Atalanta, Petagna non è pronto per il grande salto

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Il nome di Andrea Petagna è sempre stato annoverato tra i possibili futuri talenti del calcio italiano. Sin dai tempi delle giovanili del Milan, infatti, l’attaccante ha mostrato di possedere delle buone doti tecniche abbinate ad un fisico veramente imponente (190 cm di altezza). La sua carriera ha però spiccato il volo solo durante questa stagione e diverse squadre sembrano interessate al suo cartellino: proviamo a scoprire se il classe 1995 è pronto a calcare i palcoscenici più importanti del nostro campionato.

Nel posto giusto…

… Al momento giusto. Al suo arrivo a Bergamo, la concorrenza per il ruolo da prima punta è spietata, con Alberto Paloschi e Mauricio Pinilla decisamente avanti nelle gerarchie del nuovo tecnico Gian Piero Gasperini. Parte del miracolo-Atalanta di questa stagione si basa però proprio sul coraggio del tecnico nel lanciare i giovani. Spazio dunque a Caldara, Spinazzola, Conti, Gagliardini e Petagna. Gasperini è sempre stato bravo a mettere al centro del proprio gioco i centravanti: Borriello, Milito e Pavoletti rappresentano alcuni esempi di giocatori esplosi nel suo 3-4-3. Pur variando leggermente il sistema di gioco, la scelta di affidarsi ad una prima punta rimane una costante anche durante questa stagione. Il lavoro spalle alla porta chiesto a Petagna è di indubbia utilità per la squadra. Grazie soprattutto alle sue doti fisiche, il giovane attaccante riesce spesso a far salire la squadra lottando con gli avversari ed agevolando gli inserimenti del Papu Gomez. Sono ben sei gli assist forniti per i compagni, a testimonianza della sua partecipazione al gioco della squadra. Il problema è che il numero degli assist supera quello dei gol messi a segno finora. Lazio (due volte), Crotone, Napoli e Torino le vittime in questo campionato: una rete ogni 378 minuti in una squadra che comunque crea parecchie occasioni da gol. I tiri totali sono solo trentacinque, mentre quelli verso la porta sono ventidue in 24 presenze. Troppo poco per pensare di poter fare il salto in una grande squadra. In un periodo storico in cui il ruolo della prima punta in Serie A sembra essere rifiorito, l’attaccante classe 1995 sembra aver bisogno di un altro po’ di tempo per affinare il suo killer instinct ed essere al livello dei migliori bomber italiani. Per diventare il nuovo Vieri non basta essere un idolo sui social.

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