La rocambolesca vittoria casalinga ottenuta contro il Sassuolo rappresenta l’esatta fotografia della stagione del Cagliari fino a questo momento. Sotto nel punteggio per tre a uno al minuto 58, complice l’espulsione di Pellegrini nel primo tempo che ha pian piano esaurito le energie dei neroverdi per sopperire all’inferiorità numerica, gli uomini di Massimo Rastelli sono riusciti a ribaltare il punteggio grazie a Marco Borriello e Diego Farias, portando così il club sardo a vincere un importante scontro diretto per la salvezza. I ventitre punti raccolti finora bastano infatti per fare la voce grossa in classifica, con ben tredici punti di vantaggio sul Palermo terz’ultimo in classifica, ma una squadra che ha subito 42 goal in 18 giornate può davvero ritenersi tranquilla?
“Meglio perdere una partita 6 a 0 che 6 partite per 1 a 0”: questa celebre frase di Vujadin Boskov deve aver ispirato molto Massimo Rastelli nel preparare questa stagione. In questa prima metà di campionato infatti per ben cinque volte il Cagliari ha subito 4 o più goal, precisamente contro Napoli, Lazio, Fiorentina, Torino e Juventus: tutte squadre superiori ai rossoblu, che hanno presto abbandonato il campo mentalmente per concentrarsi sulla partita successiva. Solo contro la formazione viola infatti il punteggio è tornato in discussione, seppure brevemente, dimostrando una buona reazione. Tramite le vittorie negli scontri diretti infatti quest’anno non è difficile arrivare ad una salvezza tranquilla. Il livello di Palermo, Crotone e Pescara sembra essere molto inferiore al livello medio della Serie A: anche l’Empoli, con 10 reti messe a segno in 18 partite (ed una serie notevole di partite in astinenza da goal), sembra infatti in grado di giungere alla permanenza nella massima serie senza particolari preoccupazioni. L’obiettivo fissato dal presidente Giulini è sicuramente una salvezza tranquilla, eppure i tifosi rossoblu invocano a gran voce l’allontanamento del tecnico proprio per non dover assistere ad altre goleade. A salvare il Cagliari è senza dubbio l’attacco, con 27 reti messe a segno finora. In generale la squadra, se non si fosse intuito, non è portata a coprire la difesa, accompagnando molto le azioni dei due attaccanti, e le copertura preventive dei difensori arrivano spesso in ritardo. Anche a difesa schierata la situazione non migliora particolarmente. Per quanto tempo i rossoblu potranno pensare di vincere segnando un goal in più rispetto all’avversario? In questa stagione sembra poter bastare, ma dall’anno prossimo un cambio di rotta potrebbe essere indispensabile, pensando forse anche ad un cambio di guida tecnica per un allenatore da sempre non particolarmente amato dalla piazza.
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