Zamparini, ucciso dalla sua esuberanza: Palermo merita di più

Zamparini

È finita un’era. Dopo Inter, Milan e Roma, un altro club italiano perde la propria italianità societaria: è il turno del Palermo, che chiude un’epoca. Lascia Maurizio Zamparini, dopo quindici anni di presidenza rosanero.
La sua figura è certamente particolare. Di lui tutti parlano sia bene che male. Angelo e diavolo allo stesso tempo. “Re delle plusvalenze” e dei bilanci in positivo a cavallo con il 2009, ma anche tagliatore di teste: verrà ricordato negli anni come colui che ha esonerato più allenatori di chiunque altro.
Zamparini è stato un buon presidente, legatissimo al proprio club. Ma troppo debole nella lotta contro il proprio carattere. Con quella folle esuberanza che non gli ha mai permesso di riflettere un giorno in più. Di prendere decisioni ben ponderate. Di dire la cosa giusta attendendo che il sangue si raffreddasse. Zamparini è stato ucciso dai suoi eccessi. Un presidente troppo controverso per una piazza troppo grande: la quarta città d’Italia, il capoluogo della più grande regione della penisola. Ha fatto tanto in anni difficili, ma non ha mai avuto lungimiranza. I continui cambi d’allenatore ne sono la dimostrazione: un progetto tecnico richiede tempo, ha bisogno di mettere delle basi solide. Questo Zamparini non lo ha mai concesso, negando al Palermo di fare il salto di qualità che una squadra così importante – non per palmares, ma per seguito e potenza geografica – meritava nel corso delle stagioni.
Negli ultimi anni Zamparini è stata la causa dei mali del Palermo. Ha ceduto troppo spesso alle sue turbolenze emotive, facendo marcire la propria squadra. Investendo sempre meno. Puntando su calciatori di seconda-terza fascia, stranieri, a basso costo. Tutti fattori che hanno portato il club – a meno di clamorose sorprese durante il finale di campionato – a retrocedere in Serie B.
Palermo merita di più. Deve volere di più. Una piazza così grande ha il dovere di pretendere risultati all’altezza. Una rosa adeguata per essere competitiva, quantomeno accettabile per la massima competizione del Paese. Palermo è un castello bellissimo ma marcio, scadente. Il cambio di proprietà è quantomai fondamentale per ricostruire.
Grazie Maurizio, ma non dovevi aspettare che il Palermo morisse per passare il testimone.

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