storia del club) e 53 gol dopo, la sua immagine nei libri di storia di una squadra storica come quella basca è meritata ed intoccabile.

Sta per arrivare il momento del salto di qualità della sua carriera, non prima però di un curioso retroscena di mercato risalente al 2014: oltremanica, in Premier League, il Fulham cerca un attaccante per uscire dal pantano della zona retrocessione. I Cottagers  apprezzano le indubbie doti di Griezmann, ma decidono, convinti dalla necessità di acquistare un vero e proprio riferimento offensivo, di puntare tutte le fiches su Kostas Mitroglou. Una scelta che non paga dividendi: mentre all’Anoeta il biondo Antoine continua a segnare, il greco scenderà in campo soltanto 3 volte senza mai trovare la rete.

A fine stagione, il grande salto: Griezmann cede alle lusinghe dell’Atletico Madrid, con i Colchoneros che pagano l’intera clausola rescissoria da 30 milioni di euro. Tra i biancorossi e Griezmann si costruisce un sodalizio lungo 5 anni, che il Piccolo Diavolo suggella a suon di record: suo il primo gol nella nuova casa dell’Atletico, il Wanda Metropolitano, suo anche il maggior numero di gol di uno straniero con il club, ben 94. Arrivano però meno trofei del previsto, soltanto una Europa League e una Supercoppa. Indelebile il doloroso ricordo della finale persa contro gli eterni rivali del Real Madrid, anche a causa di un suo errore dal dischetto: quel pallone sulla traversa è probabilmente, ad oggi, il più grande rimpianto della sua carriera.

Nel luglio 2019 è ancora una volta il momento dei saluti per Griezmann, che dopo un clamoroso intrigo di mercato si accasa al Barcellona per l’intera cifra della clausola da 120 milioni. Una storia iniziata forse al di sotto delle aspetattative, ma ancora tutta da scrivere al fianco di Lionel Messi e compagni.

Impossibile, infine, non parlare della più grande soddisfazione della sua carriera, ovvero la Coppa del Mondo alzata a Mosca nel 2018. Griezmann, in un’inedita versione “pochi capelli e tanta sostanza”, gioca un torneo da vero leader, trascinando per larghi tratti una Francia non sempre irreprensibile e spettacolare ma di certo tremendamente efficace; le “Petite Diable” lascia il segno soprattutto nella finalissima vinta 4 a 2 dai Bleus contro la Croazia, segnando anche un gol su calcio di rigore.

Dai rifiuti in tenera età alla top class del calcio moderno. La storia di Griezmann ci insegna che non sarà mai un corpo troppo minuto ad impedire al talento di esprimersi. Aggrapparsi ai sogni è sempre la strada più dolce possibile. Bastano una chioma bionda  e, soprattutto, tanta ambizione.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Siviglia-Roma: ecco come l’Atletico aiuterà i giallorossi

Lo zampino dell’Atletico in Siviglia-Roma

Siamo ormai a pochi giorni dall’importante gara, valida per gli ottavi di finale di Europa League, tra Siviglia e Roma. Senza soffermarci troppo sulla questione “porte chiuse”, che sicuramente terrà banco nei prossimi giorni, concentriamoci un attimo sull’importanza che può avere l’Atletico Madrid sul risultato finale.
Nel week end si è giocata la partita proprio tra i colchoneros e la squadra diretta da Monchi (che a Roma non ha lasciato proprio un buon ricordo ndr) terminata 2-2.
L’amicizia che lega il club di Madrid e quello capitolino è ormai nota. Durante la realizzazione della coreografia dei padroni di casa, ed anche durante tutto l’arco della partita, al centro della curva campeggiava una bandiera. Non una qualsiasi, ma quello raffigurante lo stemma storico giallorosso, con la Lupa e la sigla “ASR”. Un messaggio, un segnale importante e sicuramente una sprone per la partita europea.
Ma come, in maniera pratica oltre che sentimentale, l’Atletico Madrid aiuterà indirettamente la squadra di Fonseca?
Torniamo al match di liga. Una partita scoppiettante terminata 2-2 che ha sicuramente tolto energie fisiche e mentali ad un Siviglia che non sta vivendo un grandissimo periodo di forma. Il vantaggio, la rimonta ed il pari agguantato. Tutto meraviglioso, ma che ripercussioni può avere su una squadra che ha vinto solo due partite nelle ultime cinque di campionato?  Per non parlare del passaggio del turno con il Cluj che non ha lasciato un buon ricordo (accolto da sonori fischi al termine della gara) e la perdita di Fernando in mezzo al campo che può sicuramente influire nei 180 minuti.
La Roma, dal canto suo, non è impegnata in alcuna partita di Serie A in questi giorni e affronterà una squadra che ha dato tutto e che ha poco tempo per rimettersi in carreggiata e preparare la partita.
Giovedì l’appuntamento, pubblico presente o meno, che indirizzerà l’andamento della stagione giallorossa. L’Italia è con voi, la metà di Madrid biancorossa anche, fatevi valere.
Forza le italiane in Europa, forza Roma!


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Atletico Madrid-Inter: info biglietti, probabili formazioni e dove vederla in TV o streaming

Atletico Madrid-Inter probabili formazioni – Ultimo impegno per l’Inter di Spalletti nell’International Champions Cup 2018: i nerazurri sfideranno l’Atletico Madrid di Simeone, prima di concentrarsi interamente sul campionato che inizierà il 19 agosto. Icardi e compagni vengono dalla vittoria nell’ultima amichevole contro il Lione, vinta 1-0 grazie alla rete di Lautaro Martinez. Il match contro i colchoneros andrà in scena l’11 agosto al Wanda Metropolitano di Madrid, alle h. 21.05. Andiamo a vedere nel dettaglio le probabili formazioni di Atletico Madrid-Inter.

Atletico Madrid-Inter probabili formazioni

Con Nainggolan ancora ai box, Spalletti si affiderà nuovamente a Lautaro Martinez per il ruolo di trequartista, con Karamoh e Politano sugli esterni. A centrocampo ci sarà il ballottaggio tra Gagliardini e Vecino, con l’italiano in leggero vantaggio. Sulla fascia destra, in attesa di Vrsaljko, ci sarà ancora D’Ambrosio, mentre a sinistra agirà Dalbert.

Probabile formazione Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Dalbert; Gagliardini/Vecino, Asamoah; Karamoh, Lautaro, Politano; Icardi. Allenatore: Spalletti

Dove vedere la partita in TV o streaming

Atletico Madrid-Inter sarà live sul canale 208 della piattaforma Sky dalle h. 21.00. In streaming, la partita sarà visibile per gli abbonati su Sky Go. Per eventuali informazioni sul ritiro estivo dell’Inter vi consigliamo di consultare la nostra radio nella nostra sezione dedicata o tramite pagina Spreaker!

Info biglietti

I biglietti per il match tra Atletico Madrid e Inter possono essere acquistati o sul sito dell’Inter o direttamente su stubhub.com, a partire dal prezzo di 35 euro.




L’Atletico porta a casa l’Europa League: l’ennesimo trionfo di Simeone

L’Atletico Madrid domina la finale di Europa League, spazzando via le speranza dell’Olympique Marsiglia con un secco 3-0 e vincendo il primo trofeo stagionale. Orfani dello squalificato Pablo Simeone, in tribuna come un leone in gabbia, i colchoneros vengono trascinati da uno strepitoso Antoine Griezmann, autore di una doppietta, e dal goal nel finale di Gabi. La partita è stata pressoché a senso unico, con la squadra di Rudi Garcia che ha provato in più occasioni a rendersi pericolosa, ma sempre con risultati sterili. Per il Cholo si tratta del 6° titolo conquistato da quando è arrivato in Spagna e della seconda Europa League (la prima arrivò nella stagione 2011/12). Per quanto riguarda il Marsiglia, continua la maledizione delle finali europee: dopo quella persa contro il Parma nel 1999 e quella persa contro il Valencia di Benitez del 2004, arriva la terza disfatta consecutiva.

Quanto Simeone sia stato importante per la storia dell’Atletico, sembrerebbe quasi superfluo ribadirlo, ma oggi è l’occasione migliore per celebrare un allenatore che ha il merito di aver fatto entrare nell’élite del calcio europeo la sua squadra. Basta un dato per rendersi conto della mole del lavoro svolto dall’ex allenatore del Catania: l’Atletico, prima dell’arrivo del Cholo, aveva raggiunto una finale europea solamente 5 volte in 109 anni di storia. Con lui in panchina ci sono arrivati 4 volte in 7 anni. Aver dato una dimensione europea a una squadra che non l’ha mai avuta, e che ha sempre sofferto il dualismo con i cugini del Real Madrid, fa di Simeone uno degli allenatori migliori del mondo. Qualcuno potrebbe dire che già si sapeva e che già lo aveva dimostrato, ma mai come in questa stagione l’Atletico sembrava in difficoltà e alla fine di un ciclo: l’uscita ai gironi di Champions League, le voci di addio sullo stesso Simeone, come quelle su Griezmann, erano indizi che portavano a pensare che l’avventura in Spagna del tecnico argentino fosse già giunta al suo apice con le finali di Champions League e la vittoria della Liga; e invece no.

Proprio quella Liga, vinta all’ultima giornata con tre punti di vantaggio su due colossi come il Real Madrid e Barcellona, è stata probabilmente l’emblema e il trionfo della realtà dell’Atletico. La sensazione romantica che può trasmettere la vittoria di un campionato davanti a squadre che hanno un budget, una rosa e una storia enormemente superiori alle tue, sono il succo della bellezza di questo gioco. La vittoria di Davide contro Golia, un’impresa che mancava da ben 18 anni.

Una piccola soddisfazione può coccolarla anche l’Italia, dove Simeone ha vissuto la sua prima esperienza europea come allenatore sulla panchina del Catania. Quanto abbiano influito sulla sua preparazione gli anni vissuti da giocatore e da tecnico in Italia, è sotto gli occhi di tutti. Il ‘catenaccio’ che ha portato così in alto l’Atletico è di fabbrica italiana, così come il contropiede micidiale e l’attenzione maniacale allo schema difensivo. Ricordiamo che dei cinque maggiori campionati europei, i colchoneros possono vantare il minor numero di goal subiti: solamente 20.




Inter, è Nico Gaitan l’alternativa a Pastore

L’Inter, in queste ultime ore di mercato, sta disperatamente cercando un trequartista da regalare a Spalletti. L’obiettivo principale è Pastore del PSG; i nerazzurri, però, stanno valutando anche delle alternative e la più concreta porta a Nico Gaitan. Il giocatore dell’Atletico Madrid piace anche allo Zenit.




Torino, l’Atletico Madrid su Belotti

Belotti e il Torino sono ai ferri corti; l’attaccante italiano non ha ancora rinnovato il contratto e, secondo quanto riferito da Tuttosport, il rapporto tra il giocatore ed il presidente granata è ai minimi termini. Sul centravanti è forte l’interesse dell’Atletico Madrid.




Napoli, si insiste per Vrsaljko

Il Napoli non molla la pista che porta a Vrsaljko; il club partenopeo, infatti, continua a seguire il terzino dell’Atletico Madrid. La società azzurra, come riferisce La Gazzetta dello Sport, sta provando a chiudere per il giocatore in vista del prossimo mercato estivo dal momento che ora le priorità sono altre (esterno offensivo).




Roma, l’Atletico Madrid piomba su Pellegrini

La Roma lo ha riportato alla base la scorsa estate; Lorenzo Pellegrini, in questa stagione, sta dimostrando tutte le sue qualità con la maglia giallorossa. Le prestazioni del centrocampista classe 1996 non sono passate inosservate e, come riferisce La Gazzetta dello Sport, sul giocatore è piombato l’Atletico Madrid.