La Capitale lotta e se la ride, Milano piange e mangia le briciole.

Lazio

E’ terminato il 30° turno di Serie A, la partita più sorprendente è stata naturalmente la vittoria del Parma contro la Juventus, una boccata d’ossigeno per i tifosi ducali, non tanto per l’esito di questo campionato, ma più che altro per aver ritrovato la gioia nel vedere la propria squadra. Allegri si è presentato in conferenza stampa senza voce, normale la rabbia per una prestazione veramente scadente della sua Juventus B.  La Vecchia Signora, galvanizzata dallo strabiliante passaggio del turno in Coppa Italia e in fermentazione in vista della sfida in Champions League contro il Monaco ha mollato per 90 minuti, non scendendo praticamente in campo al Tardini. Il tecnico toscano fa bene ad arrabbiarsi, ma questo calo di concentrazione è umanamente comprensibile. Ne gioverà la Roma, che non va oltre il pari contro il Torino e si vede scavalcata dalla Lazio, è proprio la squadra di Pioli la prossima avversaria della Juventus, possibili due sconfitte consecutive? Il controsorpasso è possibile già al prossimo turno. Nel frattempo i problemi per Garcia persistono, la squadra ha mostrato una cattiveria ed una trama di gioco maggiore in confronto alle ultime uscite, ma la mancanza di un rapace d’area si vede e come.  Ne gioisce il popolo biancoceleste che dopo le contestazioni dell’anno scorso è tornato a colorare lo stadio Olimpico di azzurro, anche qui siamo umanamente comprensivi, continuare una guerra contro Lotito e perdersi certe prestazioni sarebbe da folli, anche se la coerenza non è mai un male. Complimenti a Pioli che fra tanti meriti ha anche quello di essere riuscito a riappacificare tifosi e presidente. La Lazio da gennaio è la squadra che ha totalizzato più punti (insieme alla Juventus), meritato dunque il momentaneo secondo posto. Ora Garcia rischia veramente, terminare il campionato in terza posizione, alle spalle dei cugini biancocelesti sarebbe veramente un dramma, in tal caso si preannuncerebbe una rivoluzione simile a quella post 26 maggio. La Roma è più scarsa in confronto all’anno scorso e questo è sotto gli occhi di tutti: Benatia, Castan, Maicon e  Strootman sono mancati, De Rossi non ha fornito le prestazioni eccezionali della scorsa stagione e Totti (oltre ad avere un anno in più) non è riuscito ad alternarsi con nessuna valida alternativa; ad inizio stagione a Garcia riusciva in maniera eccezionale la staffetta fra il capitano giallorosso e Destro, poi qualcosa si è rotto, l’attaccante è emigrato a Nord e Totti è stato costretto a fare gli straordinari.  A Trigoria ognuno ha sbagliato il suo e ora le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Roma e Lazio ci regaleranno un gran finale di stagione, fra sorpassi e controsorpassi. A Milano purtroppo non si respira la stessa aria, Inter e Milan sono ormai diventate due squadre provinciali con un passato glorioso. La squadra di Inzaghi ha anche qualcosa di meno, società in bilico e squadra oggettivamente scarsa. L’Inter invece può gettare le basi per un progetto interessante, la dirigenza è fra le più preparate nel nostro torneo (Juventus, Roma e Inter in futuro domineranno il nostro calcio) e la squadra, se rinforzata in modo adeguato, potrà lottare per obbiettivi importanti. La mancata qualificazione nelle coppe europee non deve essere un dramma eccessivo per i tifosi nerazzurri, in primis perchè le più importanti rivoluzioni nascono proprio dopo stagioni del genere (La Juve del primo Conte, la Roma della passata stagione e la Lazio di quest’anno) ed in secundis perchè il mercato non sarà infastidito dal fair play finanziario, insomma le possibilità per ripartire già dalla prossima stagione ci sono tutte.

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