Argentini d’Italia, gli attaccanti flop degli ultimi 20 anni in Serie A

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Non solo Batistuta e Higuain, Crespo e Tevez o Dybala e Milito. Il campionato italiano ha sempre accolto tanti calciatori argentini, alcuni hanno fatto la storia come Diego Armando Maradona altri hanno segnato caterve di reti. L’attaccante albiceleste è sempre ben accolto dal pubblico nostrano, ma alcuni hanno clamorosamente fallito dopo i grandi proclami di inizio stagione. In questi approfondimento andiamo a rivisitare tutti gli attaccanti argentini che hanno fatto flop in Italia negli ultimi 20 anni.

JOSE’ LUIS CALDERON. Estate 1997. Napoli è stata la terra del Pibe de Oro, ogni calciatore argentino che arriva nella città partenopea sa di dover dare il massimo per ricordare il più grande campione di tutti i tempi. La società sborsa ben 7,5 miliardi di lire per strappare Calderon all’Independiente. Dopo 75 gol in patria ci si aspetta molto da lui, appena entra al San Paolo tutti i buoni propositivi estivi svaniscono. 6 presenze in un anno e biglietto di ritorno per l’Argentina dove diventerà un icona in molte piccole squadre.

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GUSTAVO BARTELT. Un attaccante capace di non far gol anche con Zeman. In pochi sono riusciti in questa impresa giocando ben 13 partite. Arrivato a Roma dopo l’ottima annata a Lanus, venne subito paragonato a Caniggia ma dell’ex Atalanta aveva solo la chioma bionda. Un fallimento e il mesto ritorno in Argentina segnando solo 2 reti in 11 anni.

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JUAN EDUARDO ESNAIDER. Un flop clamoroso a tinte bianconere. Ogni tanto capita di sbagliare anche a Luciano Moggi. Dopo tante reti segnate tra Real Madrid, Atletico ed Espanyol, nel gennaio del 1999 la Juventus sborsa 12 miliardi per via dell’infortunio di Alessandro Del Piero. A Torino fa rimpiangere e non poco Pinturicchio senza riuscire mai a gonfiare la rete avversaria. Torna in Spagna e comincia il lento declino.

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MAURO IVAN OBOLO. A lui è riservato un posto nella storia del Piacenza solo perchè è il quarto straniero tesserato dalla fondazione del club. Nonostante la retrocessione del Belgrano è il migliore della compagine argentina e viene prestato al club piacentino. Saranno solo 7 presenze in massima serie prima del ritorno in Argentina dove continua ancora a segnare con il Belgrano.

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ERNESTO ANTONIO FARIAS. Appena approdato in Serie A, il Palermo di Zamparini si fionda sul mercato per acquistare un attaccante da affiancare a Luca Toni. Ecco “El Tecla” Farias, ben 110 reti con la maglia dell’Estudiantes. In Sicilia però non si ambienta e segna solo due reti contro la Salernitana in Coppa Italia. Viene ceduto al Porto dove si ritaglia un ottimo spazio. Un icona in Sudamerica tra Argentina e Brasile.

OSPITEFOTO - palermo vs salernitana

JOAQUIN OSCAR LARRIVEY. Nel 2007 è il colpo del presidente Cellino, a Cagliari arriva Larrivey detto “El Bati” per la somiglianza con Gabriel Omar Batistuta. I paragoni con i grandi campioni non rispecchiano quasi mai la realtà, in 96 partite con i rossoblu raccoglie il magro bottino di 12 reti. L’unica pagina positiva è quella del 12 marzo 2012 con la tripletta nel match perso al San Paolo con il Napoli per 6-3. Tre reti nel tempio di Diego Maradona. Segna con continuità in Spagna, adesso gonfia la rete negli Emirati Arabi.

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LUCAS DAVID PRATTO. Dopo i 10 gol siglati con l’Universidad Catolica, Preziosi decide di scommettere su questo attaccante argentino atipico. Fisico da prima punta ma raggio d’azione arretrato di qualche metro. A Genoa non lascia un buon ricordo, qualche rete in Coppa Italia e un solo gol in campionato contro il Bologna. Lascia Genova dopo 6 mesi per diventare una bandiera del Velez. Adesso è in Brasile nell’Atletico Mineiro.

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MILTON CARAGLIO. Soltanto 6 mesi nel retrocesso Pescara del 2013, si presenta in Abruzzo indossando il numero 60. Già a Dicembre sembrava l’acquisto che poteva far svoltare i biancazzurri ma le presenze sono solo 4 e nessuna rete messa a segno. Avventura negli Stati Uniti, adesso sembra essere vicino al Boca Juniors alla ricerca della riserva di Pablo Osvaldo.

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FACUNDO MANUEL PARRA. Goleador implacabile in Argentina, l’Atalanta decide di acquistarlo nell’estate 2012. Accolto in pompa magna, alla festa della Dea scende da una mongolfiera con il vulcanico presidente Percassi e viene presentato come il nuovo bomber da affiancare al Tanque Denis. Un esperienza da cancellare, segna una doppietta in Coppa Italia con il Cesena e nulla più. Ritorna in Argentina ma non è più lui.

11 festa della dea Bergamo

JAVIER PEDRO SAVIOLA. Forse il flop più fragoroso, El Conejo ha vinto tutto con le maglie di Barcellona e Real Madrid. Arriva a Verona lo scorso anno con un palmares da far rabbrividire ma Mandorlini lo considera poco, non viene quasi mai schierato nell’undici titolare. 15 presenze e una sola rete al Bentegodi contro l’Atalanta. Un esperienza da dimenticare per uno dei più forti attaccanti argentini dell’ultimo ventennio.

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