Mercoledì sera ci sarà la finale di Coppa Italia tra Juventus e Lazio, a Roma. I bianconeri sono chiamati a conquistare il primo trofeo della loro stagione, dopo aver perso già la Supercoppa in favore del Milan e dopo aver fallito il primo appuntamento per lo Scudetto all’Olimpico. Con la prospettiva di vincere il campionato stesso e la Champions League, la Tim Cup fa molto gola alla squadra di Allegri, perché sarebbe il primo passo di un percorso che potrebbe portare al Triplete; ecco perché Buffon e compagni ci terranno particolarmente a vincere questa partita. Ma il momento non è dei migliori: la Juventus viene da due pareggi e una sconfitta nelle ultime tre. La Lazio, nonostante il 3-2 di Firenze, è in un buon momento di forma e ci crede. Dunque, come andrà affrontata questa partita da parte della Juventus?
Prima di tutto, ci si aspetta una risposta sul piano mentale; quando la squadra è al massimo sotto questo aspetto, difficilmente sbaglia. Fame, cattiveria, grinta e autentica voglia di schiacciare l’avversario: grazie a questi ingredienti, i bianconeri, hanno ottenuto tutti i loro successi. E non sono pochi. Ma ciò che ha sempre preoccupato Allegri, in particolar modo quest’anno, sono i cali di tensione che portano a una mancanza di concentrazione e di verve; si tratta di un problema che ha portato la Vecchia Signora a perdere qualche match di troppo. Ma è proprio dopo questi cali che, come ripetuto più volte dallo stesso allenatore toscano, la Juve ha dato le risposte migliori. Ecco perché, dopo la sconfitta contro la Roma, ci si aspetta una risposta di nervi e di grinta non da poco contro i biancocelesti. Ma che sia anche una risposta di lucidità, che indichi che nel momento cruciale gli juventini hanno ancora in mano la situazione. Dopo una stagione del genere, perdere questo primo trofeo sarebbe deleterio sotto diversi aspetti.
Sul piano tattico non sarà facile. La Lazio andrà probabilmente in campo con il 3-5-2, in modo da far densità in mezzo al campo e di isolare Dybala tra le linee, in una morsa che ha già schiacciato Nainggolan nei derby. Chiaramente l’argentino ha caratteristiche diverse: starà a lui trovarsi gli spazi, cercando di incidere con le accelerazioni e i dribbling che lo caratterizzano. Tuttavia, la squadra di Inzaghi difficilmente concederà varchi centrali: ecco perché il il solito 4-2-3-1, che è anche il modulo che ha dato i migliori risultati quest’anno, sembra l’unica soluzione possibile, poiché la Juve avrà bisogno di allargare il gioco e di svilupparlo anche sulle fasce. Alla luce di ciò, Allegri dovrà schierare inevitabilmente Cuadrado sulla destra, che con la sua velocità sarà in grado di mettere in difficoltà e spaccare una difesa composta da giocatori non velocissimi; a marcarlo ci sarà, probabilmente, Lulic come esterno di centrocampo ma in un secondo momento anche Hoedt nella difesa a tre.
Il colombiano è spesso l’uomo in più e potrebbe essere la chiave in questa finale, insieme al compagno di fascia Dani Alves. Loro e Dybala dovranno mettere Higuain nelle condizioni di far male, con Mandzukic a sinistra che farà a sportellate con Bastos e Basta: in una partita che la Lazio giocherà molto sul piano dell’intensità fisica, dal grintoso croato ci si aspetta una delle sue migliori partite. Infine, attenzione a Immobile e Keita: in contropiede sono velocissimi e sanno benissimo come si fa goal. Bonucci e Chiellini dovranno fare una partita di straordinaria concentrazione, ma servirà anche l’apporto dei centrocampisti, bravi anche nella fase difensiva, che saranno Marchisio e uno fra Lemina e Rincon. Pjanic è squalificato, Khedira infortunato. Un’altra difficoltà non da poco. Ma non ci sono alibi: la Juve non può sbagliare.





