Stop Serie A, l’Atalanta è l’unica che meriterebbe un premio.
Lo diciamo senza problemi e senza voler provocare nessuno, anzi, l’intento è solo quello di fare un po’ di ordine tra le chiacchiere, fuori luogo, in questo periodo così unico nella storia del nostro paese.
Priorità, di questo si tratta, la priorità della salute del paese e di seguire le indicazioni del governo. Chiaramente in tutti gli ambiti si sta discutendo su chi stia realmente dando priorità e su chi stia cercando ancora di fare i propri interesse, tutti comportamenti opinabili e soggettivi ma che qualcuno però deve pur mettere in ordine. E l’unico strumento che può mettere ordine è la realtà dei fatti.
Il calcio si è fermato, a fatica, fatica dovuta dalla bramosia di ottenere un premio, un obiettivo, un agognato risultato del sudore e della fatica, dei soldi spesi e delle scelte effettuate. Un pensiero umano, un pensiero di tutti coloro che si chiedono che fine farà il proprio lavoro dopo questa emergenza. Pensiero non lecito di fronte però a quello che sta accadendo: tornando alla realtà infatti, non serviamo noi per dire cosa sta succedendo.
Delle squadre di Serie A si stanno valutando i singoli comportamenti, la Lazio chiede di proseguire, una delle squadre più in forma e più lanciate al momento dello stop, altre hanno optato per il silenzio, altre ancora stanno lottando direttamente con il Coronavirus; poi c’è l’Atalanta. L’ultima squadra italiana a mettere piede su un campo di pallone, l’ultima emozione calcistica prima di tutto questo ce l’hanno regalata gli uomini di Gasperini, battendo il Valencia in casa loro, dove per un attimo ci è sembrato tutto normale.
Atalanta, squadra di una città in ginocchio, squadra della città dei carri armati, una delle immagine forse più iconiche del nostro millennio, che finiranno nei libri di storia. Una squadra che stava vivendo fin qui la migliore stagione della sua storia, con dei quarti di finali di Champions che chissà se giocheranno mai, con un quarto posto da difendere, con un calcio emozionante da voler ancora esprimere. Lo ha detto anche Gasperini, sarebbe piaciuto divertire ancora la gente, dichiarazione che in parte sono sembrate fuori luogo, ma una verità la lasciano: l’Atalanta ha fatto divertire tutti.
Quindi se veramente c’è tutta questa brama di assegnare un trofeo, un premio, una qualsiasi cosa, datelo all’Atalanta, o datelo direttamente a Bergamo, come volete: ma il centro d’Italia ora è lì ed il centro del nostro calcio se deve ancora esistere, si spostasse lì, sui piedi di Ilicic, sulla voglia del gruppo, sulla mente geniale di Gasperini. Se proprio vogliamo che il calcio conti qualcosa in questa situazione, facciamolo con l’Atalanta.
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