#PremierLeague – parla Coutinho: “Ho lottato all’Inter ma sono grato per l’esperienza ricevuta”

Coutinho

Philippe Coutinho sta vivendo una delle migliori stagioni della sua carriera grazie al tecnico Jurgen Klopp che lo ha valorizzato al massimo durante il suo periodo alla guida dei Reds. Non Klopp ma la Kop, storia tifoseria del Liverpool, lo chiama O Magico, segno che tra il brasiliano e la tifoseria, si è instaurato un ottimo rapporto, tanto che alcuni tabloid inglesi, lo accosterebbero ai grandi del passato come Gerrard e Suarez. Durante una recente intervista per un quotidiano inglese, Coutinho mostra tutto il suo imbarazzo nel mentre che viene accostato a questi grandi nomi e il suo traduttore ufficiale, interviene in suo soccorso affermando: “Ho avuto modo di conoscere Philippe negli ultimi tre anni e lui è esattamente come lo vedi qui. Non gli piace essere sotto i riflettori”.

L’ex trequartista dell’Inter ha voluto ricordare la sua vita in Brasile, mentre abitava a Rio: “Ho iniziato a giocare a futsal nelle favelas perché era il campo più vicino a dove abbiamo vissuto – dice - Penso che sia stato un bene per me giocare in un piccolo spazio del genere. Devi pensare e agire in fretta. Devi farti venire rapidamente una soluzione per battere un giocatore, perché la maggior parte del tempo ci si trova in un uno-contro-uno. Poi mio padre mi ha portato al Vasco da Gama, non potevo crederci, ho pianto dalla gioia. Era un ottimo posto per imparare e l’allenatore era molto valido”. Poi il passaggio all’Inter in tenera età: “Non potevo crederci. Un club come l’Inter voleva me a quell’età. Un sogno e allo stesso tempo una grande opportunità. E la mia famiglia era così felice perché non era così comune per uno della mia età. Da quando ho iniziato a capire di più su calcio, ho sempre voluto venire in Europa. Ronaldinho è stato il mio eroe e volevo essere come lui. Tutti i miei eroi stavano giocando qui”.

Durante l’esperienza neroazzurra, Coutinho ha passato parecchi allenatori ma il più importante resta Rafa Benitez: “Benitez era ed è ancora importante per me” -dice- “E’ stato il mio primo allenatore in Europa e ho imparato molto da lui. Mi ha dato un sacco di opportunità, ma per qualche motivo non è andata bene. E’ difficile dire perché. Ero molto giovane. Non avevo molta esperienza. Io non incolpo nessuno, anzi, l’esperienza in Italia mi è servita molto, ma semplicemente non ha funzionato. Mi piace lo stile di gioco del calcio qui in Inghilterra, è più intenso e tutte le squadre cercano di giocare a calcio. Mi ha aiutato, lo stile in Spagna, quando sono andato a Espanyol. Mauricio Pochettino, che era il tecnico al momento, mi ha dato molta fiducia. Mi ha sempre incoraggiato a giocare e dimostrare le mie capacità. E mi ha detto di divertirmi. In questo senso ho avuto la fortuna con tutti i miei dirigenti. Mi hanno tutti incoraggiato a giocare secondo il mio stile di gioco”.

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