L’ultimo turno di campionato ha portato ancora più scompiglio nell’ambente rossonero, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno.
Se si eccettua la parentesi di Coppa Italia, peraltro vittoriosa anche se a pochi minuti dalla fine dei tempi regolamentari, nelle ultime uscite di campionato il Milan ha raccolto solo 3 punti in 4 gare, davvero una miseria se, come pare, l’obiettivo primario è il terzo posto.
Entrando nello specifico si rischia davvero un flop a livello dirigenziale, e gestionale, di proporzioni ciclopiche: già il fatto che il Milan dopo anni non sia riuscito per il passato campionato a guadagnarsi l’accesso ad una qualche competizione europea ha lasciato non pochi mugugni, con annessi e connessi legati all’allontanamento di Seedorf, chiamato di gran carriera a sostituire Allegri alla fine del girone d’andata dello scorso anno.
Ora a finire sotto i fischi dei sostenitori del Milan rischia anche Inzaghi, che con le sue scelte sui giocatori non sta dando prova di capirci molto: Pazzini sempre escluso dal primo tempo, difesa sempre ballerina, poco preparata, scarsa lucidità nei passaggi in avanti.
Anche nella partita contro l’Atalanta Bonera è stato sostituito, ma per infortunio, non perché il suo allenatore si fosse accorto che stava fermo duro su qualsiasi pallone girasse dalle sue parti.
Bisogna assolutamente cambiare atteggiamento: Seedorf in 19 partite aveva infilato 35 punti, contro gli attuali 26 nello stesso numero di giornate: vediamo come risponderà alle pesanti critiche Inzaghi, che è chiamato a disputare le prossime sfide contro Lazio e Juventus fuori casa, Parma in casa, il tutto inframmezzato dal tutto di Coppa Italia, sempre contro la Lazio.



