Prima gara del girone di Europa League per l’Atalanta che se la vedrà al debutto contro il favoritissimo Everton giovedì sera alle ore 19.00. Il club inglese, prossimo a festeggiare i 140 anni di storia (e non è un errore di battitura!), è senza dubbio la squadra favorita per la vittoria del Gruppo E. Approdata ai gironi attraverso i preliminari disputati contro i piccoli Ruzomberok e Hajduk Spalato, è attualmente guidata da Ronald Koeman, il difensore più prolifico della storia del calcio, ed è una delle avversarie più temibili per la formazione orobica, nonché una delle tre maggiori candidate al titolo secondo i bookmakers (in attesa di sapere chi verrà retrocesso dalla Champions).
Rosa
La squadra a disposizione del tecnico olandese viene da una sessione di mercato particolarmente importante. Nell’estate dei trasferimenti record, anche l’Everton ha potuto dire la sua andando a spendere la cifra monstre di 158 milioni. In questa rocambolesca finestra di mercato sono arrivati, infatti: il trequartista Gylfi Sigurdsson dallo Swansea per quasi 50 milioni; il centrale Michael Keane dal Burnely per 28,5 milioni; alla stessa cifra è stato acquistato il portiere del Sunderland Jordan Pickford; il trequartista Davy Klaassen per 27 milioni; e il talento 19enne dell’Hajduk Spalato Niko Vlasic per poco più di 10 milioni. Tuttavia il nome che ha riempito di più i tabloid è stato ovviamente quello di Wayne Rooney, tornato all’ovile dopo gli anni al Manchester United, a costo zero. La cessione di Lukaku allo stesso United per 84,7 milioni di euro, e il pagamento da parte del Barcelona della clausola di recompra da 12 milioni per Deulofeu, hanno costituito la quasi totalità delle entrate per il club del Merseyside, la cui rosa è attualmente valutata da Transfermarkt circa 321 milioni. Escludendo la partenza del bomber belga, la società è riuscita quindi a mantenere tutti i propri “senatori”, come il capitano Jagielka, i difensori Baines e Williams, il centrocampista Gueye, l’ala Mirallas, nonché i due portieri della passata stagione Stekelenburg e Robles.
Stella della squadra
Wayne Rooney è indubbiamente l’uomo più rappresentativo del club. Le sue qualità sono ben note: capace di giocare praticamente in qualsiasi ruolo e di segnare in ogni modo possibile. L’inglese è tornato ai Toffees dopo 13 anni per chiudere la propria carriera. Dopo un grande avvio con 2 reti sono però arrivati alcuni problemi extra calcistici (guida in stato di ebbrezza); Koeman era stato molto chiaro riguardo il suo stile di vita sregolato che non sarebbe stato in alcun modo tollerato, ma a quanto pare il messaggio non è stato ben recepito.
Stile di gioco
Il credo tattico di Ronald Koeman lo conosciamo bene: possesso palla e continua azione offensiva. L’olandese ha la capacità di cambiare modulo in corsa e spesso le sue squadre sono camaleontiche e di difficile lettura. In questa prima parte di stagione sono stati già ben 5 i cambi di modulo nelle partite ufficiali disputate dal suo Everton, il che può essere tanto un pregio quanto un difetto: sapersi adattare all’avversario è la caratteristica principale che dovrebbe avere un allenatore, tuttavia i suoi sembrano ancora degli esperimenti, come se la pre-season non fosse ancora finita. Lo stesso Rooney è stato già utilizzato come punta, ala e trequartista. Fondamentale nel gioco dei Tooffes è la spinta dei laterali difensivi che supportano l’azione offensiva; la presenza sulla trequarti di calciatori del calibro di Klaassen e Sigurdsson favorisce invece le verticalizzazioni improvvise ed un costante pericolo per le difese avversarie anche dalla distanza. La nota dolente è la fase difensiva che, pur giocando bassa e stretta, subisce molto la velocità delle squadre avversarie e viene spesso bucata con grande facilità.
Andamento in campionato
Sono 4 i punti dopo 4 giornate per l’Everton, che però ha già affrontato, perdendo, Chelsea e Tottenham, pareggiando però con il Manchester City. L’attaccante inglese è stato il trascinatore dei Toffees nelle prime due gare, siglando 2 reti molto pesanti. Al debutto il goal di Rooney decise la sfida contro lo Stoke City, mentre contro i Citizens di Guardiola fu ancora l’ex attaccante della Nazionale inglese a portare in vantaggio i suoi, prima della rete di Sterling nel finale che fissò il punteggio sul definitivo 1-1. Contro i Blues e gli Spurs, invece, si è vista la differenza di livello e le sconfitte sono state molto nette: 2-0 contro gli uomini di Conte (Fabregas e Morata i marcatori) e 3-0 contro quelli di Pochettino (doppietta di Kane e Eriksen).
Formazione tipo
In questo inizio di stagione, tolti rari casi, il tecnico dell’Everton Ronald Koeman ha sempre schierato la sua squadra con il 3-4-1-2 grazie anche alla grande mole di calciatori offensivi a disposizione ma nell’ultima di campionato, contro il Tottenham, l’olandese è tornato alla difesa a 4 che dunque potrebbe utilizzare in Europa League contro l’Atalanta.
Everton (4-2-3-1): PICKFORD; MARTINA, Williams, Jagielka, Baines; Gueye, Schneiderlin; SIGURDSSON, ROONEY, KLAASSEN; SANDRO. Allenatore: Ronald Koeman
Precedenti tra l’Everton e le italiane
L’Atalanta non ha mai avuto modo di confrontarsi con l’Everton. Tuttavia i precedenti tra i Toffees e i club italiani sorridono alle squadre del Bel Paese. Nell’edizione 1963/64 della Coppa dei Campioni fu l’Inter a superare gli inglesi (1-0 complessivo), accedendo agli ottavi. Nella Coppa UEFA 1975/76 anche il Milan eliminò l’Everton (1-0) qualificandosi ai sedicesimi. Agli ottavi della Coppa UEFA 2007/08 fu la Fiorentina a superare il club inglese (2-2 finale), con la partita che si decise ai calci di rigore (errori di Yacubu e Jagielka).
18/09/1963 Coppa dei Campioni: Everton-Inter 0-0
25/09/1963 Coppa dei Campioni: Inter-Everton 1-0
17/09/1975 Coppa UEFA: Everton-Milan 0-0
01/10/1975 Coppa UEFA: Milan-Everton 1-0
06/03/2008 Coppa UEFA: Fiorentina-Everton 2-0
12/03/2008 Coppa UEFA: Everton-Fiorentina 2-0 (2-4 dcr)





