#SerieB – Cesena, Sensi sul futuro: “Un anno in A con una piccola”

Cesena - Livorno

Stefano Sensi è il volto nuovo del calcio italiano. Paragonato spesso a Verratti e Pirlo, per fisicità e tecnica, il giovane centrocampista del Cesena si sta mettendo in mostra sotto la guida tecnica del mister Drago che lo utilizza da regista davanti alla difesa. Il suo rendimento è monitorato molto da vicino soprattutto dalle sue milanesi che vorrebbero accaparrarsi il talento classe ’95 già a gennaio. In una recente intervista alla Gazzetta dello sport, ha voluto mettere in chiaro il suo futuro: “Un anno di A in una piccola mi farebbe bene, se riuscissimo ad arrivarci col Cesena sarebbe bellissimo. Voglio crescere pian piano: un mattoncino sopra l’altro per fare un muro enorme. Al mercato non faccio caso, mi voglio isolare. Penso a fare il mio col Cesena. I complimenti di Mancini? Mi rendono orgoglioso. Quando uno che ha vinto quello che ha vinto lui te li fa, non puoi che essere contento”.

Dunque per il momento rispedisce al mittente le avance spregiudicate di Milan e Inter, rivelando particolari inediti su chi, in questo momento, rappresenta il suo modello da seguire: “Non ho mai avuto idoli, però. Fin da piccolo mi interessava il gioco di squadra, mai i singoli. Ora? Beh, guardo Xavi… Il mio centrocampista ideale? Iniesta, innanzitutto. E poi Verratti, che può giocare da mezz’ala con me. E se ci riuscirò, a giocare con lui, sarà un onore. Il paragone con Marco? Mi rivedo solo in me stesso. Non sono un giocatore affermato, ma lavoro per arrivare a quel livello. Sui calci piazzati non ho un modello, però mi guardo su youtube quelle di Pirlo, di Beckham, di Juninho. Osservo com’è posizionato il piede all’impatto col pallone, come sta il corpo. Poi vado sul campo e ci riprovo. Fare come loro è un’impresa, ma mi sto allenando”.

Infine, il giovane play-maker sottolinea l’importanza del suo passato in Lega Pro: “I due anni in prestito a San Marino sono stati fondamentali. Passare da uno spogliatoio della Primavera a uno dove i 3 punti contano davvero, con gente che è da 10-15 anni in Lega Pro, ti fa capire cosa vuole dire giocare a calcio. Io poi sono uno che quando perde, e a San Marino abbiamo perso tanto, non dorme. E così sono cresciuto, mi sono abituato a prendere responsabilità”.

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