Serie A femminile: 17° giornata, calendario e classifica

La Serie A femminile si appresta a vivere la diciassettesima giornata. L’Hellas Verona sarà impegnato con l’Empoli, mentre la Juventus prima in classifica giocherà nel big match contro il Milan, attualmente terzo in classifica. Partita fondamentale alla quale le bianconere arrivano dopo la roboante vittoria per 4-0 sull’Hellas Verona. Allo stesso tempo il Milan deve riscattarsi dopo la brutta sconfitta sulla Fiorentina. Le ragazze viola osservano guardinghe, cercando di prendersi in solitaria il secondo posto. Per farlo dovranno battere le ragazze del Pink Bari, squadra che sta vivendo un periodo molto complicato, nonostante il pareggio esterno ottenuto sul campo dell’Inter. L’Orobica Bergamo affronterà proprio le nerazzurre milanesi, con il morale non dei migliori considerata la sconfitta nell’ultimo turno con la Florentia. La Roma affronterà proprio le toscane, in uno scontro importante per rimanere accodate al trenino di testa. Il Tavagnacco, reduce dal pareggio con l’Empoli, se la vedrà con il Sassuolo. Andiamo ora a vedere tutti i dettagli sulla Serie A femminile 17° giornata, calendario e classifica:

Serie A femminile 17° giornata:

Serie A femminile classifica:

Classifica Serie A femminile

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Top 10 film sul calcio

Tradurre il calcio su pellicola non è mai stata cosa semplice, eppure ci sono dei film che sono riusciti nell’arduo compito in maniera più o meno fedele alla realtà. Molti di questi hanno posto l’accento più sul mondo che gravita intorno al pallone. Storie di calciatori, storie di chi ha inseguito il sogno e l’ha raggiunto, di chi non ha retto l’urto della popolarità, della celebrità, delle grandi ricchezze economiche che ne sopraggiungono. Storie di chi ha davvero sprecato il proprio talento o semplicemente storie di tifosi, di chi, con anima e corpo, seguirebbe la propria squadra fino in capo al mondo. Storie di gente comune con una passione viscerale, ai limiti del fanatismo. Parodie, si, anche parodie del mondo del calcio che sono diventate famose, le cui citazioni sono ancora utilizzate oggi dopo tantissimi anni dall’uscita in sala. Molti di questi film sono diventati delle vere e proprie pietre miliari e, per gli appassionati di calcio e non solo, rappresentano un aggancio con quella realtà spesso immaginata, sognata, per alcuni anche vissuta che ci accomuna un po’ tutti. Difficile riuscire ad elencarne solamente 10, anche perché negli ultimi anni la lista si è allargata e ne sono entrati alcuni a pieno titolo.

Ecco a voi la Top 10 dei film sul calcio meglio riusciti. Buona lettura e buona visione!

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Il campione

Il Campione è un film uscito nelle sale nel 2019, opera prima di Leonardo D’Agostini, vincitore del Nastro D’argento 2019 come Miglior regista esordiente. La trama del film è incentrata sull’ascesa di Christian Ferro, una giovane promessa della Roma, interpretato dal bravissimo Andrea Carpenzano che non riesce a dare continuità al proprio talento per via di un comportamento spesso sregolato. Viene quindi deciso dalla dirigenza della squadra giallorossa di affiancargli Valerio Fioretti, un professore di italiano e storia, che ha il volto di una garanzia del cinema italiano come Stefano Accorsi, cui viene affidato il compito di seguirlo, con non poche difficoltà, e aiutarlo nello studio per conseguire il diploma. Attorno alla figura di Christian Ferro gravitano parecchie persone, molte delle quali vicini solo per la sua fama, dei veri avvoltoi. Fortunatamente per lui alcuni incontri, in particolare modo quello con il prof e con Alessia (Ludovica Martino), una studentessa di medicina, saranno fondamentali per fargli capire quelli che sono i punti chiave su cui puntare, con umiltà e abnegazione. Il film è molto ben riuscito, ben recitato, scorrevole e divertente al tempo stesso, leggero ma con un profonda morale di fondo. Senza dubbio uno degli ultimi film sul calcio meglio girati degli ultimi anni.

Fuga per la vittoria.

Un cast stellare, davvero stellare per un film che mischia storia e sport e che tra i protagonisti ha tra gli altri un calciatore, uno che la storia di questo sport l’ha fatta veramente: Edson Arantes do Nascimento, meglio noto come Pelè. Uscito nelle sale ormai quasi 40 anni fa, nel 1981, racconta la storia di una partita tra prigionieri di varie nazionalità, nella Francia degli anni ’40 e i nazisti dove la sfida sarà un’occasione unica di fuga per i prigionieri. Celebre nel film la sequenza della rovesciata di Pelè, non il solo giocatore nella pellicola considerando anche la presenza di Bobby Moore, Osvaldo Ardiles, Paul van Himst e Kazimierz Deyna oltre a mostri sacri come Michael Caine, Max Von Sydow e Sylvester Stallone. Tutto filmato sotto la regia di John Huston, uno dei maestri del cinema hollywoodiano. Semplicemente un filone, da vedere obbligatoriamente.

Shaolin Soccer

Un film tra i più divertenti mai girati sul calcio, che mixa con genialità realtà e colpi alla Holly e Benji, con un pizzico di Bruce Lee, uscito nelle sale nel 2001. Una storia simpaticissima ambientata ad Hong Kong, dove una strampalata squadra dovrà affrontarne una molto forte. Fu distribuito in Italia con il doppiaggio di calciatori che all’epoca dell’uscita del film giocavano in Serie A, nella Roma e nella Lazio. Basti pensare che il protagonista ha la voce di Damiano Tommasi e altri personaggi quella di Angelo Peruzzi, Marco Delvecchio, Sinisa Mihjlovic e Vincent Candela. La resa dei gesti atletici é ben riuscita e vale la pena ripescarlo per chi non lo avesse mai visto. La leggenda narra che la versione originale sia ancora più divertente di quella doppiata in italiano.

Febbre a 90°

Un vero e proprio cult per gli appassionati di calcio. Tratto dal libro omonimo dello scrittore Nick Hornby, con un giovane Colin Firth protagonista della pellicola. Il film, uscito nel 1997, si ambienta a Londra alla fine degli anni ’80 e ci racconta la storia di Paul Ashworth, insegnante di lettere alle superiori e soprattutto grandissimo tifoso dell’Arsenal, una passione nata da piccolo. Il film ci fa ripercorrere tutte le fasi di un vero tifoso, dalle delusioni fino alle gioie delle vittorie, obbligatoriamente sofferte fino e oltre il 90°. Tutto è principalmente incentrato sulla stagione ’88/89 della First Division, poi diventata Premier League, quando i Gunners ancora giocavano nel leggendario Highbury e sognavano con i gol di Alan Smith.

Il maledetto United

Film che ripercorre la vita di un allenatore forse oggi poco ricordato ma conosciutissimo nella storia del calcio inglese: Brian Clough. Anche in questo caso è l’adattamento di un libro, un racconto di successo di David Peace uscito nel 2006 diretto da Tom Hooper. La pellicola, uscita tre anni più tardi, è incentrata sui 44 giorni nel lontano 1974 in cui l’allenatore Clough, che aveva già dimostrato le proprie abilità con il Derby County e soprattutto le mostrerà dopo in Europa con il Nottingham Forest che allenò per 18 anni, guidò il glorioso Leeds United. 44 giorni in cui cercò di imporre un codice comportamentale ottenendo però risposta negative dalla sua squadra, tra litigi, incomprensioni e la definitiva resa. Mister Brian Clough ha il volto del bravo attore gallese Michael Sheen.

Goal!

Santiago Muñez, conoscete questo giocatore? No, non è vero giocatore ma le sue avventure hanno appassionato gli amanti del calcio (e del cinema) come fosse realmente esistito. Santi, è un bambino messicano che scappa illegalmente con la sua famiglia dal Messico agli Stati Uniti, precisamente a Los Angeles. Ha un grande talento e gioca, illuminando, nella squadra locale. Fortuna vuole che sia notato e selezionato da un osservatore del Newcastle. Da qui il viaggio in Inghilterra e il confronto con la dura realtà: la difficoltà ad adattarsi al calcio inglese. Alla fine, come spesso accade nei film, riesce a far esplodere tutto il suo grande talento. Questo è il primo film di una trilogia che comprende anche Goal 2, dove il talento messicano vestirà addirittura la maglia del Real Madrid e dove vedremo giocatori veri come Zinédine Zidane, Raul, Ronaldo e David Beckham. Goal 3, stranamente mai distribuito in Italia, è ambientato durante i Mondiali del 2006, vinti come forse ricorderete dalla nostra Nazionale!

Il mio amico Eric

Il mio amico Eric è un bellissimo film uscito nel 2009 e diretto dal grande regista Ken Loach e tratto da un’idea di Eric Cantona, ex stella del Manchester United e sempre più spesso negli ultimi anni, attore. Come tutti i film di Ken Loach, il protagonista è un un uomo della classe operaia, Eric, un postino di 50 anni tifosissimo dello United che vive a Manchester. In gioventù, avventatamente ha lasciato la moglie e la figlia appena nata ma dopo tanti anni la figlia torna e gli chiede di badare a sua nipote perché lei deve laurearsi. A questo punto il protagonista, in preda al panico fuma un pò d’erba e vedrà apparire davanti a lui Eric Cantona, che comincerà ad aiutarlo con la sua filosofia di vita. Per chi ha Prime Video lo può trovare lì in streaming.

Il presidente del Borgorosso Football Club

L’immenso Alberto Sordi, del quale quest’anno ricorrono i cento anni dalla nascita, è il protagonista di questa pellicola, “Il presidente del Borgorosso Football Club” dove interpreta Benito Fornaciari, rampollo di una benestante famiglia di industriali. A seguito della morte del padre erediterà oltre ad una notevole somma in denaro anche la presidenza della squadra di famiglia, il Borgorosso. Il giovane Fornaciari non ha alcuna dimestichezza con il mondo del calcio, dimostrandolo con decisioni avventate. Dopo l’esonero dell’allenatore del quale prende il ruolo, oltre a quello di presidente che già riveste nonostante l’inadeguatezza, e i conseguenti risultati negativi fa uscire il coniglio dal cilindro comprando la stella Omar Sivori, il grande oriundo di Juventus e Napoli, che partecipò di persona al film.

Best

Best è il film autobiografico sulla figura iconica di George Best, il miglior calciatore europeo degli anni Sessanta e Settanta e Pallone d’oro 1968. Best, interpretato dall’attore britannico John Lynch, è stato il classico esempio di genio e sregolatezza, regalando perle di assoluta qualità in campo e vivendo fuori dal rettangolo di gioco in maniera completamente poco inquadrata. Il film è uscito nelle sale nel 1999, per la regia di Mary McGuckian e ci regala in maniera fedele un ritratto del talento del Manchester United, icona pop del suo tempo, non a caso definito il quinto Beatle. Come non ricordare questa frase che meglio di tutte descrive Best: “Ho speso molti soldi per alcool, donne e belle macchine. Il resto l’ho sperperato.

Sognando Beckham

Il film, leggero e divertente uscito nel 2002 e diretto dalla regista Gurinder Chadha. La pellicola racconta la passione calcistica di Jess, una giovane ragazza inglese che, vedendosi ostacolata dalla sua di famiglia indiana, è costretta a coltivare la sua passione segretamente. Varie peripezie la porteranno a legare con una giovane Keira Knightley, tra le attrici protagoniste, con la quale inizialmente competerà sia in campo che in amore per la contesa dell’allenatore della loro squadra, interpretato da Jonathan Rhys Meyers. Il film è stato un vero è proprio successo incassando 76 milioni di sterline a fronte di 6 di produzione.




Top 10 calciatori senza Pallone d’oro

La cerimonia del Pallone d’Oro è in vigore dal 1956 ed è sicuramente il trofeo individuale più ambito da ogni calciatore. Da pochi giorni abbiamo assistito alla consegna del Pallone d’oro numero 63, il sesto nella carriera di Lionel Messi che con questa vittoria stacca nuovamente Cristiano Ronaldo, fermatosi a 5, in questa meravigliosa corsa tra fenomeni che ci accompagna da un decennio. Come ogni premio che si rispetti non possono mancare le polemiche e ovviamente anche quest’anno non si possono fare eccezioni. Sono molti, infatti, i calciatori che a furor di popolo avrebbero meritato questo riconoscimento e non l’hanno ottenuto. Va detto, però, che solo a partire dal 1995 la vittoria del premio è stata estesa anche ai calciatori extraeuropei e va da sé che giocatori come Pelè e Maradona o Romario, che avrebbero vinto senza fatica, non sono stati premiati. Negli ultimi anni i protagonisti assoluti sono sempre stati Messi e Ronaldo, intervallati solo nel 2018 con la vittoria un po’ a sorpresa di Modric. A partire da quest’anno tutto sembra essere tornato alla normalità. Scopriamo, invece, chi sono per noi coloro che avrebbero dovuto vincere ma non sono stati premiati. Vi ricordiamo che potete seguire RadioGoal24 anche tramite la nostra pagina radio ed il nostro canale spreaker. ecco la top 10 dei calciatori senza Pallone d’Oro:

Top 10 senza Pallone d’oro: Gianluigi Buffon



Calciatori senza Pallone d'oro
Andiamo per ordine. Partiamo dal portiere. Nel 2006 l’Italia è campione del Mondo e tra i protagonisti della cavalcata azzurra impossibile non citare Gigi Buffon. Il portierone azzurro oltre al trionfo di Berlino poteva vantare anche stagioni sempre al top con la Juventus, maglia che decide di non abbandonare anche dopo la retrocessione in serie B a seguito dello scandalo di Calciopoli. Così invece non fa Fabio Cannavaro, che lascia il bianconero per Madrid, sponda Real. Le qualità di Cannavaro sono indubbie, soprattutto durante il Mondiale ma probabilmente nel 2006 avrebbe meritato Buffon.


Paolo Maldini


Calciatori senza Pallone d'oro
Rimaniamo sempre in patria. Se in Italia pensi ad un difensore non puoi non pensare automaticamente a Paolo Maldini. Bandiera del Milan con cui ha vinto ogni titolo possibile e pilastro della Nazionale (con la quale, ci è andato molto vicino ma non ha mai vinto) non è stato mai insignito del Pallone d’oro per non si sa bene quale ragione. Ricordiamo, ad esempio, che il trofeo nel 1996 è andato al difensore del Borussia Dortmund Matthias Sammer, autore si di una stagione molto positiva ma sicuramente non paragonabile con Maldini degli anni 90.


Francesco Totti


Calciatori senza Pallone d'oro
Nonostante non abbia vinto molto nella sua lunga carriera (uno Scudetto, 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe con la Roma, 1 Europeo Under 21 e 1 Mondiale con la maglia Azzurra e una Scarpa d’Oro a livello individuale) non si può certo dire che Francesco Totti non avesse le qualità tecniche per poter vincere quantomeno un Pallone d’oro. Ha disegnato Calcio di altissima qualità per più di 20 anni e sicuramente l’amore dei suoi tifosi fino al giorno del suo ritiro sarà stato importante quasi come vincere l’ambito trofeo.


Thierry Henry


Calciatori senza Pallone d'oro

Uomo simbolo dell’Arsenal spumeggiante di Arsene Wenger, Thierry Henry non ha mai vinto il Pallone d’oro. Il francese ha incantato per anni sui campi inglesi e in tutta Europa, a suon di gol meravigliosi e regalandoci giocate di una classe indescrivibile ma, nonostante avesse tutte le carte in regola per vincere, non è mai stato premiato.


Zlatan Ibrahimovic


Calciatori senza Pallone d'oro
Impossibile non nominare Re Zlatan! Ibrahimović è uno di quei giocatori straordinari, inarrivabili che però non può vantare né Champions League né Pallone d’oro. Si dice che la Champions sia stata da sempre l’ossessione dello svedese, anche perché a suo avviso non ha bisogno del premio di miglior giocatore dell’anno, lui già sa di esserlo.


Wesley Sneijder


Calciatori senza Pallone d'oro

Nel 2010 Wesley Snejider vince tutto da autentico protagonista e scrive la storia dell’Inter di Mourinho. Sempre nello stesso anno arriva in finale del Mondiale con l’Olanda, venendo poi sconfitto dalla Spagna ai supplementari. Morale? Solamente 4° nella classifica finale del Pallone d’oro, preceduto da Xavi, Iniesta e Messi. Probabilmente il trofeo più immeritato nella carriera dell’argentino.


Andrés Iniesta


Calciatori senza Pallone d'oro
Andrés Iniesta
. Uno dei centrocampisti più forti di tutti i tempi. Tecnica purissima e idee di gioco a velocità raddoppiata per il giocatore spagnolo che non ha mai vinto inspiegabilmente un Pallone d’oro ma può vantare la vittoria di ogni trofeo possibile a livello di club con il Barcellona e con la nazionale spagnola.


Neymar JR.


Top 10 senza pallone d'oro

Il giocatore più pagato nella storia del calcio non ha mai vinto un Pallone d’oro. Neymar da Silva Santos Júnior, o semplicemente noto come Neymar non è ancora riuscito a mettere le mani sul Mondiale e soprattutto sul Pallone d’Oro, complici i tanti infortuni e la poca continuità negli ultimi anni. Riuscirà O’Ney a vincerlo nei prossimi anni?


Fenerenc Puskas


Top 10 senza pallone d'oro
Facciamo un salto nel passato ma più che doveroso per parlare di una delle più grandi ingiustizie nella storia del calcio: il pallone d’oro mai assegnato a Fenerenc Puskás. L’ungherese, capace di segnare valanghe di gol e soprattutto 4 gol nella finale di Champions vinta dal Real contro l’Eintracht nel 1960 non vinse mai il trofeo, venendogli preferito Luis Suarez del Barcellona.


Virgil Van Dijk


Top 10 senza pallone d'oroSenza molti dubbi quest’anno avrebbe meritato di vincere un grande protagonista del Liverpool campione d’Europa, il difensore Virgil Van Dijk. L’olandese, autore di una stagione superlativa, pilastro dei Reds e della Nazionale, capace non subire dribbling per più di 17 mesi, è stato battuto proprio al fotofinish nella classica del Pallone d’oro, superato da una manciata di voti da Leo Messi.




Non solo Giampaolo: la Top 5 degli esoneri più veloci

L’esonero di Giampaolo è stato il più rapido dell’intera storia rossonera. Il Milan negli ultimi anni ha dimostrato spesso poca chiarezza nel progetto tecnico, Pioli è il nono allenatore in 9 anni. Una netta inversione di rotta rispetto alla storia recente del Milan di Berlusconi che ha sempre avuto una particolare cura nei confronti della continuità del progetto tecnico. Giampaolo non è ovviamente l’unico allenatore vittima di alcune fasi societarie un pò confuse: come dimenticare Cellino e Zamparini? I maestri degli esoneri specialmente quelli precoci, o anche Moratti che prima di incontrare Roberto Mancini si era sempre fidato dei ribaltoni tecnici per risollevare  la squadra. Detto ciò, noi di RadioGoal24 abbiamo deciso di stilare una Top 5 degli esoneri più veloci.
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TOP 5 degli esoneri precoci

5 – Attilio Tesser (Prima giornata 2005-2006, Cagliari)

Dopo due stagioni di alti e bassi in Serie B con la Triestina a Tesser si aprirono le porte della Serie A: l’offerta arriva dal Cagliari di Cellino. Durante tutto il precampionato il patron del Cagliari inizia con una sfilza di uscite infelici, l’ultima prima dell’esordio in Serie A di Tesser contro il Siena: “Vediamo se lei è un uomo fortunato”. Il Cagliari perderà e poche ore dopo arriverà l’esonero.  Il tecnico veneto riassaporerà il massimo campionato solo un’altra volta nel 2011-2012, retrocedendo con il Novara.

4- Stefano Colantuono (Prima giornata 2008-2009, Palermo)

Altro esonero tanto prematuro quanto inspiegabile. Il rapporto tra Colantuono e Zamparini dura già da un anno, che definire tormentato è poco. Dopo un buon inizio di campionato 2007-2008 nel quale spicca una vittoria casalinga con il Milan campione d’Europa, i rosanero iniziano a rallentare la loro marcia e per il tecnico romano sarà fatale la sconfitta per 5-0 sul campo della Juventus: esonero. Zamparini chiama Guidolin in panchina, ma quattro mesi dopo il 24 marzo 2008 attua uno dei suoi classici dietro-front: ritorna Colantuono. Il Palermo chiuderà undicesimo in campionato. Nel nome della continuità viene riconfermato il tecnico romano, al quale però non vengono perdonate le prime due sconfitte stagionali: in coppa Italia con il Ravenna e alla prima di campionato con l’Udinese. Di nuovo esonero. I rosanero sotto la guida di Ballardini arriveranno ottavi nell’edizione della Serie A 2008-2009.

3- Gigi Simoni (Undicesima giornata 1998-1999, Inter)

Uno dei più particolari e probabilmente ingiusti esoneri del nostro calcio. Sulla griglia di partenza della stagione 1998-1999 l’Inter di Gigi Simoni, al secondo anno sulla panchina nerazzura, è una delle contendenti allo scudetto. Vincitrice della coppa Uefa contro la Lazio grazie anche a Ronaldo il Fenomeno, fresco vincitore del Pallone d’Oro, nella sua forma più devastante. Gigi Simoni è un allenatore umile, uno di quelli che ha dovuto fare tanta gavetta prima di allenare una squadra così competitiva, eppure alla prima stagione con l’Inter (1997-1998) senza nessun tipo di timore reverenziale ha portato nella Milano nerazzurra una Coppa Uefa e un secondo posto in campionato. L’inizio della stagione 1998-1999 non è sicuramente esaltante, ma neanche così tragico: in 11 partite l’Inter conta 5 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte. Settima in campionato, ma a sole 5 lunghezze dalla capolista Fiorentina. In Champions League è prima nel girone con una lunghezza di vantaggio sul Real Madrid, ed è proprio qualche giorno  dopo aver sconfitto i blancos nella gara di ritorno per 3-1 che Gigi Simoni viene esonerato: il 30 Novembre 1998, giornata nella quale viene anche  premiato con la Panchina d’Oro, premio che incorona l’allenatore migliore della passata stagione, dall’Associazione Italiana Allenatori di Calcio. Moratti sceglie Lucescu per sostituire il tecnico emiliano.

2- Luigi Del Neri (Estate 2004, Porto)

 

Ammutinamento, o quasi, la sorte che è toccata a Luigi del Neri. Estate 2004, dopo aver fatto brillare una piccola squadra di quartiere per quattro anni, l’ambizioso tecnico friulano decide di accettare la corte dei Campioni d’Europa. Eh si, il Porto aveva appena vinto la Champions League con Mourinho al timone e per sostituirlo scelsero proprio Luigi Del Neri. L’ex tecnico del Chievo si presenta in Portogallo carico di aspettative, ma anche di pretese, precisione e rigore tattico tipico del calcio italiano. Un bel buco nell’acqua. Dopo appena due mesi lo spogliatoio con non poca superbia decide di non seguire il tecnico italiano, non condividendone le modalità di allenamento così diverse dalla cultura portoghese e chiedendone apertamente l’esonero. Non si può scontentare lo spogliatoio che ha appena compiuto un miracolo sportivo, così la dirigenza deciderà di cambiare allenatore e quindi di esonerare il buon Gigi. Del Neri dopo qualche mese inizierà la sua breve e sfortunata avventura sulla panchina della Roma, mentre il Porto perderà la supercoppa Uefa contro il Valencia, arriverà secondo campionato ed abbandonerà prematuramente la Champions League, cambiando tre tecnici in una stagione: Del Neri, Víctor Fernández e José Couceiro.

1- Brian Clough (12 Settembre 1974, Leeds United)

La storia tra Brian Clough ed il Leeds United è talmente popolare da esser anche diventata un romanzo e successivamente anche una pellicola di successo: Il maledetto United. Per spiegare meglio cosa non andò tra l’allenatore e i giocatori del Leeds bisogna fare qualche passo indietro negli anni. Nel marzo del 1961 il club affronta  una situazione economica disastrosa ed ingaggia Don Rivie che miracolosamente riesce ad evitare la retrocessione in terza divisione. Nel 1964 arriva la promozione che riporta il Leeds nella massima serie del calcio inglese; fino al 1974,  con Don Rivie alla guida della squadra, i Withes arrivarono sempre tra le prime quattro in classifica. Vinsero poi due campionati nel 1969 e nel 1974, la FA cup nel 1972 e la League Cup nel 1968, non sfigurando neanche a livello europeo dove trionfarono in coppa delle Fiere nel 1967 e nella Coppa delle Coppe nel 1973. Le storie d’amore finiscono sempre e spesso dolorosamente e nell’estate del 1974, dopo il secondo titolo nazionale vinto con Leeds, Don Rivie decise di accettare l’offerta della Federazione Inglese. Per sostituirlo la società contatta Brian Clough, rivale nelle ultime stagioni alla guida del Derby County. Tifoseria e giocatori non condividono la scelta e non esitano a palesarlo: nelle passate stagioni infatti il neo tecnico del Leeds non aveva esitato ad accusare Don Rivie e i suoi calciatori di antisportività. La squadra è convinta che Brian voglia affossare il Leeds per l’odio accumulato negli anni di sfide con il Derby County. Dopo appena 44 giorni sarà esonerato. I Withes dopo un inizio di stagione zoppicante torneranno a marciare con il nuovo tecnico Jimmy Armfield arrivando addirittura alla finale di Coppa Campioni ( persa con il Bayern Monaco ). Clough, invece, nel gennaio del 1975 firmerà per il Nottingham Forest, dove si renderà protagonista di una delle storie più belle del calcio europeo: la cenerentola inglese che riuscirà a vincere per due volte la coppa Campioni.




La Top 10 degli errori commessi dal VAR

Le lamentale di Petrachi dopo il caso Kalinic-Pisacane hanno riacceso i riflettori sugli errori VAR e su come debba essere utilizzato. Questa è la terza stagione in cui i direttori di gara possono usufruire dell’ausilio tecnologico, eppure le discussioni non si fermano, essendoci ancora molto spazio per la singola interpretazione arbitrale; da quest’anno l’AIA ha omologato tutti i falli di mano alla stessa maniera, per ridurre al minimo la specificità del caso, trattando questo tipo di irregolarità di gioco in maniera oggettiva come un fuorigioco. Tutti gli altri tipi di interventi da sanzionare sono ancora, giustamente, influenzabili dalla percezione arbitrale. Essendo obbiettivamente complicato riuscire ad applicare un metro di giudizio conforme per tutta la stagione, per tutte le squadre e per tutti i giocatori, non sarebbe forse arrivato il momento di concedere agli allenatori la possibilità di invitare il direttore di gara ad un on field review? Per offrire così la discrezionalità del caso anche ai diretti interessati. Detto ciò, noi di RadioGoal24 abbiamo deciso di stilare una Top 10 degli errori commessi dal VAR. Vi ricordiamo di seguire il nostro sito anche su Instagram e Facebook. Segui anche la pagina Radio. Scopriamo insieme la classifica:

TOP 1O ERRORI VAR: LA CLASSIFICA

10 – Roma-Inter 26/08/17 Skriniar su Perotti

Era la seconda giornata della Serie A 2017-2018, la Roma, alla prima stagione senza Totti, era stata affidata alla guida di Eusebio Di Francesco, mentre l’Inter aveva puntato sull’ex tecnico giallorosso Luciano Spalletti per centrare, dopo tanti anni di assenza, la qualificazione in Champions League. Sul risultato di 1 a 0 a favore dei padroni di casa Perotti, muovendosi sull’out di sinistra, entra in area di rigore avversaria, supera Skriniar, che senza troppi indugi entra goffamente sull’esterno giallorosso. Il VAR non interviene, e l’arbitro Irrati decide di non visionare l’episodio. La gara finirà 1-3 per l’Inter.

Errori Var

9 – Genoa-Juventus 26/08/17 Fuorigioco di Galabinov

Parlando di errori Var, restiamo ancora alla seconda giornata di Serie A 2017/2018: il VAR si perde il fuorigioco di Galabinov sull’imbucata di Taarabt, nel susseguirsi dell’azione l’arbitro Banti ravvisa un intervento scomposto di Rugani proprio sull’attaccante bulgaro ed assegna il calcio di rigore ai rossoblu. La sfida terminerà 2-4 per i bianconeri, che rimonteranno dopo esser passati in svantaggio di 2 reti.

Errori Var

8 – Torino-Hellas Verona 1/10/17 Fuorigioco di Kean

Stessa annata, stesso errore. La tecnologia era appena stata introdotta e si faceva addirittura difficoltà a tracciare le linee del fuorigioco e a farne le spese stavolta fu il Torino dell’attuale tecnico del Bologna Siniša Mihajlović.  I granata erano in vantaggio per 2-0 in casa con l’Hellas, ma negli ultimi minuti parte la rimonta dei veronesi viziata però da una grossolana svista arbitrale. Al minuto 87 Kean deposita il pallone in rete, accorciando le distanze, ma la rete del talentino italiano è palesemente da annullare, essendo il ragazzo in posizione di fuorigioco. Dal VAR non vengono tracciate correttamente le linee per evidenziare l’irregolarità e così l’arbitro Gavillucci convalida la rete. Pazzini segnerà su rigore il definitivo 2-2.

Errori Var

7 – Roma-Cagliari 16/12/17 Goal con la mano di Fazio

A Roma i giallorossi ospitano il Cagliari di Lopez. La gara è totalmente dominata dai ragazzi di Di Francesco, che però non riescono a segnare e sciupano l’inimmaginabile. Al minuto 94 i padroni di casa hanno l’ultima occasione: Kolarov calcia una punizione insidiosa dall’out di sinistra, Cragno respinge in maniera goffa, mandando il pallone nel cuore dell’aria di rigore, dove si fa trovare pronto Fazio che si aggiusta il pallone con un tocco di mano per poi calciare a porta vuota.  Damato va a rivedere l’episodio dubbio e decide poi di convalidare il goal del difensore giallorosso, scatenando l’ira della dirigenza cagliaritana.Errori Var

6 – Sampdoria-Sassuolo 17/12/17 La parata di Torreira

Forse l’errore più clamoroso mai commesso dagli arbitri da quando hanno il supporto tecnologico. La Sampdoria ospita il Sassuolo. Per larghi tratti della partita gli ospiti dominano e poco dopo il minuto 80 ottengono un calcio di rigore. Politano calcia a mezza altezza alla destra di Viviano, che intuisce e respinge la sfera verso destra, Magnanelli si avventa per primo sul pallone e lo rigioca nel cuore dell’area di rigore dove Torreria letteralmente para il traversone del centrocampista del Sassuolo. Senza nessun tipo di logica dal VAR non consigliano a Gavillucci di rivedere e sanzionare l’azione di gioco. I neroverdi vinceranno comunque la gara grazie ad una rete di Matri nel finale.

Errori Var

5 – Cagliari-Juventus 6/1/18 Tocco di mano di Bernardeschi

 

Alla Sardegna Arena va in scena il posticipo della ventesima giornata di Serie A con il Cagliari che ospita la Juventus. I bianconeri trovano il vantaggio al minuto 74 con Bernardeschi, qualche minuto dopo proprio l’ex viola è il protagonista della svista arbitrale: Padoin crossa a rientrare dalla sinistra ed il centrocampista juventino interviene deviando il pallone con il braccio sinistro. Calvarese non interviene e non usufruisce neanche del’on field review.

Errori Var

4 – Crotone-Cagliari 28/1/18 Fuorigioco inesistente di Ceccherini

Ennesimo problema nel tracciare le linee del fuorigioco. A Crotone arriva il Cagliari per un’importantissima sfida salvezza. Alla rete di Trotta risponde Cigarini ed il primo tempo si chiude in parità. Il risultato reggerà fino al termine della partita, per la svista di Tagliavento: nei minuti finali una punizione da destra battuta da Ricci viene deviata in rete da Ceccherini, l’Ezio Scida esplode e i tre punti sembrano oramai alla portata. Tagliavento dopo le numerose proteste decide di andare a rivedere l’azione ed evidenzia un fuorigioco inesistente.

Errori Var

3 – Milan-Lazio 29/1/18 Goal con la mano di Cutrone

Un nuovo errore VAR avviene nella giornata numero 22 di Serie A, quando il Milan di Gattuso a San Siro ospita la Lazio di Simone Inzaghi. Al minuto 15 Cutrone segna con il gomito destro senza che nessuno se ne renda conto. Le immagini che mostrano l’irregolarità della rete arriveranno, anche sta volta inspiegabilmente, solo tra il primo ed il secondo tempo. I rossoneri vinceranno poi la partita 2-1.

2 – Inter-Juventus 29/4/18 Mancata espulsione di Pjanic

Fra gli errori Var rientra la sfida delicatissima sia per la lotta Champions dell’Inter di Spalletti, sia per lo scudetto conteso tra Juventus e Napoli. L’inter al minuto 18 resta in 10 per una follia di Vecino che calpesta il polpaccio di Mandzukic. Con il risultato ancora in bilico sull’1-1 Pjanic, già ammonito, entra scomposto su Rafinha e meriterebbe, come mostra l’immagine, il secondo giallo. Stavolta l’errore non è del VAR, che non può intervenire nei casi concernenti le ammonizioni, ma tutto di Orsato che è anche posizionato perfettamente per giudicare lo scontro. La Juventus vincerà per 2-3.

1 – Fiorentina-Inter 24/2/19 “Mano” di D’ambrosio

Stavolta l’errore è condiviso, lo combinano VAR e direttore di gara, Abisso, insieme. Sul risultato di 2-3 in favore dell’Inter e con il novantesimo superato da 10 minuti (il recupero fu così lungo a seguito di numerosi casi da rivedere), la Viola alla disperata prova ad agguantare il pareggio: Chiesa cerca di crossare ma D’Ambrosio devia nettamente con il petto, Abisso, dopo aver consultato il VAR e revisionato con l’on field review, rimane fermo sulla sua decisione iniziale. Calcio di rigore per i padroni di casa. Veretout non sbaglia dal dischetto, portando così il risultato sul 3-3.




La Top 10 dei calciatori finiti in carcere

Calciatori in carcere – Essere un calciatore professionista significa avere grandi doti tecniche ma anche alcune qualità morali che permettono agli atleti di essere sempre al 100% fisicamente e mentalmente per il loro lavoro. Alcuni di essi tuttavia, una volta ritirati, non hanno saputo mantenere una stila di vita ordinario e anzi, per le loro malefatte sono finiti addirittura in prigione. Ecco la nostra top 10!

1- Omar “El Gato” Ortiz
Condanna esemplare per il portiere messicano Omar “Gato” Ortíz. L’ex “gatto” tra i pali di Monterrey, Club Celaya e Chiapas, nel 2012 fu arrestato per aver partecipato a diversi sequestri di persona. Il calciatore era legato al cosiddetto Cartello del Golfo, organizzazione del narcotraffico messicano tra le più famose. Per la sua attività malavitosa, il “Gato” è finito nel sacco della giustizia, che lo ha condannato a 50 anni di carcere.

2- Bruno
L’efferato omicidio della ex amante e la sparizione del suo cadavere, dato in pasto ai cani, è la colpa che pesa sulle spalle e la fedina penale di Bruno Fernandes, portiere brasiliano condannato a 30 anni di carcere.

3-Nizar Trabelsi
C’è anche un terrorista islamico, tra gli ex calciatori finiti dietro le sbarre. E’ il tunisino Nizar Trabelsi, ex centrocampista dello Standard Liegi e del Fortuna Dusseldorf. Trabelsi era legato ad Al-Qaida e il 13 settembre 2001 fu arrestato perché sospettato di essere in procinto di attaccare l’ambasciata statunitense a Parigi con un’azione suicida. Nel 2003 fu condannato a 10 anni di carcere dalla giustizia belga ed estradato negli Stai Uniti, dove è tutt’ora detenuto. Nel 2014 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha ritenuto illegittima l’estradizione di Trabelsi, condannando il Belgio a pagargli 60 mila euro di danni.

4-Breno
L’ex Bayern Monaco Vinicius Rodrigues Borges, meglio conosciuto come Breno, il 4 luglio 2012 è stato condannato a 3 anni e 9 mesi di carcere per incendio doloso. Nel settembre 2011 aveva dato fuoco alla sua villa in maniera intenzionale. Il 19 agosto 2013 è stato scarcerato per buona condotta dalla Prigione di Stadelheim, dove era detenuto. Il difensore brasiliano è tornato a giocare nel 2015, nel San Paolo, club nel quale era cresciuto.

5-Cristiano Doni
Lo storico capitano dell’Atalanta, miglior marcatore di sempre della storia del club con 112 reti (103 in campionato), fu arrestato il 19 dicembre 2011 nell’ambito del secondo filone d’inchiesta sul calcioscommesse nato dalla cosiddetta Operazione Last Bet, condotta dalla procura di Cremona. Al di là dei provvedimenti della giustizia sportiva, dal punto di vista penale, lo scorso 16 maggio, Doni è stato rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Il processo si aprirà a Cremona il prossimo 6 dicembre.

6-René Higuita
L’ex portiere della Colombia, René Higuita, celebre per il suo “scorpione”, nel 1993 fu condannato a 7 mesi di prigione per aver fatto da mediatore nel sequestro di persona della figlia di un suo amico, senza avvisare la polizia. Un episodio controverso, come controverse erano le amicizie del leggendario portiere, vicino al re dei narcos Pablo Escobar.

7-Stefano Mauri
Coinvolto nello scandalo Calcioscommesse del 2011, l’ex capitano della Lazio, Stefano Mauri è stato arrestato il 28 maggio 2012. Il GIP di Cremona Guido Salvini impose per il centrocampista la custodia cautelare a seguito della scoperta di una scheda telefonica che secondo l’accusa sarebbe stata usata dal giocatore per concludere le combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio. Il 4 giugno furono concessi gli arresti domiciliari, ma non la scarcerazione: il giudice ritenne che la versione fornita dal laziale fosse “costruita a posteriori”. La scarcerazione arrivò 10 giorni dopo perché vennero a cadere i presupposti della misura cautelare. Lo scorso maggio, Mauri è stato rinviato a giudizio per associazione a delinquere. Anche per lui il processo inizierà il prossimo 6 dicembre a Cremona.

8-Edmundo
A Firenze lo ricordano per quella fuga in Brasile in preda alla “saudade” che nella stagione 1998-99 pesò sulla corsa allo scudetto della Viola, ma di guai, Edmundo ne ha combinati di ben peggiori. Nell’ottobre del 1999, il brasiliano viene condannato a 4 anni e mezzo di carcere in regime di semilibertà, per la morte di tre persone in un incidente avvenuto a Rio de Janeiro nel 1995. Nell’incidente morirono una ragazza che viaggiava con lui e una coppia che viaggiava sull’auto con la quale il fuoristrada del calciatore, rimasto ferito, si era scontrato. Altre tre ragazze, che si trovavano sul mezzo guidato da Edmundo, rimasero ferite gravemente. Il calciatore è stato detenuto solo per un giorno, poi, a colpi di ricorso, è rimasto praticamente a piede libero. Anche oggi che su di lui pende un mandato d’arresto spiccato nel 2011.

9-Tony Vairelles
L’ex attaccante francese Tony Vairelles ha trascorso 5 mesi in carcere con l’accusa di tentato omicidio durante una sparatoria in un locale notturno a Nancy. In carriera, ha vestito le maglie di Lione, Bordeaux, Lens e altri club del campionato francese, oltre che la casacca della nazionale.

10-Jermaine Pennant
Una vita fatta di tanti eccessi quella di Jermaine Pennant, che ha sicuramente buttato al vento un potenziale non indifferente. Tra accuse di stupro, incidenti stradali e guide in stato d’ebbrezza c’è l’imbarazzo della scelta. Non è un caso che il centrocampista inglese sia stato arrestato ben due volte.




De Rossi e i suoi fratelli: le migliori barbe nel mondo del calcio

Migliori barbe – La barba non fa il filosofo, così diceva il saggio. Ma la domanda è un’altra. La barba fa il calciatore? Probabilmente no, ma al giorno d’oggi molti giocatori manifestano look bizzarri con annesse barbe stravaganti.

La redazione di RadioGoal24 ha stilato una classifica delle migliori 10 barbe nel mondo del calcio.

10 – Timothy Howard

La classifica si apre con il numero uno statunitense. L’ex Everton sfoggia fiero la sua barba difendendo i pali della nazionale americana. Il suo look non è passato inosservato neanche al presidente Barack Obama che, dopo l’ottimo mondiale, si è complimentato con il portiere invitandolo però a “tagliarsi la barba”.

9 – Joe Ledley

Al nono posto troviamo Joe Ledley. Il gallese, attualmente svincolato, ha mostrato la sua folta barba negli ultimi quattro anni al Crystal Palace. Famoso anche per i suoi balletti (l’ultimo dopo lo strepitoso europeo del Galles), grazie alla sua barba è diventato un uomo simbolo della propria nazionale.

8 – Raul Meireles

Come non inserire nella nostra Top 10 il portoghese Raul Meireles. Il suo taglio di capelli, sempre stravagante, non poteva che essere accompagnato da una barba altrettanto particolare. A differenza di tanti altri calciatori all’interno della classifica, la barba del centrocampista viene curata nei minimi dettagli anche in maniera esagerata.

7 – Matthias Holst

La posizione numero sette della nostra classifica è occupata da Matthias Holst. Il centrale tedesco che attualmente milita nel Rödemisser SV, sfoggia una barba lunga e folta che sicuramente spaventerà gli attaccanti che si troverà di fronte.

6 – Michel Morganella

Tanti i motivi che hanno fatto parlare di Michel Morganella. Tra i vari post discutibili sui social e il suo stile molto particolare, spicca la barba che l’esterno del Palermo ha tenuto per diversi mesi. Questa volta il motivo è nobile: infatti la promessa fatta dallo svizzero fu quella di non radersi fino alla nascita del suo primogenito Marlon.

5 – Nat Borchers

Quinta posizione per il difensore statunitense Nat Borchers. Dopo aver fatto le fortune Portan Timblers è stato costretto a ritirarsi nel febbraio di quest’anno, dopo un grave infortunio. Il difensore era conosciuto in MLS come “il barba“.

4 – Daniele De Rossi

Al quarto posto c’è il capitano della Roma Daniele De Rossi. Le ottime prestazioni con la maglia della Roma e della nazionale italiana sono accompagnate dalla sua immancabile barba. Nel 2010, anno in cui la squadra capitolina sfiorò lo scudetto, cominciò a farsi crescere la barba sino ad un eventuale vittoria del campionato. Ancora oggi possiamo apprezzarla.

3 – Asgeir Asgeirsson

Terzo gradino del podio per il calciatore islandese Asgeirsson. Dopo diverse esperienze all’estero, il centrocampista è tornato in patria sfoggiando la sua barba bionda. In poco tempo è divenuto un idolo del web. Attualmente fa tremare le gambe agli avversari di serie b islandese.

2 – Adam Clayton

Al secondo posto troviamo Adam Clayton. Il centrocampista dell’Huddersfield Town, squadra che milita in Championship, mostra una barba molto lunga tinta di bianco e azzurro, colori sociali del suo club. Il motivo è nobile visto che il calciatore promise, su Twitter, di tingersi la barba nel caso in cui le donazioni alla Town Foundation avessero raggiunto una buona somma in pochi giorni.

1 – Davide Moscardelli

D’obbligo la prima posizione per Davide Moscardelli in questa classifica così singolare. L’attaccante nato a Mons è colui che ha fatto diventare la barba lunga una vera e propria tendenza. Tutto nacque da una scommessa fatta dal bomber italiano nel periodo del mercato invernale nel 2013. Promise che se il suo passaggio al Bologna si fosse concretizzato avrebbe tagliato completamente la barba. L’impegno, che fu mantenuto, scatenò il dissenso dei tifosi spingendo l’ex Chievo Verona a farsi crescere la barba più lunga che mai.

 




La Top 10 dei calciatori che fumano

Il connubio calcio-fumo non è una novità di oggi visti i molti giocatori che anche nel passato hanno ammesso di fumare, tra cui: Bruno Conti, Maradona, Gigi Riva, Sebino Nela, Dario Hubner, Michel Platini, Gianluca Vialli, Giorgio Chinaglia, Totò Schillaci e molti altri.

Per questo noi di RadioGoal24 abbiamo deciso di stilare una Top 10 dei calciatori che fumano. Scopriamo insieme la classifica:

10 – Buffon

Il portierone della Juventus e della Nazionale venne paparazzato qualche estate fa in pieno relax sulla spiaggia, con l’allora ex compagna, mentre fumava una sigaretta beato sulla sdraio.13514391_1731868893769196_733710888_n

9 – Ashley Cole

Il terzino inglese è noto specialmente per le vicende extracalcistiche, specie a Roma, dove non ha lasciato un grande ricordo. Ecco una sua dichiarazione durante il periodo romano: “In Italia mi sento libero come un uccello: vai a cena fuori, ti bevi un bicchiere di vino, puoi fumare senza essere crocifisso e nessuno ti dice niente”.

ASHLEY COLE

8 – Tonelli

Il difensore toscano, attualmente in forza al Napoli, venne beccato a fumare una sigaretta a poche ore dal match tra Empoli, squadra dove militava al tempo, e Atalanta, all’uscita dall’hotel.TONELLI

7 – Boateng

Un Kevin Prince Boateng in grandissima forma quello nella foto: sigaretta e birra e tanta strafottenza. Piccolo particolare: la foto è stata scattata durante un controllo antidoping quando il ghanese militava tra le file dello Schalke04. Non male dai.

6 – Snejider

Anche il centrocampista olandese, ora in forza al Nizza, non rinuncia al vizio del fumo durante una bella giornata al mare.

SNEIJDER

5 – Verratti

Quando l’italiano venne pizzicato a fumare ci fu molto scalpore in Francia tant’è che questa foto mise in grande imbarazzo il suo club, il PSG.

VERRATTI

4 – Berbatov

L’attaccante bulgaro è noto per la sua vita fatta spesso e volentieri d’eccessi. Berbatov, in questa foto, venne pizzicato con un sigaro e un bel bicchiere di Martini.

3 – Balotelli

Ovviamente, sul podio, non può mancare il Bad Boy per eccellenza: super Mario Balotelli. Anche l’attaccante italiano  stato paparazzato in balcone, a torso nudo, ai tempi del Milan. Ecco alcune dichiarazioni di Roberto Mancini in merito: “So che Balotelli fuma. Gli ho detto di smettere: se fosse mio figlio, lo prenderei a calci nel sedere”. 

2 – Neymar

Il 2° posto di questa speciale classifica lo ottiene Neymar. Il brasiliano, da poco trasferitosi al PSG, venne immortalato nel balcone della sua stanza d’Hotel, ai tempi del Barcellona, dopo una doccia a fumarsi una sigaretta.

1 – Nainggolan

Vince Radja Nainggolan qui intento a mostrarci un pacchetto di Marlboro Gold. Ecco le dichiarazioni del CT del Belgio sul vizio del Ninja: “Cerco sempre di dargli una camera con il balcone, in modo tale che il rilevatore di fumo non intervenga. Credo che sia l’unico tra i “Diavoli Rossi” a fumare. Se gli avessi proibito di fumare cinque, sei sigarette al giorno, penso che avrebbe distrutto la stanza. Sarà un suo problema se giocherà fino a 30 anni invece che a 35 anni”.

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I 5 marcatori più precoci nella storia della Serie A

Un incontenibile Moise Kean dopo la rete al Bologna: è il primo classe 2000 a "timbrare il cartellino" in Serie A.

Un incontenibile Moise Kean dopo la rete al Bologna: è il primo classe 2000 a “timbrare il cartellino” in Serie A.

Marcatori più precoci Serie A – In Bologna-Juventus e Roma-Genoa si è scritta, se vogliamo. una piccola pagina di storia della nostra Serie A: il gol vittoria siglato al minuto 94 dal biaconero Moise Kean al Dall’Ara costituisce la prima rete di un classe 2000 nella storia non solo del nostro campionato, ma anche dei 5 maggiori europei. Pietro Pellegri, dal canto suo, non è stato da meno, piazzandosi al terzo posto della classifica all time dei goleador più giovani; il giovane attaccante genoano si è unito ad un club davvero esclusivo, che racchiude nomi quantomai altisonanti.

Un bel biglietto da visita, dunque, per due fra i più interessanti prospetti del nostro movimento calcistico. Cogliamo dunque l’occasione per scoprire quali sono, ad oggi, i 5 bomber più precoci della Serie A.

5. Renato Buso

Carriera da gregario, quella di Renato Buso: prima riserva di Altobelli e Rush, poi di Vialli e Mancini.

Carriera da gregario, quella di Renato Buso: prima riserva di Altobelli e Rush, poi di Vialli e Mancini.

Il primo gol della carriera di Renato Buso in Serie A arriva con la maglia della Juventus, nella stagione 1986-87, alla tenera età di 16 anni e 7 mesi.

Arrivato solo l’anno precedente dalla Cremonese allora militante in Serie C2, il giovane centrocampista offensivo trovò poco spazio nei suoi 4 anni juventini, costretto alla panchina da nomi di spicco come Ian Rush, Aldo Serena ed Altobelli.

Il trevigiano vedrà le maggiori fortune della propria carriera quando, nella trattativa per portare Roberto Baggio in maglia bianconera, viene ceduto alla Fiorentina; con la Viola si toglierà la soddisfazione di colpire proprio la sua ex-squadra nella finale di Coppa UEFA della stagione 1989-90 (gol inutile, visto il trionfo della Vecchia Signora per 3-1).

4. Gino Colaussi

Andiamo molto a ritroso nel tempo per individuare il calciatore al quarto posto di questa particolare classifica. Gino Colaussi è forse il principale fautore della conquista della Coppa del Mondo ai Mondiali di Francia del 1938: l’allora C.T. Vittorio Pozzo lo considerava imprescindibile (tanto da convocarlo nonostante le precarie condizioni fisiche). L’ala sinistra originaria di Gradisca di Isonzo siglò 4 goal in 3 partite in quel torneo, tra i quali la doppietta nella finale che vide prevalere la nostra Nazionale sull’Ungheria per 4-2. Il suo primo goal in Serie A Colaussi lo mette a segno il 2 novembre 1930, in maglia Triestina, nel trionfo sull’Ambrosiana per 5 reti a 0; l’età esatta è 16 anni, 7 mesi e 29 giorni.

3. Pietro Pellegri

Pietro Pellegri esulta con la maglia della Nazionale Italiana Under 17.

Pietro Pellegri esulta con la maglia della Nazionale Italiana Under 17.

Con la rete alla Roma, il giovanissimo bomber genovese si piazza prepotentemente sul gradino più basso del podio: Pellegri sigla la sua marcatura in Serie A a soli 16 anni, 2 mesi e 11 giorni.

Il ragazzo, con la maglia del Grifone, è anche diventato il giocatore più giovane (insieme ad Amedeo Amadei) ad esordire in Serie A, ad appena 15 anni e 280 giorni.

Un giocatore che sembra dunque destinato a diventare grande e a fare grandi cose in maglia rossoblù: la sua carriera, seppur appena agli inizi, è già costellata da due prestigiosi record personali.

2. Gianni Rivera

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Gianni Rivera, storico capitano e bandiera del Milan; conclusa la carriera da calciatore, è stato molto attivo in politica, con ben 4 mandati come deputato.

La carriera della ex bandiera del Milan è costellata di successi e gratifiche: vincitore dell’unico Campionato Europeo conquistato dalla nostra Nazionale (nel 1968), ha conquistato il Pallone d’Oro nel 1969, assicurandosi il privilegio di essere il primo italiano di sempre ad accaparrarsi il più ambito premio individuale per un calciatore. E’ forse ad oggi, secondo molti addetti ai lavori, uno dei 3 migliori numeri 10 nella storia del nostro calcio; il noto regista Pier Paolo Pasolini disse di lui: “Rivera gioca un calcio in prosa, ma la sua è una prosa poetica, da «elzeviro».

Rivera esordì in Serie A con la maglia grigia dell’Alessandria, siglando il suo primo gol il 25 ottobre 1959 a 16 anni, 2 mesi e 7 giorni; con 128 marcature, è ancora oggi il centrocampista più prolifico di sempre del nostro campionato.

1. Amedeo Amadei

++ Calcio: morto Amadei ''l'ottavo re di Roma'' ++

Amadei ha preso, dopo il ritiro, le redini dell’attività di famiglia: il suo forno, ancora oggi, è uno dei più apprezzati di Frascati.

La medaglia d’oro della nostra particolare classifica va a Amedeo Amadei, ex bandiera della Roma con la quale ha giocato per ben 12 stagioni, dal 1936 al 1948, prima di trasferirsi all’Inter.

Il centravanti originario di Frascati guidò i giallorossi alla conquista del primo storico Scudetto, nell’anno 1942; bomber incredibilmente prolifico, è l’unico assieme a Silvio Piola ad aver segnato almeno 40 goal con tre maglie diverse (Roma, Inter e Napoli).

Fornaretto (soprannome affibbiatogli perchè era figlio di una famiglia di fornai frascatani) siglò il suo primo gol in Serie A il 9 maggio 1937 all’età di 15 anni, 9 mesi e 14 giorni: in quell’occasione, tuttavia, la Roma fu sonoramente sconfitta dalla Lucchese per 5-1.




Le 5 migliori partite dopo le prime 3 giornate di Serie A

Migliori partite Serie A- In queste prime 3 giornate del massimo campionato abbiamo assistito a numerose partite incredibili e ricche di goal, che hanno fatto divertire il pubblico e hanno tracciato già i primi verdetti per quella che potrà essere la Serie A più spettacolare degli ultimi anni. Tra le prime 30 partite andate in scena in tre settimane differenti, noi di RadioGoal24  abbiamo stilato una speciale classifica delle migliori 5 partite della nostra Serie A.

Migliore Partite Serie A: la TOP 5

1° posto: Sassuolo-Genoa 5-3

Migliori 5 partite Serie A

La partita andata in scena la scorsa domenica a Reggio Emilia ha dell’incredibile, e si merita di diritto il primo posto di questa speciale classifica. Ad aprire le marcature è stato Piatek per il Genoa. Dopo di che il Sassuolo ha iniziato a fare sul serio ed ha prima pareggiato con Boateng, per poi dilagare e portarsi sul 5-1 grazie alle reti di: Lirola, Babacar, Spolli (A.G.) e Ferrari. Nel finale il Genoa ha accorciato le distanze con le reti di Pandev e nuovamente di Piatek. Il match più spettacolare di queste prime tre giornate si è chiuso sul 5-3 con ben 8  Reti totali. Sicuramente per De Zerbi e Ballardini ci sarà tanto da lavorare in fase difensiva.

2° posto: Napoli-Milan 3-2Migliori 5 partite Serie A

Durante la seconda giornata di Serie A si è giocata Napoli-Milan al San Paolo, una partita che non ha deluso le aspettative. Il ritorno di Higuain a Napoli ha inizialmente galvanizzato la squadra di Gattuso che è partita meglio rispetto ai partenopei, andando in vantaggio con Bonaventura nei primi minuti e addirittura riuscendo a raddoppiare a inizio ripresa. Nel secondo tempo però è uscita la così detta “cazzimma” tanto ricercata dal presidente De Laurentis. Gli uomini di Ancelotti infatti hanno pareggiato in pochi minuti grazie ad una splendida doppietta di Zielinski, per poi riuscire a vincere la partita a 10 minuti dalla fine grazie al goal di Mertens, confezionando di fatto una rimonta perfetta.

3° posto: Milan-Roma 2-1

Migliori 5 partite Serie A Nell’anticipo della terza giornata il Milan ha affrontato la Roma a San Siro. Rossoneri nettamente superiori sotto l’aspetto del gioco per tutto il primo tempo, ciò infatti ha contribuito al vantaggio arrivato al 40′ minuto e firmato da Frenck Kessie. Nel secondo tempo gli uomini di Di Francesco sono riusciti a trovare le contromisure riuscendo a pareggiare grazie ad un goal di Fazio. Nel finale quando la partita sembrava spenta, conclusa e con le due squadre pronte ad accontentarsi anche di un pareggio, Nzonzi regala un pallone suicida ad Higuain, che riesce a servire in area di rigore il neo entrato Cutrone, che freddissimo davanti a Olsen non sbaglia e regala al Milan i primi tre punti durante l’ultimo minuto di recupero. Vittoria al cardiopalma dunque per Gattuso che può lavorare con più serenità durante la pausa nazionali. Tanto lavoro invece per Di Francesco che deve riuscire a tirar fuori la sua Roma da questa mini-crisi.

4° posto: Lazio-Napoli 1-2 

Migliori 5 partite Serie A

Il Napoli è riuscito a sbancare lo stadio Olimpico nella prima uscita stagionale. Nel primo tempo però a partire meglio è stata la Lazio che è riuscita a trovare il vantaggio grazie ad un goal eccezionale di Immobile, che con un colpo di tacco ha messo a sedere mezza difesa del Napoli per poi battere Karnezis. Nei minuti finali della prima frazione di gioco il Napoli si è svegliato iniziando a macinare gioco e azioni importanti, che hanno poi portato al goal Milik, poco prima di andare a riposo negli spogliatoi. Durante la ripresa gli azzurri hanno continuato a tessere trame di gioco e occasioni da rete, per poi riuscire a completare la rimonta con Insigne, che con il più classico dei suoi goal (tiro a giro sul secondo palo di interno destro), ha fatto sì che i partenopei portassero a casa i primi tre punti stagionali.

5° posto: Juventus-Chievo Verona 3-2

Migliori 5 partite Serie A

La prima giornata della Serie A 2018-19 si è aperta con la sfida tra Chievo e Juventus. Al Bentegodi tutti quanti si aspettavano l’esordio con goal per Cristiano Ronaldo, rete che poi non è arrivata, ma la partita si è dimostrata una delle più belle di queste prime giornate e che si va a prendere l’ultimo posto nella nostra classifica. Seppure la Juve è partita meglio con la rete siglata da Khedira, il Chievo è stato caparbio ed ha prima pareggiato con il giovane Stepinski, per poi riuscire incredibilmente a passare in vantaggio con un rigore di Giaccherini. Juventus che come al solito non si è data per vinta e nei minuti finali ha di fatto assediato la porta di Sorrentino, riuscendo prima a pareggiare con l’autogoal di Bani e poi a vincere grazie alla rete di Bernardeschi arrivata nei minuti di recupero. Proprio con questa vittoria la Juventus ad oggi si trova in vetta la classifica a  a punteggio pieno.