Milan, Leao nei guai: deve 16,5 Milioni allo Sporting Lisbona!

Milan, Leao è nei guai, dovrà risarcire lo Sporting Lisbona con una somma astronomica di 16,5 Milioni.

La questione nasce qualche anno fa, quando il talento rossonero scelse la risoluzione contrattuale con la squadra portoghese dopo uno spiacevole episodio con i tifosi che aggredirono alcuni membri della squadra. All’epoca la rescissione fu consensuale ma a distanza di tempo il club biancoverde ha chiesto un risarcimento alla FIFA dopo che il giocatore si trasferì al Lilla, asserendo che il ragazzo non avesse validi motivi per richiedere la rescissione.

La FIFA rifiutò la richiesta dello Sporting e la carriera del giocatore è proseguita come ben sappiamo al Milan, dopo il trasferimento di questa estate. Ora però il Tas di Losanna ha accolto il ricorso del club portoghese, sancendo un corrispettivo di 16,5 Milioni di danni da versare allo Sporting Lisbona da parte dell’attaccante rossonero: una cifra difficile da sostenere anche per un calciatore di Serie A, considerando che il giocatore prende 2 Milioni all’anno e avrebbe sicuramente bisogno dell’aiuto del club, soprattutto in questo momento di difficoltà.

Una grana non di poco conto che sicuramente non finirà qui e continuerà sui banchi dei tribunali.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Il Milan riflette sul futuro di Zlatan Ibrahimovic

Il Milan riflette sul futuro di Zlatan Ibrahimovic

Uno dei colpi di mercato più iconici della scorsa sessione è stato, senza ombra di dubbio, l’acquisto da parte del Milan di Zlatan Ibrahimovic; l’attaccante svedese, dopo l’esperienza negli Stati Uniti, ha deciso di tornare in Italia per abbracciare il progetto rossonero. Una storia d’amore che rischia di terminare al termine della prossima stagione; la società milanista, infatti, non è sicura di rinnovare il contratto dell’attaccante visto che la carta d’identità recita trentotto anni. Periodo di riflessione, visto l’impossibilità di continuare a giocare, anche per l’attaccante. Zlatan Ibrahimovic riflette sul suo futuro e, terminata la stagione in essere, si metterà ad un tavolo con la dirigenza rossonera per decidere un futuro al momento incerto. Non solo lo svedese nei pensieri del Milan; il club, infatti, si sta muovendo e guarda al futuro. Tra gli obiettivi della società figurano, tra gli altri, il difensore Robin Koch, il centrocampista Matias Zaracho e gli attaccanti Fiete Arpe eAlexander Isak.

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Giovanni Trapattoni, 81 anni di un vincente

Giovanni Trapattoni, 81 anni di un vincente

Festeggia oggi i suoi 81anni Giovanni Trapattoni, il Trap. Nella storia del calcio italiano risulta attualmente l’allenatore più vincente a livello di club e uno tra i più titolati al mondo. Nella sua esperienza in panchina il Trap a livello nazionale ha vinto 7 campionati in Italia e uno in Germania, Portogallo e Austria. A livello internazionale altri sette titoli, vittorie che lo rendono il sesto allenatore al mondo per trofei conquistati.

Da calciatore ha vestito solo le maglie di Milan e Varese, dopo esser cresciuto tra le fila del Cusano Milanino. Va detto che anche da giocatore ha sempre avuto un feeling speciale con le vittorie, portandosi a casa i rossonero tutto quello che poteva vincere: 2 Campionati, una Coppa Italia, 2 Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa Intercontinentale.

Da allenatore, però, ha dato il suo meglio, in particolare modo nella sua parentesi alla guida della Juventus con cui ha vinto tutto tra Campionati (6), Coppe Italia (2), Coppe Uefa (2), una Coppa delle Coppe, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa UEFA e una Coppa Intercontinentale.

Oltre al bianconero in Italia ha allenato anche il “suo” Milan, l’Inter (con cui ha vinto un Campionato, una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa), il Cagliari e la Fiorentina. All’estero, dove ovviamente ha vinto, ha allenato il Bayern Monaco (una Bundesliga, una Coppa di Lega Tedesca, una Coppa di Germania) il Benfica (un Campionato Portoghese) e il Salisburgo (un Campionato Austriaco).

A livello di Nazionale il Trap ha allenato l’Italia nel Mondiale di Corea-Giappone del 2002 (vi ricordate di un certo Byron Moreno?) e nell’Europeo di Portogallo 2004 (il famoso biscotto tra Svezia-Danimarca). Ha allenato anche la Nazionale Irlandese dal 2008 al 2013, sua ultima avventura in panchina prima di annunciare il ritiro.

Famose le sue sfuriate, tra le quali le più celebri senza dubbio quando allenava il Bayern Monaco.

Un signore dentro e fuori dal campo.

Tanti auguri grande Trap, da tutta la redazione di RadioGoal 24!

 


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Bonaventura in scadenza: a chi farebbe comodo?

Bonaventura in scadenza: a chi farebbe comodo?

Giacomo Bonaventura vedrà il suo contratto col Milan scadere il 30 giugno 2020, salvo rinnovi dell’ultimo secondo, e pertanto è da gennaio che il ragazzo può accordarsi con qualsiasi altra società dell’intero panorama calcistico. Centrocampista duttile, classe ‘89, mai una parola fuori posto e un discreto fiuto del gol, tutte caratteristiche apprezzabili che fanno di Bonaventura una preda squisita da accaparrarsi in tempi brevi per battere la concorrenza. Ma a chi potrebbe tornare utile un tuttofare del centrocampo come Bonaventura? A molte società in effetti. Anche se un rinnovo col Milan sembra lontano proprio ai rossoneri tornerebbe ancora utile il ragazzo, così come le sue doti di incursore farebbero molto comodo a squadre come Hellas Verona e Fiorentina, ma la squadra che più ha mostrato interesse per Bonaventura al momento è la Lazio. Il DS laziale Igli Tare ha visto in “Jack di cuori” il profilo ideale per regalare a Simone Inzaghi un calciatore importante: calciatore maturo e pronto che quindi non va aspettato, motivato dalla voglia di riscatto, duttile in grado di giocare sia in mezzo al campo che sulle fasce, capace di segnare 43 gol e siglare 23 assist in 242 presenze in Serie A… e tutto questo a parametro zero con un ingaggio alla portata di molte società (al Milan ora guadagna 2 milioni); va inoltre sottolineato il fatto che l’agente di Jack Bonaventura è nientemeno che Mino Raiola che con il club biancoceleste di Lotito è in buonissimi rapporti. Per il calciomercato ci sarà tempo, intanto Bonaventura continua ad allenarsi per farsi trovare pronto in caso di eventuale ripresa del campionato di Serie A.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




L’ha vinta Spalletti!

Si attendeva un grande derby e tale è stato. Merito, principalmente, di una grande Inter che ha pienamente meritato il risultato di vittoria. Merito di Spalletti, che in appena tre giorni è riuscito a trasformare l’amorfa squadra di Europa League in un organico euforico e combattente su ogni palla. E ciò con un numero esiguo di calciatori, in campo ed in panca.
Una partita vibrante e tirata, nella quale la supremazia di esperienza dell’Inter e del suo allenatore ha superato l’entusiasmo e la gioventù milanista. Il ritmo forsennato impresso sin dal principio dai neroazzurri ha colto il Milan impreparato. Tradito, forse, da un inoppugnabile favore del pronostico. Ma, si sa, è proprio in gare del genere che l’Inter vien fuori prepotentemente.
Tra gli altri… Vecino ed i suoi gol di peso (Lazio, Tottenham, derby); Perisic e la sua ritrovata snellezza atletica oltre che imprevedibilità di zona (ala destra nell’occasione del primo gol); Politano con i suoi palloni a rientrare (secondo gol) e le sue improvvise sterzate (rigore); De Vrij perentorio nello stacco aereo ed insuperabile in difesa; Brozovic regista di giustezza e peraltro in non perfette condizioni (uscito stremato); Asamoah ed il suo ordine nelle giocate; D’Ambrosio, l’altro terzino, provvidenziale in scivolata al 96’ con le mani dietro la schiena. Inter squadra vera. Che può rinunciare, anche in scontri diretti, al proprio non più imprescindibile riferimento avanzato Icardi.
L’ha vinta Spalletti, con un 4-3-3 che ha mascherato il suo 4-2-3-1 per via della indecifrabile e non facilmente intellegibile posizione sgusciante di Vecino.
Milan che ha iniziato con atteggiamento impaurito e spaesato e che ha pagato l’insussistenza perdurata un tempo intero. Nella ripresa Gattuso l’aveva pur letta bene, con le sostituzioni e i cambi di modulo e di ruolo dei calciatori. Ma ha giocato sostanzialmente in dieci, se è vero che Piatek, per la prima volta, è stato evanescente e non ha sostanzialmente toccato palla. Eccettuato un colpo di tacco vicino all’area piccola.
Non sono mancati gli episodi grotteschi: la possibile rovinosa scivolata dell’arbitro Guida (lo stesso dell’andata, altra perfetta direzione) poco prima della concessione del rigore all’Inter; lo screzio che ha coinvolto Kessie e Biglia in panchina dopo l’uscita dal campo del primo (Gattuso ha preannunciato seri provvedimenti).
Alla fine gli 80mila di San Siro hanno assistito ad una stracittadina proprio divertente, tra le più concitate degli ultimi anni: 5 gol realizzati all’interno di una giornata nella quale sono state ben 42 le marcature effettuate. Ed in cui l’unica squadra di A a non segnare è stata casualmente la capolista Juventus.




Milan, la conferenza stampa di Gennaro Ivan Gattuso (LIVE)

Conferenza stampa Gattuso – Il tecnico del Milan, Gennaro Ivan Gattuso, interverrà nella giornata di oggi in conferenza stampa per parlare del prossimo impegno di campionato.

L’allenatore rossonero presenta il match di domani, ore 20.30, contro l’Inter di mister Spalletti e valido per la 28° giornata di Serie A (qui le probabili formazioni di Milan-Inter). Qui le parole del tecnico:

Sul derby:

“Ogni derby ha una storia a sé, sarà diverso da quello di 4 mesi fa. Sento dire che siamo i favoriti e che l’Inter è morta, non è così perché il derby è una gara a sé. Domani San Siro fa il record d’incassi e deve essere il nostro dodicesimo uomo in campo, ma bisogna rispettare l’Inter”.

Sulla gara:

“Dobbiamo essere bravi a contrastare la loro pressione, all’andata non ci fecero respirare. Domani sarà la stessa gara e bisogna avere coraggio. All’andata non mi era piaciuto l’atteggiamento della nostra squadra mentre domani voglio vedere i ragazzi giocare con la testa libera”.

Sulla gara più importante in carriera:

“E’ una gara come le altre, ci sono tre punti in palio. Non mi preoccupa la gara, ma cosa ti può lasciare la sfida se le cose andranno male. L’Inter può farci male. Mi preoccupano le altre 10 gare dopo questa. Se vinciamo a livello mentale questa gara ci può dare qualcosa in più, se non va bene sarà difficile dopo il derby”.

Su Biglia titolare:

“Domani vediamo”.

Esame di maturità:

“E’ una gara che può servire a tutti, ai giocatori e allo staff tecnico perché siamo tutti giovani e vogliamo crescere”.

Su Piatek:

“La differenza la deve fare il collettivo, la squadra e non il singolo. Pochi vincono le gare da soli, e oggi non siamo in condizione di vincerla con uno solo”.

Sull’Inter:

“Non penso agli altri, parlo solo di quello che succede all’interno del mio spogliatoio”.

Sulla panchina a rischio 4 mesi fai:

“Mai pensato all’esonero, ho solo pensato a lavorare e non ci ho mai pensato di andare via”.

Sulla rivincita personale:

“Non c’è nessuna rivincita, dobbiamo continuare a credere al nostro obiettivo e far crescere i nostri giocatori, di provare a tornare in Champions League. Non ho nessuna rivincita con l’Inter. Non solo io ero in discussione. Vedi Allegri, ha perso a Madrid e sembrava più buono a nulla, ora tutti hanno fatto un passo indietro. Io sono fortunato per quello che sono e per il lavoro che faccio alla mia età”.

Sul sentimento nello spogliatoio:

“Sono partite in cui devi parlare il meno possibile. Già da giocatore la preparavo con il silenzio, e da allenatore sono uguale. Sono altre le gare in cui devi punzecchiare i giocatori, non questa. Oggi a Milanello si sente che l’aria è diversa, il derby si prepara da solo, la pressione e la tensione è abbastanza alta”.

Su Icardi:

“Anche il giocatore più forte al mondo deve avere rispetto degli altri componenti dello spogliatoio. E quando vedo che non c’è rispetto posso diventare l’uomo più cattivo al mondo. Ma non solo del giocatore, anche di chi lo gestisce. Lo spogliatoio è sacro e chiedo a tutti di dire le cose in faccia, meglio mandarsi a quel paese ma poi il rancore bisogna metterlo da parte”.

Sulla trappola derby:

“Il periodo negativo l’abbiamo passato prima, quando siamo usciti dall’Europa League. Non ci caschiamo in questo giochino che noi stiamo bene e loro stanno male. Dobbiamo rispettare una squadra forte come l’Inter, che può farti male in qualsiasi momento”.

Sul Milan favorito:

“E’ una gara in cui non esiste una favorita. Il derby si vince controllando bene le emozioni e le energie prima del fischio d’inizio. Entrare in campo con la testa libera”.

Su Piatek:

“Non parlo molto con lui, ora comincio a vedere qualche sorriso in più e mi fa piacere perchè pensavo che all’inizio era arrabbiato con me. Gli piace allenarsi, al massimo si prende un giorno libero, poi torna qui ad esercitarsi”.

Sulla coperta corta:

“Non sono un sarto che riesce ancora a cucire bene i vestiti. Sbaglio ancora qualcosa, stiamo li per migliorare ma il sarto non lo sono al 100%”.

Sul secondo posto:

“Dobbiamo arrivare in Champions, ora se arriviamo secondi o quarti cambia poco. Il Napoli ha un vantaggio ampio e ha una squadra forte, non voliamo troppo alti. Il Napoli ha qualcosa in più di noi e lo sappiamo. Ancelotti ha fatto molto turnover e hanno molti giocatori, per il Napoli la Coppa non è un problema. Siamo lontani da loro”.

Sull’andamento della stagione:

“Nelle prime 7-8 partite di campionato giocavamo un calcio diverso ma facevamo fatica a portare i punti a casa. Prendevamo sempre gol. Il fatto di soffrire e non prendere gol e ribaltare il risultato nel recupero, ci ha dato sicurezza”.

Su Gattuso nella crescita:

“Ho sempre pensato che l’allenatore in una squadra incide al 30-40% poi bisogna avere un bel gruppo di lavoro, ci vuole disciplina e rispettare la società. I meriti sono dei ragazzi e del club, e una piccola percentuale c’è anche qualcosa di mio e del mio staff”.

Sulla stanchezza dell’Inter:

“Mi riallaccio alla gara che la Juve ha fatto a Madrid. Tutti a dire che la Juve era stanca e morta, poi avete visto al ritorno. Bisogna capire se la stanchezza e fisica o mentale. I miei giocatori non hanno stanchezza fisica altrimenti non fai corse di 50 metri a raddoppiare sugli avversari, qualche giocatore però a livello tecnico soffre un pò di più. Suso e Paquetà? Stiamo chiedendo qualcosa in più a questi giocatori, ma bisogna essere compatti e solidi, non è un problema fisico ma del lavoro che gli chiediamo”.

Su Musacchio:

“E’ cresciuto molto. Sento parlare di Mateo solo come cuore e grinta. Ma lui ne sbaglia poche quando costruiamo dal basso, sento poche persone che notano questo. Ci sono 10 giocatori che danno una mano alla difesa”.

Sulle parole di Berlusconi:

“Quello che dice il presidente è così, bisogna rispettarlo, io faccio le scelte e prendo le decisioni”

Sulla paura di non esserci al derby:

“E’ già la terza volta, non posso permettermi di lasciare la squadra senza allenatore. Se voglio migliorare devo imparare queste cose qui, ho sbagliato e devo migliorare. Non posso discutere così con i giocatori, ho sbagliato ed è giusto che il quarto uomo mi ha cacciato via. Per fortuna non ho detto nulla di grave. Partita vissuta in tribuna stampa? Non lo sapevo nemmeno, ma sono me stesso”.

Sul gol di Biglia:

“Nelle ultime gare stiamo prendendo punizioni dal limite, possiamo prendere più falli al limite dell’area avversaria ma la media è molto bassa. Abbiamo 3-4 giocatori che calciano bene”.

Sulla voglia del Milan in classifica:

“C’è tantissima voglia. Mica dobbiamo fare a botte, non è pugilato ma calcio. La parola “rabbia” bisogna quantificarla, pare una gara nervosa non è giusto. Bisogna avere calma e lucidità. Domani bisogna avere rispetto per l’avversario perché l’Inter può farti male in qualsiasi momento”.

TERMINA QUA LA CONFERENZA STAMPA




la differenza del Pipita: ora il Milan ha chi sposta gli equilibri

Il #Milan e Gonzalo #Higuain. Un’accoppiata che sembra già vincente, o quasi. Nella partita contro l’Atalanta, terminata 2-2, si è visto il miglior Milan degli ultimi tempi. La chiave del gioco di #Gattuso è sembrata chiara ed evidente: palla a Gonzalo e andiamo sul sicuro.

El #Pipita quest’anno si è presentato in campo in ottima forma, ma soprattutto in una versione inedita. Non è più solo l’attaccante che fa reparto da solo e risolve le partite, ma anche un uomo squadra che consente ai compagni di salire e che, all’evenienza, li fa anche segnare.
Contro la squadra bergamasca ha dimostrato ancora una volta di essere il miglior numero 9 in Serie A, con un goal al volo che solo i grandi centravanti fanno.

Nonostante non sia bastata ad ottenere i tre punti, la prestazione dell’argentino fa ben sperare i tifosi che aspettavano da tempo una punta di questo calibro con la maglia rossonera. Perchè l’Higuain di Napoli e quello della Juventus facevano paura, ma quello del Milan sembra essere l’uomo decisivo per il ritorno del Diavolo nell’Europa dei grandi.

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Milan, si avvicina il rinnovo di Bonaventura

Giacomo Bonaventura è uno dei giocatori più importanti del Milan e lo ha dimostrato sia nelle passate stagioni che nel corso di questo campionato (splendido il suo goal contro il Napoli); il centrocampista, nel corso di questa settimana, parlerà con la società per discutere il rinnovo di contratto. Bonaventura ed il Milan, una storia destinata a durare ancora molti anni.




Milan-Barcellona: info biglietti, probabili formazioni e dove vederla in TV o streaming

Milan-Barcellona probabili formazioni – Il Milan si avvicina a giocare il terzo appuntamento dell’International Cup. Dopo le prime due sconfitte, contro il Manchester United ai rigori e contro il Tottenham per 1-0, i rossoneri sono pronti a sfidare il Barcellona. Il test contro i blaugrana sarà l’ultimo per i ragazzi di Gattuso prima di rientrare in Italia a finire la preparazione in vista dell’inizio del campionato. Il match contro il Barcellona si giocherà nella notte del 5 agosto, più precisamente alle h. 2.05 allo stadio di Santa Clara. Vediamo nel dettaglio le probabili formazioni di Milan-Barcellona.

Milan-Barcellona probabile formazione

Gattuso dovrebbe schierare più o meno la formazione che si è arresa al Tottenham. In porta c’è il ballottaggio tra Reina e Donnarumma, mentre la coppia difensiva sarà formata da Musacchio e Romagnoli. Halilovic dovrebbe partire un’altra volta dalla panchina, mentre in attacco Borini è favorito sul partente Kalinic.

Proabile formazioni Milan (4-3-3): Reina /Donnarumma; Abate, Musacchio, Romagnoli, Calabria; Kessie, Locatelli, Calhanoglu; Suso /Halilovic, Cutrone, Borini/Kalinic. Allenatore: Gattuso.

Probabile formazione Barcellona (4-3-3): Cillessen; Semedo, Marlon, Lenglet, Cucurella; Sergi Roberto, Arthur, Rafinha; Aleix Vidal, Munir, Malcom. Allenatore: Valverde

Dove vedere in TV e streaming Milan-Barcellona

Il match tra Milan e Barcellona sarà visibile in diretta tv su Sky Sport. Per eventuali informazioni sul ritiro estivo del Milan, vi consigliamo di consultare la nostra radio nella nostra sezione dedicata o tramite pagina Spreaker.

Info biglietti

I biglietti per questa gara amichevole sono disponibili sul sito www.ticketmaster.com, con  prezzi che variano dai 39 dollari fino ai 325.




Caccia agli svincolati: ecco chi può servire alle squadre di Serie A

Il 20 maggio si chiuderà il sipario della Serie A, condita dalla novità dell’introduzione del Var che ha portato con sè molti miglioramenti ma anche tante polemiche; la fine del campionato, da sempre, coincide con l’inizio dell’apertura del calciomercato estivo e tra i tanti argomenti che potrà far emergere è sicuramente quello più caldo il tema dei calciatori a scadenza di contratto. Quando si sente parlare di parametri zero non si può che far riferimento a colpi grossi come quello di Andrea Pirlo, andato via nell’estate del 2011 dal suo Milan per prendere la strada che lo portò a Vinovo per vestire la maglia bianconera. Protagonista anche Paul Pogba, che aveva lasciato il Manchester United nel 2011 per esser ricomprato a suon di milioni nel 2016. Quest’anno a far parlare di sé, fin dal mercato invernale, è stato l’attuale difensore biancoceleste, Stefan De Vrji, che tra alti e bassi ha deciso di andare via da Roma per raggiungere il prossimo anno l’Inter a Milano. Beffa per la squadra del padron Lotito che si è fatta sfuggire uno dei migliori difensori senza guadagnarci nulla in cambio. Restano comunque le ottime prestazioni del calciatore nelle ultime giornate di campionato che hanno confermato la grande stima che il giocatore olandese ha sempre provato per la società biancoceleste. Vediamo ora chi, tra i svincolati, potrà servire il prossimo anno alle squadre del nostro campionato.

Bernard

Bernard è un giocatore dal profilo interessante che ha già manifestato nella sua esperienza allo Shakhtar: assist, corsa, dribbling e numeri di alto livello, per le società in cerca di un esterno offensivo potrebbe essere il profilo giusto ed una ghiotta occasione. Giocatore dalle tantissime qualità che è arrivato allo Shakhtar Donetsk dall’Atletico Mineiro nella stagione 2013/14 e a giugno andrà in scadenza di contratto con il club: affare interessantissimo per qualsiasi società volesse prenderlo. Nella nostra competizione potrebbe essere un papabile acquisto per l’Inter se Perisic andrà via a fine stagione: fatto molto probabile date le intenzioni manifestate dal giocatore.

Mario Balotelli

Ottimo calciatore ma con un carattere particolare questo è Mario Balotelli, che in Francia sembrerebbe esser rinato; per il giocatore potrebbe esser arrivato il momento giusto per una nuova grande occasione. L’agente del giocatore Mino Raiola è già a lavoro e l’ex attaccante di Inter e Milan potrebbe certamente fare gola a diverse società e, tra queste, spicca già il nome della Roma. Balotelli potrebbe prendere il volo verso l’Italia il prossimo anno: Monchi, infatti, sarebbe pronto ad ospitare il calciatore nella squadra romana dopo anche l’ok di Di Francesco. Il potenziale arrivo di Balotelli potrà rappresentare un vera e propria aggiunta di qualità nel reparto offensivo della squadra giallorossa.

Max Meyer

E’ un classe 95 e ha solo 22 anni ma Max Meyer nel grande calcio ci milita già da tempo e la sua scadenza di contratto con lo Schalke 04 potrebbe essere un’occasione parecchio ghiotta per diverse società. Tutti gli occhi delle squadre europee sono su di lui e nel nostro campionato Meyer è un giocatore che con le sue qualità potrebbe sposarsi al meglio con la Juventus come vice Pjanic, in un centrocampo che, a parte il bosniaco, manca di qualità e numeri. Il tedesco potrebbe, insieme all’altro acquisto probabile Emre Can, costituire il futuro della mediana dei Campioni d’Italia. Occhi puntati però all’estero, con Atletico Madrid e sopratutto Arsenal pronte a sferrare un attacco decisivo per portarsi a casa uno dei migliori talenti europei.

Luke Shaw

Luke Shaw, classe ’95, è giocatore dalle ottime qualità, con il suo acquisto nell’estate del 2014 per una cifra che si aggirava sui 40 milioni di euro che fece discutere parecchio anche se, al Manchester United, non è mai veramente esploso. Il giocatore è un terzino sinistro che non si è mai veramente imposto con la maglia dei Red Devils e il suo contratto a giugno andrà in scadenza. A fine stagione con un probabile addio di Ghoulam al Napoli, Luke Shaw potrebbe essere la pedina giusta per il club partenopeo. L’unica incognita è la condizione fisica del terzino: la sua avventura con il club inglese è stata caratterizzata da un bruttissimo infortunio che lo ha allontanato dai campi per più di un anno, non tornando mai in una perfetta condizione fisica.

Marouane Fellaini

Dopo aver militato in Premier League, Fellaini sembrerebbe pronto per una nuova esperienza professionale: infatti, il calciatore ha dichiarato, più volte di voler andarsene dal Manchester United e di voler continuare la sua carriera altrove. Il suo nome in molte occasioni è stato accostato a diversi club italiani e per qualità potrebbe essere il profilo giusto per il Milan. Il belga garantirebbe centimetri ed esperienza internazionale a una rosa forte ma con molti giovani: tutte qualità che rispondono alle richieste dell’attuale tecnico rossonero, Gennaro Gattuso.