Presente e futuro della Nazionale italiana (e, chissà, della Juventus) si scontreranno domani nella sfida tra i bianconeri ed il Milan. Gigi contro Gigio: una leggenda contrapposta ad un ragazzo prodigio. Il primo a riconoscere il valore del suo collega è proprio il numero uno della Juventus, che da tempo non risparmia lodi al neo diciottenne: “È giovane però sta veramente bruciando le tappe, anche quest’anno sta facendo una stagione splendida”. Domani sera saranno però contrapposti l’uno all’altro. In questa stagione Donnarumma ha già battuto Buffon due volte, risultando decisivo in entrambe le occasioni. La parata sul tiro all’incrocio dei pali di Khedira in pieno recupero e il rigore parato a Dybala nella sfida di Supercoppa parlano chiaro: l’erede al Trono di Spade occupato da Buffon è già deciso. Proviamo a scoprire, in questo approfondimento, se la successione è già avvenuta analizzando i numeri dei due portieri.
La solitudine dei numeri uno
Valutare le prestazioni degli estremi difensori è ancora oggi difficile. L’unico dato oggettivo di cui si dispone è il freddo rapporto tra tiri subiti e reti concesse, senza però poter analizzare la pericolosità delle conclusioni verso la porta. Tradotto: un tiro da quaranta metri bloccato facilmente vale tanto quanto un salvataggio miracoloso sulla linea di porta su un tiro proveniente dall’area piccola. Inoltre il ruolo del portiere dipende più di tutti gli altri dalle prestazioni dei propri compagni. E paragonare la difesa del Milan a quella della capolista Juventus non è impresa facile, vista la diversa qualità degli interpreti. L’idea di estremo difensore è poi cambiata nel corso degli ultimi anni, richiedendo un maggiore coinvolgimento anche nella costruzione del gioco dal basso: fondamentale dunque anche una basilare capacità di palleggio con i difensori, acquisibile solo con l’esperienza. Basandoci sui dati accessibili, notiamo come Donnarumma sia sicuramente più impegnato rispetto a Buffon e costretto a fronteggiare 131 conclusioni verso la propria porta, respingendone 101 (77,1% di parate), mentre il numero uno bianconero ha subito solo 61 tiri incassando 17 reti (72,1% di parate). Se consideriamo poi il numero di clean sheets (parametro decisivo in Premier League per premiare il miglior Goalkeeper) i due portieri sono appaiati a quota nove. Una comparazione che premia l’estremo difensore bianconero, considerando il minor numero di presenze (23 contro 27), ma che dipende maggiormente dalla linea difensiva a protezione della porta. Analizzando poi le medie voto dei due portieri i giornali premiano più il coinvolgimento di Donnarumma con una media voto di 6,41 (6,07 per Buffon), risultato decisivo anche con i due rigori parati durante la stagione. Le parate decisive del numero 99 rossonero vengono stimate in tre a partita: un numero impressionante che lo pone al quarto posto in questa speciale classifica. Il numero uno della Nazionale è invece fermo a quota 1,7 (questa la fonte di questo dato statistico).
Senza scendere nei paragoni tecnici, si può affermare che Donnarumma abbia finora disputato una stagione straordinaria, superiore a quella del suo idolo Buffon. Ciò che ha contraddistinto il numero uno bianconero è però sempre stata la costanza del suo rendimento che gli ha permesso per vent’anni di essere annoverato tra i migliori portieri al mondo. Una longevità sconosciuta ai suoi colleghi, che di solito non sono riusciti a tenere il suo passo per più di qualche stagione. Il punto di riferimento rimane sempre lui, anche se Gigio è decisamente sulla buona strada. Il futuro della Nazionale è in ottime mani.
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