Lazio, storia di un’eterna incompiuta

Lazio

Ė dopo una prodigiosa cavalcata per raggiungere, in seconda posizione, l’odiata cugina, che la Lazio si blocca e non riesce a sferrare il colpo del definitivo K.O. Forse talmente sognato un momento del genere, talmente agognato un affronto di questo tipo, che la squadra di Pioli non riesce a reagire. Come un centometrista che vede il traguardo, un pilota che vede la bandiera a scacchi. Sono momenti, frazioni di secondo nei quali, nella testa ti passa tutto e di più. Ci vuole freddezza, concentrazione e convinzione per non cadere nei più classici dei fallimenti last minute. Basti pensare a ciò che accadde all’Inter in quel famoso 5 Maggio, con mezzo scudetto già cucito sul petto. Ebbene Lazio devi stare attenta, la Roma è lì a terra, inerme, sofferente, che aspetta solo qualcuno che le dia il colpo del knock-out. L’aquila ha puntato la sua preda, l’ha raggiunta ed è arrivato il momento di spiegare le ali, andare giù a picco ed attaccare. Il lupo è da tempo malato, esausto e massacrato da una lotta interna con sé stesso, con quell’ego prepotente e presuntuoso, con quel narcisismo ed orgoglio che non gli permettono di cambiare atteggiamento o tattica. Eppure, i biancocelesti sprecano in malo modo il più bello dei match-point. Inter vittoriosa nell’anticipo contro i giallorossi, 58 pari e possibilità di scappare. Tre punti importantissimi, per difendersi con le unghie non solo dagli attacchi dei giallorossi, ma anche da quelli del Napoli. Secondo posto che, al di là di scavalcare la Roma, significa accesso diretto alla Champions, essere la squadra più forte d’Italia dopo la Juventus. All’Olimpico c’è il pubblico delle grandi occasioni, per una volta tutto il tifo è a favore dei biancocelesti. I supporters capiscono il momento cruciale di una stagione: “mettiamo da parte i dissapori con Lotito”, si dicono tra di loro, con la campagna acquisti che ogni anno stenta a decollare, con la squadra che non vince uno scudetto da 15 anni, ma ora no, non si può litigare. “Avanti tutta e forza Lazio!” La partita inizia bene, buon gioco, Chievo in difficoltà e Klose che sferra un duro colpo da digerire. Gara in discesa e tre punti praticamente in tasca. Ma poi il goal di Paloschi rovina la festa e Pioli si mette le mani nei capelli. Ora, con un solo punto di vantaggio dai cugini e tre da un Napoli in netta ripresa, il secondo match-point si chiama Parma. A differenza da quello che dice la classifica, la squadra di Donadoni in queste ultime giornate sta ottenendo risultati importanti, come la storica vittoria contro la prima della classe. Per Mauri e compagni non sarà assolutamente facile, ma bisognerà vincere, anche perché alla penultima di campionato ci sarà il derby e all’ultima la sfida contro gli uomini di Benitez. Bisogna vincere dunque, per la gloria, per continuare a sperare in un’impresa che ad inizio stagione era impensabile e per i tifosi, che ormai sono stufi di essere presi in giro e di sentirsi dire ogni volta :”ah la Lazio, che eterna incompiuta”.

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