Pezzella: “Ho avuto paura, la Fiorentina mi è stata vicino”
Il leader e capitano della Fiorentina, il difensore German Pezzella, ha convissuto per molte settimane con il Coronavirus dopo esser stato contagiato dai compaghi di squadra. In una bella intervista al Corriere della Sera il ragazzo ha raccontato il suo periodo di convivenza col virus addosso, tra paure e pensieri, senza però che sia mai stato lasciato solo. Pezzella ha infatti raccontato della costante vicinanza dello staff medico della Fiorentina e dei compagni di squadra che non l’hanno mai abbandonato in questo periodo difficile. Andiamo a vedere cos’ha detto nell’intervista:
German Pezzella, capitano della Fiorentina, come si è accorto di essere positivo al Covid 19?
«All’inizio avevo solo un po’ di tosse e febbre, ma considerando che in squadra c’erano già dei casi, ho immaginato subito di essere rimasto infettato. Poi mi hanno fatto il tampone e a quel punto non ci sono stati più dubbi».
Ha avuto paura?
«Confesso di si. È vero che per me il virus è stato simile all’influenza, ma nei primi giorni della malattia ti vengono un sacco di pensieri. Per fortuna la famiglia e gli amici, pur non fisicamente, mi sono stati vicini».
Qual è stato il momento più duro?
«Quando ho avuto la conferma che si trattava di coronavirus. Come ho detto, il sospetto ce lo avevo, ma la conferma è un’altra cosa. Ho cercato, dentro di me, di non perdere la serenità, ma non è stato facile».
La Fiorentina e i suoi compagni l’hanno sostenuta?
«Moltissimo. Lo staff medico mi ha seguito sin dal primo momento e con i compagni di squadra siamo sempre stati in contatto. D’altra parte non ero l’unico del gruppo a trovarsi in quella situazione e capire come si sentivano gli altri era importante».
Adesso che è tornato negativo ha ripreso un po’ di attività fisica?
«Seguo un percorso personalizzato come gli altri giocatori della Fiorentina. Non è semplice allenarsi così, ma speriamo che presto si possa tornare al centro sportivo».
È pronto per tornare a giocare o pensa che sia prematuro visto la situazione del Paese?
«La decisione sulla ripartenza deve essere presa dai medici e dagli esperti. Quando succederà l’importante è che sia garantita la sicurezza di noi giocatori e di tutti gli addetti ai lavori».
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