#ApprofondimentoRG24 – Bernardeschi o Tello? Stesso ruolo, caratteristiche diverse

Bernardeschi

Diciamocelo, la rosa della Fiorentina non è fra le più profonde della nostra Serie A. Il mercato viola, sotto molti tratti, è stato parecchio deludente perché i dirigenti non non sono riusciti nell’impresa di mettere su 22 giocatori in grado di fare i titolari, lasciando anche scoperti alcuni buchi. Nonostante questo, il ruolo di esterno alto a destra è ben coperto e anzi, è uno dei più competitivi del campionato. A contendersi il posto ci sono infatti due talenti molto forti, ovvero Federico Bernardeschi e Cristian Tello.  Entrambi erano già presenti l’anno scorso, sebbene Tello sia arrivato a gennaio in prestito e riscattato a luglio. Durante la scorsa stagione, nel 4-2-3-1/3-5-2 molto variabile di Sousa, i due erano coesistiti per molte partita, con lo spagnolo a destra e Bernardeschi a sinistra per dare più spinta rispetto al difensivista Pasqual. Quest’anno, tuttavia, il tecnico portoghese ha voluto una forma più “stabile” alla sua squadra con il 3-4-2-1 a sfruttare Ilicic e Borja Valero sulla trequarti. In questa formazione ha trovato molto spazio sulla sinistra il nuovo acquisto Milic, che grazie alla sua corsa e alla sua bravura in entrambe le fasi, ha guadagnato il posto da titolare. Bernardeschi, allora, è stato spostato a destra, visto che Sousa lo vede praticamente solo esterno a tutta fascia, entrando di diritto in competizione con il giocatore ex Barcellona. Entrambi fino ad ora hanno avuto un numero di presenze simili, partendo dal 1′ per 4 volte ciascuno tra campionato e coppe. Chi merita di giocare?

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L’esultanza di Bernardeschi dopo il gol segnato all’Udinese

Da un punto di vista tecnico/tattico, pur essendo due naturali ali destre, i due giocatori sono molto differenti l’uno dall’altro. Lo spagnolo è un tipico esterno alto  molto veloce, che fa del dribbling e della rapidità il suo punto di forza, rendendosi letale ogni qual volta ha campo aperto. Palla al piede l’ex Porto preferisce andare sul fondo e tentare generalmente il cross basso per la punta che si inserisce (come d’altronde ha fatto nell’assist realizzato a Babacar nella partita contro l’Udinese). Da un punto di vista difensivo non è il massimo, non rientra abitualmente, ma ciò gli permette di essere fresco ad ogni azione offensiva per rendersi letale in tutti e 90 i minuti di partita. Molto diverso è invece Federico Bernardeschi: l’ex Crotone è un tipo esterno “moderno” che gioca sulla fascia ma a cui piace rientrare al centro per mettere palloni velenosi che tagliano l’area di rigore, oppure per cercare la porta con un tiro piazzato sul lato opposto. Il giocatore italiano da sicuramente più equilibrio, visto che è sempre pronto ad aiutare in difesa e a pressare gli avversi, ma ha troppo spesso il vizio di tenersi il pallone cercando l’azione personale a testa bassa. Questo comporta molto spesso inutili tiri dalla distanza e perdita  del pallone in zone pericolose del campo (come è successo nell’ultima partita dell’Italia contro la Macedonia).  Da un punto di vista anagrafico la sfida la vince Bernadeschi, visto che è del ’94 e quindi ha 3 anni in meno del suo rivale.

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La presentazione di Tello alla Fiorentina

In questa stagione i due si sono molto spesso alternati, anche se molte volte, quando la Fiorentina era sotto, Sousa ha preferito inserire Babacar al posto dell’esterno per dare maggiore peso davanti. Bernardeschi non ha disputato un grandissimo inizio di stagione, andando in panchina per 3 volte consecutive fra campionato ed Europa League, venendo molte volte punzecchiato dallo stesso allenatore, che gli chiedeva maggiore incisività. Il ragazzo nelle ultime partite è sicuramente cresciuto, con una piccola svolta che è arrivata nella partita contro l’Udinese in cui ha realizzato un calcio di rigore. Nella partita con i bianconeri (in cui sono partiti titolari entrambi) c’è stata la miglior prestazione anche  dello spagnolo, che ha sfruttato la sua velocità per mettere in difficoltà la lenta difesa friulana. Per quanto riguarda Tello, il giocatore ha dimostrato un po’ gli stessi pregi e gli stessi difetti dell’anno scorso, con una serie di alti e bassi costanti, partite in cui mette in difficoltà chiunque e partite in cui sparisce dal campo. Di certo la continuità non è mai stato il suo miglior pregio e probabilmente non lo sarà mai.

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Le statistiche dei due giocatori in Serie A

Guardando le statistiche in tabella si possono notare alcune cose: entrambi hanno totalizzato circa le stese presenze, con Bernardeschi che ha decisamente più minutaggio sulle gambe (più di 90 minuti in in più) anche perché lo spagnolo non era disponibile nella prima partita di campionato contro la Juventus. L’italiano ha realizzato un gol contro l’Udinese e un assist proprio nella partita contro i campioni d’Italia, quello che ha permesso a Kalinic di pareggiare. Al contrario lo spagnolo, nonostante l’assist a Babacar nella partita contro l’Udinese, non ha ancora segnato in campionato anche perché incredibilmente non ha mai tirato: 0 tiri porta  e 0 tiri titolari: statistiche che ci permettono di capire come sia un giocatore che preferisce l’inserimento e il passaggio corto rispetto al tiro da fuori (in pieno stile Barcellona possiamo dire). Nonostante questo Tello ha realizzato un numero di passaggi superiore al collega, avendo anche una percentuale di riuscita maggiore: elemento che ci fa capire come Bernardeschi tenda troppo spesso a tenersi il pallone invece di passarlo. Per quanto riguarda i contrasti fatti e vinti, leggero vantaggio per lo spagnolo con 3 vinti su 4 e il 75% di precisione.

In conclusione, scegliere in maniera assoluta uno dei due è un operazione veramente ardua: entrambi hanno pregi e difetti, punti di forza e debolezze. D’altronde, in ogni grande squadra, questo tipo di competizione serve sempre, anche perché le partite sono molte e serve sempre avere gente fresca pronta a dare il massimo. Colui che vi scrive (ma probabilmente anche voi) sceglierebbe ovviamente Bernardeschi, essendo più giovane ma sopratutto italiano e di talento, ma siamo comunque sicuri che Sousa, o chi per lui, saprà gestire al meglio questi due giocatori: simili ma…diversi.

 

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