Fuori dalle competizioni europee, fuori dalle zone che contano: con l’attuale 8° posto in Serie A, si profila per la Fiorentina la fine di un’altra stagione decisamente deludente. Il copione è ancora lo stesso ossia una partenza ricca di promesse e aspettative, poi abbattute da risultati non all’altezza. Tanto che quest’estate si attende una mezza rivoluzione sotto molti aspetti. L’obiettivo è di riportare la Fiorentina ai livelli che tutti le attribuiscono ossia ai massimi del nostro campionato. Ecco i punti a nostro parere più importanti su cui lavorare:
5) La difesa. Fra le prime otto del campionato, la Fiorentina è la squadra che subisce in assoluto più gol: ben 47 in questa stagione, avvicinati solo dai 43 dell’Inter. Per competere nelle parti alte della classifica occorre abbattere tale cifra di una decina di punti. Da quasi due anni la società ha cercato di rinforzare la rosa proprio nella retroguardia, ma non sono mai arrivati elementi all’altezza della situazione.
4) L’attacco. Discorso opposto a quello della difesa: fra le prime otto squadre, i viola sono anche quella che segna di meno (55 gol) dopo il Milan (51). Sono mancati soprattutto i gol di un bomber di assoluto livello. Nikola Kalinic, apprezzabile per il lavoro che compie per i compagni, segna pochino (14 gol quest’anno) rispetto agli standard dei colleghi di altri club. Visto il suo probabile addio, la società dovrebbe trovare un sostituto di alto valore.
3) La condizione atletica. Il calcio odierno punta sui ritmi frenetici e la continuità di rendimento, qualità che alla Fiorentina spesso mancano. Il gioco chiesto da Sousa chiede freschezza e lucidità, senza le quali diventa lento e facilmente contrastabile.
2) L’allenatore. Dispiace dirlo, viste le doti mostrate da Paulo Sousa. Ma la Fiorentina potrebbe aver bisogno di un cambiamento di filosofia di gioco: per anni ha inseguito quella del fioretto, ora avrebbe bisogno forse della sciabola. Tattica, fisicità e aggressività potrebbero ridare tono anche a una piazza forse un po’ stufa di vedere ogni domenica la sua squadra proporre sempre lo stesso copione.
1) La società. Nessun cambiamento sarebbe possibile senza una società presente e compatta nelle decisioni. Purtroppo negli ultimi anni in casa viola si è assistito a una lenta perdita di fiducia nel progetto, dalla presidenza in giù. L’inizio della nuova era di Pantaleo Corvino, uomo specializzato nelle grandi decisioni, e il ritorno di una figura carismatica come Giancarlo Antognoni rilanciano le ambizioni di una società che non ha ancora voglia di mollare, anzi.



