#Approfondimento – L’ultima bandiera del calcio italiano

FBL-ITA-SERIEA-ROMA-LAZIO

Il calcio italiano ci ha regalato, nel corso della sua storia, tantissime emozioni.
Aldilà delle polemiche, delle proteste e delle conflittualità,la Serie A è probabilmente il campionato che, grazie alla sua competitività, riesce ad emozionare tutti, anche chi non tifa una squadra in particolare.
Emozioni condite da stadi strapieni, grandi campioni e, sopratutto, dalle bandiere. Non le normali bandiere tenute su con un’asta che hanno causato guerre e odio, ma le bandiere umane. Bandiere che indossavano qualche volta la fascia da capitano, oppure che erano semplicemente dei leader in campo, bandiere giovani che giuravano fedeltà ad una maglia, bandiere che ad ogni gol il primo pensiero era quello di festeggiare con i tifosi che ama, bandiere che hanno lasciato il calcio in lacrime, che invece di appendere gli scarpini al chiodo, hanno preferito lanciarli simbolicamente ai suoi tifosi, bandiere che nonostante le offerte da altri club o i momenti negativi della propria squadra sono rimasti al loro posto rispettando il loro giuramento e la loro fede.
La serie A di questi uomini con la U maiuscola ne ha avuti tanti, ma nel giorno d’oggi sembra che nel calcio, anche in quello italiano, l’amore per i soldi ha preso il posto dell’amore per la maglia.

La Roma è stato un club molto fortunato, nella sua storia ci sono stati tanti giocatori che al loro tempo hanno giurato fedeltà alla maglia giallorossa, basti pensare a Fulvio BernardiniAmadeo AmadeiAgostino Di BartolomeiGiuseppe Giannini, Bruno Conti ed il giocatore più importante della storia romanista: Francesco Totti.
Giocatore dai mille record, Francesco Totti è nato a Roma nel 1976, ha militato in alcune squadre romane tra cui la Lodigiani, ma nel 1989, a 12 anni, il club giallorosso strappa via il giovane alla Lazio che era anch’essa sul fenomeno. Dopo essere cresciuto nella primavera romanista, Francesco Totti esordisce in prima squadra nel 1992, segna il suo primo gol due anni dopo e successivamente, nel 1998 diventa capitano della Roma.
Attaccante molto duttile, il Pupone ha segnato 244 gol in Serie A entrando nella top 3 dei calciatori che hanno segnato di più nel massimo campionato italiano; inoltre, la Roma ha vinto con lui uno scudetto, due coppe italia e due supercoppe europee, oltre alla coppa del mondo del 2006 vinta con l’Italia.
Non sono tantissimi i trofei che il capitano è riuscito ad innalzare al cielo, ma quello che contava, e che conta tuttora, per i tifosi è quello di amare un giocatore che ricambi pienamente il loro affetto.

Dopo una carriera condita dall’amore della sua squadra, ora Totti, a quasi quarant’anni, si trova spesso escluso dai piani dell’attuale allenatore Luciano Spalletti che giustamente pensa al benessere della squadra; tanto clamore ha fatto l’ultimo derby che, secondo tanti, sarebbe stato il suo ultimo: il capitano era in panchina, ma non è entrato in campo. Per molti non c’è nulla di strano, sopratutto negli ultimi tempi in cui ha giocato poco, ma quella non era una semplice partita, era il derby: quella partita magica che zittisce e congela la città di Roma. Tutti l’avrebbero voluto vedere scendere in campo, anche lo juventino, l’interista o il milanista. Tutti sono d’accordo che Francesco Totti doveva entrare, almeno per salutare il pubblico, il suo e  anche quello rivale, che in fondo sentirà la sua assenza che, inevitabilmente, lascerà un grande vuoto anche nella loro esistenza perchè ogni personaggio per essere grande ha bisogno del suo grande antagonista.
Nell’ultima partita di campionato Totti è sceso in campo nella ripresa della sfida contro il Bologna ed è stata gioia. I tifosi hanno esultato come se avesse segnato ed il Pupone li ha omaggiati facendo una grande prestazione: non ha dimostrato solo il suo amore per la maglia, ha dimostrato anche che a 39 anni è ancora uno dei migliori giocatori della Serie A.
Al suo ingresso in campo l’Olimpico, in un periodo particolare per la tifoseria ( a causa delle barriere), si è riempito tornando ad essere l’Olimpico di Roma, lui ha preso la fascia da capitano a Daniele De Rossi ed è tornato ad essere il Capitano, ed il suo assist, che ha portato il pareggio contro gli avversari, ha fatto sì che la sua squadra tornasse ad essere la Roma.

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