Per essere portieri bisogna essere un po’ matti? Un vecchio luogo comune, che però come tutti gli altri si fonda su un pizzico di verità. A dimostrazione di ciò, ci siamo divertiti a prendere 5 esempi celebri sull’argomento. Chissà che non ispirino ad altri estremi difensori un desiderio di emulazione?
5) Mirko Pigliacelli
Non è Lionel Messi ma potrebbe fargli tranquillamente compagnia. Parliamo di Mirko Pigliacelli, portiere del Trapani che nell’ultimo match di Serie B contro il Frosinone, all’82 minuto, dopo aver bloccato un pallone con le mai si lancia da solo in contropiede. Percorre palla al piede il campo fino alla trequarti avversaria, dove salta un uomo prima di servire un assist al compagno. Il sogno di molti ragazzi che nei campetti magari giocano in porta ma vorrebbero uscirne. Applausi, anche se il suo gesto non porta risultati alla squadra visto che il Trapani esce sconfitto 1-0 al Matusa.
4) Rogerio Ceni
Forse l’idolo di Pigliacelli sarà Rogerio Ceni: l’ex-portiere brasiliano (oggi 44enne) in carriera ha segnato la bellezza di 131 goal fra rigori e punizioni, superando i 67 di José Luis Chilavert. È il recordman mondiale e potrebbe esserlo ancora per molto tempo. Non tutti gli attaccanti di ruolo possono vantare uno score simile. Non solo questo, inoltre, perché l’ex n°10 del San Paolo ha disputato la bellezza di più di 1000 presenze in carriera (2° all time) e detiene il record di goal su calcio di punizione per un portiere (61 reti). Un solo errore ai penalty dopo il 120′ in tutta la carriera, nel 2010, nei rigori contro i peruviani dell’Universitario.
3) Jerzy Dudek
Primo fu Bruce Grobbelaar, portiere del Liverpool che grazie a questi comportamenti portò i Reds a vincere la Coppa dei Campioni ai rigori in finale contro la Roma, poi toccò a Jerzy Dudek incarnare la figura leggendaria del “portiere-pagliaccio“. Se ne ricorda chi assistette alla finale di Champions League del 2005 tra Milan e Liverpool: il suo balletto da ubriaco nel corso dei calci di rigore innervosì ulteriormente i giocatori rossoneri, già delusi per la rimonta clamorosamente subita dal 3-0 al 3-3. Conclusione? Reds Campioni d’Europa.
2) Juan Pablo Carrizo
Quando un portiere si trova con la palla fra i piedi, è sempre un mezzo pericolo. Ma quando lo stesso portiere, anziché rinviare il prima possibile giochicchia e dribbla l’attaccante avversario, è allarme rosso. Stiamo parlando ovviamente di Juan Pablo Carrizo, portiere argentino ex Lazio e attualmente riserva nell’Inter che nel corso degli anni ha abituato i tifosi a più d’una delle sue gambetas, un colpo di classe (o di pazzia) divenuto il suo marchio di fabbrica, che consisteva in una sorta di dribbling nella sua area di rigore, con la quale sbilanciare gli attaccanti avversari prima di andare al rilancio del pallone. Qualche anno fa, Carrizo rivelò di come la “gambeta” non venisse vista di buon occhio ai tempi di Roma da Delio Rossi e Cristian Ledesma, a tal punto da adirarsi con lui.
1) René Higuita
Il mito, il portiere folle per antonomasia. Parliamo ovviamente di René Higuita, n°1 della Nazionale colombiana, tra l’altro autore anche di 45 goal in carriera, di dribbling pericolosissimi in area ma soprattutto della celeberrima “parata dello scorpione“, esibita per la prima volta nel corso di un’amichevole contro l’Inghilterra nel 1995, un modo tutto originale di parare da lui ideato; in pratica, esso consisteva nel lasciare andare la palla fin dietro la sua testa e colpirla in tuffo con entrambe le suole delle scarpe.



