Pietro Vierchowod, lo Zar

Pietro Vierchowod, lo Zar

È il suo compleanno oggi, e dato che è nato il 6 aprile del 1959 compie sessantuno anni, ma chissà come lo festeggerà… in fondo Pietro Vierchowod è sempre stato un duro, un tipo estremamente serio, professionale fino in fondo, quasi glaciale tanto che raramente lo si vedeva ridere. Era così Lo Zar, ma forse è stato proprio grazie a questo modo di fare serio e professionale che Pietro Vierchowod è riuscito a disputare tre Mondiali e venticinque stagioni da calciatore. Poche interviste, rare apparizioni in tv. “Non c’è bisogno di parlare o mettersi in mostra. Io fino a 41 anni ho giocato perché mi piaceva. A Piacenza arrivavo all’allenamento un’ ora prima degli altri. Cosa ci può essere di più bello di un mestiere che ti fa stare all’aria aperta e ti fa divertire?“.

Vierchowod ha giocato per molte maglie: Como, Fiorentina, Roma, Sampdoria, Milan, Juventus e Piacenza, e in ognuna di queste squadre ha giocato da leader ed è entrato nei cuori dei tifosi. Con la maglia del Como ha esordito tra i professionisti, partecipando alla rinascita dei bianco blu che scesi dalla B in C1 hanno saputo tornare in A con due promozioni consecutive. Con la maglia viola della Fiorentina indosso gioca una sola stagione in prestito ma farà parte di quella squadra che nella stagione 81-82 si classificò seconda dietro alla Juventus. Nella stagione 82-83 viene ceduto ancora in prestito dalla Samp ma questa volta alla Roma: con la maglia giallorossa vincerà uno storico scudetto, vittoria che fu possibile anche grazie al reparto difensivo sul quale poteva contare quella squadra ( Vierchowod, Nela, Maldera e Di Bartolomei) allenata dal grande Liedholm. Tornò a Genova nel 1983 e ci rimase per dodici stagioni: con la Sampdoria vinse quattro Coppe Italia, una Coppa delle Coppe, uno scudetto e una Supercoppa italiana, mentre gli sfuggì la Coppa dei Campioni, persa in finale a Wembley contro gli spagnoli del Barcellona. Vierchowod diventò uno dei leader e una bandiera della compagine doriana, rifiutando più volte il trasferimento ad altre squadre. Nell’estate del 1995 Lo Zar accettò il trasferimento alla Juventus, all’età di 36 anni, dove rimase per una sola stagione ma anche grazie alle sue ottime prestazioni la Vecchia Signora vinse la Champions League in quell’annata e Vierchowod entrò subito nel cuore dei tifosi bianconeri. Il 3 settembre 1996 firma col Milan per una stagione, andando a sostituire l’infortunato Baresi. Al termine della stagione, nonostante molte voci lo dichiararono come prossimo al ritiro, Pietro Lo Zar Vierchowod non si rassegnò ed a 38 anni, nell’estate del 1997, firmò un contratto col Piacenza dove rimase per tre stagioni (contribuendo a due salvezze!). Vierchowod appese gli scarpini al chiodo nell’estate del 2000, a quarantuno anni, con la soddisfazione di aver marcato e giocato alla pari con moltissimi attaccanti fenomenali (e ben più giovani di lui) che in quegli anni giocavano in Serie A.

Pietro Vierchowod prese parte a tre spedizioni Mondiali: Spagna 1982, Messico 1986 e Italia 1990, rifiutandosi di andare ad USA 1994 perché “non mi andava di sperare negli infortuni dei compagni. E pensare che poi si fece male Baresi…», visto che Sacchi non lo vedeva come un titolare. Con la Nazionale gioca 42 partite e segna 2 gol, diventando campione del mondo nel 1982.

Considerato tra i più forti interpreti del ruolo tra gli anni ‘80 e ‘90, Vierchowod era uno stopper tenace e grintoso, duro nei contrasti e velocissimo in campo aperto, tanto che Bearzot lo definì «il difensore più rapido del mondo». Seppur non eccezionalmente alto Lo Zar era dotato di grandissima elevazione che lo portava a vincere numerosi contrasti aerei e a segnare molti gol (38 gol in A, tra i più prolifici difensori). Considerato come uno dei più bravi nella marcatura a uomo, seppe adattarsi anche all’innovazione della difesa a zona grazie alla sua professionalità e all’impegno.

La serietà Lo Zar la dimostra anche a sessantuno anni, nell’intervista odierna rilasciata a Libero: “Fa male sentire i numeri dei contagi e dei morti -ma non serve prendersela col calcio parlando di Atalanta-Valencia: il virus circolava già prima. Se per una volta i calciatori dovessero lavorare a giugno non sarebbe la fine del mondo. I club possono dare il buon esempio anche con gli sconti per i biglietti, il pubblico compenserà le perdite. E’ giusto, in giorni in cui tutti i lavoratori non sanno se avranno lo stipendio, che i calciatori facciano un sacrificio. La Juventus ha fatto una mossa giusta e i giocatori sono stati bravi ad accettare”.

Disse di sé Un leader io? No, uno che da’ una mano, umile fino al midollo come solo i grandi campioni sanno essere. Tanti auguri Zar!

 


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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Gullit, il Tulipano Nero che vestì blucerchiato

Gullit, il Tulipano Nero che vestì blucerchiato

Tutte le storie iniziano di lunedì, o quasi, diciamo che tutte le storie normali iniziano di lunedì… beh, questa no, questa storia non inizia di lunedì perché non è una storia normale. Questa è la storia di una stella cometa passata nel firmamento blucerchiato a intermittenza tra il 1993 ed il 1995, ma seppur di breve durata fu un passaggio memorabile il che rende questa storia così mitica da annullarne ogni normalità al suo interno. Come ogni storia mitica ha mille particolarità: il fatto che non cominci di lunedì, il protagonista della storia e le sue passioni, i numeri al termine del passaggio della cometa e il significato che ebbe per la città sulla quale brillò, Genova.

Questa storia comincia un mercoledì di luglio, il 14 luglio 1993 per l’esattezza: a Genova non fa troppo caldo quel giorno nonostante sia estate inoltrata, circa 20 °C, però è piuttosto umido e gli abitanti della città non sembrano gradire troppo quel clima. Ma c’è una metà esatta della città di Genova che di colpo viene scossa da una notizia che ha del clamoroso, una di quelle notizie sbalorditive che lasciano a bocca aperta come se una stella cometa luminosissima decidesse di passare proprio sulla testa degli astanti… il 14 luglio 1993, in uno strano mercoledì di metà luglio, Ruud Gullit venne ufficializzato dalla Sampdoria come un nuovo calciatore blucerchiato. Inizia così la nostra strana storia, la storia di Gullit alla Samp, una storia così intensa e breve allo stesso tempo che verrà ricordata negli annali nel calcio seppur durata appena 63 partite.

All’epoca di quel 14 luglio del 1993 l’indimenticabile Paolo Mantovani, allora presidente della Sampdoria, era fortemente indebolito e provato dalla malattia che qualche mese dopo (ad ottobre, anche qui il 14) l’avrebbe strappato ai suoi cari ed ai suoi adorati tifosi, ciononostante lo spirito deciso dell’imprenditore romano ma genoano d’adozione permise di dare l’affondo ad un ultimo colpo di mercato per rendere la sua amata Sampdoria sempre più forte: fu così che grazie ad una chiacchierata convincente avvenuta tra Gullit e Mantovani nel dicembre del ‘92 e ad una operazione estiva di mercato fulminea, che batté sul tempo il Torino, da 1 miliardo di lire che Ruud Gullit arrivò ad indossare la maglia della Sampdoria, firmando un contratto da 2 miliardi e 200 milioni di lire a stagione.

Dicevamo che questa storia ha mille particolarità, come ad esempio il protagonista in questione: insignito del Pallone d’Oro nel 1987 (dedicato a Nelson Mandela) alla sua prima esperienza in Serie A con la maglia del Milan, Ruud Gullit si rese famoso non solo per le sue doti calcistiche da fuoriclasse assoluto, ma anche per le sue passioni fuori dal campo come la musica e le donne. La musica era tra le passioni più forti, Gullit si dilettava a suonare per una band reggae con la quale si esibì anche nei palasport italiani, e le donne poi… tre mogli, tra le quali figurano un’ex fidanzata di Ayrton Senna e la nipote di Johann Cruyff, dalle quali avrà cinque figli.

Ma questa non è solo la storia di un grande amatore o di un membro di una band reggae, questa è la storia di un calciatore fuoriclasse, dal talento così raro e luminoso da sembrare una stella cometa bellissima. Questa storia vede Ruud Gullit, Il Tulipano Nero,  diventare rapidamente un idolo dei tifosi della Sampdoria, grazie alle giocate da campione e alle esultanze cariche sotto la Gradinata Sud per le quali i tifosi impazziscono, ed i tifosi blucerchiati impazziscono anche grazie ai numeri che Gullit produce con la maglia della Sampdoria addosso: da seconda punta e trequartista mette a segno 26 gol in 63 presenze, nella stagione 1993-1994 e nella seconda parte della successiva. Con la casacca blucerchiata vinse la Coppa Italia alla sua prima stagione, non sazio dei numerosi trofei alzati con la maglia del Milan; cambiò aria proprio perché saturo e demotivato in rossonero dopo aver perso la finale di Champions League contro il Marsiglia, fu allora che Mantovani fiutò l’affare e lo consegnò al duo tecnico della Sampdoria formato da Sven-Goran Eriksson e Sergio Santarini. Memorabile le parole scambiate tra Gullit e Mantovani il giorno della presentazione della squadra: “Presidente – disse Gullit presentandosi con oltre un’ora di ritardo – mi faccia tornare la voglia di giocare a pallone“, Mantovani gli rispose “Tu vieni puntuale e ti garantisco che ti divertirai come non ti sei mai divertito prima“.

Il Tulipano Nero incantò Genova in appena una stagione e mezza, ma al di là dei gol e delle giocate Ruud Gullit verrà per sempre ricordato dai tifosi blucerchiati come l’ultimo grande regalo che l’immenso Presidente Mantovani fece alla sua Sampdoria.

 

(Dati WikipediaTransfermarkt)

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Coronavirus, G.Ramirez:”La Samp non ha nascosto nulla, altri club…”.

Gaston Ramirez:”La Samp non ha nascosto nulla, altri club sì!”.

Intervistato dal quotidiano ligure Il Secolo XIXil trequartista della Sampdoria Gaston Ramirez ha parlato in questi termini sulla gestione interna dell’emergenza Coronavirus da parte della squadra blucerchiata e di altri club di Serie A:”La Sampdoria non ha tenuto nascosto nulla, tante altre squadre sì e non lo capisco. È una mancanza di rispetto verso chi è stato trasparente e verso le persone che sono entrate in contatto con i contagiati. Rivelare di avere il virus non è una macchia sulla fedina penale, è questione di salute, di etica”.

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Sampdoria, Linetty: “Vicino al Torino a gennaio, ma non volevo lasciare”

Linetty retroscena di mercato

Il centrocampista della Samp Karol Linetty, intervistato dal portale polacco Newonce Sport,  ha svelato un retroscena dell’ultima sessione di mercato e ha spiegato il motivo che lo ha spinto a rimanere a Genova. Nonostante l’interesse del Torino, ha prevalso la voglia di guidare i blucerchiati fuori dalla zona retrocessione:”Non volevo lasciare la Sampdoria in una situazione difficile, in piena lotta per la salvezza, cambiando improvvisamente squadra. Devo molto a questa società. Sono contento per tutto quello che ho vissuto qui a Genova. E quest’anno possiamo ancora regalare tante gioie ai tifosi blucerchiati. Futuro? Cosa accadrà in estate lo vedremo più avanti”.

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Genoa e Sampdoria: come salvare due squadre in difficoltà

Genoa e Sampdoria: come salvare due squadre in difficoltà

Il coronavirus, l’emergenza sanitaria che sta colpendo il mondo, non ha risparmiato il panorama calcistico. Sono giorni complicati per lo sport il cui obiettivo, per quanto possibile, è trovare una soluzione che possa far terminare la stagione. Appuntamenti rinviati, taglio degli stipendi, possibilità per assegnare lo scudetto: questi i principali temi messi sul tavolo dagli organi massimo del calcio italiano. In questa situazione sono due le squadre in gravi difficoltà: Genoa e Sampdoria. Rossoblù e blucerchiati, infatti, già non versavano in acque tranquille dal punto di vista economico ma con la chiusura delle aziende di giocattoli (Preziosi) e cinema (Ferrero) rischiano seriamente il collasso. Come salvarle? La proposta, che aiuterebbe tutto il mondo del calcio, arriva direttamente dalla Lega Calcio pronta a chiedere una mano al Governo. L’idea è quella di abolire il Decreto Dignità per consentire alle società di tornare a pubblicizzare le agenzie di scommesse. Azione necessaria se non si vogliono rischiare conseguenze ancora più gravi di quelle che già si stanno verificando.

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Bruno Fernandes è già Player of the Month

Bruno Fernandes è già Player of the Month

Bruno Fernandes si è già preso il Manchester United e l’intera Premier League. Un mese e mezzo fa il Manchester United annunciava ufficialmente l’acquisto di Bruno Fernandes dallo Sporting Lisbona per la modica cifra di 55 milioni più bonus e molti si chiesero se il ragazzo potesse effettivamente valerli quei soldi, oggi abbiamo una risposta: si, li vale tutti fino all’ultimo centesimo.

L’impatto devastante di Bruno Fernandes, 3 gol e 4 assist in appena 9 gare, gli è valso l’ambito premio di “Premier League Player of the Month” per il mese di febbraio, ovvero l’equivalente del nostro premio come “Calciatore del mese della Serie A”. Curiosamente, il Manchester United nelle ultime 9 gare ha ottenuto ben 6 vittorie e 3 pareggi senza alcuna sconfitta, guarda caso da quando Bruno Fernandes ha iniziato a vestire la casacca dei Red Devils.

Bruno Fernandes, trequartista portoghese classe ‘94, ha iniziato la sua carriera professionistica in Italia cominciando dalle giovanili del Novara fino all’esordio in prima squadra, per poi vestire per tre anni la casacca dell’Udinese e per una sola stagione la maglia della Sampdoria prima di tornare in patria ed esplodere definitivamente con i colori dello Sporting Lisbona addosso; in sei stagioni trascorse in Italia il ragazzo ha collezionato ben 153 presenze condite da 20 gol e 18 assist.

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È tempo di podcast, è tempo di Premier League! Che succede nel campionato inglese di eclatante? Succede che United e Chelsea, con tutta probabilità, a fine stagione cambieranno la guardia alle proprie porte visto che i guardiani scelti non stanno facendo al meglio il proprio lavoro. David De Gea e Kepa Arrizabalaga, stessa nazione e stesso ruolo, carriere diverse ma ugualmente importanti ed un presente incerto tra incomprensioni con il tecnico, papere e panchine; in tutto questo polverone si fanno largo i sostituti per la prossima stagione!
Porte girevoli, e dieci partite a disposizione di Kepa e De Gea per dare risposte importanti a Lampard e Solskjær…

 




Coronavirus: sette contagi in Serie A

Coronavirus: sette contagi in Serie A

Oramai il coronavirus è presente nella nostra Serie A, al passare dei giorni aumentano i controlli e di conseguenza anche i contagi tra le squadre. La Sampdoria nel pomeriggio con una nota ufficiale ha comunicato che, oltre a  Daniele Rugani e Manolo Gabbiadini, vi sono altri 4 contagiati: La Gumina, Colley, Thorsby ed Ekdal, oltre ad uno dei medici della squadra. La Fiorentina, circa un’ora fa, ha annunciato la positività del giovane attaccante classe 2000 Vlahovic; a questo punto anche la formazione viola ha comunicato l’inizio della quarantena. Fari puntati su Hellas Verona ed Udinese, le ultime due avversarie di Sampdoria e Fiorentina. Intanto anche in europa si è finalmente deciso di sospendere le competizioni, in rapida successione sono state sospese: la Liga, ieri, mentre oggi Bundesliga, Premier League, Europa League e Champions. Oggi, inoltre, ci è stato un contatto tra i presidenti di Serie A, e sembrerebbe che l’intenzione sia quella di concludere la stagione con qualche mese di ritardo, quando l’emergenza sarà rientrata, accettando quindi di posticipare l’Europeo in un secondo momento, questa posizione al momento sembrerebbe condivisa anche dalle altre Federazioni europee.

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Quagliarella araba fenice: l’uomo dei record sfida Ronaldo per il titolo di bomber della Serie A

Chi avrebbe mai potuto immaginare che Cristiano Ronaldo sarebbe arrivato nella Serie A e non sarebbe stato saldamente in testa alla classifica capocannonieri a dieci giornate dalla fine. Chi lo avrebbe detto, che ad impedire ciò, sarebbe stato un attaccante di 36 anni militante in una squadra di metà classifica, al momento fuori dalla zona Europa. Eppure, è successo e l’Italia sorride sotto i baffi, perché è in questi casi che emerge tutto l’orgoglio azzurro, di uno che proprio in questi giorni ritroverà la Nazionale dopo anni, dopo che ormai nessuno e lui in primis ci sperava più.

L’uomo dei record, l’uomo anche dei gol impossibili, è Fabio Quagliarella. Raggiunta quota venti per la prima volta in carriera, a questa età, tanto di cappello. Lo ha fatto calciando il sesto rigore stagionale domenica pomeriggio, contro l’Atalanta, per un momentaneo pareggio prima che gli orobici sbancassero il Marassi. Ronaldo nel frattempo si risparmiava contro l’Udinese per essere al top contro l’Atletico Madrid, saltando la prima partita in casa della stagione, appena la seconda volta fuori dopo i sessanta minuti di Bergamo. A conti fatti, ha anche giocato più di Quagliarella: segnando una rete in meno del nostro bomber tricolore.

Ciò nonostante bwin vede ancora favorito Ronaldo nelle quote relative al cannoniere della Serie A, posizione rafforzata dalla grande prestazione in Champions League del lusitano, che ha permesso alla Juventus di compiere una delle più grandi imprese calcistiche degli ultimi tempi. L’unica incognita riguarderà il possibile turnover nei prossimi appuntamenti di campionato che vedranno come protagonista la Vecchia Signora, ormai lanciata verso lo scudetto e con un vantaggio abissale nei confronti del Napoli.

Non solo loro due, almeno per ora, perché a guardarli da molto vicino c’è un nome che nessuno poteva nemmeno lontanamente pensare ad inizio stagione e che invece mantiene ancora oggi una costanza pazzesca, anche dopo aver cambiato maglia. Si parla ovviamente di Piatek, il polacco trasferitosi dal Genoa al Milan, senza minimamente veder scendere la propria media realizzativa anzi, rimpinguandola decisamente. Anche l’ultima vittoria rossonera è firmata dal pistolero, tanto per cambiare.

Non mancano invece le delusioni di grandi nomi, nel corso di questa stagione. Per motivi diversi alcuni dei leader degli scorsi anni stanno deludendo: su tutti i due a pari merito dello scorso anno, Immobile e Icardi. Se il laziale ha dato segnali di ripresa nell’ultimo periodo, per l’argentino è il momento più difficile in carriera, per i noti fatti anche extra campo con l’Inter e tutto l’ambiente. Non meglio i re dei bomber precedenti, da Belotti a Dzeko: anche in questo caso un percorso inverso, col gallo che sembra finalmente in gran spolvero nelle ultime giornate, mentre per Dzeko prosegue l’involuzione preoccupante di questa stagione, costata caro anche a Oporto, nel ritorno di Champions.

Quagliarella, Cristiano Ronaldo o Piatek: uno di questi tre, outsider (Zapata?) permettendo sarà il capocannoniere della Serie A, stagione 2018/19.




Sampdoria, la conferenza stampa di Marco Giampaolo (LIVE)

Conferenza stampa Giampaolo- Il tecnico della Sampdoria, Marco Giampaolo, interverrà nella giornata di oggi in conferenza stampa in vista del prossimo impegno di campionato.

L’allenatore blucerchiato ha parlato del match di domani, ore 15.00, contro l’Atalanta di mister Gasperini (qui le probabili Sampdoria-Atalanta), match valido per la 27° giornata del campionato di Serie A. Vi ricordiamo che potrete seguire la radiocronaca della partita grazie a Radiogoal24 andando sulla sezione radio o sulla nostra pagina Spreaker. Seguite LIVE le sue parole. Per aggiornare la diretta basta premere F5!

Domani si affrontano due fra le due squadre che affrontano il miglior calcio della A.

“Domani si affrontano due squadre che la classifica che dice che in questo momento possono lottare per lo stesso obiettivo. Loro hanno una chance in più perché sono in semifinale di Coppa Italia. Che giochino meglio è opinabile”.

Come stanno Quagliarella, Ramirez e Tonelli?

“Sono tutti e tre convocati. Fabio praticamente ha gestito la settimana, abbiamo sensazioni positive. Gaston è rientrato negli ultimi giorni, Tonelli negli ultimissimi. Sono convocati, hanno bisogno, non tutti, di riprendere il ritmo degli allenamenti e lo faremo nelle prossime settimane”.

L’Atalanta è una squadra che crea molto come occasioni.

“L’Atalanta è una squadra forte che ha una forte identità. Nei numeri statistici primeggia, ha un potenziale offensivo però di squadre forti ce ne sono tante. Sarà importante fare una partita collettiva, di grande sacrificio collettivo perchè l’Atalanta quando offende porta sempre tanti giocatori sopra la linea della palla e ha giocatori che nell’uno contro uno crea superiorità numerica. Più che mai serve fare una partita collettiva, bisogna avere la forza di determinare, sappiamo che è una squadra forte individualmente”.

Prese delle misure apposta per Zapata?

“Innanzitutto Duvan lo salutiamo volentieri. Professionista straordinario e giocatore eccellente. E’ un giocatore che dà spessore davanti, ha fisico e difficile nella marcatura lunga. Conosciamo le sue caratteristiche ma non abbiamo predisposizioni a marcature personalizzate, se non collettive”.

Giocherete con la maglia storica della Sampierdarenese.

“E’ molto bella, l’ho vista. Tutto ciò che profuma di storia mi affascina. E’ una bella cosa”.

Domani avrete di più il pubblico dalla vostra parte.

“E’ una partita tosta. Dove anche gli aspetti emotivi possono fare la differenza. In questo senso, il nostro pubblico so che c’è e che ci sarà. So dell’iniziativa degli Ultras di ritrovarsi prima. E’ una partita importante e noi dobbiamo essere orgogliosi di giocarle. Ben vengano gare così. Più sono importanti e più significa che la Samp fa bene”.

Le voci che arrivano da Roma su di lei?

“Non vado dietro a queste cose. In questo senso qui a Genova dobbiamo fare un salto di qualità. Non dobbiamo parlare di interessi personali o mercato a campionato in corso perché passeremo per un club di passaggio per valorizzare i giocatori. Se non cambiamo il modo di pensare e se non riteniamo che la Samp è la mia squadra, io sono fidelizzato ai colori della Samp, possiamo giocare per qualcosa di importante”.

Le voci societarie?

“Di società non so niente. A me interessa che la squadra sia orientata nel lottare e nel poter essere competitivi fino alla fine. Non c’è mercato per quanto mi riguarda né per i giocatori. La mercanzia non dobbiamo metterla sul piatto”.

Quagliarella lunedì leggerà il giuramento prima della Viareggio Cup.

“Fabio vive una seconda giovinezza. Anche Fabio che oggi è capocannoniere deve avere l’ambizione di vincerlo il titolo di capocannoniere. Così la Samp ha più chance. Faccio il suo esempio perché mi riallaccio a quello che ho detto prima. Bisogna raggiungere obiettivi collettivi che sono la Samp e deve essere al di sopra degli obiettivi individuale. Io mi accorgo se qualcuno molla qualcosa”.

Pochi gol dagli altri attaccanti e dai centrocampisti.

“La Samp è il quinto miglior attacco. Quindi significa che 15 squadre hanno un attacco peggiore e che le grandi squadre hanno un grande bomber. Quando non fa gol Fabio lo farà qualcun altro. Lui ha più possibilità perché gioca con più frequenza ed è un bomber. Defrel ha un periodo così così ma ora sta meglio. Mi occupo della squadra”.

TERMINA LA CONFERENZA STAMPA




Il punto sulla Sampdoria: news, mercato e ultime dai campi

La situazione:

La sconfitta, per altro immeritata, contro la Juventus non deve essere l’indicatore dell’ultimo periodo della squadra doriana. Rilanciatasi nell’ultimo periodo, trascinata da un Quagliarella in stato di grazia, è attualmente al settimo posto, ma a soli 3 punti dal quarto, occupato dalla Lazio. Alla ripresa, la squadra affronterà prima al “Luigi Ferraris” il Milan, sabato 12 gennaio 2018, per gli ottavi di Coppa Italia, poi, in Serie A TIM, la Fiorentina al “Franchi”, domenica 20 gennaio alle ore 15:00.

Il mercato:

Nelle ultime ore la Sampdoria sembrerebbe attivissima sul mercato in entrata. Infatti ha messo nel mirino un terzetto di giocatori tutti provenienti dalla massima serie belga e più in particolare dal Genk. Il primo sarebbe Trossard, ala mancina classe ’94, mentre gli altri due sarebbero il centrocampista Berge e il mediano Malinovsky, di cui il primo ha 20 anni e l’altro è un classe ’93. La doria può sfruttare l’ottimo rapporto instaurato con la società belga, riscontrato dopo l’affare della scorsa estate che ha portato Colley a Genova. In uscita Andersen, che si è messo in luce con ottime prestazione, è conteso tra Inter e Juventus.

Le ultime dai campi:

L’unico da valutare in questa sosta sarà Edgar Barreto, alle prese con noie muscolari, ma che è apparso recuperabile per il prossimo appuntamento di campionato, allo stadio “Artemio Franchi” di Firenze, contro la Fiorentina.