Vincere una finale è sempre appagante, ma farlo con 8 italiani (7 più l’oriundo Paletta) titolari su 11 lo è ancora di più (alla fine saranno 10 su 14, ndr), specie in un calcio, come il nostro, dove ai giovani italiani si preferiscono, spesso e volentieri, stranieri più o meno affermati.
Onore al Milan, dunque, che ha deciso di puntare su una linea giovane e soprattutto “Made in Italy”, linea peraltro mantenuta anche in panchina con Vincenzo Montella a guidare la “new era” rossonera chiamata a riportare il Diavolo tra gli dei del calcio. Il progetto di ringiovanimento, più volte chiesto dal presidente Silvio Berlusconi, sta cominciando a dare i suoi frutti grazie anche alle prestazioni dei vari Donnarumma, Romagnoli, Locatelli, Pasalic, Suso e via dicendo.
Montella sta pian piano amalgamando un gruppo dalle grandi qualità, un insieme di calciatori che hanno fame di successi e che, non a caso, si ritrova nei piani altissimi della classifica in Serie A, nonostante l’obiettivo dichiarato sia quello di tornare in Europa. Ieri, nella sfida contro la Juventus, l’età media dell’11 rossonero sceso in campo nel primo tempo era di poco superiore ai 24 anni (24,9 per l’esattezza) possiamo davvero capire quali e quanti sono i margini di questa rosa.
La vittoria della Supercoppa Italiana, decisa ai calci di rigore dalla trasformazione di Mario Pasalic, ma soprattutto dalla precedente straordinaria parata di Gigio Donnarumma su Paulo Dybala, è solo il punto di partenza, per chiudere alla grande il 2016, con la speranza che l’anno nuovo porti anche la continuità in campionato che stava scemando nelle ultime giornate. Il futuro è del Milan.
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