Il calcio nella Fase 2: dalle Isole Far Oer l’esempio da seguire
Il prossimo quattro maggio prenderà il via la famosa Fase due per poter tornare, piano piano, alla normalità; una situazione che ovviamente riguarderà anche il mondo del calcio. I vari campionati, infatti, sono pronti a ripartire ma dovranno rispettare alcune fondamentali regole per tenere in sicurezza i giocatori e tutte le persone che lavorano nei vari club. Come riprendere a giocare nel modo più sicuro possibile? La soluzione arriva direttamente dalle Isole Far Oer dove il Formuladeildin (campionato composto da dieci squadre) tornerà in campo il prossimo nove maggio. Una ripartenza dovuta anche al numero di abitanti come riferito da Pall Klettskard, giocatore del KI Klaksvik. Ecco le parole dell’attaccante che spiega anche le norme da seguire per evitare il rischio contagio: “In quanto piccola popolazione siamo fortunati, perché siamo riusciti a contenere il virus in maniera efficace. Anche qui, comunque, il Covid-19 ha avuto un grande impatto sul nostro quotidiano. Come la maggior parte dei paesi in Europa, tutte le scuole, le attività sportive, gli enti pubblici sono rimasti chiusi. Ora le cose stanno tornando alla normalità e potremo iniziare presto il campionato. La Fsf, federcalcio faroese, ha dato a tutte le squadre le regole da seguire per evitare nel miglior modo possibile il rischio contagio. Abbiamo dovuto allenarci in gruppi di cinque per un paio di settimane e per due settimane non ci e’ stato permesso di allenarci insieme. Adesso, per fortuna, possiamo lavorare di nuovo con il gruppo al completo. In campo ci saranno vietate alcune cose. Non ci sarà permesso stringere la mano prima, durante o dopo le partite. Il protocollo prevede borracce personalizzate, divieto di sputare per terra e pulirsi il naso, obbligo di sanificare il pallone”. Regole da seguire alla lettera se si vuole evitare il contagio ma, al tempo stesso, avere una parvenza di normalità.
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