Milan, 150 milioni per sognare in grande

fabregas

Finalmente inizia la nuova era cinese in casa Milan. Dopo mesi di rinvii, il famigerato closing è arrivato e Yonghong Li è adesso ufficialmente il nuovo presidente del Milan. Il primo pensiero dei tifosi è ovviamente rivolto al calciomercato, più che alla stagione in corso: c’è voglia di rivedere un Milan a grandi livelli, dopo diverse annate difficili e caratterizzati da una spending review che ha portato la squadra fuori dalle competizioni europee. Il Sole 24 Ore, nella giornata di ieri, ha riportato l’indiscrezione secondo cui la nuova proprietà avrebbe stanziato circa 150 milioni di euro per la prossima sessione di calciomercato: una cifra importante, ma che a fronte delle numerose lacune della rosa rossonera va ovviamente divisa tra vari reparti. Inoltre non è da sottovalutare il fattore appeal. Il Milan rimane uno dei club più blasonati, ed il suo fatturato, anche in questo periodo di magra, è superiore a quello di molti club in Italia; ma l’assenza dalla Champions League pesa come un macigno sulla possibilità di arrivare a dei veri e propri top player che, a parità di condizioni economiche, sceglierebbero altre destinazioni per mettersi in mostra nella massima competizione europea.

Capitolo 1: rinnovi e conferme

La prima questione sul tavolo per la nuova proprietà è senza dubbio legata ai rinnovi contrattuali, fermi in questi mesi di instabilità societaria. Per prima cosa, Fassone e Mirabelli dovranno redigere una sorta di “inventario” della rosa e, partendo da questo, individuare gli elementi che possono far parte del nuovo ciclo rossonero. E’ quindi auspicabile una vera e propria rivoluzione: i 2,5 milioni di euro percepiti da Honda difficilmente potranno essere riconfermati, visto lo scarso impiego del trequartista giapponese. Il primo annoso problema riguarda il futuro di Donnarumma. Il numero uno rossonero ha un contratto in scadenza nel 2018 e il suo ingaggio attualmente è pari a 160 mila euro: trattenere il giovane fuoriclasse, promettendogli un cospicuo aumento di stipendio, deve essere il primo passo della nuova proprietà. Anche Suso da mesi reclama un rinnovo (e adeguamento) contrattuale, mentre in difesa De Sciglio è in scadenza 2018. Nell’undici titolare, le certezze sono finora rappresentate da Donnarumma, Romagnoli, Locatelli, Suso e Bonaventura. Deulofeu meriterebbe la riconferma, ma il suo futuro è legato alla volontà del Barcellona che potrebbe riscattarlo visti le ottime prestazioni fornite nella sua esperienza italiana. Dando per scontata la permanenza di Vincenzo Montella, il suo 4-3-3 avrebbe dunque bisogno di diversi elementi.

Capitolo 2: Obiettivi

Il reparto in cui è necessario intervenire per primo è senza dubbio il centrocampo. Escluso Locatelli, nessuno dei centrocampisti a disposizione di Montella sembra essere all’altezza delle rinnovate ambizioni rossonere. Sosa, Montolivo, Kucka, Bertolacci, Poli e Mati Fernandez possono infatti essere delle buone alternative ai titolari, ma è necessario un salto di qualità. Pasalic ha fornito un rendimento al di sopra delle aspettative, ma per lui vale lo stesso discorso fatto per Deulofeu, anche se il Chelsea sembra propenso ad una cessione definitiva. Il nome di Cesc Fabregas circola da tempo in orbita rossonera. Il centrocampista spagnolo è un giocatore di indubbio valore, dal nome altisonante e, soprattutto, dall’ingaggio pesante vista anche l’età (classe 1987). Sarebbe un colpo ad effetto, ma forse controproducente per un gruppo di giovani non ancora pronti a sfidare sin da subito l’egemonia della Juventus. Luiz Gustavo, seguito da tempo dal club rossonero, porta con sè gli stessi dubbi, aggravati dal valore tecnico sicuramente inferiore rispetto al centrocampista del Chelsea. Da questo punto di vista, Kessiè e Tolisso sembrerebbero degli obiettivi più realistici per continuare sulla linea giovani tracciata durante questa stagione. Per il centrocampista ivoriano ci sarebbe da battere la concorrenza della Roma, mentre su Tolisso è forte il pressing della Juventus, da tempo interessata al giocatore: si parla in ogni caso di investimenti cospicui (30 milioni per Kessiè, 40 milioni per Tolisso). Un’idea “low cost” potrebbe essere Pellegrini, al Sassuolo ma di proprietà della Roma, intenzionata a riscattarlo per 10 milioni: potrebbe dunque riproporsi l’operazione che portò Romagnoli in rossonero, vista la necessità del club giallorosso di cedere qualche pezzo pregiato. In difesa la priorità è trovare un partner affidabile per Romagnoli. Musacchio è finora l’unico nome sulla lista: circa 15 milioni il prezzo del cartellino per un buon difensore, anche se spesso afflitto da numerosi problemi fisici. Sulle fasce, in caso di permanenza di De Sciglio, si punta con decisione a Sead Kolasinac: un ottimo prospetto, su cui però la Juventus ha già messo gli occhi visto il suo status di svincolato (a partire da giugno 2017). Passando al reparto offensivo, l’unica certezza è rappresentata da Suso, mentre gli altri due “slot” del tridente rimangono ancora senza padrone. La cessione di Carlos Bacca potrebbe aprire la strada ad un grande colpo: Aubameyang e Benzema sono i grandi sogni, che potrebbero però rimanere tali. Mentre Belotti appare sempre più irraggiungibile, potrebbe tornare di moda il nome di Alvaro Morata: l’attaccante spagnolo conosce già il campionato italiano e potrebbe essere la prima punta ideale per Montella, vista la sua abilità nel dialogare con i compagni. Sulla sinistra, in attesa del ritorno di Bonaventura (un jolly utilizzabile sia in attacco sia a centrocampo), sul taccuino di Fassone e Mirabelli al primo posto c’è il nome di Keita Balde, in scadenza nel 2018 e intenzionato a lasciare la Lazio.

Nuovo Milan

La lista della spesa è lunga, ma la rivoluzione è necessaria per tornare a competere ai massimi livelli. Berlusconi ha reso il Milan competitivo per circa 25 anni: vincere anche solo la metà sarebbe un successo per la nuova proprietà cinese.

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