Qual’è il ruolo a maggior rischio contagio?

Qual’è il ruolo a maggior rischio contagio?

Uno studio dell’università danese Aarhus University, esaminando 14 sfide della SuperLeague danese, ha evidenziato che il ruolo a maggior rischio contagio è l’attaccante. Per arrivare a questa conclusione lo studio ha simulato la presenza di un calciatore positivo al COVID-19 ed i suoi contrasti ed incroci durante la partita con gli altri calciatori nel raggio di un metro e mezzo. Da quest’analisi emerge che gli attaccanti sono esposti per circa 2 minuti al rischio contagio, mentre gli altri ruoli sono esposti di media solo 88 secondi, inoltre viene specificato un altro aspetto molto interessante: nelle categorie inferiori, nelle non professionistiche ed in quelle giovanili il rischio di contagio si abbassa drasticamente poiché il gioco è più lento e diminuiscono i contatti ravvicinati. A riportare la notizia dello studio in Italia è SportMediaset, che con tweet diffonde i risultati raggiunti dall’università danese. Oggi intanto il Comitato Tecnico Scientifico ha approvato il nuovo protocollo presentato dalla Lega di Serie A, mentre Spadafora in mattinata ha dichiarato di offrire la massima disponibilità per la ripartenza del campionato.

 


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Il Parma parte in ritiro con il protocollo non valido

Il Parma parte in ritiro con il protocollo non valido

Il Parma oggi partirà per il ritiro attenendosi al primo protocollo, che però sappiamo non è stato approvato dal Comitato Tecnico Scientifico e quindi i ducali potranno allenarsi solo in solitudine e non in via collettiva. La Gazzetta dello Sport riporta come ieri i calciatori ducali siano stati in contatto telefonico tutto il giorno per decidere se far partire il ritiro oppure no, ed alla fine si è deciso per iniziare il raduno a Collecchio, in attesa che qualcuno si prendi la responsabilità di definire il futuro del campionato. Per l’organizzazione del ritiro la dirigenza ducale è stata attenta ed ha minuziosamente pianificato tutti gli aspetti del ritiro, dallo svolgimento degli allenamenti fino ai pasti per ogni singolo dipendente; la mossa del Parma da una parte potrebbe mettere pressione ai decisori, dall’altra rischia di compromettere l’immagine unitaria della Lega, che sta cercando in tutti i modi di ammorbidire la posizione del Governo e del Ministro Spadafora. Intanto da oggi riparte il paese, mentre per il mondo del calcio ancora nessuna novità e pianificazione, intanto nel resto d’Europa si va verso la ripresa. L’unica ufficialità è che non si ripartirà prima del 14 giugno, dato che nel nuovo decreto vi è il divieto di qualsiasi genere di manifestazione sportiva fino a quella data.


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La Serie A in estate può funzionare?

La Serie A in estate può funzionare?

Cominciamo col dare la risposta: , a non poche condizioni però.

A cosa sta pensando la Lega? Come riportato da Tuttosport, L’ad Luigi De Siervo e il responsabile delle competizioni Andrea Butti stanno lavorando ad un nuovo calendario per la Serie A che preveda le rimanenti gare di campionato da disputare in estate al posto dell’Europeo (posticipato al 2021). Si punta a tornare in campo il 31 maggio, disputando i recuperi delle gare interrotte e sospese tra febbraio e marzo, per poi ripartire con le giornate rimanenti da disputare tra il 4 giugno ed il 12 luglio. Il programma prevede di giocare le partite in tre turni settimanali di due giorni ciascuno fino al 21 giugno. Durante questi primi sei turni le gare saranno spalmate su tre fasce orarie giornaliere. Dal 24 giugno, poi, le fasce si ridurranno a due per evitare la partite delle 15, troppo a rischio per le temperature, ma si amplierà la spalmatura su tre giorni. Quest’oggi si radunerà anche l’UEFA per vagliare questa ed altre ipotesi sulla ripresa dei vari campionati.

La Serie A in estate, dunque, potrebbe funzionare? Come detto, sì. Ma servono innanzitutto le condizioni sanitarie che lo permettano, Gravina stesso ha detto che al nord si potrebbe non giocare e pertanto il campionato italiano potrebbe concludersi disputando tutte le gare rimanenti tra il centro ed il sud, servono tamponi a tappeto per tutti i calciatori ed i dipendenti delle varie società per evitare qualsivoglia contagio. E tutto questo solo per far scendere in campo le squadre, poi resta da capire quanto appeal potrebbe avere verso il pubblico. Se la gente fosse libera di andare al mare, ad esempio, le partite potrebbero anche passare in secondo piano (e come dar torto alla gente dopo mesi di detenzione forzata). Diversamente, se fossero vietate le partenze e gli esodi verso le seconde case, allora le partite trasmesse in estate avrebbero un grosso share. In ogni caso tutte le gare si disputerebbero a porte chiuse ed al momento la riapertura degli stadi è prevista solo per la prossima primavera, a meno che non venga trovata una cura o una vaccinazione.

 

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Assemblea di Lega: ecco come far ripartire la Serie A

Assemblea di Lega: ecco come far ripartire la Serie A

Domani, martedì 24 marzo, i club di Serie A si incontreranno in conference call per trattare numerosi argomenti riguardo la stagione interrotta dal Coronavirus: come e quando far ripartire la Serie A, come gestire il Fair Play Finanziario, scadenze contrattuali, Coppa Italia, tagli degli stipendi ed eventuale stop definitivo con conseguenze economiche e non.

Come si legge sul Corriere dello Sport, si stanno vagliando quattro opzioni per quanto riguarda la stagione 2019/2020 di Serie A: la ripresa nel breve termine a maggio, la ripresa nel medio termine a giugno, la ripresa nel lungo termine prevista per luglio (che comporterebbe lo slittamento della prossima stagione, altri punto focale di cui discutere) o addirittura l’interruzione anticipata la stagione (che comporterebbe lo spostamento della discussione sull’assegnare o meno il trofeo, consolidare o meno le posizioni e decidere per retrocessioni e promozioni).

Si discuterà poi anche dell’eventuale ripresa della Coppa Italia, competizione che sembra più facilmente collocabile in estate ed in pochi giorni essendo rimaste da disputare solamente tre partite in gara secca.

Nell’assemblea straordinaria di Lega di domani si parlerà inoltre delle situazioni finanziarie dei club in difficoltà (viste le chiusure delle attività del decreto del premier Conte, Sampdoria e Genoa su tutte ne hanno risentito), di un probabilissimo ridimensionamento delle varie leghe che compongono la FIGC e del taglio degli stipendi dei calciatori che fra tutti i punti è il più condiviso dai vari club.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Coronavirus, la Serie A ora rischia seriamente l’annullamento

Coronavirus, la Serie A ora rischia seriamente l’annullamento. Queste le ultimi voci che trapelano dagli organi della Lega calcio. L’aggravarsi dei dati e della situazione comincia a trasportare gli organi calcistici a comprendere ancora di più la situazione e a cominciare ad abituarsi all’idea che la stagione verrà chiusa qui e quindi procedere con l’annullamento.

Poche le società che al momento si opporrebbero, tante quelle che invece silenziosamente stanno solo pensando a come passare questo periodo, tra operazioni benefiche e studi su come salvare il lato economico, che come per tutti gli impieghi, subirà molti danni.

Difatti la Lega dovrà presentare alla Federazione una stima dei danni provocati, per poter mettere in atto delle misure economiche, che al momento non dovrebbero andare oltre le operazioni che già sono state proposte, tranne qualche sgravo fiscale da aggiungere per permettere alle società di affrontare la situazione.

In tutto questo bisognerà ridefinire anche il discorso allenamenti, al momento sul banco delle discussioni soprattutto per Lazio e Napoli, intenzionate a riprendere il lavoro come se nulla fosse. Dunque diventa fondamentale ciò che verrà deciso in Lega in questa giorni.

Una decisione importante ma che forse è arrivato il momento di intraprendere, soprattutto visto che ormai le voci fuori dal coro sono poche e cominciano anche ad essere stucchevoli.

 

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Serie A, in Lega domani si discutono gli stipendi

Serie A, in Lega domani riunione per intavolare un altro nodo spinoso nato dallo stop dei campionati per l’emergenza Coronavirus, quello del taglio degli stipendi dei calciatori.

Così come per tutte le attività commerciali e non che sono state sospese o rallentate dalla situazione, anche il calcio va incontro alle sue difficoltà economiche, esposte fin da subito da diversi patron, in particolare delle società più piccole, che avrebbero grosse difficoltà a pagare gli stipendi per intero senza introiti da sponsor, televisioni e stadi.

Una questione rognosa che verrà discussa domani in Lega calcio, dove la strada da percorrere sembra quella di una riduzione del 20/30 % degli stipendi dei calciatori, così come riporta Il Corriere dello Sport nell’edizione odierna. Una decurtazione che porterebbe le grandi società a risparmiare cifre altissime, mentre bisognerà valutare se nelle squadre minori basterà, visti gli ingaggi nettamente più bassi.

La questione apre anche ad un’altra sfaccettatura, quella della ripresa degli allenamenti e quindi del lavoro: nel momento in cui si riprende ad allenarsi le società non potrebbero esimersi dal pagare gli stipendi, come ad esempio in casa Lazio, dove la società ha convocato giocatori e staff già per lunedì 23, una decisione che altera gli equilibri di questa scelta e che al momento potrebbe essere interrotta solo da un intervento dall’alto, con il governo pronto a sospendere tutte le attività fisiche all’aperto e con i divieti di utilizzo delle palestre, qualsiasi iniziativa sarebbe “fuori legge”.

Domani si discuterà, noi nel frattempo ci appelliamo al buon senso dei vertici calcistici: “Andrà tutto bene”(?)

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Serie A, alcuni giocatori non potrebbero scendere in campo dopo il 30 giugno

Serie A, alcuni giocatori non potrebbero scendere in campo dopo il 30 giugno.

Appare ormai chiaro che l’intento della Lega di Serie A sia quello di provare in tutti i modi a concludere il campionato nella maniera più regolare possibile, cercando di evitare le soluzioni alternative, che comunque non possono essere accantonate, poiché potranno rivelarsi indispensabili nel caso in cui l’emergenza Coronavirus continui fino alle porte dell’estate. L’idea di giocare tra maggio-giugno-luglio presenterà comunque delle complicanze gestionali, tra queste spicca quella dei contratti in scadenza: alcuni giocatori non potrebbero scendere in campo dopo il 30 giugno. Questo problema andrà a coinvolgere buona parte dei prestiti di cartellini (solitamente sono di una stagione), tra i nomi più altisonanti: Ibrahimovic, Nainggolan, Smalling; tra i rossoneri anche Kjaer è in prestito fino al 30 giugno. Poi ci sarebbero i rientri, come quelli di Icardi e Perisic in casa Inter, sempre che non vengano riscattati. Ci sono anche dei grandi giocatori a cui scade il contratto il 30 giugno, come Buffon e Chiellini nella Juventus o Mertens nel Napoli. La situazione come si evince è bella intricata, vedremo nelle prossime settimane come agirà la Lega di Serie A, sempre con la speranza che quest’incubo finisca il prima possibile.

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