Alla fine le critiche di Aurelio De Laurentiis sono davvero servite a qualcosa. Dal k.o. contro il Real Madrid in poi, sembra infatti che Maurizio Sarri abbia scoperto il vero potenziale della rosa a sua disposizione. Il rilancio di alcuni giocatori inizialmente messi un po’ in disparte dai piani tecnici ha messo in evidenza addirittura problemi di abbondanza. Il settore più colpito da questo virus benigno sembra la mediana, con ben sette giocatori a contendersi i tre posti nel 4-3-3 dell’allenatore toscano.
La nota più sorprendente è senza dubbio legata a Marko Rog. Il 21enne croato è passato dal rango di oggetto misterioso a titolare nelle ultime, importanti uscite del Napoli contro la Juventus e la Roma. La sua duttilità tattica (è stato provato anche come vice-Callejon) ma soprattutto la grande qualità tanto nel palleggio quanto nell’interdizione l’hanno inserito di prepotenza fra le risorse della squadra. Il suo exploit sta mettendo in ombra quello, altrettanto importante, di Amadou Diawara: l’ex-Torino è una colonna davanti alla difesa, sorprende tutti giocando con la sicurezza di un veterano.
Se la proposizione in fase offensiva rimane la specialità di Marek Hamsik, ormai intoccabile per mille ragioni, l’ottimo rendimento di Piotr Zielinski assicura una valida alternativa. Con i suoi 5 gol in 35 presenze, il 22enne polacco si sta “allenando” di fatto per raggiungere il prima possibile i livelli dello slovacco. Magari per assumersene l’eredità quando questi potrebbe decidere, una volta ogni tanto, di rifiatare. Più di quanto non possa offrire, onestamente, Emanuele Giaccherini: l’ex-Juventus con le sue 12 presenze è l’elemento in maggiore difficoltà del gruppo guidato da Sarri. Probabile un suo addio a fine stagione.
In questo contesto comunque già ricco, notiamo anche la rivincita di due ‘veterani‘ forse messi troppo frettolosamente da parte. Il primo è sicuramente Allan, che dopo un inizio arduo sta pian piano riprendendo il suo posto in squadra. Di tutti i centrocampisti del Napoli, è probabilmente quello più dotato sul profilo dell’intensità e della corsa. Un motorino che in determinate situazioni si potrebbe rendere più che utile. Così come sta tornando a farsi sentire l’utilità di Jorginho, che dopo una straordinaria stagione scorsa si è trovato in discesa nella considerazione del suo allenatore. Le sue geometrie sono state un po’ sacrificate in nome della concretezza di altri giocatori, ma negli ultimi tempi sono tornate di moda: per il brasiliano 21 presenze complessive fra campionato e coppe. Se insomma è vero quel che si diceva una volta, ovvero che le partite si vincono a centrocampo, con un’abbondanza del genere il Napoli può essere fiducioso.



