#ApprofondimentoRG24 – Manuel Locatelli, il regista del futuro arrivato per uno “sgarbo”

AC Milan v AS Roma - Serie A

E’ l’argomento della settimana: Manuel Locatelli, centrocampista classe ’98 del Milan, ha segnato il suo primo gol in maglia rossonera nella pazza partita contro il Sassuolo, sfoderando un grandissimo bolide finito sotto l’incrocio che è valso il momentaneo 3 a 3. E’ facile capire il perché la sua rete abbia avuto parecchio riscontro mediatico: è ormai qualche anno che all’Italia manca una sano bacino di talenti in grado di portare avanti la nostra nazionale e renderci orgogliosi in tutto il mondo, sopratutto visto che stiamo vivendo un calcio sempre più dinamico, in cui la freschezza dei giovani è indispensabile per fare risultati. Non è un caso, infatti, che mai come quest’anno l’Italia calcistica abbia seguito con molta attenzione gli Europei under-19, competizione in cui gli azzurrini sono arrivati in finale perdendo contro la Francia. In quella sconfitta per 4 a 0, nonostante la grande camminata dei ragazzi di Vanoli, si è avvertito un senso di rammarico perché gli avversari erano tutti ragazzi che giocavano stabilmente in Ligue1 (massima divisione francese) o erano comunque assoluti protagonisti della Ligue2, al contrario dei nostri che ancora giocavano in Primavera. Faceva parte di quella spedizione proprio Locatelli, che comandava il centrocampo insieme ad un altro talento che sta stupendo in Serie A, Barella.

Il giovane regista arriva al Milan nel 2012, quando ancora giocava con l’Atalanta: in quell’anno la squadra bergamasca aveva tesserato e strappato proprio alla squadra rossonera  Emanuele Alborghetti, portiere considerato da tutti un grande promessa per il futuro. Alla dirigenza milanista questo comportamento non piacque e decise di “vendicarsi” scippando alla Dea proprio il giovane Locatelli, uno dei migliori prospetti delle giovanili bergamasche. Convincere il ragazzo non fu difficile, visto che il suo sogno era sempre stato quello di vestire maglia a strisce rosso e nere. Il giovane di Lecco ci ha messo poco tempo per dimostrare il suo talento anche a Milanello: arrivato per giocare con gli Esordienti, Locatelli ha subito bruciato le tappe e in poco tempo si è conquistato la maglia da titolare e la fascia da capitano anche nelle squadra Primavera sotto la guida di Cristian Brocchi, che 3 anni dopo lo farà esordire in Serie A. Nei due anni successivi trascina la propria squadra alle final-eight e nel campionato di Viareggio, mentre comincia a far parlare anche di sé nelle nazionali giovanili: 38 convocazioni per partite ufficiali e 34 presenze tra Under 15, 17 e 19, più le uscite con l’Under 16 all’Uefa International Development. Non male per uno che fino a qualche anno prima si divertiva nell’oratorio di Pescate.

La stagione 2015-2016 è stata quella decisiva: si vedeva che il ragazzo era di un altro livello rispetto ai suoi coetanei e di questo se ne accorge anche Sinisa Mihajlovic, che allora allenava la prima squadra del Milan. Il tecnico serbo lo fece giocare da titolare nel Trofeo Tim, elogiandolo a fine partita: “Il migliore? Hanno fatto tutti bene, se devo dire uno, dico Locatelli: è un ragazzo promettente della Primavera, ha i tempi di gioco e gioca semplice, è bravo ma deve migliorare un po’, giocando di più la palla in verticale. Magari alla prima partita era un po’ emozionato, ma si vede che ha qualità e che potrà servirci in futuro. Ho apprezzato le sue doti, ha avuto qualche timidezza ma mi è piaciuto“. Tante belle parole, ma il momento difficile della squadra rossonera in campionato ritarda l’inserimento dei giovani in prima squadra (eccetto Donnarumma), tra i quali Locatelli. Tuttavia, la deludente stagione in Serie A, convince Berlusconi a cambiare guida tecnica e ad affidare la panchina del Milan all’allora tecnico della Primavera (e primo estimatore di Locatelli) Christian Brocchi. Chissà se la scelta del patron sia stata fatta anche in considerazione della grande mole di giovani talenti in primavera mai fatti esordire in prima squadra… non lo sapremo mai, ma certamente ad accorgersi della bravura di Locatelli fu anche l’ex premier già ai tempi degli allievi: “Mi hanno parlato molto bene di te. Complimenti, ma sappi che noi ti vogliamo prima ottimo studente e bravo figliuolo e poi un calciatore di Serie A” disse al termine di un allenamento. L’esordio in Serie A, ovviamente con Brocchi, avviene nel 21 Aprile 2016 in un Milan-Carpi 0-0, quando sostituì Poli. Le sorprese non finirono in quella stagione, visto che per lui arrivò anche la prima da titolare nell’ultima partita di campionato contro la Roma del suo idolo Totti.

Ed eccoci qui, alla stagione 2016-2017, con la panchina del Milan affidata a Vincenzo Montella, uno che sui giovani ha sempre puntato: per lui arrivano 3 presenze in campionato da subentrante, prima della gara contro il Sassuolo, dove è arrivato il suo primo gol in Serie A. La reazione del giocatore a fine partita è stata commovente, con le lacrime mostrate nell’intervista: “C’è tutto il sacrificio che ho fatto per arrivare fino a qui. Devo ringraziare solo la mia famiglia, i miei amici, che mi sono stati vicini. Ringrazio tutti, mio papà, mia mamma, mio fratello e mia sorella, siamo contenti e voglio dedicare questo gol a loro. È importante che sia venuto, ma è importante la vittoria, io sono contento“.

Sul campo Locatelli dimostra di avere grandi qualità sia fisiche che tecniche: per la posizione in campo e l’intelligenza tattica ricorda l’ultimo Pirlo, mentre per la grinta, l’abilità nei contrasti e la corsa lo paragonano ad Ambrosini. Proprio l’ex Milan, che ha commentato a Sky il match con il Sassuolo, ha elogiato la giovane promessa, ricordando che anche il suo primo gol in Serie A contro l’Atalanta fu un tiro da fuori simile a quello realizzato dal classe ’98. Ormai da un anno Locatelli è anche nelle mire di grandi squadre estere: di lui ha chiesto informazioni Claudio Ranieri, allenatore del Leicester, ma sopratutto Arsene Wenger, uno che l’occhio per i grandi giocatori lo ha sempre avuto.

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