Inter, per il centrocampo piace De Paul

Inter, per il centrocampo piace De Paul

Il calcio si è fermato a causa dell’emergenza coronavirus ma il mercato continua a muoversi; le società, infatti, stanno cercando di approfittare del momento di stallo per rinforzarsi in vista della prossima stagione. Una delle squadre attive, in questo periodo, è sicuramente l’Inter; i nerazzurri, oltre a dover resistere all’assalto del Barcellona per Lautaro Martinez, stanno cercando di regalare a Conte un altro profilo su cui costruire il progetto. Gli obiettivi nella lista di Marotta sono tanti ma la priorità è un centrocampista e nonostante l’arrivo, nel mercato estivo, di Eriksen; il nome, come riporta Tuttosport, è quello di Rodrigo De Paul. Il giocatore, attualmente all’Udinese, era stato già accostato all’Inter che però ha preferito virare sull’ex Tottenham. Giocatore estremamente duttile: può ricoprire sia il ruolo di mezzala in un terzetto di centrocampo completato da Brozovic ed Eriksen sia quello di seconda punta dietro a Lukaku. La valutazione dell’Udinese si aggira intorno ai quaranta milioni; l’Inter, in questi giorni in cui il calcio è stato costretto a fermarsi, sta lavorando per bloccare il gioiello argentino e regalare a Conte l’ennesimo tassello con l’obiettivo di tornare a vincere.


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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Callejon, prolungamento del contratto di 15 giorni?

Callejon, prolungamento del contratto?

L’emergenza da Covid-19 in Italia comporta varie difficoltà nel mondo del calcio. Tra queste, un’implicazione peculiare è rappresentata dai contratti in scadenza il 30 giugno, nonostante il campionato possa (ma è difficile fare previsioni allo stato attuale) prolungarsi oltre quella data, una difficoltà riportata anche dalla testata Il Mattino:“I contratti dei calciatori sono fino al 30 giugno e ci sono per quella data quelli in prestito e a scadenza di contratto, nel Napoli due si trovano in quest’ultima condizione: Mertens (però vicinissimo al rinnovo) e Callejon. Una soluzione che potrebbe essere studiata sarebbe quella di allungare tutti i contratti di 15 giorni (se dovesse bastare per completare la stagione il 15 luglio), tramite una deroga che coinvolga la norma delle regole Noif (Norme Organizzative Interne della Federazione) che andrebbero in via eccezionale modificate e ricodificate”. Qualora dunque si dovesse andare incontro ad un prolungamento del campionato tale da superare il 30 giugno, appare probabile che il Napoli decida di ricorrere a questo stratagemma, in modo da non perdere prima della fine della stagione uno dei suoi giocatori più prolifici degli ultimi anni. L’esterno offensivo spagnolo è alla settima stagione con la maglia del Napoli, durante la quale ha collezionato 23 presenze, 2 gol e 5 assist, prendendo in considerazione il solo campionato.
Nelle ultime ore, come riporta il Corriere dello Sport, è arrivato anche un duro sfogo di Callejon e della moglie legato all’emergenza Coronavirus.

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Coronavirus: il 35% dei tesserati del Valencia è positivo

Coronavirus: il 35% dei tesserati del Valencia è positivo.

Il 35% dei tesserati del Valencia è positivo al Coronavirus, la società lo ha comunicato ieri attraverso una nota ufficiale, non si conoscono i nomi dei calciatori o membri dello staff che risultano contagiati. Nel comunicato si scorge il rammarico di aver giocato  a Milano qualche settimana fa contro l’Atalanta nell’andata degli ottavi di Champions League; la sfida si giocò il 19 febbraio, due giorni prima del primo caso di COVID-19 in Italia. Almeno per ora non risultano esserci calciatori dell’Atalanta contagiati, anche se, già da oggi, è facile pensare che verranno aumentati i test e i controlli, considerando che la squadra bergamasca ha affrontato il Valencia una settimana fa nel ritorno degli ottavi di Champions. Ecco il comunicato del Valencia, nel quale la società, oltre ad annunciare che il 35% dei tesserati del Valencia è positivo, invita saggiamente la popolazione a stare a casa ed a rispettare le regole:

“Il Valencia CF riporta nuovi casi positivi di coronavirus COVID-19 tra giocatori e tecnici della prima squadra. Tutti sono asintomatici e sono nelle loro case, sotto monitoraggio medico e misure di isolamento, svolgendo normalmente il piano di lavoro previsto. Nonostante le rigide misure adottate dal Club dopo aver giocato la partita di UEFA Champions League a Milano il 19 febbraio 2020, area confermata ad alto rischio dalle autorità italiane giorni dopo, gli ultimi risultati mostrano che l’esposizione ha causato circa il 35% dei casi positivi“.

“Il Valencia si avvale di questi test effettuati per invitare nuovamente la popolazione a rimanere a casa e a seguire rigorosamente tutte le misure igieniche e di prevenzione già pubblicate. Allo stesso modo, rafforza la fiducia nel sistema sanitario spagnolo e nelle raccomandazioni del Ministero della Salute per quei casi lievi di infezione da Coronavirus che si trovano in isolamento domestico”.

 


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Sarà doppio scontro Italia-Spagna, dunque, in Europa League: Inter-Getafe e Siviglia-Roma, andiamo a scoprire meglio le nostre avversarie nel podcast tematico riguardante l’universo Liga!
Siviglia e Getafe segnano poco e subiscono poco meno, pertanto non sembrano avversarie irresistibili numeri alla mano, ma la classifica dice ben altro: rispettivamente terza e quarta, le due compagini sono le vere sorprese di questa bella stagione di Liga. Tra vecchie conoscenze della Serie A, giovani interessanti ed esperti calciatori che da anni militano nel campionato spagnolo, queste due squadre allenate dai preparatissimi Lopetegui (Siviglia) e Bordalás (Getafe) risultano complicate da affrontare: reparti stretti, ripartenze fulminanti, palleggiatori di qualità ma anche attaccanti poco prolifici. Pregi e difetti, dunque, delle nostre prossime avversarie in Europa League, sognando notti magiche e sorteggi più morbidi.

 




Roma: interessa Faraoni dell’Hellas Verona

Roma interessa Faraoni

Nonostante l’emergenza Coronavirus e tutte le incertezze da essa derivanti, il calciomercato diventa già un tema d’attualità. In casa Roma si starebbe pensando a Davide Faraoni, esterno destro titolare dell’Hellas Verona, con cui quest’anno vanta 24 presenze, 3 goal e 2 assist in Serie A. Secondo la Gazzetta dello Sport il giocatore, in scadenza di contratto nel 2022, potrebbe partire per una cifra intorno ai 7-8 milioni. Resta da vedere quanto facilmente il presidente Setti sia disposto a liberarsi di un tassello fondamentale della squadra, vista anche la grande stagione fin qui disputata dai gialloblù. Ci si chiede inoltre come Faraoni, impiegato da Juric come esterno di centrocampo, possa adattarsi allo scacchiere tattico di Fonseca, che chiede un terzino destro. Infine, non va dimenticata la grande abbondanza (quantitativa più che qualitativa) dei giallorossi in questo ruolo.

 


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Fiorentina, i possibili sostituti di Iachini

Fiorentina, i possibili sostituti di Iachini.

Fiorentina, i possibili sostituti di Iachini, anche se improbabili, poiché l’ex centrocampista fino ad oggi si è ampiamente guadagnato la riconferma: in 12 partite ufficiali ha totalizzato 5 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte, invertendo il trend negativo che aveva caratterizzato la prima parte di stagione ( con Montella in 19 partite la viola contava 6 vittorie, 5 pareggi e ben 8 sconfitte). Eppure l’edizione odierna del Corriere dello Sport-Stadio elenca una sfilza di possibili sostituiti di Iachini e sono tutti nomi di un certo rilievo, testimonianza dell’ambizione di Rocco Commisso e del fatto che, per rimpiazzare l’attuale allenatore, serva qualcuno con esperienza internazionale. Il primo della lista è Carlos Dunga, ex centrocampista brasiliano, che ha militato per ben quattro stagione nella Fiorentina, dal 1988 al 1992; l’esperienza da tecnico è legata principalmente al suo paese, avendo allenato per una sola stagione l’Internacional e la nazionale carioca per otto anni, riuscendo a vincere una coppa America, la Confederation Cup ed un bronzo Olimpico. Poi spuntano due toscani come Spalletti, che è ancora sotto contratto con l’Inter, e Massimiliano Allegri, che ad oggi sembra più complicato convincere. Il quotidiano sportivo continua la lista passando ai tecnici stranieri come Pochettino, ex allenatore del Tottenham, Emery, esonerato a novembre dall’Arsenal e Leonardo Jardim, tecnico spagnolo, ex Monaco; infine gli ultimi due nomi sono l’attuale allenatore del Sassuolo, De Zerbi e l’ex milanista Giampaolo.

 


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Lazio, Diaconale parla ancora (?): “C’è interesse dietro al blocco del campionato”

Mettiamo un bel punto interrogativo al titolo e ci chiediamo, Lazio,  Diaconale parla ancora?

ALLERTA SPOILER – I punti interrogativi saranno tanti nell’articolo.

Dovere di cronaca dire che nel nuovo post dell’interessante (?) rubrica “Taccuino biancoceleste”, scritta dal responsabile(?) della comunicazione della S.S. Lazio, il buon Diaconale si impegna a disimpegnare da qualsiasi  coinvolgimento Claudio Lotito e la società biancoceleste, un gesto nobile, ma che vale quanto la scritta alla fine dei film “fatti e riferimenti a cose e persone sono puramente casuali“. Soprattutto nel momento in cui lo stesso Diaconale, di suo stesso pugno svela il vero problema delle sue dichiarazioni:  “Naturalmente sono consapevole che il mio ruolo di portavoce del presidente possa ingenerare il sospetto che si tratti di opinioni condizionate dalla mia attività nella società biancoceleste”. Dunque ora che ne è consapevole possiamo certificare che a parlare è un membro della Società Sportiva Lazio, e parlando della medesima nel post non crediamo ci sia scampo, arrampicamento fallito (rumore di unghie sugli specchi).

Detto ciò andiamo a scovare il succo e la morale del nuovo episodio di “Diaconale dice cose a caso”: la questione è sempre quella; annullare il campionato o assegnare lo scudetto alla Juventus o fare i play-off con più di quattro squadre è un complotto: “Dietro i presunti virtuosi si nasconde il preciso interesse a bloccare tutto, competizione ed allenamenti, per arrivare ad annullare il Campionato. O per cristallizzare la classifica del momento (Juventus sopra la Lazio per un punto) o per dare una conclusione al campionato con quella soluzione play-off e play-out che potrebbe offrire una occasione di salvataggio della stagione alle squadre che nel 19/20 hanno deluso (qualcuno vorrebbe il play-off non a quattro, neppure a sei ma addirittura a dodici).” Traduciamo: tutto ciò che non va a favore della Lazio è complotto, il resto è giusta causa.

Dunque, tra una serie di inutili appelli alla sicurezza sanitaria del paese, il messaggio è semplice, in questa situazione qualcuno deve pur pensare a chi vincerà lo scudetto del campionato di calcio di Serie A, lo fà per il bene del paese che in questo momento credo attenda più questo che il vaccino per il Covid-19. Peccato che non esista un vaccino per le persone come Diaconale.

Attenzione non stiamo demonizzando la persona, non conoscendola personalmente potremmo star a parlare del nulla, ma stiamo colpevolizzando il Diaconale figura associata alla S.S. Lazio, protagonista di una stagione stupenda sul campo, ma che fuori sta lasciando solo polemiche e dubbi sulla buonafede di chi la gestisce, tra calendari particolarmente flessibili e inutili polemiche su di uno scudetto che non sappiamo se e quando verrà assegnato, ma che al momento deve e dovrà essere l’ultimo dei problemi.

Perchè piacerebbe ricordare al signor Diaconale che anche fuori dal calcio c’è chi si domanda se potrà recuperare il tempo perso ed ottenere i risultati prefissati dopo il lavoro di un anno, sudato e meticoloso, che a causa di questo periodo potrebbe essere vanificato.

Se si riprenderà, verrà presa la decisione sul campionato che aiuterà il sistema a ripartire, non alle società ad accaparrarsi il premio, premio che ricordiamo non meriterebbe solo la Lazio, cosa che a quanto pare invece nelle parole di Diaconale pare contraria.

Quindi, caro Diaconale, la libertà di espressione la stiamo esercitando anche noi di RG24, nel rimproverarti, canzonarti e smentendoti, ma noi non rappresentiamo nessuna Società Sportiva, non potremmo vincere nessuno scudetto e stiamo lavorando, da casa, come tutti, per quello che si può, per la pura passione.

Qui il link per le cose dette a caso da Diaconale.




Gli “altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni

Gli “altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni

A libro paga dei presidenti di Serie A non ci sono solamente calciatori ed allenatori, c’è un mondo di lavoratori, “gli altri dipendenti”, che costano circa 95 milioni all’anno. La Serie A, come è stato più volte ribadito, è ormai una delle industrie più floride del nostro paese, che, non considerando i calciatori e gli allenatori, conta circa 1600 dipendenti; far proseguire il campionato sarebbe importante sopratutto per loro, che non godono delle stesse tutele dei calciatori milionari. Gli ultimi dati pubblicati dalle squadre di Serie A per la stagione in corso, e riportati da Calcio e Finanza,  ci dicono che i dipendenti non tesserati sono 1581 ed che il numero di personale cambia di società in società: la Juventus conta 250 dipendenti, Roma, Udinese, Inter e Milan ne hanno più di 100, mentre il Brescia solo 10. Se si butta un occhio sui costi annuali dei non tesserati troviamo Inter, Juventus e Roma in cima alla classifica, i nerazzurri investono ogni anni 18,8 milioni, la Juventus 14,4 e la Roma 13,6.; è’ ovvio che questi dati sono gonfiati dai maxi contratti che percepiscono alcuni dirigenti. Mentre le cifre più basse vengono spese da SPAL (750 mila euro), Lecce (493 mila euro) ed Hellas Verona (533 mila euro)( con il Brescia che non fornisce dati specifici). Gli ” altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni, mentre lo stipendio medio si aggira sui 55 mila euro; riprendere il campionato significherebbe anche salvare posti di lavoro, non solo tornare a guardare lo sport più bello del mondo.

 


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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Caos Coronavirus: tuona Wayne Rooney!

Caos Coronavirus: tuona Wayne Rooney!

I calciatori ci hanno abituati rilasciare troppo spesso dichiarazioni banali, ovvietà e frasi di circostanza come dischi rotti, ma non è il caso di Wayne Rooney. Rooney, ex capitano del Manchester United, si è sempre distinto come un leader ed è un campione riconosciuto, è uno di quelli che parla quando serve e quando lo fa tutti lo stanno a sentire, così il celebre quotidiano londinese The Times l’ha voluto per scrivere di tanto in tanto sulle proprie pagine. L’esordio sul The Times per Rooney è stato a dir poco sconvolgente: ha attaccato direttamente i vertici del calcio inglese ed ha criticare anche l’operato del primo ministro britannico Boris Johnson in merito alle tardive mosse per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

“Dopo l’assemblea straordinaria finalmente è stata presa la scelta giusta; fino ad allora sembrava quasi che i calciatori in Inghilterra fossero trattati come cavie. Il resto dello sport si stava fermando, mentre a noi veniva detto di continuare; io e miei compagni, lo scorso giovedì, ci siamo allenati aspettando il discorso di Boris Johnson. Se qualcuno dei miei familiari fosse stato infettato da me, perché dovevo giocare, e si fosse ammalato seriamente, avrei pensato di non giocare mai più; non avrei mai perdonato le autorità. Io sono solo un giocatore ma scommetto che molti la pensano come me. Per fortuna il calcio ha fatto la scelta giusta alla fine, abbiamo dovuto sospendere la stagione. Alcune persone non saranno felici ma in questo il calcio deve essere messo in secondo piano; è uno sport, solo uno sport”

L’attuale calciatore e capitano del Derby County ha chiuso dunque l’articolo con una punta di sollievo, ma le dure parole contro Johnson hanno fatto non poco rumore…

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È tempo di podcast, è tempo di Premier League! Che succede nel campionato inglese di eclatante? Succede che United e Chelsea, con tutta probabilità, a fine stagione cambieranno la guardia alle proprie porte visto che i guardiani scelti non stanno facendo al meglio il proprio lavoro. David De Gea e Kepa Arrizabalaga, stessa nazione e stesso ruolo, carriere diverse ma ugualmente importanti ed un presente incerto tra incomprensioni con il tecnico, papere e panchine; in tutto questo polverone si fanno largo i sostituti per la prossima stagione!
Porte girevoli, e dieci partite a disposizione di Kepa e De Gea per dare risposte importanti a Lampard e Solskjær…

 




Dzeko: “Pronto per fare il capitano, ma voglio anche vincere”

Dzeko: “Pronto per fare il capitano, ma voglio anche vincere”

L’attaccante bosniaco della Roma Edin Dzeko ha rilasciato una lunga intervista per “The Athletic”, nella quale racconta i suoi trascorsi in maglia giallorossa, alla vigilia del suo 34esimo compleanno. Dai gol meraviglia contro il Chelsea, il Milan e il Torino fino alla situazione attuale, analizzando anno per anno fino ad arrivare ai giorni nostri. Grandi gioie, tra cui ovviamente il ritorno in casa contro il Barcellona, dove i capitolini hanno ribaltato il 4 a 1 dell’andata con uno storico 3 a 0. Grandi rimpianti, come la semifinale d’andata persa malamente contro il Liverpool nello storico cammino in Champions League del 2018 giocata, a suo dire, non pensando al ritorno e il grande rapporto con Salah e Nainggolan, 2 con cui era davvero facile giocare a calcio. La difficoltà nel creare continuità, dato i molteplici cambiamenti di anno in anno, sono la causa, secondo il bosniaco, dell’assenza di trofei fino ad oggi. Tuttavia, dopo gli addi di Totti prima, di De Rossi e di Florenzi recentemente, Edin Dzeko non teme la fascia di capitano ed è pronto al ruolo di leader, sia per anzianità sia per curriculum, essendo nella rosa uno dei giocatori più vincenti. Pronto ad esser capitano e pronta a vincere un trofeo, ovviamente in giallorosso.


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Inter: rinnova Handanovic, riflessioni sul vice

Inter: rinnova Handanovic

Samir Handanovic sarà nerazzurro fino al 2022! Il capitano dell’Inter prolungherà il suo contratto con i nerazzurri, nonostante i 35 anni Samir Handanovic resta uno dei portieri più forti ed affidabili dell’intero panorama calcistico e pertanto Antonio Conte se lo tiene stretto.

Ciò che risulta meno chiaro a Conte, Ausilio e Marotta è chi dovrà vestire la maglia di secondo portiere dell’Inter: serve un portiere giovane ed affidabile, che possa sostituire Handanovic degnamente all’occorrenza, anche considerati gli infortuni e l’età del portierone sloveno. I nomi che girano sono tre: Daniele Padelli (classe ‘85) che quest’anno non ha convinto quando è stato chiamato in causa e quindi potrebbe svincolarsi a giugno o rinnovare per un altro anno e scalare come terzo portiere, Ionut Radu (classe ‘97) che a fine stagione rientrerà all’Inter dopo i turbolenti prestiti tra Genoa e Parma e che quindi non avrebbe alcun costo, e Juan Musso (classe ’94) dell’Udinese che invece ha una valutazione importante di circa 20 milioni ma che garantirebbe all’Inter un titolare per quando smetterà Handanovic.

Porte girevoli in casa Inter, ma si procederà con la certezza chiamata Samir Handanovic.

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