“Amarillo, el submarino es
amarillo es, amarillo es”
I soprannomi legati alle squadre di calcio sono numerosi. I “Toffees” per l’ Everton, “Los Millionarios” per il River Plate, giusto per fare qualche esempio, ed è sempre curioso scoprire l’origine di questi epiteti. Il soprannome del Villarreal, “Sottomarino giallo”, è legato alla canzone dei Beatles “Yellow Submarine”: la promozione del club in Tercera Division del 1967 venne infatti festeggiata dai tifosi intonando la celebre canzone nella versione in spagnolo dei Los Mustang. Da allora il club ne ha fatta di strada, arrivando a calcare i palcoscenici più importanti del calcio europeo: la sua presenza nelle competizioni continentali è ormai stabile, nonostante la Liga spagnola sia tra i campionati più competitivi. L’anno scorso il Villarreal affondò il Napoli nel doppio confronti in Europa League: cosa dovrà fare la Roma per superare l’ostacolo?
La qualificazione ai sedicesimi ottenuta come seconda del girone (dietro il non irresistibile Osmanlispor) non deve ingannare: il Villarreal era infatti uno dei peggiori avversari possibili per la Roma, specialmente da prima classificata. La stagione del club spagnolo era partita con la sorprendente decisione di allontanare Marcelino, l’allenatore che aveva riportato la squadra ai preliminari di Champions League. La causa dell’esonero non è chiara ancora oggi, ma sembra che il tecnico spagnolo (in passato vicino alla panchina dell’Inter) non avesse un buon rapporto con i senatori della squadra anche a causa della sua ferrea disciplina imposta ai giocatori e i suoi rigidi metodi di allenamento, tanto da portare alla lite con Musacchio durante l’estate. Classica goccia che fa traboccare il vaso: la società ha deciso dunque di cambiare guida tecnica, affidando la panchina a Fran Escribà, ex allenatore del Getafe. Un nome non altisonante, che ha però proseguito il lavoro di Marcelino senza stravolgerlo cogliendo buoni risultati. Ciò che differenzia il nuovo corso è il rapporto con i giocatori, a detta degli stessi elementi della rosa. La squadra è infatti impostata su un 4-4-2 (o 4-2-3-1) con particolare attenzione alla fase difensiva: centrocampo e difesa si schiacciano molto in fase di non possesso per non lasciare spazio tra le linee nella zona centrale, affidandosi a transizioni veloci per sorprendere l’avversario. Rispetto al suo predecessore, il tecnico ha provato a migliorare la gestione della palla anche in fase di possesso, inserendo a metàcampo il talento di Manuel Trigueiros, bravo a dettare i ritmi di gioco. Nell’undici titolare troviamo anche due vecchie conoscenze del calcio italiano (senza considerare Pato, partito nel mercato invernale con destinazione Cina): Roberto Soriano e Nicola Sansone. Proprio l’attaccante italiano rappresenta una delle sorprese ed ha da subito conquistato una maglia da titolare, schierato a volte anche da prima punta. Gli inserimenti del centrocampista ex Sampdoria rappresentano poi una delle armi a disposizione del Villarreal: Soriano, schierato sulla carta come esterno destro, è andato a segno già 4 volte in campionato, in una squadra che in ogni caso non fa della fase offensiva il suo forte. Il meglio di sè lo dà infatti in difesa, marchio di fabbrica già ai tempi della gestione Marcelino ma che Escribà sta ulteriormente migliorando: nell’ultimo turno il Villarreal è riuscito a strappare un punto al travolgente Siviglia di Jorge Sampaoli, imponendogli lo zero a zero al Sanchez Pizjuan (dove i padroni di casa non rimanevano a secco di goal da 27 partite).
La Roma dovrà dunque mettere in campo tutto il suo potenziale offensivo, senza però scoprirsi alle letali ripartente del Sottomarino Giallo: un compito non facile per una formazione non sempre impeccabile in fase difensiva. Sicuramente la gestione del possesso palla sarà a favore della formazione di Luciano Spalletti che dovrà però sfruttarlo al meglio senza sbattere sul “muro” eretto dalla formazione spagnola.
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