Le possibili date delle Italiane in Europa

Le possibili date delle Italiane in Europa

Quando si tornerà a giocare è ancora un mistero, tutte le federazioni sono sostanzialmente immobilizzate dall’emergenza sanitaria. Solo in Germania, dove l’emergenza è già in fase calante, la federazione ha già dato il via libera per la ripresa e le squadre sono tornate ad allenarsi, con la possibilità che il campionato riparta il 9 maggio. Cosa accadrà invece alle competizioni europee? Quando torneranno a giocare le italiane in Europa? Il tema è stato trattato dalla Gazzetta dello Sport che sulle pagine di oggi ha stilato degli eventuali calendari di Champions League ed Europa League per il mese di agosto:

Champions League:

Venerdì 7 agosto: Juventus-Lione; Manchester CityReal Madrid

Sabato 8 agosto: Bayern Monaco-Chelsea; BarcellonaNapoli

Martedì 11 agosto e mercoledì 12: andata dei quarti di finale

Venerdì 14 agosto e sabato 15: ritorno dei quarti di finale

Martedì 18 agosto e mercoledì 19: andata delle semifinali

Venerdì 21 agosto e sabato 22: ritorno delle semifinali

Sabato 29 agosto: finale

Europa League:

Lunedì 3 agosto: andata ottavi di finale, InterGetafe e SivigliaRoma

Giovedì 6 agosto: ritorno ottavi di finale, Getafe-Inter e Roma-Sivglia

Lunedì 10 agosto: andata dei quarti di finale

Giovedì 13 agosto: ritorno dei quarti di finale

Lunedì 17 agosto: andata delle semifinali

Giovedì 20 agosto: ritorno delle semifinali

Mercoledì 26 agosto: finale

 

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Roma, senti Cristante e Spinazzola

Roma, senti Cristante e Spinazzola

I due calciatori della Roma, il centrocampista Bryan Cristante ed il terzino Leonardo Spinazzola, si sono raccontati in due interviste differenti. Cristante si è aperto ai tifosi, rispondendo via twitter al canale della società Roma, mentre Spinazzola ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva a Sky Sport.

Cristante: “Mi manca allenarmi coi compagni, mi manca il campo”

Come stai passando questo periodo di lockdown?
“Sono qui, a casa con la mia fidanzata Selene, siamo noi due. Le giornate scorrono più o meno tutte uguali: sveglia, colazione poi mi alleno o mi rilasso un po’, pranziamo e nel pomeriggio svolgo il mio programma di allenamento e si arriva alla sera. Gioco anche un po’ con i cani in giardino! In questo periodo facciamo meno passeggiate, ma giochiamo di più.”

Quanto sei in contatto con i tuoi compagni di squadra?
“Ci sentiamo, anche se sinceramente non è che ci sia molto da raccontarci su queste giornate.”

Quanto è difficile allenarsi da soli in casa?
“Non è divertente come quando siamo in gruppo con tutti i compagni e con il pallone, ma cerco di concentrarmi e di mettermici bene con la testa. Purtroppo in questa situazione bisogna allenarsi così, ma abbiamo tutto ciò di cui c’è bisogno.”

Quanto ti manca il calcio?
“Tanto. Mi manca allenarmi con i compagni, lo stare insieme, mi mancano le partite… Tutto.”

Spinazzola: “La Roma mi trasmette allegria. Obiettivo Champions”

Che significato può avere la ripresa del campionato, non solo per il calcio stesso?

Penso che sia un’opportunità che il calcio più dare e che può servire anche per altre aziende: bisogna mettere in sicurezza l’ambiente lavorativo con protocolli sanitari adeguati, così che tutti i dipendenti possano stare tranquilli e lavorare

Che messaggio avete dato con la rinuncia di alcune mensilità e aiutando alcuni dipendenti del club in cassa integrazione?

Un messaggio di vicinanza alla società, ma più ancora ai dipendenti che lavorano per noi e ci stanno sempre accanto. Ci siamo parlati tutti quanti e abbiamo deciso che era la decisione più giusta

Cosa rappresenta per te la Roma?

Da qui sono passati davvero tantissimi campioni. Da piccolo guardavo Batistuta, fenomeni come Totti e Cassano: guardavi la Roma solo per loro, facevano divertire. Questa è sempre stata una squadra che mi ha trasmesso allegria nel vederla giocare e adesso che ne faccio parte so cosa è la Roma. Tifosi calorosi, città che vice solo di calcio, solo per la Roma e te lo fa sentire allo stadio

Cosa ha rappresentato per la tua crescita professionale l’esperienza con la Juve? Con i bianconeri hai giocato in Champions, obiettivo della Roma alla ripresa del campionato

Sono veramente fenomeni, sotto l’aspetto fisico e tecnico ma soprattutto mentalmente. Ho imparato tanto in quell’anno. La prima presenza in Champions resterà indimenticabile per me, spero di giocarne altre gare in questa competizione con la Roma. È il nostro obiettivo, sarà dura ma è il nostro obiettivo

Pensi all’Europeo nel 2021 con la Nazionale? È un traguardo?

La Nazionale è il sogno di tutti, fino da piccolo guardi Mondiali ed Europei e sogni di arrivare a giocare quelle competizioni, di rappresentare tutti gli italiani. È un peccato non giocarlo adesso, ma non vedo l’ora di giocarlo. Sono arrivato in Nazionale nel 2018 e non siamo andati ai Mondiali, un grande dispiacere enorme. Voglio e vogliamo fare veramente un grande Europeo“.

 

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Bologna, alla ripresa un regalo da parte di Miha: Kolarov

Bologna, alla ripresa un regalo da parte di Miha: Kolarov.

Voci che si rincorrono da tempo, indizi che conducono spesso alla stessa strada, da tempo nella mente di Mihaijlovic c’è l’idea di portare a Bologna un connazionale serbo, forse il più conosciuto al momento, Aleksandar Kolarov.

Il terzino giallorosso ha rinnovato da poco fino al 2021, e dunque dovrebbe intavolarsi una trattativa che però può essere agevolata proprio dal tecnico del Bologna Mihaijlovic, che è in buoni rapporti con Kolarov e soprattutto sa come convincere un suo connazionale a dare tutto per un obiettivo.

L’ostacolo maggiore potrebbe essere l’ingaggio alto del terzino sinistro, che guadagna in giallorosso circa 3 Milioni di Euro e dovrà dunque ridursi lo stipendio per non creare problemi al tetto ingaggi dei felsinei.

Certamente sarebbe un acquisto importante per il Bologna, che non solo troverebbe un’arma in più dal punti di vista tecnico e tattico, ma anche un uomo di fiducia di Mihajlovic che potrebbe fungere quasi da allenatore in campo, chiudendo la carriera alla guida della difesa del Bologna del futuro.

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Roma-Friedkin, questo matrimonio non s’ha da fare

Roma-Friedkin, questo matrimonio non s’ha da fare

Si era arrivati a tanto così dalla chiusura definitiva, e invece niente da fare, almeno per ora. Era dicembre, quando Pallotta e Friedkin si stringevano virtualmente la mano dopo aver concordato la cifra per la cessione del club giallorosso: la Roma sarebbe passata a Friedkin per 710 milioni di euro. Troppi, sostennero in molti, ma ora a quanto pare non c’è più da preoccuparsi di quella cifra perché, stando a quanto riportato da Il Corriere dello Sport, la trattativa ha subito una frenata così brusca che rischia di naufragare definitivamente.

Tra dicembre e febbraio il dialogo tra i dirigenti della Roma ed il magnate texano era quotidiano, poi l’esplosione del coronavirus ha cambiato tutto ed ora Pallotta e Friedkin non si sentono da settimane. Nella mente dei romanisti sono ancora vive le immagini dei legali del texano che arrivano in sede per trattare l’acquisizione del club, ma ormai quelle immagini sono solo un ricordo perché al momento la trattativa è saltata e non si sa se potrà mai riprendere. Qualora dovesse riprendere in futuro, sicuramente andrà rivista tutta la documentazione ma soprattutto la cifra per l’acquisizione del club, visto che la Roma (come ogni altra società) sì è deprezzata per via del coronavirus e potrebbe ancora perdere di valore se il campionato non dovesse riprendere. C’è scetticismo generale anche su una possibile ripresa futura della trattativa dato che l’orizzonte non è chiaro ed al momento non si hanno sicurezze né sulla ripresa del campionato, né sul FairPlay finanziario.

James Pallotta resta al timone della Roma, dunque, e anch’esso non ha pochi problemi al momento: la Roma arriva da un bilancio semestrale che vede il consolidamento del suo debito complessivo a 264 milioni, con una perdita netta di quasi 87 milioni. Per questo è stata fondamentale la rinuncia a quattro mensilità da parte di giocatori e staff tecnico, una mossa che alleggerirà il bilancio di circa 35 milioni. Entro dicembre andrà varato un importante aumento di capitale per far respirare le casse societarie e molto probabilmente una parte verrà versata già entro fine mese.

Capitolo Edin Dzeko

Rischia il taglio il capitano, e non dell’ingaggio. Il centravanti bosniaco e capitano giallorosso Edin Dzeko a fine stagione potrebbe fare le valigie, questo perché ha un importantissimo ingaggio da 8,8 milioni lordi a stagione (fino al 2022) ed il coronavirus ha devastato le casse della società Roma che adesso siederà con Dzeko pere trovare una soluzione: ingaggio ridotto e spalmato, magari fino al 2023, o sarà cessione. Per Edin Dzeko non mancano le pretendenti (Inter su tutte) ma Fonseca e la Roma vorrebbero tenersi stretto il centravanti, quindi ora la palla passa a Petrachi e Fienga che dovranno trovare una soluzione che faccia felici tutti.

 

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Vigorelli: “rinnovo Zaniolo? non è il momento di parlarne”

Vigorelli: “rinnovo Zaniolo? non è il momento di parlarne”

Il procuratore di Nicolò Zaniolo, Claudio Vigorelli, ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb pietrificando un pochino i tifosi della Roma, almeno inizialmente: “La sua prima parte del campionato è stata fantastica, ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere l’anno prima. Ripartirà da quella straordinaria azione contro la Juve che gli è costata l’infortunio, chiaramente con un finale diverso. Quello sarà il punto di ripartenza. È caduto e adesso si è rialzato. Comincia il conto alla rovescia. Ma niente ansia di ricominciare. Le sfide non spaventano certo Nicolò, uno che a diciannove anni ha esordito contro il Real Madrid. Non è il momento di parlare di rinnovi o situazioni di mercato, bisogna prima tornare alla normalità e superare questo brutto momento dovuto al Covid-19. Poi quanto sarà importante Nicolò per la Roma lo vedremo più avanti, ma oggi non è il momento di parlare di un eventuale rinnovo del contratto o di mercato anche perché Nicolò ha trovato il giusto ambiente per emergere con una società che crede in lui e un pubblico fantastico che lo ha da subito amato. Intanto voglio credere alla ripresa del campionato, mi auguro che si torni in campo. E che tutto avvenga con le dovute precauzioni. Senza forzature che potrebbero risultare dannose”.

Le parole di Vigorelli, dunque, hanno assunto un tono di doccia fredda quando si è parlato del rinnovo di Zaniolo, ma lo stesso ragazzo nella giornata di ieri a SkySport aveva lanciato messaggi d’amore al popolo giallorosso: Totti per me è l’idolo di Roma, il simbolo della città. Calciatori come lui o Daniele De Rossi sono difficili da eguagliare. Mi piacerebbe diventare una bandiera della Roma, anche se in questo momento non devo pensare a questo: il mio unico obiettivo adesso deve essere quello di rientrare in campo e far divertire i tifosi. Vedremo quello che succederà anche se il mio intento è quello di rimanere a lungo a Roma, perchè questa squadra mi ha dato tutto e sono innamorato di questa società.“

 

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Europa League, possibile ripresa il 2-3 agosto

Europa League, ecco le date: ripresa ad agosto

Molto complessa la ripresa e il termine dell’edizione corrente dell’Europa League secondo la UEFA, che però in questi giorni presenterà le possibili date per concludere la coppa a Federazioni e Leghe europee. Le prime due partite che dovrebbero essere giocate sono quelle degli ottavi di finale di Roma e Inter contro Siviglia e Getafe, uniche due gare di andata a non essere state disputate a marzo. Il recupero è previsto per il 2-3 agosto, mentre il ritorno, con tutte le altre gare in programma, dovrebbe avvenire il 6. La fase finale poi sarà alternata con la Champions: quarti di andata il 10 e il ritorno il 13; semifinali di andata il 17 e di ritorno il 20 finalissima a Danzica prevista per il 27 agosto. Il primo turno della prossima edizione sarebbe previsto con inizio fissato il 22 ottobre. A riportarlo è Tuttosport. Si va verso una probabile disputa a porte chiuse: appare infatti poco probabile che le autorità sanitarie diano l’ok per far affluire i tifosi negli stadi.

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Roma, è ufficiale: ecco il comunicato sulla rinuncia agli stipendi

UFFICIALE:  i giocatori della Roma e la dirigenza hanno trovato un accordo per la riduzione degli stipendi

AS Roma

@OfficialASRoma

I calciatori dell’, Paulo Fonseca e il suo staff hanno scelto spontaneamente di fare a meno di quattro mesi di retribuzione nell’attuale stagione sportiva per aiutare la Società a superare la crisi economica che ha colpito il mondo del calcio dopo l’epidemia da COVID-19.

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I calciatori e lo staff hanno rinunciato a 4 mesi di stipendio per far fronte alla pandemia di COVID-19 che ha colpito il paese e il settore calcio. La Roma è la terza squadra in Serie A dopo Juventus e Parma ad adottare questa misura.


IL COMUNICATO

Guido Fienga ringrazia i giocatori dell’AS Roma, l’allenatore e il suo staff in seguito alla rinuncia dei rispettivi stipendi per il resto della stagione, (…) per aiutare la Società a superare la crisi economica che ha colpito il mondo del calcio dopo l’epidemia da COVID-19. Gli atleti giallorossi, il tecnico e il suo staff hanno anche concordato di pagare collettivamente la differenza economica per garantire che ogni dipendente interessato dagli ammortizzatori sociali messi a disposizione dal Governo continui a percepire il proprio stipendio netto (…).  Con la Serie A ferma da quasi due mesi i calciatori e il tecnico giallorossi hanno quindi contattato i quadri dirigenziali societari offrendo una rinuncia ai propri stipendi per la stagione in corso relativamente alle mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno. Se il campionato dovesse riprendere ed essere completato, l’azienda, i giocatori e l’allenatore con il suo staff hanno inoltre definito un piano di incentivi che dovranno essere pagati a seconda del raggiungimento di determinati obiettivi sportivi. Nelle prossime settimane, saranno perfezionati gli accordi individuali con i calciatori, il tecnico e i suoi collaboratori come richiesto dalle normative vigenti. In una lettera indirizzata al CEO Guido Fienga, gli atleti giallorossi hanno dichiarato: “Scriviamo per esprimere il nostro sostegno alla Società per tutto quello che sta facendo in questo periodo al fine di superare le difficoltà create dall’emergenza Covid-19. “Noi giocatori siamo pronti a riprendere a giocare appena sarà possibile dando il massimo per raggiungere i nostri obiettivi, ma ci rendiamo anche conto che tutto ciò non basterà a far fronte alle conseguenze economiche dell’emergenza in corso. Con la speranza di fare qualcosa che aiuti la Società a far ripartire al meglio il progetto Roma che tutti condividiamo, abbiamo deciso di fare questa proposta finanziaria”. “Confermiamo inoltre tutto il nostro supporto alle iniziative della Roma e di Roma Cares per aiutare chi si trova in difficoltà a causa del virus. Forza Roma!”. Anche il management del Club rinuncerà a una parte del salario in questo periodo per aiutare l’azienda“.

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Florenzi: “con Fonseca grande rapporto, che botta lasciare Roma”

Florenzi: “con Fonseca grande rapporto, che botta lasciare Roma”

Dopo una lunga storia d’amore vissuta intensamente con la Roma, squadra che tifa sin da bambino e di cui è diventato capitano, Alessandro Florenzi è volato in Spagna per fare un’esperienza col Valencia che possa rilanciarlo dopo gli ultimi mesi turbolenti vissuti in giallorosso. Tra passato, presente e futuro, Alessandro Florenzi si è raccontato a Sky Sport.

Nello spogliatoio come avete vissuto la doppia sfida Valencia-Atalanta?
“Intanto ringrazio la varicella. Non l’avevo mai avuta in vita mia, è arrivata al momento giusto. Non che ci sia stato il primo contagio, ma quella partita ha fatto. Il ritorno è stato surreale per me e per tanti giocatori, era la prima volta che giocavano a porte chiuse. Non so se avremmo dovuto giocare, il Getafe e la Roma hanno deciso di non andare in trasferta. Dentro di noi ci sono stati dei casi, adesso non so dire se quella partita abbia inciso, ma se fosse stata giocata a porte chiuse o non giocata proprio, poteva essere limitato il contagio. Ma solo Dio lo sa”.

Differenze ci sono tra Spagna e Italia?
“Da quello che sembra, il calcio qui è leggermente più aperto. Io ho constatato una cosa, c’è la stessa passione, ma non si vive come in Italia. Non si vive soprattutto come a Roma. Faccio un esempio che ho fatto ai miei amici: per andare a Getafe abbiamo preso il treno, ho visto che parcheggiavamo molto distante dalla stazione, attraversammo a piedi una strada lunghissima, abbiamo fatto la fila senza guardie del corpo, come a Roma, abbiamo pagato il biglietto e abbiamo preso il treno normalmente. Non c’è quella passione che si vive a Roma o in altre città. Siamo un po’ più liberi”.

Come mai hai deciso di andare all’estero piuttosto che scegliere una squadra italiana?
“Nella mia testa c’è sempre stata l’idea di fare l’esperienza all’estero. Non sapevo quando, dove e come. È venuta questa possibilità a gennaio, dopo aver parlato col mister Fonseca delle sue idee. Il mister mi ha espresso il suo pensiero, insieme abbiamo preso questa decisione che faceva del bene a tutti. Mi sono sentito di chiamare il mister della nazionale, spiegargli questa mia situazione e Mancini è stato molto aperto, gli interessava solo che giocassi, non dove”.

Nella tua testa questa è una parentesi o no?
“Non lo so. Questo virus mi ha insegnato una cosa: sono un ragazzo che nella vita si è sempre fatto i progetti. Il virus mi ha insegnato a vivere giorno per giorno, a godermi quello che ho, a capire cosa può darmi ogni giorno, vivere qui e ora. Non penso a cosa farò l’anno prossimo. Penso a finire la stagione qui nel migliore dei modi, poi le vacanze, se ci saranno. Prima, se non sapevo dove andare in vacanza avevo l’ansia, ora la vedo come una cosa bella”.

Il migliore Florenzi?
“Il miglior Florenzi è quello che sta in campo quando sta bene, ha la testa libera e gioca felice.Poi se vogliamo parlare di terzini, mi trovo veramente molto bene lì. Se devo giocare in una squadra che propone calcio mi ci vedo molto bene, come gioco, come pensiero e per come si è evoluto il calcio. Se c’è un allenatore che in un determinato ruolo vuole 180 cm, che non si alzi e che non si faccia gioco, alzo le mani e dico di non poter essere quella tipologia di giocatori. Non parlo di Fonseca, Roma, Lazio, Frosinone o altro, è un discorso generale. Detto questo, mi trovo molto bene in un calcio offensivo, poi è ovvio le mie qualità di possono vedere dalla metà campo in su”.

Giocando dietro però perdi le capacità di andare a rete.
“Me lo dicono i miei amici. È la loro critica, mi dicono che avevo più opportunità 30 metri più avanti. Dentro di me scattano meccanismi interni, in cui ci sono mille pensieri. Vedo il calcio in un modo, e vedo il calcio dove da terzino posso fare molto di più rispetto all’ala. Mi piace giocare all’ala, la verità è che mi piace giocare a pallone. Se vogliamo riassumere tutto, Florenzi sta bene quando sta in campo”.

Quanto è stato importante indossare la fascia di capitano della Roma?
“Ogni bambino ha un cassetto con dentro dei sogni. Io fino adesso, devo dire la verità, li ho realizzati quasi tutti. Volevo giocare a pallone, nella città in cui tifavo, volevo diventare un calciatore importante e il capitano, volevo giocare in nazionale, segnare gol per queste squadre, giocare la Champions League. Mi mancano solo 2-3 sogni: vincere qualcosa di importante col club, vincere qualcosa di importante con la nazionale e giocare il mondiale”.

Come hai vissuto passare da protagonista a quello di non protagonista? Quando hai capito che saresti stato meno protagonista rispetto al passato?
“Indossare la fascia di capitano è stato un grande orgoglio, sono arrivato dopo due fasce che hanno fatto la storia della Roma: Totti e De Rossi. Nessuno, ve lo posso garantire, sarà mai come loro. Da qui forse fino alla fine della Roma. Detto questo, da loro ho imparato una grande cosa. Che la Roma viene prima di tutto. Ho cercato di fare semplicemente questo: ho messo la Roma davanti a me. Ho continuato ad allenarmi a duemila all’ora, senza dire una parola, cercando di rispettare i ruoli, che per me è fondamentale. Bisogna rispettare i ruoli e le persone, il loro lavoro. Il mister è stato molto chiaro. Devo dire una cosa, secondo me Fonseca è uno dei più grandi allenatori che ho avuto, calcisticamente parlando. Il problema è che non piaccio a lui in quel determinato ruolo. Lui si aspettava altro da me e da qualsiasi altro. Ho un grande rapporto con lui, mi ha detto che non sapeva quanto spazio avrei avuto”.

Cosa hai pensato nel vedere i tifosi a Trigoria alla tua partenza per Valencia?
“Sono molto attaccato ai tifosi della Roma e so che anche loro si affezionano particolarmente ai giocatori di Roma. Non posso negare che per me sia stata una botta lasciare Trigoria. Non tanto lasciare Trigoria in sé, ma le persone che ci sono dentro a Trigoria. Potrei parlare di mille persone che sono cresciute insieme a me, dai magazzinieri, ai fisioterapisti, i ragazzi del bar. Quando mi hanno visto si chiedevano se veramente stessi andando via. Quella è una cosa che mi rimarrà e mi rimane sempre nel cuore. Sono le persone che hanno vissuto insieme a te, che hanno vissuto momenti brutti dopo una sconfitta e belli dopo una grande vittoria. Stavano sempre lì a lavorare, nonostante debbano essere professionali la battuta esce. Ho in mente Roberto e Valerio che non sono della Roma, di più. Quando ho sbagliato o ho fatto un gol venivano lì e me lo dicevano. Ho lasciato tanti amici, una famiglia, sono stati sempre la seconda famiglia”.

 

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Quale futuro societario per la Roma?

Quale futuro societario per la Roma?

L’esplosione del Coronavirus ha rallentato la trattativa tra Friedkin e Pallotta per l’acquisizione della Roma. Rallentano, non arrestato. Come riportato da Il Corriere dello Sport, sono due le date che segnano il ritorno di Friedkin sulle tracce della Roma: il 30 aprile ed il 30 giugno. Quella del 30 aprile rappresenta già uno snodo importante per riaccendere la trattativa, visto che in quella data la Roma dovrà pubblicare la semestrale del bilancio approvata al 31 dicembre, che prevede perdite di esercizio di circa 87 milioni. La ripresa dovrebbe consentire al mondo economico di ricominciare a produrre nel giro di qualche settimana, allora Friedkin potrà valutare l’impatto della crisi sul sistema calcio e sui conti del club per cominciare a rivedere le cifre dell’operazione. L’altra data fondamentale sarà quella del 30 giugno: in quella data le società calcistiche chiudono e consegnano il bilancio, che per la Roma si preannuncia in forte rosso, solo allora quindi si potrà capire effettivamente quanto Pallotta dovrà immettere di liquidi nella società (al momento si parla di un’iniezione da circa 150 milioni).

Dopo queste due date la trattativa potrà riprendere spedita, portando Friedkin e Pallotta a rivedere le cifre per la cessione, con il nuovo magnate americano che giocherà a ribasso con l’attuale proprietario della Roma, forte della svalutazione del bene e della crisi economica generale. Al momento, a venire incontro alla società ci hanno pensato i calciatori col taglio degli stipendi che ha dato una boccata d’aria ai conti del club, ma ancora non è abbastanza per sanare il bilancio e perciò anche le strategie di mercato andranno riviste, con l’abbassamento generale del monte ingaggi ed i riscatti di Smalling e Mkhitaryan che si complicano.

In un periodo pieno di incertezze, l’unico spiraglio è che le parti hanno voglia di proseguire e di portare a termine l’operazione.

 

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Roma, solo la Champions può salvare la permanenza di Smalling

Roma, solo la Champions può salvare la permanenza di Smalling

La Roma, in attesa di capire se e quando potrà tornare a giocare, vuole lavorare sul mercato in vista della prossima stagione. L’obiettivo principale della società giallorssa è quello di tenere Smalling; il centrale inglese, infatti, ha dimostrato fin da subito la sua importanza all’interno del reparto difensivo. Forte fisicamente, bravo in marcatura, pulito negli interventi si è guadagnato la fiducia di società e tifoseria. Una sua permanenza, però, non è così scontata. Il Manchester United, infatti, vuole monetizzare la cessione del difensore con una richiesta economica superiore alle casse economiche della Roma. Le carte in tavola potrebbero essere ribaltate dalla qualificazione in Champions. Il quarto posto garantirebbe quei soldi necessari a riscattare Smalling (ha sempre dichiarato di trovarsi bene nella capitale) e permettere a Fonseca di avere una buona base di partenza.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?