#Approfondimento – Nikola Kalinic: lo strano caso di Dr. Jekyll e Mr. Hyde

ACF Fiorentina v AC Chievo Verona - Serie A

In molti si saranno chiesti che fine abbia fatto quello straripante attaccante della Fiorentina che, nella prima parte del campionato, tanto faceva impazzire le difese avversarie di nome Nikola Kalinic.

La punta croata, arrivata in Serie A la scorsa estate tra lo scetticismo di tutti, zitto zitto è riuscito ad imporsi nelle gerarchie di Paulo Sousa, divenendo un titolare fisso dei viola nella prima parte di campionato ed Europa League.
10 reti in 19 apparizioni alla sua prima stagione in Serie A e alla prima apparizione in un campionato competitivo, ( in precedenza aveva giocato con lo Spalato, con il Blackburn Rovers ed in ultimo con il modesto Dnipro) corsa, fisicità, pressing e gioco di squadra per uno dei migliori bomber dei primi mesi del campionato nostrano.
Misteriosamente, come colpito da un terribile sortilegio, il bomber croato classe ’88 non ha più segnato, giocando male e in maniera svogliata, come se avesse terminato la fame di goal che tanto lo aveva caratterizzato nei primi mesi fiorentini; come se non ci bastasse anche la Fiorentina, squadra tecnica, veloce e cinica, ha iniziato a non esprimersi più bene come prima, a perdere spesso, a commettere errori su errori banali e, di conseguenza, non è riuscita ad aiutare un compagno in piena difficoltà.

Ma cos’è successo a Nikola Kalinic? In 15 giornate di ritorno è riuscito a gonfiare la rete solamente due volte, sbagliando molto sotto porta e, soprattutto non riuscendo più a giocare per la squadra. La Fiorentina ha sentito e patito molto la mancanza dei goal e delle giocate dello slanciato attaccante segnando veramente molto poco. Mister Sousa gli ha dovuto preferire più volte Mauro Zarate, arrivato in toscana nel mercato di gennaio e l’altrettanto deludente Babacar che in estate lascerà sicuramente i viola; inevitabilmente il croato ha perso la fiducia nella propria squadra e soprattutto in se stesso e nei propri mezzi.
Il futuro si fa sempre più incerto, da eventuale fenomeno da blindare e/o vendere con una plusvalenza di 20 milioni di euro ad oggetto misterioso; i viola lo pagarono in estate circa 5 milioni di euro e, con l’ipotetico rendimento costante del croato sarebbe potuto valere anche ben 20-25 milioni di euro ma, con una seconda parte di campionato così deludente il prezzo del suo cartellino si è notevolmente abbassato a 10 milioni e, ora sarà la Fiorentina a decidere se il tempo di Kalinic a Firenze si è già e troppo velocemente esaurito o se merita ancora fiducia poiché si è mostrato letale quando era al 100% da un punto di vista mentale.

Ora l’attaccante ha solamente altri 2 turni di campionato a disposizione per giocarsi il futuro, la fiducia, un finale di stagione dignitoso e, soprattutto la convocazione agli Europei di Francia con la propria nazionale.

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