Luiz Adriano e i suoi fratelli, tutti gli attaccanti che hanno fallito al Milan

AC Milan's forward Ricardo Oliveira (L)

Manca soltanto il comunicato ufficiale, è durata poco più di 5 mesi l’avventura in rossonero di Luiz Adriano. Il brasiliano, bomber d’Ucraina grazie alle sue realizzazione con lo Shakthar di Lucescu, aveva attirato le attenzioni del Milan che in estate l’ha portato in Italia. La rete all’Empoli, troppi stenti e spazi che continuavano inesorabilmente a chiudersi. Altri due gol ma la sua avventura è arrivata al capolinea, la ricca offerta dalla Cina che conviene sia a lui che al Milan. Ma Luiz Adriano non è stato l’unico attaccante a deludere le aspettative in maglia rossonera, ecco i suoi predecessori negli ultimi 20 anni.

CHRISTOPHE DUGARRY. Solamente l’anno prima aveva estromesso, con una doppietta, il Milan dalla Coppa Uefa con il suo Bordeaux. Insieme a lui una squadra da sogno con Zinedine Zidane e Bixente Lizarazu. La Juventus si accaparra il futuro Pallone d’Oro mentre i rossoneri virano sulla punta Dugarry. Il club di via Turati spende 6 miliardi di lire per sole 5 reti in 25 presenze. Prestazioni deludenti che convincono il Milan a cederlo solamente un anno dopo al Barcellona. Vincerà con la Francia i Mondiali 1998 e l’Europeo del 200o.

dugarry

 

PATRICK KLUIVERT. Gli olandesi per il Milan sono sinonimo di vittorie, se parliamo poi di attaccanti come non ricordare le stelle Van Basten e Gullit. Nell’estate del 1997 il Milan sceglie Patrick Kluivert come centravanti, soltanto due anni prima aveva alzato al cielo la Champions e l’Intercontinentale con l’Ajax. Un flop clamoroso, eloquente lo striscione dei tifosi rossoneri che lo ribattezzano “Kluilent”. Trova la via della rete per 6 volte ma diventa una delle vittime preferite della Giallappa’s per l’infinità di reti fallite. Vola in Spagna e con il Barcellona torna a segnare reti a grappoli, suo il titolo di capocannoniere di Euro2000.

kluivert

GIANNI COMANDINI. Nella stagione 1999-2000 è il protagonista assoluto del campionato cadetto, segna 20 gol e porta il Vicenza in massima serie. Il Milan fiuta l’affare e per 20 miliardi si porta a casa Comandini. Nonostante la cifra spesa e le prestazioni scadenti, sarà ricordato per sempre con affetto dai tifosi rossoneri per la doppietta nello storico derby con l’Inter terminato 6-0. Queste le uniche reti con la maglia del Milan, dopo un anno parte e girovaga tra Atalanta, Genoa e Ternana senza mai sfiorare i picchi della stagione da sballo di Vicenza.

COMANDINI ESULTA PRIMO GOAL FOTO OMEGA/COLOMBO

JAVI MORENO. Nell’estate del 2001 la società rossonera va costruendo l’ossatura del grande Milan vincente di Ancelotti, arrivano Pirlo, Inzaghi e Rui Costa. Non manca il colpo ad affetto dalla Liga, l’Alaves l’anno prima arrivò a sorpresa in finale di UEFA grazie ai gol di Javi Moreno. Galliani non ci pensa due volte e porta in rossonero il delantero spagnolo. Chi auspicava una grande carriera si sbagliò di grosso, solamente due reti e mesto ritorno in Spagna. Fallì con l’Atletico prima di diventare un idolo del Cordoba, piccolo club di serie B.

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RIVALDO. Un Mondiale vinto da protagonista con Ronaldo e Ronaldinho, reti e giocate da fenomeno il biglietto da visita di questo brasiliano arrivato nell’estate 2002 a Milano. Per il mondo è l’Extraterrestre ma sarà uno dei più grandi rimpianti della storia recente rossonera. Soltanto 5 reti e qualche sporadico colpo di genio, troppo poco per chi lo conosce bene. Con l’arrivo l’estate seguente di Kakà decide di tornare in Brasile, qualche pausa tra Grecia, Uzbekistan e Angola fino al ritorno romantico al Mogi Mirin dove a 43 anni segna e si diverte insieme a suo figlio.

Rivaldo of AC Milan

 

CHRISTIAN VIERI. Il più classico dei tradimenti, quel famelico bomber in maglia nerazzurra sembra soltanto un lontano ricordo dell’attaccante visto in rossonero. Un trasferimento al Milan che desta scalpore, dopo le 103 realizzazioni con l’Inter passa agli odiati cugini. Non è un esperienza felice, scende in campo 8 volte e va a segno solo con l’Empoli. Chiuso da Gilardino sceglie il Monaco per prendersi il Mondiale del 2006, ma dopo 3 gol in 7 partite in Francia è costretto a rinunciare alla rassegna iridata per un grave infortunio.

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RICARDO OLIVEIRA. Per i cuori rossoneri quella del 2006 è un estate difficile, l’addio di Shevchenko ha lasciato un vuoto tra i tifosi del Milan. Per la sua successione ecco un brasiliano capace di segnare in tutti i modi nella Liga con la maglia del Betis Siviglia. Il suo nome è Ricardo Oliveira e come prima cosa sceglie il pesantissimo numero 7 indossato fino a quel momento da Sheva. Comincia bene andando in gol alla prima col la Lazio, dura poco e si impelaga in prestazioni incolore. Menomale che il Milan poi a Gennaio prese Ronaldo. In estate saluta l’Italia e torna a segnare in Spagna.

AC Milan's forward Ricardo Oliveira (L)

 

MAXI LOPEZ. Dopo l’epopea Ronaldinho, Robinho, Pato, Cassano e Ibrahimovic, il Milan ci ricasca con l’argentino arrivato dal Catania. Ancora sono impresse nella mente le giocate di Catania ma a Milano è tutta un altra storia. Scende in campo 8 volte e sigla un gol e un assist contro l’Udinese. Questo l’unica apparizione degna di note della sua fugace esperienza in rossonero.

maxi lopez 6

ALESSANDRO MATRI. Prodotto del settore giovanile rossonero, torna al Milan nel 2013 dopo il doppio scudetto con la Juventus di Conte. Da lui comincia la saga dei fallimenti con il numero 9 sulle spalle. Solamente 6 mesi prima del trasferimento a Firenze e uno solo gol, inutile, a Parma.

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FERNANDO TORRES. El Nino dopo le brutte stagioni con il Chelsea sceglie il Milan per rilanciarsi. Da lui ci si aspetta sempre molto, gioca una partita da fenomeno contro l’Empoli. Peccato che quel perfetto stacco di testa sia stato l’unico acuto della sua avventura rossonera. Una delusione e il ritorno nella squadra del cuore, l’Atletico Madrid.

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MATTIA DESTRO. Il penultimo numero 9 in ordine di tempo. A Roma il rapporto con Garcia ormai si era incrinato da tempo e dopo la cessione di Torres il Milan ha bisogno di una punta. Il buon Mattia segna tre reti ma non convince. Via libera in estate al ritorno a Roma prima del trasferimento a Bologna.

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