Ricardo Kakà, il figliol prodigo: Poteva anche tornate e fare zero presenze e altrettanti gol, nessuno l’avrebbe mai fischiato. Stiamo parlando di quel ragazzino dalla faccia pulita che qualche anno prima ha fatto innamorare Milano, l’Europa e il Mondo delle sue giocate. Sempre equilibrato: sia Apollineo che Dionisiaco se vogliamo scomodare Nietzsche. Ogni volta che si parla di lui, la pelle si accappona. La sua seconda esperienze al Milan non è stata tanto gloriosa quanto la prima, ma di lui non si può che parlar bene. Non a caso ha realizzato lui l’ultimo gol del Milan in Champions League nel 2014 contro l’Atletico Madrid.




