Lipsia-Atletico Madrid: probabili formazioni, quote e dove vederla in TV

Mercoledì 12 agosto si alzerà il sipario su i quarti di finale della Champions League 2019/2020. L’indomani, giovedì 13 agosto alle ore 21:00, si sfideranno in un interessantissimo quarto di finale RB Lipsia e Atletico Madrid. Il Red Bull Lipsia di Nagelsmann dovrà fare a meno di Werner, volato a Londra per diventare un Blues del Chelsea, e del difensore Konate, mentre andranno valutate attentamente le condizioni non idilliache di Halstenberg, Sabitzer e Schick. Tutti a disposizione di Simeone per questo delicato e fondamentale match, l’unico Colchonero out sarà Vrsaljko. Agli ottavi di finale il RB Lipsia ha eliminato in scioltezza il Tottenham di Mourinho mentre l’Atletico di Simeone ha superato due volte di misura i campioni in carica del Liverpool.  Andiamo ora a vedere le probabili formazioni di Lipsia-Atletico Madrid:

Lipsia-Atletico Madrid probabili formazioni:

Probabile formazione Lipsia (4-2-2-2): Gulacsi; Halstenberg, Upamecano, Klostermann, Angelino; Kampl, Nkunku; Sabitzer, Olmo; Schick, Poulsen. All. Nagelsmann

Probabile formazione Atletico Madrid (4-4-2: Oblak; Trippier, Savic, Felipe, Lodi; Koke, Saul, Herrera, Correa; Felix, Costa.

Lipsia-Atletico Madrid quote e pronostico:

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Probabilità di vincita e altre informazioni su Portale AAMS.

*le quote potranno subire variazioni (che saranno prontamente da noi segnalate) nei prossimi giorni

AGENZIE1X2UNDER 2.5OVER 2.5GOALNO GOAL
3.103.102.401.612.201.871.90
2.903.102.501.622.201.911.80
2.993.152.571.652.201.871.90

Qualche defezione di troppo nel Lipsia ci fa protendere verso un NO GOAL ed un segno 2, ma anche l’UNDER 2,5 potrebbe essere una buona soluzione.

PER APPROFITTARE DEL BONUS DI BENVENUTO OFFERTO DA BETWAY CLICCA QUI! 

Lipsia-Atletico Madrid dove vederla in TV

La partita di Champions League sarà in esclusiva su SkySport1. La potrete seguire tramite pc, laptop, tablet o smartphone grazie al servizio di SkyGo e, eccezionalmente, anche su Canale 5.

Volete rimanere aggiornati su quote e formazioni?

Rimanete collegati su RadioGoal24 per scoprire le probabili formazioni e le quote dei principali campionati europei:
Serie A probabili formazioni
Comparazione quote Serie A
Premier League probabili formazioni
Bundesliga probabili formazioni
Liga probabili formazioni
Rimanete aggiornati su tutte le ultime notizie dal mondo del calcio tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sui canali social di RadioGoal24.

 




Atalanta-PSG: probabili formazioni, quote e dove vederla in TV

Mercoledì 12 agosto si alzerà il sipario su i quarti di finale della Champions League 2019/2020. La partita che aprirà questo caldissimo e attesissimo turno della competizione che mette in palio la coppa dalle grandi orecchie sarà Atalanta-PSG, match che si disputerà alle 21:00 allo stadio Da Luz di Lisbona. Nell’Atalanta, che agli ottavi di finale ha brillantemente strapazzato il Valencia, non ci sarà Josip Ilicic e andranno valutate le condizioni non ottimali di Palomino e Djimsiti che però dovrebbero stringere i denti per esserci. Nel PSG, che nel doppio confronto ha eliminato un ostico Borussia Dortmund, saranno assenti gli infortunati Kurzawa e Verratti, e ufficialmente anche Mbappè ma più di una voce lo vuole rientrante almeno per la panchina proprio all’ultimo istante.  Andiamo ora a vedere le probabili formazioni di Atalanta-PSG:

Atalanta-PSG probabili formazioni:

Probabile formazione Atalanta (3-4-2-1):  Sportiello; Djimsiti, Toloi, Palomino; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Gomez, Malinovskyi; Zapata. All. Gasperini.

Probabile formazione PSG (4-3-3): Navas; Keher, Marquinhos, Thiago Silva, Bakker; Herrera, Gueye, Paredes; Neymar, Icardi, Draxler. All. Tuchel.

Atalanta-PSG quote e pronostico:

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Probabilità di vincita e altre informazioni su Portale AAMS.

*le quote potranno subire variazioni (che saranno prontamente da noi segnalate) nei prossimi giorni

AGENZIE1X2UNDER 2.5OVER 2.5GOALNO GOAL
3.203.752.052.401.501.472.60
3.253.752.002.501.501.452.55
3.333.852.082.541.501.442.73

Per due squadre abituate a darle di santa ragione alle avversarie non possiamo che suggerire GOAL e OVER 2.5, ma anche un segno X con gara che termina ai supplementari non ci dispiace affatto.

PER APPROFITTARE DEL BONUS DI BENVENUTO OFFERTO DA BETWAY CLICCA QUI! 

Atalanta-PSG dove vederla in TV

La partita di Champions League sarà in esclusiva su SkySport1. La potrete seguire tramite pc, laptop, tablet o smartphone grazie al servizio di SkyGo e, eccezionalmente, anche su Canale 5.

Volete rimanere aggiornati su quote e formazioni?

Rimanete collegati su RadioGoal24 per scoprire le probabili formazioni e le quote dei principali campionati europei:
Serie A probabili formazioni
Comparazione quote Serie A
Premier League probabili formazioni
Bundesliga probabili formazioni
Liga probabili formazioni
Rimanete aggiornati su tutte le ultime notizie dal mondo del calcio tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sui canali social di RadioGoal24.

 




UEFA, giornata importante per la ripresa della Champions League

UEFA, giornata importante per la ripresa della Champions League

Il calcio, piano piano, sta ripartendo; la Bundesliga è tornata in campo, la Liga lo farà a metà giugno mentre Premier League e Serie A ancora devono ufficializzare una data ma sono intenzionate a terminare la stagione. In questi giorni, però, non bisogna preoccuparsi solo dei campionati nazionali ma anche delle coppe europee e da questo punto di vista la giornata odierna potrebbe portare delle importanti novità dal momento che si terrà una riunione con l’ECA per stabilire quando tornare in campo anche a livello internazionale. L’idea è quella di far ripartire la Champions League nel weekend del sette agosto con gli ottavi di finale; la settimana successiva si dovrebbero disputare i quarti di finale in campo neutro con la formula della gara secca. Per quanto riguarda semifinali e finale, invece, si giocherebbero ad Istanbul in una sorta di final four. Un format diverso, come meno partite e probabilmente degli orari diversi per far fronte alle difficoltà climatiche a cui i  giocatori andrebbero incontro, ma che garantirebbe la conclusione della massima competizione europea per club. E l’Europa League? Su questa competizione non ci sono al momento notizie ma non è da escludere che si possa decidere di adottare lo stesso metodo per la Champions. Il calcio, lentamente e con tutte le precauzioni del caso, sta provando a ripartire e il tornare in campo delle coppe europee sarebbe il punto definitivo su una ripresa necessaria per tutto il mondo calcistico.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 28° giornata

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Mourinho: “L’Inter come una famiglia, ho dato il meglio sentendomi a casa”

Mourinho: “L’Inter come una famiglia, ho dato il meglio sentendomi a casa”

Il tecnico del Tottenham, José Mourinho, ha parlato della sua meravigliosa avventura all’Inter tra ricordi e aneddoti. Lo Special One si è raccontato a La Gazzetta dello Sport in una bella intervista che certo farà piacere ai suoi indimenticati tifosi nerazzurri. Andiamo a vedere uno stralcio dell’intervista:

Lei arrivò all’Inter ridendo e facendo ridere («Non sono pirla») e se ne andò piangendo e facendo piangere, abbracciato a Materazzi: più vittorie o più sentimenti?
Il meglio in carriera l’ho dato dove ero a casa, dove sentivo le emozioni del mio gruppo, dove sono stato al duecento per cento con il mio cuore: più una persona che un allenatore. Per questo a Madrid ero più felice di vivere la felicità degli altri – da Moratti all’ultimo dei magazzinieri – della mia stessa felicità: io una Champions l’avevo già vinta. Mi è capitato di pensare prima a me che agli altri: all’Inter, mai. Questo succede in una famiglia: quando diventi padre, capisci che c’è qualcuno più importate di te, e passi al secondo posto“.

Urlò di più a Bergamo, nell’intervallo di Kiev o dopo Catania?
A Catania ero squalificato, li aspettai in pullman e avevo la testa un po’ più fredda: dissi tutto il giorno dopo… A Kiev era più calda: “Possiamo essere eliminati, ma non così”. E dopo “così”, furono cinque minuti molto violenti. Però poi abbiamo cambiato il chip e insieme siamo andati fino alla fine. E comunque il giorno più difficile della stagione è stato dopo il pareggio di Firenze“.

Più svolta a Kiev o a Londra?
Per la Champions, Kiev: all’85’ eravamo fuori, se cambi il tuo destino in 4’ è sempre un momento chiave. Ma è stata fondamentale anche Roma, il 5 maggio: il sogno era la Champions, lo scudetto era un obbligo, vincere la Coppa Italia fu come dirci “E una, passiamo alla seconda”. Mi piace rivedere quella partita con uno dei miei assistenti, Giovanni Cerra, malato della Roma: piange ancora…”.

E quale delle tre “finali” invece ha sofferto di più?
Quella di Coppa Italia non la volevo giocare: l’inno della Roma prima della partita, arrivai a provocare “Fermate la musica o ce ne andiamo”. A Siena avevo paura: sei giorni dopo c’era la grande finale, temevo non giocassero quella partita come una finale. Zero a zero al 45’, la Roma vinceva 2-0, nello spogliatoio un caldo tremendo, non capivo come aiutare la squadra a svoltare tatticamente. Fu molto dura, e non finiva più. Avevo detto: “Un giorno mi piacerebbe vincere un campionato all’ultima”. Quel giorno mi dissi: “Mai più”“.

È esatto dire che la Champions dell’Inter nasce a Manchester, nel marzo 2009?
Sì perché quel giorno ci siamo detti con chiarezza che la qualità dell’Inter bastava per vincere lo scudetto, non la Champions. Che dovevamo cambiare anche tatticamente. I giocatori dentro lo spogliatoio erano tristi, fuori nessuno di noi piangeva: io, Moratti, Branca e Oriali eravamo già a parlare di linea difensiva più alta, di giocatori adatti ad almeno due sistemi di gioco, dei profili che ci servivano, di chi poteva restare“.

E a fine luglio, a Boston, avrebbe detto addio a Ibrahimovic.
Ma il casino successe prima, a Pasadena, il giorno dell’amichevole contro il Chelsea. Tormentone da giorni: “Ibra va al Barcellona, non va al Barcellona”, lui da superprofessionista quale è giocò 45’, ma poi nello spogliatoio disse: “Vado, devo vincere la Champions”. I miei assistenti italiani erano morti – “Senza di lui sarà impossibile vincere” – i compagni non volevano perderlo. Ero preoccupato anche io, ma mi uscì così: “Magari tu vai e la vinciamo noi”. Ero stato un po’ pazzo, ma nello spogliatoio cambiò l’atmosfera. Poi dissi a Branca: “Se lui vuole andare a Barcellona, cerchiamo di prendere Eto’o”. Lui e Milito tatticamente potevano dare una diversità alla squadra“.

L’altra diversità la diede Sneijder?
Diversità tattica. Serviva qualcuno che legasse il centrocampo a due attaccanti dalla mobilità tremenda, lui era perfetto. A un certo punto non ci speravo più, ma la prima opzione era lui e Branca mi disse: “Non mollare, facciamo insieme pressione su Moratti”. Da quel giorno chiamai Moratti tutti i giorni: “Serve Wes, Wes, Wes”“.

Se dovesse dire quale fu la sua Inter perfetta: quella del derby vinto 4-0?
Vicina alla perfezione: gol pazzeschi, controllo totale, il Milan, quel Milan, distrutto anche psicologicamente. Ma la partita simbolo della mia Inter è l’ultima: perché l’abbiamo vinta prima di giocarla e non è normale che in una finale di Champions tutti, non solo l’allenatore, sentano così forte di avere tutto sotto controllo“.

Quell’Inter fu, assieme al Real, la squadra più lontana dall’etichetta del Mourinho difensivista?
La partita iconica del Mourinho difensivo è stata quella del Camp Nou, ma quel Barcellona aveva perso 3-1 a San Siro e noi ci eravamo guadagnati il diritto di andare a giocare da loro come volevamo. E se Pandev non si fosse infortunato nel riscaldamento, avremmo giocato con Pandev, Sneijder, Eto’o e Milito”.

Al Camp Nou trovò il tempo di andare da Guardiola a dirgli qualcosa.
Quando Busquets cadde quasi tramortito io ero in diagonale fra la nostra panchina, la loro e il punto dove Thiago Motta venne espulso. Con la coda dell’occhio vedo la panchina del Barcellona che festeggia come se avessero già vinto, Guardiola che chiama Ibra per parlare di tattica: tattica in 11 contro 10… Gli dissi solo: “Non fare festa, questa partita non è finita“.

Perché non tornò a Milano con la squadra?
Perché se fossi tornato, con la squadra intorno e i tifosi che avrebbero cantato “José resta con noi”, forse non sarei più andato via. Io non avevo già firmato con il Real prima della finale: chi ha detto che qualcuno del Real venne nel nostro hotel prima della finale disse una cazzata. Prima della finale successe solo che scoprii lo scatolone con le maglie celebrative e scappai per non vederle. Io volevo andare al Real: mi voleva già l’anno prima, andai a casa di Moratti a dirglielo e lui mi fermò, “Non andare”. Al Real avevo già detto no quando ero al Chelsea, al Real non puoi dire no tre volte. Oggi forse potrei stare 4-5-6 anni nello stesso club, ma allora volevo essere il primo – e sono ancora l’unico, fra gli allenatori – ad aver vinto il titolo nazionale in Inghilterra, Italia e Spagna. Allora mi dissi: “Sto qui due giorni, firmo il contratto e vado a Milano quando non posso più tornare indietro“.

Dunque fu solo per vincere, non per il rumore dei nemici…
Cento per cento ambizione. Il rumore dei nemici, che poi piangevano, era bellissimo: era più forte il tremore del rumore, e se ci pensa bene è la stessa cosa: quando c’è rumore è perché c’è paura“.

Per un po’ di tempo e più di una volta, lasciata l’Inter, ha detto: «Un giorno tornerò». Perché ha smesso di dirlo?
Lo so perché mi sta facendo questa domanda. Ma io non sono pirla…“.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Champions League, conclusione integrale o Final Four?

Champions League, conclusione integrale o Final Four?

La Uefa sta studiando la formula perfetta per portare a termine la Champions League. La volontà della Federcalcio europea era di completare il torneo giocando tutte le 17 partite restanti. Questo però dipenderebbe dalla data d’inizio, legata inevitabilmente al completamento dei campionati nazionali: in Germania la Bundesliga è ripresa lo scorso weekend, ma in Italia, Inghilterra e Spagna si attende ancora il ritorno del calcio giocato. L’unica certezza è che più tardi cominceranno i tornei nazionali, meno partite di Champions si giocheranno, a meno che non si decida di posticipare la data della finale oltre il 29 agosto.

Ecco perché nelle ultime ore l’ipotesi di una final four è diventata sempre più concreta, anche per poter accorciare i tempi durante un periodo ideale per tutto tranne che per il calcio. L’ipotesi plausibile è quella di vedere una semifinale unica, come se fosse un mondiale. Il tutto da giocare ad Istanbul, teatro della finalissima 2020. Un’idea niente male per poter comprimere i tempi ed evitare problemi gestionali da un paese all’altro.

I quarti a gara secca, invece, diventerebbero un bel problema a partire dalla sede e dall’eventuale sorteggio. Le polemiche, ad ogni modo, sono assicurate. Meno probabile dunque una final eight, ma di fatto la formula della competizione va rivista, almeno per questa stagione.

Atalanta, Juventus e Napoli ancora non si sono espresse sulla possibilità di cambiare formula a competizione in corso. Per i nerazzurri sarebbe anche una bella opportunità, ma tutto dipenderà da come si muoveranno anche gli altri club. Per il momento la final four rimane un’ipotesi interessante, ma da mettere ai voti.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 27° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Consiglio Federale, calendario fino al 20 agosto in armonia con le coppe europee

Stagione 2019/2020 fino al 31 agosto, con campionati da concludere entro il 20. Questa la decisione del Consiglio Federale di ieri. Come si sposerebbe con le coppe europee? Premesso che il calendario di Champions ed Europa League sarà discusso dalla Uefa solo il 17 giugno, nel prossimo Comitato Esecutivo, il Corriere dello Sport ipotizza la seguente divisione tra campionati e coppe: i campionati nazionali si giocherebbero anche nei weekend dell’8-9 e del 15-16 agosto, mentre Champions ed Europa League andrebbero in campo, sempre ad agosto, il 4-5-6, l’11-12-13, poi di fatto si giocherebbe ogni giorno dal 18 al 26 agosto, con il termine ultimo per la finale di Europa League che è proprio il 26 e quello per la Champions individuato nel 29 agosto. Un calendario serratissimo, a meno di eventuali tagli.

Si tratta di un calendario che metterà a dura prova la tenuta fisica degli atleti e che, senza un’adeguata preparazione, finirebbe per stroncare i giocatori già alle prese con il problema di riabituarsi ai ritmi di una partita (anzi, anche solo di un allenamento). In ogni caso, sembra paradossale la risolutezza con la quale si è presa questa decisione a fronte dell’incertezza, per non dire di peggio, con cui si sta affrontando il discorso ripresa, caratterizzato da una serie di dietrofront, lavate di mani e rinvii. Certamente l’andamento della curva epidemiologica necessita di tempo per essere osservato, ma fare certi programmi sulla conclusione della stagione quando vi è cosi tanta indecisione sulla ripresa (mai dare per scontate le parole di Spadafora e co. sul 13 giugno) rischia di mandare all’aria tale lavoro di programmazione.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




UEFA: quattro ipotesi per far ripartire la Champions League

UEFA: quattro ipotesi per far ripartire la Champions League

La Bundesliga è ripartita nello scorso weekend mentre Liga, Premier League e Serie A stanno cercando una soluzione per evitare di fare la fine di Ligue One ed Eredivisie; l’ipotesi, che sta prendendo sempre più corpo, è quella di tornare in campo a metà giugno. Non ci sono solo i campionati nazionali da far ripartire; in questi giorni, infatti, la UEFA sta lavorando per far tornare in campo le competizioni europee. L’obiettivo primario è far concludere la Champions League e, sotto questo punto di vista, si stanno vagliando quattro ipotesi. La prima, ed è anche quella che tutti noi ci auguriamo, è quella di far giocare le partite restanti compresa Juventus-Lione fino ad arrivare alla finale prevista al momento per il prossimo diciannove agosto. La seconda, invece, vuole la disputa dei quarti e delle semifinali a gara secca su un campo da decidere o in base al ranking o in base alle condizioni sanitarie del paese scelto per lo svolgimento del match. Le ultime due ipotesi, invece, vorrebbero una final four o una finale eight in sede unica; possibilità che la UEFA prenderà in esame solo qualora si allungassero i tempi ma questo dipende molto da quando termineranno i campionati nazionali. Quattro ipotesi, quattro possibilità messe sul tavolo con il chiaro obiettivo di far ripartire anche il calcio internazionale; la Champions è ad un bivio importante per il proprio futuro. La decisione definitiva non arriverà nel breve tempo ma il fatto che si stiano facendo discorsi del genere lascia aperta alla possibilità di rivedere, nel prossimo futuro, anche la più importante competizione europea.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 27° giornata

 

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Mkhitaryan: “Sarebbe bello rimanere a Roma, città e squadra sono fantastiche”

Mkhitaryan: “Sarebbe bello rimanere a Roma, città e squadra sono fantastiche”

Henrikh Mkhitaryan in poco tempo è diventato è diventato centrale nel progetto Roma, indispensabile negli schemi di Mr Fonseca e idolo della tifoseria, tutto grazie alla sua professionalità ed al suo talento. Quest’oggi Henrikh Mkhitaryan ha rilasciato un’intervista all’ambasciata armena dove ha parlato della Serie A, del suo futuro nel club giallorosso, della Roma e degli obiettivi di stagione. Andiamo a vedere cos’ha detto:

“Dal primo giorno che sono arrivato a Roma mi sono trovato bene con la città e la squadra. Tutto era fantastico. Ovviamente sarebbe bello restare qui. L’obiettivo principale è entrare in Champions League e vincere dei titoli. Mentre volavo da Londra a Roma lo steward mi chiese se avessi già firmato. Risposi che ancora non lo sapevo, poi una volta arrivato a Fiumicino c’erano tantissime persone e giornalisti. L’ufficio stampa della Roma mi spiegò che in Italia sono matti per il calcio e che era perfettamente normale. Questo fa capire la passione che c’è intorno alla squadra. Ho già vinto molto, ma quello è il passato. Voglio ottenere di più il prossimo anno perché poi quando smetterai tutti si chiederanno cosa hai fatto per la squadra. Quindi per me è importante lasciare un messaggio positivo vincendo qualcosa. A Roma ci sono grandi talenti e spero che potranno raggiungere i loro obiettivi. La Serie A ha le sue particolarità, molti la sottovalutano, ma è affascinante come campionato. Magari non è come venti anni fa, ma sono felice che il campionato stia continuando a crescere e anche il mio prestito dell’anno scorso parla da sè. Sono felice di giocare in Italia. Avevo sentito che i tifosi qui erano “pazzi”, in senso buono. Ma non credevo che fossero realmente così. Sono molto soddisfatto di giocare con la Roma e dei suoi tifosi.”

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




UEFA, Ceferin: “La prossima stagione di coppe internazionali sarà regolare”

UEFA, Ceferin: “La prossima stagione di coppe internazionali sarà regolare”

Uefa – Il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin è intervenuto ai microfoni di BeinSports e si è espresso in merito alla ripresa dei campionati, con una smentita relativa al passaggio obbligatorio dai turni preliminari per chi decidesse di non terminare la stagione: “In Europa vogliamo club che abbiano vinto i campionati e le coppe nazionali, qualificandosi sulla base dei risultati. E’ l’essenza dello sport, non solo del calcio. Nessuno vuole il marchio di irresponsabile. Gli organizzatori delle competizioni nazionali si stanno dotando di protocolli di sicurezza molto seri e articolati che dovranno essere applicati con assoluto rigore. Il rischio zero non esiste a nessun livello e in nessun ambiente lavorativo. Ci stiamo tutti attrezzando per proteggerci. Ho molta stima dei calciatori della Serie A e dei dirigenti italiani e non credo ad alcun tentativo di boicottaggio. Assoluta priorità alla salute pubblica, ci mancherebbe, ma come tutti gli altri settori anche noi abbiamo il dovere di ripartire rispettando gli impegni che ci siamo assunti. Le competizioni nazionali e quelle europee sono fisiologicamente collegate e noi vogliamo in Europa club che abbiano vinto i campionati e le coppe nazionali, qualificandosi sulla base dei risultati. È l’essenza dello sport, non solo del calcio”.

Alcune dichiarazioni però sembrano essere state travisate al punto che è stato rilasciato un comunicato con il quale la UEFA ha precisato la propria posizione: “Per quanto riguarda il modo in cui sono state riportate alcune dichiarazioni in un’intervista a Bein Sports, la UEFA desidera chiarire che il presidente Ceferin ha affermato che i club delle leghe che sono state annullate in questa stagione dovrebbero essere ancora pronti a giocare i turni di qualificazione per la prossima stagione secondo la lista di accesso corrente. Non ha menzionato né accennato a nessuna modifica all’elenco di accesso alle competizioni UEFA per club”

Un altro tema importante affrontato dal presidente dell’Uefa è stato quello legato al tema dei ritiri prolungati per i calciatoriRispetto le decisioni delle autorità scientifiche, hanno la grande responsabilità di difendere la salute delle persone. Quel che succede in caso di positività dei calciatori è il passaggio fondamentale per la continuità delle competizioni. Io non ho alcuna competenza in materia, ma vedo che in alcuni Paesi, come la Germania, le soluzioni adottate sono più mirate e funzionali al prosieguo dell’attività, non alla sua improvvisa interruzione”. Infine, Ceferin ha puntualizzato che l’eventuale ripresa delle gare sarà comunque a porte chiuse. Una circostanza spiacevole, ma obbligatoria e che si spera possa durare il meno possibile: “Temo che per un certo periodo non sarà possibile far entrare il pubblico negli stadi. Spero che si tratti di una parentesi non troppo lunga, dopodiché rivedremo finalmente gli impianti pieni di appassionati entusiasti. Lo vogliamo tutti. Io per primo”.


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




La UEFA è al lavoro per la ripresa delle coppe europee

La UEFA è al lavoro per la ripresa delle coppe europee

Il calcio vuole ripartire e, in questi giorni, si sta lavorando per far ricominciare il sistema calcistico. La Bundesliga torna in campo questo weekend, la Premier nel pomeriggio odierno deciderà il proprio futuro mentre per Serie A e Liga si dovrà attendere, probabilmente, metà giugno. Non solo i campionati nazionali come problema da risolvere dal momento che si deve trovare una soluzione anche per le coppe europee; a tal proposito la UEFA, direttamente dalle stanze di Nyon, sta cercando delle soluzioni per permettere a Champions ed Europa League di tornare in campo. La prima idea è quella di ricominciare il tre agosto una volta terminati i campionati nazionali anche se stabilire una data certa per la fine delle varie leghe è veramente complicato. Ecco allora che si studiano delle soluzioni alternative come spostamenti di date, il cambio del format o addirittura una mini rivoluzione dei calendari tenendo presente che già è stato rinviato l’Europeo. In attesa di trovare la soluzione definitiva, la UEFA è sicura di una sola cosa: non ci saranno le cinque sostituzioni. Gli allenatori avranno a disposizione tre cambi che potranno diventare quattro in caso di tempi supplementari.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!