Esistono i giocatori di calcio, poi esiste Di Bartolomei…
“Si ammira sempre la semplicità con la quale un grande campione rende facili le cose anche più complicate. Ma cosa c’è dietro questa semplicità? Sinceramente doti naturali, ma anche tanto lavoro, studio e concentrazione per essere sempre al meglio. Questo mio testo, che non vuole insegnare nulla, cercherà di far conoscere soprattutto ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio quelle poche e utili nozioni che possono aiutare a trovare quella semplicità di gioco che secondo me è la chiave di questo sport meraviglioso.” Queste parole le ha scritte Agostino Di Bartolomei nel suo “Manuale del calcio“.
E questo ha un significato profondissimo, perchè oggi mi trovo a scrivere di lui, nel giorno del suo compleanno e la cosa migliore che potessi dire su Ago, l’ha scritta proprio lui. La semplicità con la quale un grande campione rende facili le cose anche più complicate. In effetti era complicato vincere uno scudetto con la Roma, era complicato arrivare in finale di Champions, era complicato andarsene, era complicato segnare contro il proprio amore, era complicato farsi perdonare, era complicato a quanto pare vivere, era complicato farci tutti piangere.
Quando si parla di Agostino Di Bartolomei le parole fanno rumore, secco, netto, forte, come quando il pallone veniva scagliato dritto per dritto con la gamba d’appoggio che va dietro ed il piede che segue la traiettoria. Un rumore che si confonde con il vociare della gente che sta per urlare “OH AGOSTINO! AGO, AGO, AGO, AGOSTINO GOAL”.
Non è facile parlarne senza versare una lacrima, o anche più di una. Non è la mancanza in sè a renderci tristi, ma è la presenza assordante nel calcio, nei ricordi, nelle parole e nella storia che rende quest’uomo un simbolo dell’umanità calcistica, quel sentimento scomparso. Nessuno è stato più uomo, nudo e crudo di Agostino Di Bartolomei. La fragilità contrapposta alla tenacia di un centrocampista di altri tempi, che in campo tutto era tranne che fragile.
Per rendergli omaggio veramente ad Agostino avrebbe fatto sicuramente piacere essere ricordato per quel suo lato romanista. Perchè quell’addio al Milan, quell’esultanza rabbiosa è solo frutto di uno dei lati dell’amore, quella rabbia mista ad odio di chi ama tanto, forse troppo. Agostino è stato perdonato, forse tardi, ora è la Roma, il suo più grande capitano con Francesco Totti, Daniele De Rossi e Giacomo Losi, se ora fosse qui, sarebbe osannato per quello che ha sempre meritato.
Un’intera generazione di romanisti vorrebbe chiedere scusa ora ad Agostino, sapendo che sicuramente viceversa lui scusa lo ha già chiesto, quello stesso giorno che con i pugni alzati è andato sotto i tifosi giallorossi, perchè lo sapeva che “Esistono i tifosi di calcio, e poi esistono i tifosi della Roma”.
Oggi, più che mai, ricordiamo con un sorriso quello che è stato semplicemente uno dei più grandi uomini che abbia vestito una maglia di calcio, uno che “Io, Agostino Di Bartolomei, se prendo un impegno vado anche nel fuoco per mantenerlo.” , una frase che tutti i tifosi di calcio e soprattutto della Roma non possono non amare, tante che se forse avessero letto prima quella lettera, forse Ago sarebbe ancora qui, come disse il suo amico Antonello:
Dal profondo del tempo come un rimpianto
ora rinasci tu
quel sorriso sgomento anche se hai vinto
non mi tormenta più
mi ricorda Luigi pieno di amici
solo e lasciato lì
se ci fosse attenzione per il campione oggi sarebbe qui
se ci fosse più amore per il campione oggi saresti qui
Mi ricordi di Marco e di un albergo
nudo e lasciato lì
era San Valentino l’ultimo arrivo
e l’hai tagliato tu
questo mondo coglione piange il campione
quando non serve più
ci vorrebbe attenzione verso l’errore oggi sarebbe qui
se ci fosse più amore per il campione oggi saresti qui
Ricordati di me mio capitano
cancella la pistola dalla mano
tradimento e perdono fanno nascere un uomo
ora rinasci tu
quel sorriso sgomento anche se hai vinto
non mi tormenta più
Ricordati di me mio capitano
cancella la pistola dalla mano
tradimento e perdono fanno nascere un uomo
ora rinasci tu
quel sorriso sgomento anche se hai vinto
non mi tormenta più
(Antonello Venditti – Tradimento e perdono)
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